Language   

Donald Trump Makes Me Wanna Smoke Crack

Daniel Ledinsky
Language: English

List of versions


Related Songs

Donald Trump
(Vallanzaska)
High Society
(Daniel Ledinsky)
Demagogue
(Franz Ferdinand)


2016
High Society EP
high society

Come distruggere Donald Trump e diventare celebre con una canzone
Da autore per altri, il musicista svedese Daniel Ledinsky al vertice delle top ten dei brani più virali su Spotify con 'Donald Trump Makes Me Wanna Smoke Crack'. Una canzone sull'America di oggi e sul pericolo rappresentato dal "sogno" di nuova grandezza spacciato dal candidato repubblicano alla Casa Bianca

PAOLO GALLORI
03 Agosto 2016

Neil Young, Adele, Rolling Stones, la famiglia di Pavarotti, Queen, Aerosmith, Rem. Sono tutti accomunati da una richiesta: "Donald Trump la smetta di usare la nostra musica per la sua campagna elettorale". Bene, è vicino il giorno in cui sarà Trump a chiedere che qualcuno la smetta di usarlo, o meglio, di cantarlo in termini non proprio lusinghieri per farsi strada nel music business. Perché il giochetto sta riuscendo alla grande a Daniel Ledinsky, svedese, musicista e autore di canzoni per professione. Da un paio di settimane, la sua Donald Trump Makes Me Wanna Smoke Crack staziona nelle posizioni di vertice della top ten dei brani più virali su Spotify. Il 26 luglio, la canzone risultava prima negli Usa e a livello globale, oltre a fare il suo ingresso al nono posto nel Regno Unito. Una settimana dopo, il 2 agosto, Donald Trump...è in vetta in Uk, quarto negli Usa e secondo a livello planetario. E tutto lascia credere che la sua parabola non si esaurisca qui.

Il primo segreto della viralità del brano risiede certamente nel sapore d'estate, nostalgicamente californiano, della sua costruzione: un minimale wall of sound, fatto di battiti di mani, chitarra acustica, hook melodico ripetuto ossessivamente alla tastiera e incedere ritmico sincopato, mescolando echi folk, reggae e surf. Il risultato è una struttura leggera leggera, su cui Ledinsky canta strofa dopo strofa con timbro delicato che sfocia in falsetto.

Il secondo segreto è lo stordente contrasto tra delicatezza sonora e durezza lirica. Intro: "Soldi, soldi, soldi nella mia testa, soldi soldi nella tua testa...Alle barche, qui siamo tutti immigrati, quel grande muro è la nuova frontiera". Prima strofa, saltar giù prima che sia troppo tardi: "Ferma, ferma, fatemi scendere, ferma ferma, ma questo treno non si fermerà". Seconda strofa, contiamoci: "Dito medio in aria se vi sentite come me, dito medio in aria se vi sentite come me...". E vai col ritornello: "Donald Trump mi fa venir voglia di fumare del crack, andare in Canada e non tornare più, dove sei andata Betty Friedan, dove sei andato Gore Vidal?".

Il terzo non è affatto un segreto. Come non provare immediata curiosità per una canzone intitolata "Donald Trump mi fa venir voglia di fumare del crack"? Idea nemmeno originale, ma concettualmente centrata sul richiamo a Beck e alla sua Mtv Makes Me Want To Smoke Crack. Era il 1994 quando quel grande alchimista musicale di Hansen faceva notare la contraddizione tra il mondo perfetto e colorato spacciato dai videoclip e la dura realtà al di qua dello schermo. Ventidue anni dopo è Ledinsky a rabbrividire vedendo Trump spacciare un nuovo sogno americano che inchioderebbe l'America a un destino tutto legge e ordine, militarizzazione, barriere doganali, muri per respingere gli immigrati, embargo totale contro i musulmani.

