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Wien : Heldenplatz

Ernst Jandl
Language: German

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Schtzngrmm
(Ernst Jandl)
Vater komm erzähl vom krieg
(Ernst Jandl)


[1962]
Versi del poesta austriaco Ernst Jandl (1925-2000)
Nella raccolta intitolata “Laut und Luise” pubblicata nel 1966
Musica del compositore austriaco Friedrich Cerha, nel disco intitolato “Eine Art Chansons” (1993)

Ernst Jandl.
Ernst Jandl.


Era adolescente Ernst Jandl quando Hitler si annesse l'Austria. Era il 12 marzo del 1938. L'Anschluss fu un'operazione studiata a tavolino e si risolse non solo con l'intervento militare ma pure con un successivo “democraticissimo” referendum, tenutosi il 10 aprile, il cui semplice quesito era il seguente:

jandlansch

“Sei d'accordo con la riunificazione dell'Austria con il Reich tedesco avvenuta il 13 marzo 1938 e voti per la lista del nostro Führer Adolf Hitler?”

Ovviamente le ragioni del “No” non ebbero alcuno spazio, persino nella scheda elettorale, dove la casella dei contrari era relegata ai margini e molto più piccola di quella riservata ai favorevoli... Il risultato: oltre il 99% di preferenze per il “sì”. Alla fine è sempre il popolo che si fa la frusta per il suo culo!

wienhitre


Cinque giorni dopo, davanti a tutti i viennesi radunati in folla oceanica sulla “Piazza degli Eroi” annunciò ufficialmente la vittoria del plebiscito e la nascita della “Grande Germania”.
E' proprio quell'adunata, di cui fu testimone tredicenne, che Ernst Jandl descrive nel suo stile letterario dadaista, pieno di neologismi e giochi linguistici volti a rimarcare il grottesco di quella situazione, tanto per il Führer quanto per la folla osannante, plaudente, orgiastica ed orgasmica...
25 anni dopo la poesia di Jandl, quella stessa tragica pantomima venne raccontata da un altro grande intellettuale tedesco, il drammaturgo Thomas Bernhard (1931-1989) che in una delle sue ultime piéces teatrali, “Heldenplatz” del 1988, scriveva: “… Che io sia austriaco è la mia più grande disgrazia. […] oggi la situazione è veramente quella/ che c’era nel trentotto/ a Vienna ci sono adesso più nazisti/ che nel trentotto/ lo vedrai/ come tutto finirà male/ per capirlo non c’è mica bisogno/ di una mente tanto acuta/ adesso stanno venendo fuori di nuovo/ da tutti i buchi/ che più di quarant’anni fa erano stati tappati/ basta che ti metti a parlare con uno qualunque/ e non ci vuole tanto/ perché salti fuori un nazista.”
der glanze heldenplatz zirka
versaggerte in maschenhaftem männchenmeere
drunter auch frauen die ans maskelknie
zu heften heftig sich versuchten, hoffensdick
und brüllzten wesentlich.

verwogener stirnscheitelunterschwang
nach nöten nördlich, kechelte
mit zu-nummernder aufs bluten feilzer stimme
hinsensend sämmertliche eigenwäscher.

pirsch!
döppelte der gottelbock von Sa-Atz zu Sa-Atz
mit hünig sprenkem stimmstummel.
balzerig würmelte es im männechensee
und den weibern ward so pfingstig ums heil
zumahn: wenn ein knie-ender sie hirschelte.

Contributed by Bernart Bartleby - 2016/8/14 - 21:15




Language: Italian

Traduzione italiana di Luigi Reitani, noto germanista, traduttore e critico letterario, da “Di un linguare”. Lingue artificiali nella poesia tedesca del novecento
VIENNA: PIAZZA DEGLI EROI

l’intersa piazza degli eroi all’incirco
straflosciava in mestosi ometti oceanici
tra loro anche donne, che al ginocchio mascolare
di premere pressanti si tentavano, pregne di sperare.
e mugghiolavano essenzialmente.

baldranzoso sottoslancio sulla fronte ciuffosa
per benbisogno nordico, grintolava
con voce innumerantesi, corrupata di sangue,
falciando completosi i mi-faccio-i-cazzi-miei.

puntare!
straltellava il diuccio-caprone da Sa-Afre a Sa-Afre
con moncherin di voce gigallescamente sgronfia.
fregolando vermeggiava il mare di ometti
e per le femmine fu penecoste sulla heil,
tantro più se incervate dall’inginocchio a corna.

Contributed by Bernart Bartleby - 2016/8/14 - 21:16




Language: French

Traduzione francese di Alain Jadot & Christian Prigent da Lyrikline
VIENNE : PLACE DES HÉROS

la bruillante place des héros zéro
nasse submergée sous masse humaineuse
avec femmes affamées d’agenouille
ments violhantées bourresoufflées
d’espérexistence à fond beuglant

méchamment la mèche déferlée au front
cap des périls au nord haboiletait
volume poussé râpant au sang la voci-
ferraillante sur les pitoyeux distraqués

sus !
dieu le bouc enchâSSAit SA diatribe
d'éructronçons éclatonitruands
ça grouillait en rut la ruée humaineuse
et la femellitude : si pivoineuse au pic
des vivats : quand une des rotules les encornait

Contributed by Bernart Bartleby - 2016/8/14 - 21:16


Ciao Admins, vi ricordate di caricare le immagini su questa pagina e su quella di Schtzngrmm?
Grazie
Saluzzi

B.B. - 2016/8/16 - 16:31



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