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Unser täglich Brot (Der Lied von der Kuhle)

Emil František Burian
Language: German


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[1944]
Parole e musica di Emil František Burian (1904-1959), poeta, scrittore, cantante, musicista e compositore ceco.
Testo trovato su Volkslieder Archiv
Nella raccolta intitolata “Und weil der Mensch ein Mensch ist – Lager – Lieder – Widerstand” realizzata nel 2015 dal quartetto tedesco Die Grenzgänger (Michael Zachcial, Annette Rettich, Felix Kroll e Frederic Drobnjak).

Und weil der Mensch ein Mensch ist

Emil František Burian, che era pure un militante comunista, fu arrestato dai nazisti nel 1941 e venne internato a Theresienstadt, a Dachau e infine a Neuengamme. Questa canzone - che credo egli scrisse in tedesco perchè non mi pare ci sia traccia in Rete di un testo in ceco - fu composta proprio a Neuengamme, dove Emil František Burian era stato attivissimo nell’organizzare spettacoli clandestini di intrattenimento per gli internati (tra i quali quelli di lingua tedesca erano i più numerosi, dopo sovietici, polacchi e francesi).



Nel 1945 fu imbarcato sulla nave Cap Arcona con altre migliaia di prigionieri che i tedeschi avevano evacuato dai campi in prossimità del mare del Nord. L’obiettivo dei nazisti non era certo quello di trasferirli altrove ma di affondare al largo le navi su cui erano trasportati: un metodo sbrigativo per far sparire un bel po’ di testimoni.



Ma non dovettero nemmeno sporcarsi ancora le mani perchè la Cap Arcona e altre navi-prigione furono bombardate dalla RAF, che per errore le aveva ritenute cariche di ufficiali tedeschi in fuga. Emil František Burian fu tra i pochi a salvarsi nel bombardamento e nel successivo naufragio, che provocò quasi 5.000 morti (7-8.000, se si considerano le altre navi del convoglio). Furono quindi gli alleati a portare involontariamente a termine l’infame progetto nazista. Il naufragio della Cap Arcona è oggi totalmente dimenticato ma fu ben più drammatico - nel numero di morti, nelle modalità e, soprattutto, nell’origine dei suoi passeggeri - di quello di tanti altri famosi disastri in mare, Titanic compreso.
Unser täglich Brot
ist ein hartes Brot,
schmeckt nach Blut, schmeckt nach Schweiß, schmeckt nach Tränen.
Ist die Arbeit herum,
dann verzehren wir stumm,
dann zermahlen wir schnell mit den Zähnen
Unser täglich Brot!
Unser täglich Brot!
Unser täglich Brot!
Unsere Kuhle!

Ja, das Essen fürwahr
schmeckt nicht nach Kaviar.
Doch es knurrt uns vor Kohldampf der Magen.
Nach dem Abendappell,
dann zermahlen wir schnell,
dann verschlingen wir schnell ohne Klagen
Unser täglich Brot!
Unser täglich Brot!
Unser täglich Brot!
Unsere Kuhle!

Ist die Schutzhaft vorbei
und wir sind wieder frei,
ja, dann gibt´s jeden Tag Leckerbissen.
Doch dann woll´n wir vereint
unseren treuesten Freund,
unseren besten Kameraden nicht missen.
Unser täglich Brot!
Unser täglich Brot!
Unser täglich Brot!
Unsere Kuhle!

Unsere Kuhle!

Contributed by Bernart Bartleby - 2015/5/16 - 14:51



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