Ma chi è Daniel Ledinsky? Negli ambienti discografici era noto soprattutto come collaboratore alla musica altrui, dai To Love ai Tv On The Radio, Gorgon City e persino Shakira. Chi è riuscito a stanarlo dopo Donald Trump...ha scoperto il resto della storia. Da membro dello staff A&R della storica Atlantic, Ledinsky ha appena debuttato da artista pubblicando un Ep di cinque brani intitolatoHigh Society. E che a scegliere Donald Trump... per il lancio non è stata la label ma lo stesso Daniel. Ma nelle ancora rare interviste emergono anche una sincerità disarmante e una sensibilità sociale talmente "svedese" da non rendere facile bollare quella scelta frettolosamente come "furba". "Mio padre era un musicista jazz. Sono cresciuto con la musica e la cultura americana. Prima di trasferirmi negli Stati Uniti, ci sono venuto spesso. E qui mi sono sempre sentito più a casa che in Svezia. Oggi la Svezia non mi piace più". Per Ledinsky, la Svezia e il suo modello di socialdemocrazia "era un buon Paese, ma oggi muove verso destra, è diventato un piccolo Paese razzista. Per questo non mi sento più svedese ma americano".

A proposito del suo Ep, Daniel osserva come sia High Society la canzone portante. "Parla del capitalismo e del tentativo di spezzare le catene che questa società si è creata. Un titolo dalla duplice lettura. High come drogato, perché negli Stati Uniti lo siamo tutti. Ma High Society è anche il film con Satchmo, Louis Armstrong, preferito da mio padre". Le note redatte per il sito ufficiale a proposito di High Society, spiegano come spezzare le catene: "Concentratevi su cosa vi rende felici e disconnettetevi da tutto il resto. Una profezia che si autoavvera. Ha salvato la mia vita, può salvare la vostra. Se lo volete".

La profezia affonda indietro nel tempo, ai giorni in cui la madre raccomandava al giovane Ledinsky di battersi per amore, mai per denaro. Se ne è ricordato dopo aver perso improvvisamente entrambi i genitori ed essere rimasto solo con i suoi amati cani. Perché mandare avanti Donald Trump..., allora? "Non è qualcosa che ho pianificato. Era solo una canzone, scritta in un mattino il 14 giugno e inviata ai miei amici. A cui non davo molta importanza e che le persone sentivano di volta in volta tragica, divertente e altro". Sul suo sito, Ledinsky rivela l'identità e il ruolo giocato nella storia da uno degli "amici": Nadya delle Pussy Riot. "E' stata lei a dirmi che avrei dovuto farla uscire. Quindi è colpa sua".

"Quando ho deciso di farne un singolo - prosegue Daniel -, quelli della Atlantic mi hanno detto che avrebbe potuto essere ingannevole, la gente avrebbe potuto avere una percezione sbagliata di me, artisticamente parlando. Il che è un atteggiamento ammirevole, perché in genere è l'etichetta a fare scelte simili e l'artista a opporsi. Per questo si è deciso di farla uscire con altro materiale, per dare al pubblico la possibilità di capirmi. Ma io non mi preoccupo che Donald... possa distogliere l'attenzione".

Dovesse Trump vincere le elezioni, per Ledinsky sarebbe un problema essere in giro con quella canzone. "Sarebbe davvero il problema minore. Non credo qui si sia compreso davvero dove sta andando il treno e cosa potrebbe accadere nel mondo con questo clima, con Putin in Russia e i fascisti in Austria. Ci stanno riportando agli anni Trenta", testimoni passivi e quasi catatonici dell'ascesa di Hitler e del nazionalsocialismo. E qui Daniel Ledinsky si rivolge alla sua generazione. "Noi giovani occidentali non sappiamo cosa sia una guerra mondiale. E non crediamo che sia possibile, pensiamo che si combatterà da qualche altra parte. Ma la storia si ripete e oggi negli Stati Uniti e in Europa sembra davvero di essere tornati ai 30's. Se non ci svegliamo finiremo su un binario che ci condurrà al disastro".

