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מאָטל דער אָפּרײטער

Khayim Toyber [Chaim Tauber] / הײם טױבער
Language: Yiddish

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Related Songs

Draglines
(Deborah Silverstein)
אונטער די חורבֿות פֿון פּױלן (דאָליע)
(Yitsik Manger / איציק מאַנגער)


Motl der opreyter
[1940?]
Parole di Chaim Tauber (1901-1972), scrittore, sceneggiatore e attore originario dell’Ucraina, emigrato negli USA alla fine degli anni 20.
Musica di Naftule Brandwein (1884-1963), clarinettista e polistrumentista klezmer, originario della Galizia, regione storica divisa tra Polonia ed Ucraina.
Testo trovato su Yidlid - Chansons yiddish

Motel The Operator

Il brano è il motivo portante della colonna sonora del film americano “Motel The Operator” (le altre musiche del film sono invece di Sholom Secunda), diretto nel 1940 da Joseph Seiden (1892-1974), regista e produttore di film Yiddish. Chaim Tauber – che del film era anche sceneggiatore - interpretava Motl, il protagonista di questo dramma tragicissimo, un operaio confezionista (credo si dica così, quelli che confezionano capi d’abbigliamento) che, dopo aver aderito ad uno sciopero contro le pessime condizioni di lavoro, viene ferito a morte da un gruppo di crumiri. La sua famiglia scivola rapidamente nell’indigenza. Così la moglie Ester decide di affidare il figlio neonato ad una coppia di benestanti, per salvarlo dalla morte per fame, e poi si suicida.



Il melodramma era ispirato certamente a vicende reali, come il grande sciopero dei “cloakmakers” di Manhattan, in maggioranza donne e in gran parte ebrei, del 1910. Anche tra i padroni parecchi erano immigrati ebrei arrichitisi sfruttando le successive ondate immigratorie… Lo sciopero portò ad un tavolo di trattative da cui effettivamente scaturì un miglioramento delle condizioni di salario e di lavoro, ma ciò non impedì a parecchi padroni di non applicare gli accordi, cosicchè solo l’anno successivo si verificò la terribile tragedia della Triangle Shirtwaist Factory di New York City, dove tra le fiamme trovarono la morte 146 giovani operaie…

(Ritrovo il nome di Chaim Tauber, autore di questa canzone, tra i crediti della prima versione americana di “Misirlou” (1941), il brano rebetiko reso immortale nel mondo nella versione surf di Dick Dale & The Del-Tones, ripresa da Quentin Tarantino nella colonna sonora del suo “Pulp Fiction”.)
מאָטל דער אָפּרײטער
אין שאָפּ דאָרט שטענדיק נײט ער
אַלע יאָרן גײט אַרום אין שפּאַן
ער דרײט די קאַטערינק
און שוויצט בײַ דער מאַשינקע
מאָטל איז אַ ווױלער יונגער מאַן

אָ מאָטל האָט אַ ווײַב און קינדער צווײ
שווער און ביטטער אַרבעט ער פֿאַר זײ
און וואָס מאָטל אַרבעט שווערער
פֿאַרדינט דער באָס אַלעס מערער
און מאָטל בלײַבט דער זעלבער אָרעמאַן

וואָס זשע וויל דען מאָטל
דער אָפּרײטער מאָטל
ער וויל ניט קײן עשירות און קײן געלט
ער וויל פֿאַר ווײַב און קינדער ברױט
און אַ מאָל אַ שוך אַ קלײד
מאָטל וויל קײן סך נישט פֿון דער וועלט

אַ שטרײַק האָט אױסגעבראָכן
שױן גאַנצע צוועלף וואָכן
און מאָטל איז אַ גוטער יוניאָנמאַן
מאָטל דער אָפּרײטער
אַז מען שיקט אים, גײט ער
און מיט אַלע אין דער פּיקעטלײַן

