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The Pressers

Anonymous
Language: Scots

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Canzone risalente alle guerre napoleoniche (1803-1815… il “Boney” nella terza strofa è proprio Napoleone Bonaparte), nel testo ripreso e riadattato da Mary Brooksbank (1897-1978), operaia tessile, sindacalista e militante socialista originaria di Aberdeen, Scozia.
Incisa da artisti come Ray Fisher (album “Willie's Lady”, 1982) e gli Stravaig (album “Movin' On, 1994).
Testo trovato su Traditional Music

Ray FisherStravaig


Ancora una per le già molte canzoni presenti sul sito a proposito del cosiddetto “Impressment”, la pratica di arruolamento forzato (spesso un sequestro violento) con cui la Royal Navy, tra la fine del 17° secolo ed il 1815 (definitiva capitolazione di Napoleone), si procurò le ciurme per le sue navi da guerra…


There is nocht in this wide world but sorrow and care
I weary on Johnnie, but Johnnie's no there
Sae waesome and dowie, I feel like tae dee
Since the pressers hae stolen my laddie fae me

I look aroond the steading, but Johnnie's nae there
At toil in the hairst field, my hert it feels sair
When I look tae yon high hills, a tear blinds my e'e
Since the pressers hae stolen my laddie fae me

For he's far ower yon high hills and syne ower the sea
I ken nowhere my ain dear laddie micht be
In some foreign battlefield maybe he'll dee
Oh, curse on ye, Boney, took my laddie fae me

Now the bonnie larks singing mocks me in my care
But I'll go on still hoping till grey grows my hair
Oh, ye wild winds a blowing far ower the sea
Will ye blow back my bonnie lad Johnnie tae me

Legenda:

nocht - nothing
waesome - woeful
dowie - mournful
dee - die
fae - from
hairst - harvest
hert - heart
sair - sore
blin's my e'e - blinds my eye
syne - then
ken - know
ain - own
micht - might

Contributed by Bernart Bartleby - 2014/10/31 - 13:46



Language: Italian

Traduzione italiana di Cattia Salto
da Terre Celtiche

The Pressers” è una anti-war song della tradizione scozzese rielaborata da Mary Brooksbank di Dundee su di un testo risalente quanto meno all’epoca delle guerre napoleoniche. Dal ricordo di una parte della canzone che aveva imparato da bambina Mary Brooksbank (1897- 1978) esprime il sentimento anti-militarista di certi ambienti socio-culturali aggregatisi intorno al folk revival degli anni 60.
Una giovane contadinella si dispera perchè il suo ragazzo è scomparso, è finito in una retata delle press gang ed arruolato forzosamente per combattere e morire in chissà quale campo di battaglia sotto i cannoni di Napoleone Bonaparte.

GLI ARRUOLATORI

Non c’è altro in questo pazzo mondo che dolore e preoccupazioni
Sono triste per Johnny ma Johnny non è qui
così nel dolore e nel pianto, mi sento morire
da quando gli arruolatori (1) hanno trafugato il mio ragazzo

Guardo nei caseggiati della fattoria ma Johnny non c’è,
al lavoro nel campo da mietere (2), il mio cuore si sente angosciato
quando guardo alle alte colline lontane, una lacrima mi acceca
da quando gli arruolatori hanno trafugato il mio ragazzo

Perché è lontano oltre le alte colline e il mare
non so dove il mio caro ragazzo potrebbe essere,
forse in qualche campo di battaglia straniero morirà.
Oh che tu sia maledetto Napo (3), che mi hai preso il mio ragazzo

Ora le belle allodole che cantano mi prendono in giro per i miei affanni
ma continuerò a sperare finché i capelli mi diventeranno grigi
oh voi raffiche di vento soffiate lontano oltre il mare
e portate indietro il mio bel ragazzo Johnny.

(1) Il sistema detto “impressment” si avvaleva di gruppi militari (press-gang) che con il pretesto dell’arresto per reati minori rastrellavano vagabondi e ubriachi e li imbarcavano sulle navi-caserme: i villaggi lungo la costa delle isole britanniche erano visitati frequentemente da queste squadre perché abitati da pescatori o uomini già esperti nella navigazione, ma anche nelle città dell’interno nessuno era al sicuro.

(2) il lavoro della mietitura era svolto da squadre itineranti di braccianti stagionali che si spostavano nelle grandi fattorie delle Lowland scozzesi.

(3) Boney equivalente al nostro diminutivo Napo per Napoleone. L’origine del nome è incerta potrebbe voler dire “il Leone di Napoli”, il primo nome illustre fu quello del Cardinale Napoleone Orsini (ai tempi di papa Bonifacio VIII)

2018/4/22 - 23:32



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