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Do as the Doukhobors Do

Malvina Reynolds
Language: English

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[1962]
Parole e musica di Malvina Reynolds
Testo pubblicato su Broadside # 7, 1962, con il titolo “The Doukhobor Do”
Registrata nel 1963 da Pete Seeger e finita nelle outtakes della raccolta “Broadside Ballads Vol. 2”
Poi nella raccolta “The Best of Broadside 1962-1988: Anthems of the American Underground from the Pages of Broadside Magazine” realizzata dalla Smithsonian Folkways Recordings nel 2000.

Broadside Ballads Vol. 2
The Best of Broadside 1962-1988

Una canzone in qualche modo sorprendente che ci racconta di come le “Femen” e le “Pussy Riot” abbiano adottato forme di protesta per nulla originali e che pure fanno scalpore ancora oggi… Figuriamoci 50 o anche 100 anni fa!



Era un bel giorno del mese di maggio del 1962 e il primo ministro canadese John Diefenbaker stava tenendo un discorso nella cittadina di Trail, British Columbia. Ad un certo punto, diverse donne tra il pubblico improvvisamente si spogliarono nude, urlando in faccia all’uomo politico la loro protesta contro il trattamento riservato dal governo al gruppo cui esse appartenevano, i Dukhobors, un termine di origine russa che dovrebbe più o meno significare “Difensori dello Spirito di Cristo”.



I Dukhobors erano una setta cristiana pauperista nata nell’Impero russo nel 17° secolo. Vivevano in stretta aderenza alla Bibbia, erano pacifisti e – per giunta – militanti antimilitaristi e contro la guerra, rifiutavano l’autorità dello zar come pure quella della chiesa ortodossa e, per tutto questo, furono fortemente perseguitati, con misure come il confino, la deportazione, il reinsediamento forzato. Dopo un paio di secoli di repressione i Dukhobors decisero che ne avevano abbastanza e in massa emigrarono in Canada, dove speravano (come tanti altri sudditi dell’Impero, quelli più poveri o appartenenti a minoranze etniche e religiose) di trovare maggiore tolleranza.
Non fu proprio così.



I Dukhobors stabilirono le proprie comunità nella provincia di Saskatchewan, nei Territori del Nord Ovest e, a causa di difficoltà di adattamento e di rapporto con le autorità locali, ben presto nella setta si verificò una scissione. Se una piccola percentuale dei Dukhobors si sciolse nella comunità ospitante, la maggioranza di loro divenne parte di un progetto più produttivo commerciale che altro. Solo un esiguo gruppo di Dukhobors, chiamati “Sons of Freedom” (o “Freedomites”) restarono fedeli all’impostazione originaria. Radicali, anarchici, irriducibili (e abbastanza scassacazzi, detto fra noi) i “Figli della Libertà” entrarono subito in conflitto diretto con le autorità canadesi, soprattutto per il loro rifiuto di mandare i figli a scuola e per l’abitudine a frequenti e clamorose provocazioni, tipo girarsene nudi (Dio ha fatto l’uomo nudo e non bisogna vergognarsi della nudità, sacrosanto, per carità!) o distruggere in pubblico, col fuoco purificatore, le proprie cose come atto antimaterialista.



Visto il loro comportamento eccentrico, tra il 1953 ed il 1959 il governo della British Columbia arrivò a strappare i figli ai “Figli della Libertà”. Oltre 200 bambini tra i 7 e i 15 anni furono militarmente sequestrati ed imprigionati in campi di rieducazione, con l’intenzione che assolvessero all’obbligo scolastico e di sottrarli al radicalismo dei genitori. La rabbia dei Freedomites non fece che crescere, con atti dimostrativi che andorono, per l’appunto, dal naturismo in pubblico fino a violenti attentati contro ponti, ferrovie ed edifici pubblici.



I bambini furono tutti liberati nel 1959 ma dal punto di vista legale la disputa si è trascinata fino a tempi recenti, quando nel 2004 il governo ha sporto scuse formali alla comunità, diventata nel frattempo la Union of Spiritual Communities of Christ Community Centre.
There's a new tactic to use, my dear,
If you have a protest no one wants to hear,
Just attend a rally where the big shots meet
Strip to your hide and walk down the street.
Way up in Canada, Doukhobor lads
Were sent to public schools disapproved of by their dads,
So the Doukhobor mamas said "That's enough"
And they went to the meeting in the buff.

Do as the Doukhobors do, honey,
Do as the Doukhobors do.
If public policy gets on your nerves
And no one pays attention to you
Throw away your dresses and your lingerie too,
And do as the Doukhobors do.

Our women hold meetings to stop atom tests,
They're not afraid of billy clubs, cops and arrests,
They sign those petitions 'til they're sad in the face
And still they seem to be getting no place.
They little boat EVERYMAN couldn't leave port,
Bomb tests continue of every sort
We've got to do something that's wild and new,
And do as the Doukhobors do.

Do as the Doukhobors do, honey,
Do as the Doukhobors do.
If public policy gets on your nerves
And no one pays attention to you
Throw away your dresses and your lingerie too,
And do as the Doukhobors do.

Of course, down in Cannes on the coast of France,
You'd get no attention minus bras and pants,
If you'd hit the beach in a grin or less,
They'd think you had on last year's bathing dress.
But up there in Canada at twenty below
People keep covered from head to toe.
Kennedy would send a cup of coffee or two
If we did as the Doukhobors do.

Do as the Doukhobors do, honey,
Do as the Doukhobors do.
If public policy gets on your nerves
And no one pays attention to you
Throw away your dresses and your lingerie too,
And do as the Doukhobors do.

Contributed by Bernart Bartleby - 2015/8/3 - 13:57


Nota: New Denver, in British Columbia, dove furono internati i sons of the Sons of Freedom, è la stessa città dove durante la seconda guerra mondiale furono allestiti i campi di concentramento per i "nikkei", i cittadini canadesi di origine giapponese...
Non è escluso che i bimbi Freedomites fossero ospitati in quelle stesse strutture.

Bernart Bartleby - 2015/8/3 - 14:28



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