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Piosenka o obozie w Potulicach

Anonymous
Language: Polish


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[tra 1942 e 1944]
Parole di anonimo autore polacco, detenuto nel campo di transito di Potulice.
Musica sconosciuta, ma si tratta dichiaratamente di una canzone.
Testo trovato sul volumetto intitolato “Ocalone We Wspomnieniach – Wspomnienia byłych więźniów politycznych hitlerowskich więzień i obozów koncentracyjnych” edito nel 2011 dalla Biblioteca comunale di Koszalin, Polonia



Gli storici calcolano che nei paesi d’Europa da loro occupati i nazisti installarono non meno di 15.000 (quindicimila!) campi di concentramento, conteggiando solo quelli “istituzionali”. Vi rendete conto di quante migliaia di canzoni potrebbero essere state composte dietro quelle mura e quei reticolati? Credo che ci sia materiale non solo per un percorso sulle CCG ma per un intero database dedicato!



Credo che quella che segue sia la prima canzone sulle CCG proveniente dal campo di Potulice (“Niemiecki obóz przesiedleńczy w Potulicach”, in polacco, “KZ Lebrechtdorf”, in tedesco), in Pomerania. Originariamente aggregato a quello di Stutthof, e nato per accogliere i polacchi deportati delle regioni occidentali dove i nazisti dal 1939 attuarono un’intensa pulizia etnica per creare il cosiddetto Reichsgau Danzig-Westpreußen, il campo di Potulice divenne autonomo all’inizio del 1942. In due anni di attività vi transitarono circa 25.000 prigionieri, molti dei quali bambini destinati ad essere selezionati nell’ambito del progetto di “germanizzazione” della razza: i bambini polacchi che risultavano avere caratteristiche “ariane” venivano strappati alle famiglie originarie e affidati a famiglie tedesche, mentre quelli che non superavano i test venivano adibiti a lavori durissimi, fuori e dentro il campo, picchiati e torturati selvaggiamente ad ogni minima mancanza, o uccisi per puro sadismo. Altri venivano trasferiti nei campi di sterminio o immediatamente eliminati con iniezioni letali di fenolo.
Il numero stimato di bambini polacchi sottratti alle loro famiglie e destinati alla “germanizzazione” varia da 20.000 a 200.000, a seconda delle fonti.
Piękny zamek w Potulicach
przyjął polskie dzieci te,
co błądziły wśród ciemności,
by tam schronić głowy swe.

A przed nimi drut kolczasty,
co otacza wkoło nas,
a przy bramie warta czuwa
i pilnuje dobrze nas.

Co dzień rano słowik śpiewa,
smutną piosnką budzi nas,
a na placu kapo czeka
z groźną miną jak ten kat.

Smutne oczy biednych dzieci
z wielkim lękiem kryją twarz.
Może kapo mnie ominie,
wielki Boże – obroń nas.

Stoisz smutny w innym rzędzie,
bo na Ciebie wskazał kat
i wywiozą Cię w nieznane
gdzieś w daleki, groźny świat.

Ach, mój Boże, wielki Boże
spraw, by druty pękły raz,
a my wolni i szczęśliwi
mogli wrócić wszyscy wraz
do domu.

Contributed by Bernart Bartleby - 2015/5/12 - 08:36



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