I sondaggi più recenti e le pesantissime gaffe accumulate dopo aver fatto sua la nomination sembrano indicare un Trump finalmente in difficoltà sulla strada per la Casa Bianca. E' il momento di insistere. Invece di cercare l'endorsement musicale delle superstar, Hillary Clinton chieda al suo staff di fare di Donald Trump Makes Me Wanna Smoke Crack la sigla dei suoi comizi. Dove certamente la canzone già si balla, ecco spiegati tutti quei medi alzati al cielo. Aspettando l'election day di novembre, Ledinsky se andrà in giro a suonare, finalmente, la sua musica. "Ma solo se trovo qualcuno disposto a guardarmi i cani".

repubblica.it
Money, money
Money on my mind
Money, money
Money on your mind [1]
To the boats we're all criminals here
And that big wall is the new frontier

Well, Donald Trump makes me wanna smoke crack
Go to Canada[2] and never come back
Where you gone
Betty Friedan?[6]
Where you gone
Gore Vidal?[7]

Money, money
Money on my mind
Money, money
Money on your mind
To the boats we're all immigrants here
And that big wall is the new frontier[3]

Hold up, hold up
Let me off
Hold up, hold up
This train won't stop
Hold up, hold up
Let me off
Hold up, hold up
This train won't stop

Middle finger in the air
If you're feeling like I
Middle finger in the air
If you're feeling like I do
Feeling like I do
If you're feeling like I do
Feeling like I do[4]

Money, money
Money on my mind
Money, money
Money on your mind
To the boats
We're all immigrants here
And that big wall is the new frontier

I said, Donald Trump makes me wanna smoke crack
Go to Canada and never come back
Where you gone
Betty Friedan?
Where you gone
Gore Vidal?[5]

Middle finger in the air
If you're feeling like I
Middle finger in the air
If you're feeling like I do
Feeling like I do
If you're feeling like I do
Feeling like I do
[1] The whole song is about what capitalism has done to this country. It’s kind of a stupid line, but money is such a big part of our lives. It feels like most people are a bit enslaved by the concept of money and that’s how you show love and that’s how you define if someone is a success or not.

[2] The whole smoking crack thing is more a symbol of your desperation. It’s the feeling of giving up in my world more than about actually smoking crack. I don’t hate Donald Trump but he’s a symbol of the regression going on. America used to be on the forefront of a lot of important subjects like civil rights and feminism, and that’s why I included the Gore Vidal and Betty Friedan lines.

[3] Of course it has to do with the wall Donald Trump wants to build. The new frontier used to be the wild west and the moon and now we’re looking to close the country down and build a wall. The whole concept of America is that it’s the new world and people should come here, contribute and be part of the American dream. It just feels like the discussion now is the opposite. It’s about America being a new chance for society, where people can be different and still live integrated. That’s what makes me love this country and that’s what the song is about: the debate is opposite of where it was before.

[4] I’d greet Donald Trump with my middle finger. I don’t hate Donald Trump. I think his TV show was funny and he’s a funny character in his own ways, but the things he says are not funny and it’s not on a funny level anymore because there’s actually a chance we’re about to give him 500 nukes. I don’t know how many nukes, but one is enough. That’s a very depressing, scary thought. The song is more about what he symbolizes more than the person; if it wasn’t Donald Trump, it’d be someone else.

[5] They’ve always been an inspiration for me. They symbolize what’s great about America. Gore Vidal was trying to push this country in direction where people were open to each other’s differences. And Betty Friedan gave birth in a lot of ways to the mobile feminist discussion. Where are those people in my generation? They’re out there but not in the public forum like they should be. The big artists of today, like the Taylor Swifts of today, I think they don’t really take the opportunity they have to be vocal about everything bad going on right now. This line is a call to arms. I hope more athletes and more artists will say something, but right now it feels like it’s so much about self-fulfillment and so little about our society as a whole.

Notes by the author taken by Genius.com

[6] Betty Friedan (nata Bettye Naomi Goldstein; Peoria, 4 febbraio 1921 – Washington, 4 febbraio 2006) è stata un'attivista statunitense, teorica del movimento femminista degli anni sessanta e settanta.

[7] Gore Vidal, pseudonimo di Eugene Luther Gore Vidal (ˌɡɔr vɨˈdɑːl) (West Point, 3 ottobre 1925 – Hollywood Hills, 31 luglio 2012), è stato uno scrittore, saggista, sceneggiatore e drammaturgo statunitense.