אין שטוב זײַן ווײַב מיט קינדער צווײ
אױ, אָן אַ שטיקל ברױט האָט זי פֿאַר זײ
טוט מאָטל ווײ דאָס האַרץ
אַלעס קוקט אױס צו אים שוואַרץ
ער דרײט זיך לעבן שאַפּ מיט אַ סײַן

וואָס זשע וויל דען מאָטל
דער אָפּרײטער מאָטל
ער וויל ניט קײן עשירות און קײן געלט
ער וויל פֿאַר ווײַב און קינדער ברױט
און אַ מאָל אַ שוך אַ קלײד
מאָטל וויל קײן סך נישט פֿון דער וועלט

אין פּיקעטלײַן שטײט מאָטל
און אַ גענגסטער מיט אַ בוטל
באַפֿאַלן איז אים דאָרט אין מיטן גאַס
מיטן פֿלאַש וואָס ער האָט געהאַלטן
האָט ער מאָטלס קאָפּ צעשפּאַלטן
אין זײַן אײגן בלוט ווערט מאָטל נאַס

געוואָרן איז אַ טומל אַ געשרײ
געבראַכט אים צו זײַן ווײַב און קינדער צווײ
זײ ווײנען גיסן טרערן
נאָר מאָטל קען נישט הער
מאָטל האָט גע־ענדיקט שױן זײַן זשאָב

וואָס זשע וויל דען מאָטל
דער אָפּרײטער מאָטל
ער וויל ניט קײן עשירות און קײן געלט
ער וויל פֿאַר ווײַב און קינדער ברױט
איצט ליגט שױן מאָטל טױט
מאָטל וויל קײן סך נישט פֿון דער וועלט

Contributed by Bernart Bartleby - 2014/2/17 - 14:34




Language: Yiddish

In Yiddish traslitterato, da Yidlid - Chansons yiddish
MOTL, DER OPREYTER

Motl, der opreyter,
In shop dort shtendik neyt er,
Ale yorn geyt arum in shpan,
Er dreyt di katerinke,
Un shvitst bay der mashinke,
Motl iz a voyler yunger man.

O Motl hot a vayb un kinder tsvey,
Shver un bitter arbet er far zey,
Un vos Motl arbet shverer,
Fardint der bos ales merer,
Un Motl blaybt der zelber oreman.

Vos zhe vil den Motl,
Der opreyter Motl?
Er vil nit keyn ashires un keyn gelt.
Er vil far vayb un kinder broyt
Un a mol a shukh, a kleid,
Motl vil keyn sakh nisht fun der velt.

A shtrayk hot oysgebrokhn,
Shoyn gantse tsvelf vokhn,
Un Motl iz a guter yunionman.
Motl der opreyter,
Az men shikt im, geyt er,
Un mit ale in der piketlayn

In shtub zayn vayb mit kinder tsvey,
Oy, on a shtikl broyt hot zi far zey,
Tut Motl vey dos harts,
Ales kukt oys tsu im shvarts,
Er dreyt zikh lebn shap mit a sayn.

Vos zhe vil den Motl,
Der opreyter Motl?
Er vil nit keyn ashires un keyn gelt.
Er vil far vayb un kinder broyt
Un a mol a shukh, a kleid,
Motl vil keyn sakh nisht fun der velt.

In piketlayn shteyt Motl,
un a gengster mit a butl,
bafaln iz im dort in mitn gas.
Mitn flash vos er hot gehaltn,
hot er Motls kop tseshpaltn,
in zayn eygn blut vert Motl nas.

Gevorn iz a tuml a geshrey,
gebrakht im tsu zayn vayb un kinder tsvey,
zey veynen, gisn trern,
nor Motl ken nisht hern,
Motl hot ge-endikt shoyn zayn zshob.

Vos zhe vil den Motl,
der opreyter Motl,
Er vil nit keyn ashires un keyn gelt.
Er vil far vayb un kinder broyt
itst ligt shoyn Motl toyt,
Motl vil keyn sakh nisht fun der velt.

