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Gwerz Gigi Ontanetti

Richard Gwenndour
Language: Breton

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kazhdu
[21 febbraio 2017]
[21 e viz-C'hwevrer 2017]

Gigi Ontanetti su una panchina in piazza dell'Isolotto.
Gigi Ontanetti su una panchina in piazza dell'Isolotto.


Avevo pensato di ricordare, qua dentro, Pierluigi Ontanetti con un breve scritto, ché le cose lunghe e pallose non gli piacevano per niente. Era un uomo d'azione, Gigi; l'ultima volta che l'ho visto, quasi alla fine, era a manifestare davanti al Comune di Bagno a Ripoli in una giornata torrida d'inizio agosto, l'anno scorso, in una mattina da tregenda cominciata all'alba con il paventato sgombero del libero podere di Mondeggi, e proseguita con il vero sgombero manu militari dello squat di via Toselli. Gigi era arrivato non so come, con la bombola dell'ossigeno attaccata; non ce la faceva quasi più a respirare, ma era lì. Mi disse che lo stavano per mettere in un “moritoio”, parole sue, ovvero in una residenza per malati terminali. Della sua vita e di quel che aveva fatto conoscevo delle cose a macchia di leopardo, delle sue cose non si “beava”. Girava su una macchina che definire scassata è un eufemismo. Aveva fatto, per un po', pure il consigliere comunale dimettendosi già malato grave; nel 2014 aveva fatto pure in tempo ad essere aggredito, a Firenze, da tre fascisti. Nel 1994 era su quel ponte, a Sarajevo, a manifestare disarmato assieme ai “Beati Costruttori di Pace”; spararono e uccisero Moreno, un suo compagno, un suo amico. Ho pensato, ad un certo punto, di ricordarlo anche in una maniera particolare. Non so nemmeno se gli sarebbe piaciuta, ma così m'è venuto. Con un vero e proprio gwerz scritto in lingua bretone, senza rime ché non mi riuscirebbero ma rispettando la struttura tradizionale di questa composizione che generalmente parla di fatti. La vita di Pierluigi Ontanetti, come del resto ogni vita, è una serie di fatti che hanno un inizio e una fine; a mio parere, è stata ben spesa. Ciao Gigi, e bèccati 'sto gwerz. Arrivederci, Kenavo. [RGw]
Ur werz nevez evitañ, ur werz a zo savet
Evit Gigi a gousk bremañ en douar yen-skorn

Evit Gigi a gousk bremañ en douar yen-skorn
Un den a beoc'h a veilho warnomp eus oabl ar reizh

Un den a beoc'h a veilho warnomp eus oabl ar reizh
Gant e vil emgann nerzhus en deus roet evidomp.

Micherour chafotach oa bet en e vuhez atav,
Ganet oa bet e Florañs en ur c'harter poblel

Ganet oa bet e Florañs en ur c'harter poblel
Diveliour enepfaskour gant Krist evel bleiner

Diveliour enepfaskour gant ar peoc'h en e galon
Stourmet en deus ouzh pep direizhder gant berv ha tan

Stourmet en deuz ouzh pep direizhder gant berv ha tan
Hag e Grist n'oa ket Krist ar vistri a wask ac'hanomp.

E Grist n'oa ket Krist ar binvidien hag al laeron,
E Grist a oa ur C'hrist a baourentez ha galeter.

Eus Isolotto da Sarayevo evit e vignoned
Fatima ha Sheriff, d'ar brezel hag ar marv

D'ar brezel hag ar marv war ur pont mallozhet,
Pont Vrbanje e-lec'h ma lazont e gamalad Moreno.

Benniget saverien peoc'h, benniget ha lazet
Gant saverien ar marv, gant saverien ar c'hasoni

Gant oberourien armoù, gant an uraniom paouraet,
Gant ar c'hrign-bev a laz ar c'horf, neket ar stourm.

Maro Gigi bremañ, paour-du ha klañv-fall,
Bev eo e va daoulagad, bev eo e va c'halon.

Maro Gigi Ontanetti, an douar d'e zegemero
Gant e gorf bihan, gant e spered divent.

Contributed by Richard Gwenndour - 2017/2/21 - 22:04



Language: Italian

Traduzione italiana.
GWERZ DI GIGI ONTANETTI

Un nuovo gwerz per lui, un gwerz viene composto
Per Gigi che ora dorme nella terra gelida

Per Gigi che ora dorme nella terra gelida
Un uomo di pace che veglierà su di noi dal cielo della giustizia

Un uomo di pace che veglierà su di noi dal cielo della giustizia
Con le sue mille forti battaglie che ha combattuto per noi.

Sempre nella sua vita era stato operaio ponteggista,
Era nato a Firenze in un quartiere popolare

Era nato a Firenze in un quartiere popolare
Libertario antifascista con Cristo come guida

Libertario antifascista con la pace nel suo cuore
Ha lottato contro ogni ingiustizia con fierezza e ardore

Ha lottato contro ogni ingiustizia con fierezza e ardore
E il suo Cristo non era il Cristo dei padroni che ci opprimono.

Il suo Cristo non era il Cristo dei ricchi e dei ladri,
Il suo Cristo era un Cristo di povertà e durezza.

Dall'Isolotto a Sarajevo per i suoi amici
Fatima e Sheriff, alla guerra e alla morte

Alla guerra e alla morte su un ponte maledetto,
Il ponte di Vrbanje dove uccidono il suo compagno Moreno.

Beati i costruttori di pace, beati e ammazzati
Dai costruttori della morte, dai costruttori dell'odio

Dai fabbricanti d'armi, dall'uranio impoverito,
Dal cancro che uccide il corpo, ma non la lotta.

E' morto Gigi adesso, povero in canna, malato grave,
E' vivo nei miei occhi, è vivo nel mio cuore.

E' morto Gigi Ontanetti, la terra lo accoglierà
Col suo corpo piccino, col suo spirito immenso.

Contributed by Richard Gwenndour - 2017/2/21 - 22:22


Grazie Richard Gwenndour, bellissimo.

B.B. - 2017/2/21 - 23:17



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