Contributed by Dq82 - 2016/8/12 - 20:35


Donald Trump entusiasma: ricco da far schifo al maiale, prepotente, irresponsabile, prevaricatore, incosciente, noncurante, sembra il concentrato in un solo uomo di tutte le strategie mediatiche di successo degli ultimi trent'anni almeno.
La riproposizione in un uomo assai maturo di tutti i comportamenti tipici del bullo preadolescente capace di ammazzare ridendo e di giustificandosi col dire che "stava scherzando", per intenderci.
Nell'agosto 2016 ha annunciato anche una riforma fiscale di sapore reaganiano.

L'elettorato statunitense non potrebbe trovare rappresentante migliore: una specie di George Diabolus Bush al quadrato ma senza (a quanto se ne sa) il vizio della bottiglia. Il mondo è ancora alle prese con le estrose iniziative di quel texano e con le sue "esportazioni di democrazia"; in Europa gli esiti della "politica muscolare" dei mangiatori di hamburger furono previsti a suo tempo anche dal più scalcinato dei collettivi studenteschi, ma l'elettorato yankee è formato (probabilmente a maggioranza) da individui che più in là del superbowl alla televisione e del SUV che beve un litro ogni sette metri non ci vanno neppure se ci fosse di mezzo la vita, a suo tempo già disposto ad affidare responsabilità nucleari ad una sedicente "pitbull con il rossetto". A proposito, l'ascesa di bestie del genere (Baubaus cacator mordax, Lynn.) nell'immaginario politico "occidentale" va senz'altro tenuta in considerazione.
Gli statunitensi sono capacissimi di maledire lo stato e l'assistenza pubblica anche trascinandosi in giro con i visceri rosi dalle metastasi; il signor Trump può democraticissimamente sperare in un radioso futuro.

Io non sto con Oriana - 2016/8/14 - 09:25


Trump-l'oeil
(da carmilla online)

facepalm [...]
Fino a pochi mesi fa, Donald Trump alla presidenza USA sembrava probabile quanto Paris Hilton.
Oggi è il favorito
Trump è un cazzaro, anzi un Supercazzaro.
Lo Zeitgeist è dalla sua parte.
È l’ennesima riprova che ci troviamo nell’universo parallelo di Ritorno al Futuro II, quello dei Biff Tanner miliardari al potere. Quel Tanner era infatti esplicitamente ispirato a Trump.
Lo slogan di Donald Trump è “Make America great agan”.
La Golden Age da ripristinare disinstallando tutti gli aggiornamenti è un’illusione (ottica) da sempre parte integrante della religione di Stato USA.
All’inizio del pilot di The Newsroom, l’ultima serie di Aaron Sorkin, il protagonista spara un pippone sull’America, dicendo “Non è più il paese migliore del mondo, ma un tempo lo era”.
A quando risale esattamente questa presunta Età dell’Oro degli USA? Al Sette–Ottocento dello schiavismo, della Guerra Civile, e dello sterminio dei nativi americani? Ai primi del Novecento dei linciaggi sistematici, e dei massacri di scioperanti? Agli anni ’20-30 del Proibizionismo e della Grande Depressione? Agli anni ’40 dei bombardamenti al fosforo, e atomici, e dei campi di concentramento per i nippo-americani? Agli anni ’50 del Maccartismo, dell’apartheid, e della guerra in Corea? Agli anni ’60 del Vietnam, e degli omicidi politici di Malcolm X, Martin Luther King, e i Kennedy? Agli anni ’70 delle proxy war, dei regime change golpisti, e del Watergate? Agli anni ’80 di Reagan e della Reaganomics? Agli anni ’90 di George Bush padre, Clinton, e della Guerra del Golfo? Agli anni dieci di George Bush figlio, Obama, e dello Scontro di Civiltà?
E questi sono appena i titoli dei volumi, non certo tutta la storia.
Come il protagonista di Memento, la smemorata America continua a uccidere e mentire a se stessa per autoassolversi, darsi un’identità, e una missione.
Gli USA non sono mai stati il paese migliore del mondo.
E sembrano decisi a diventare il peggiore.

23 maggio 2016
Alessandra Daniele

daniela k.d. - 2016/11/9 - 14:00



Main Page

Please report any error in lyrics or commentaries to antiwarsongs@gmail.com

Note for non-Italian users: Sorry, though the interface of this website is translated into English, most commentaries and biographies are in Italian and/or in other languages like French, German, Spanish, Russian etc.




hosted by inventati.org