Contributed by Bernart Bartleby - 2014/2/17 - 14:35




Language: Italian

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
19 febbraio 2014

La traduzione italiana è stata, come sempre, condotta direttamente sul testo yiddish. Contiene alcune note esplicative perlopiù volte a illustrare qualche caratteristica dello yiddish come veniva usato e scritto nelle comunità ebraiche operaie americane; chiaramente presenta molti termini ripresi dall'inglese, una caratteristica che lo yiddish europeo (all'epoca ancora non sterminato) non aveva. Le note però si occupano anche di alcuni aspetti generali della lingua yiddish; chissà che a qualcuno non venga la voglia di impararla. [RV]
MOTEL L'OPERAIO TESSILE

Motel, l'operaio tessile, 1
cuce in fabbrica senza sosta.
Ogni anno la stessa routine,
A girar la manovella, 2
A sudare alla macchina da cucire;
Motel è un bravo ragazzo.

Motel ha una moglie e due figli,
è per loro che sgobba duramente; 3
e più duro che Motel lavora,
più quattrini fa il padrone;
e Motel resta, come sempre, un poveraccio.

E allora che vuole Motel,
Motel l'operaio tessile?
Non vuole ricchezze e denaro;
vuole pane per la moglie e i figli,
e, qualche volta, un paio di scarpe e un vestito.
Motel non vuole tanto dal mondo.

Uno sciopero è scoppiato
già da dodici settimane;
e Motel è un buon sindacalista.
Motel, l'operaio tessile,
dove lo mandano, va;
e fa il picchettaggio insieme a tutti gli altri. 4

A casa stanno la moglie e i due bambini,
per loro, lei, non ha manco un po' di pane. 5
E Motel ha gran pena al cuore, 6
tutto gli sembra nero;
gira vicino alla fabbrica con un cartello. 7

E allora che vuole Motel,
Motel l'operaio tessile?
Non vuole ricchezze e denaro;
vuole pane per la moglie e i figli,
e, qualche volta, un paio di scarpe e un vestito.
Motel non vuole tanto dal mondo.

Motel è là a picchettare,
quando un bandito, con una bottiglia 8
lo aggredisce là in mezzo alla strada.
Con la bottiglia che teneva 9
ha spaccato la testa a Motel, 10
e ora Motel è in una pozza di sangue. 11

È scoppiato un tumulto, tutti urlano,
lo hanno portato dalla moglie e dai due figli.
Piangono e versano lacrime,
ma Motel non può sentire:
Motel ha finito di lavorare. 12

E allora che vuole Motel,
Motel l'operaio tessile?
Non vuole ricchezze e denaro;
vuole pane per la moglie e i figli,
e, qualche volta, un paio di scarpe e un vestito.
Motel non vuole tanto dal mondo.
NOTE alla traduzione

[1] Rinunciando al “confezionista”, termine troppo tecnico, ed anche a “operatore alla macchina da cucire” (che sarebbe la traduzione esatta di opreyter, termine ripreso chiaramente dall'inglese operator), si è preferito qui un generico “operaio tessile”. Il nome Motel (yiddish Motl) è, propriamente, un diminutivo derivato dall'ipocoristico russo Мотя (Motja), da Матвей (Matvej) “Matteo”. Quindi qualcosa come “Matteino, Matteuccio”.

[2] Si tratta della manovella della macchina da cucire. Il termine yiddish katerinke è derivato dall'ucraino: катерiнка è termine generico per qualsiasi organo meccanico o macchinario che funziona a cilindri e leveraggi. Nel verso successivo, anche per questioni di rima, la macchina da cucire viene indicata con mashinke, propriamente “macchinetta” (russo машинка).

[3] Alla lettera, nel testo originale: “duramente e amaramente lavora per loro”.

