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Leg weg das Strickzeug, liebe Olga

Anonymous
Language: German

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[fine 1944]
Parole e musica di autore anonimo.
Trovo il testo sul bel lavoro di Christian Hörburger intitolato “Nihilisten - Pazifisten – Nestbeschmutzer. Gesichtete Zeit im Spiegel des Kabaretts”, 1993.



Si tratta di versi stampati su fogli volanti che comparvero a Berlino alla fine del 1944, quando ormai la Germania era sull’orlo della capitolazione ed Hitler chiamava a raccolta il “Volkssturm”, letteralmente “Assalto popolare”, una milizia di vecchi e ragazzini e anche invalidi e donne, armati con qualche fucile e Panzerfaust, che avrebbe dovuto opporsi alle armate sovietiche ed alleate in inarrestabile avanzata…

Leg weg das Strickzeug, liebe Olga,
und hör auch du her, Klaus, mein Sohn;
wir kämpfen nicht mehr an der Wolga,
wir fechten an der Neiße schon.

Vom Nil zum Rhein, vom Don zur Planke
mit Sack und Pack und Flak und Pferd,
welch niederschmetternder Gedanke:
der Krieg ist heim ins Reich gekehrt.

Wie anders kam es, als ich dachte,
Schatz, reich mir deine weiße Hand,
wir fahren in den Abgrund sachte
und nicht mehr gegen Engeland.

Nach Rache und Vergeltung lechz' ich,
drum auf zum Volkssturm, lieber Klaus!
Du bist erst zwölf, ich sechsundsechzig,
doch sehn wir fast wie Männer aus.

Und du, mein Weib - als Ehrengabe
sei dir der Spaten anvertraut.
O Olga, schippe, schanze, grabe,
ganz Deutschland ist auf Sand gebaut.

Gebiete, Teure, deinen Tränen,
wenn du auf deinen Garten schaust.
Ich knirsch' mit meinen letzten Zähnen
und ball' vor Wut die Panzerfaust.

Laßt uns die Gartentür verriegeln,
dann werfe ich mich in den Schmutz.
Ich bin bereit, mich einzuigeln,
Gemeinnutz geht vor Eigennutz.

So wollen wir den Feind erwarten,
des Führers letztes Aufgebot,
durch Panzerschreck im Schrebergarten
zum Reichsfamilienheldentod.

Wir hissen die zerfetzten Segel
und wandern froh an Hitlers Stab
Mit Mann und Maus und Kind und Kegel
ins Massengrab, ins Massengrab.

Contributed by Bernart Bartleby - 2016/10/25 - 08:51



Language: Italian

Versione italiana di Francesco Mazzocchi
METTI VIA IL LAVORO A MAGLIA, CARA OLGA

Metti via il lavoro a maglia, cara Olga,
ed ascolta qui anche tu, Klaus, figlio mio;
noi non combattiamo più sul Volga,
noi lottiamo già sulla Neiße.

Dal Nilo al Reno, dal Don alla staccionata,
con armi e bagagli e Flak e cavallo,
che pensiero tremendo:
la guerra è tornata a casa nel Reich.

Com’è andata diversamente da quel che pensavo,
tesoro, dammi la tua mano bianca,
noi andiamo nell’abisso a poco a poco
e non più contro l’Inghilterra.

Io ho sete di vendetta e rappresaglia,
perciò su, alla milizia popolare, caro Klaus!
Tu hai solo dodici anni, io sessantasei,
ma sembriamo quasi uomini.

E tu, mia donna - come dono d’onore
ti sia assegnata la vanga.
O Olga, spala, vanga, scava,
tutta la Germania è costruita sulla sabbia.

Trattieni, cara, le tue lacrime,
quando guardi il tuo giardino.
Io digrigno i miei ultimi denti
e stringo dalla rabbia il Panzerfaust.

Fateci sprangare la porta del giardino,
poi mi getto nel fango.
Sono pronto a trincerarmi,
l’utile comune va prima dell’utile proprio.

Così vogliamo aspettare il nemico,
ultima leva del Führer,
col Panzerschreck nel giardino di casa
nella morte da eroi di famiglia del Reich.

Noi alziamo le vele lacere
ed andiamo allegri a bacchetta di Hitler,
con uomo e topo e figlio e bastardo
nella fossa comune, nella fossa comune.
Flak (Flugzeugabwehrkanone) erano i cannoni antiaerei da almeno 20 mm di calibro, Panzerfaust e Panzerschreck erano i lanciarazzi anticarro.
il penultimo verso si poteva tradurre liberamente come da vocabolario “tutti quanti”, ma mi sembra più espressivo tradotto letteralmente

Contributed by Francesco Mazzocchi - 2019/2/24 - 20:29



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