[4] I termini attenenti allo sciopero sono tutti inglesi, a cominciare da quello per “sciopero” stesso: shtrayk (strike). Ma in questo caso si tratta di un termine internazionale, passato in molte lingue (tedesco Streik, ungherese sztrajk ecc.). Qui abbiamo il “fronte di picchettaggio” (inglese: picket-line), nella forma piketlayn. Si noti che lo yiddish trascrive secondo la pronuncia. Il verso originale dice: “E con tutti nella linea di picchettaggio” (gli “altri” ce l'ho messo io).

[5] Lo yiddish ha qui una particolare costruzione idiomatica che non può essere resa alla lettera in una traduzione; qualcosa come “per loro 'ha senza' un pezzo di pane”.

[6] Nel testo originale, alla lettera: “a Motel fa male il cuore”.

[7] Si noti che anche il “cartello da sciopero” è espresso con l'inglese sign (trascritto come sayn).

[8] In yiddish, il termine normale per “bottiglia” è flash, ovvero il tedesco Flasche (il nostro “fiasco”); tale termine è, peraltro, usato nel quarto verso della stessa strofa. Qui si usa butl, ovvero l'inglese bottle (e il nostro “bottiglia”), senz'altro per mantenere la rima con Motl. A tale riguardo, la trascrizione di Yidlid qui riportata presentava un botl che non è l'esatta trascrizione di בוטל. Vi era un lieve errore anche nel testo in caratteri ebraici, che riportava בטול (ovvero *btul). Entrambe le cose sono state corrette.

[9] Il verso dove è presente il termine normale per “bottiglia”, flash. Interessante questo verso anche per il passato hot gehaltn: in yiddish non esiste che una sola forma di passato, quello composto, che copre tutti gli aspetti dell'azione passata e può essere quindi reso con l'imperfetto, il passato prossimo o quello remoto a seconda dei casi. Si tratta di una caratteristica di tutti i dialetti tedeschi (ad es., è così anche nello Schwyzertüütsch) ed anche della comune lingua popolare. Anche nel tedesco letterario, del resto, la differenza tra il passato composto (hat gemacht) e quello semplice (machte) attiene solo allo stile e al tipo di narrazione. Il passato semplice (machte, schlief) è comunque del tutto scomparso dall'uso popolare della lingua. Si noti ancora la costruzione della frase secondaria (relativa) propria dello yiddish: la “trasposizione” tedesca (mit der Flasche, die er gehalten hat) è stata del tutto eliminata. Lo yiddish costruisce all'occidentale: mitn flash, vos er hot gehaltn. Questo è un vero e decisivo “stacco” dalla lingua tedesca.

[10] Alla lettera, nel testo originale: “Ha spezzato in due la testa di Motel”. Ma né l'italiano “spezzare”, né “spaccare”, rendono esattamente la forza dello yiddish tseshpaltn, tedesco zuspalten “separare in due parti”. In Motls kop “la testa di Motel” si ha una rara sopravvivenza di genitivo (usato in yiddish, a volte, solo coi nomi di persona; ma, per il resto e come generalmente in tutti i dialetti tedeschi ed anche nella comune lingua popolare, il genitivo è totalmente scomparso dall'uso).

[11] Alla lettera nel testo originale: “nel suo proprio sangue Motel si bagna, si intride (vert nas)”.

[12] Alla lettera nel testo originale: “Motel ha terminato il suo lavoro”. Ovvero: non lavora più perché è morto. Nel verso finale della canzone c'è il termine inglese (e, oramai, internazionale) per “lavoro”: job. Così il trascrittore di Yidlid, solitamente tanto attento, si è lasciato sfuggire; ma nella trascrizione YIVO si segue la grafia ebraica e si traslittera zshob. Ovviamente tutti sanno che l'inglese job per “lavoro, sgobbo” è un'antica metafora biblica sul nome di Giobbe; ulteriore segno di come è sempre stato visto il lavoro. I patimenti di Giobbe. Meraviglioso, no?

2014/2/19 - 07:45




Language: French

Traduzione francese da Yidlid - Chansons yiddish
MOTL L'OUVRIER

Motl l'ouvrier
là dans l'atelier il coud sans cesse
année après année il répète la routine
il fait des va-et-vient à la machine
et transpire devant sa machine à coudre
Motl est un brave gars

Motl a une femme et deux enfants
Il travaille dur pour eux
Et plus il travaille dur
Plus son patron gagne de l'argent
Et Motl reste toujours aussi pauvre.

Que veut donc Motl
Motl l'ouvrier ?
Il ne veut ni richesses ni argent
Il veut du pain pour sa femme et ses enfants
Et parfois des chaussures, une robe
Motl ne demande pas grand-chose au monde.

Une grève a éclaté
depuis déjà douze semaines
et Motl est un bon syndicaliste
Motl l'ouvrier
Là où on l'envoie, il va
Il fait le piquet de grève avec tous les autres.

Sa femme et ses enfants sont dans la maison
Oh, elle n'a pas le moindre bout de pain pour eux
Motl a le coeur brisé
Tout lui paraît sombre
Il va et vient devant l'atelier avec une pancarte.

Que veut donc Motl
Motl l'ouvrier ?
Il ne veut ni richesses ni argent
Il veut du pain pour sa femme et ses enfants
Et parfois des chaussures, une robe
Motl ne demande pas grand-chose au monde.

Motl fait le piquet de grève
et un gangster avec une bouteille
l'a attaqué là, en pleine rue
Avec la bouteille qu'il tenait
il a cassé la tête de Motl
Motl baigne dans son propre sang.

C'est un tumulte, un cri
On l'apporte à sa femme et à ses enfants
Ils se lamentent, versent des larmes
Mais Motl ne peut pas entendre
Motl a fini de travailler.

Que veut donc Motl
Motl l'ouvrier ?
Il ne veut ni richesses ni argent
Il veut du pain pour sa femme et ses enfants
Maintenant Motl gît là, mort,
Motl ne demande pas grand-chose au monde.

Contributed by Bernart Bartleby - 2014/2/17 - 14:36




Language: English

Traduzione inglese da Yidlid - Chansons yiddish
MOTL THE SEWING MACHINE OPERATOR

Motl the sewing machine operator,
there in the shop he's always sewing,
all his years he goes around in the routine.
he turns the crank,
and sweats at the machine,
Motl is a worthy young man.

Motl has a wife and two children,
hard and bitter he works for them
and the harder he works
the richer becomes his boss,
while Motl remains the same poor man.

What does Motl want,
Motl the operator?
he wants no riches or money,
he wants for wife and children bread,
and sometimes a shoe, a dress,
Motl wants not much from the world.

A strike has broken out,
already twelve weeks,
and Motl is a good union man.
Motl the operator,
where he's sent, he goes,
and with the others he's in the picket line.

In the house, his wife and 2 children,
without a scrap of bread they sit there.
Motl is heartbroken
before him is darkness,
he circles in front of the shop with a sign.

What does Motl want,
Motl the operator?
he wants no riches or money,
he wants for wife and children bread,
and sometimes a shoe, a dress,
Motl wants not much from the world.

Motl stands in the picket line,
and a gangster with a bottle,
assaults him there in the street.
With the bottle that he held,
He broke Motl's head,
Motl is drenched in his own blood.

There is a tumult and a scream
they brought him to his wife and two chidren,
they weep and pour out tears,
but Motl cannot hear,
Motl has finished his job.

What does Motl want?
Motl the operator?
He wants no riches or money.
He wants for wife and children bread,
Now he lies dead.
Motl wants nothing from the world.

Contributed by Bernart Bartleby - 2014/2/17 - 14:37


'A bBernà, quanno metti testi in alfabeto ebraico, ricòrdate de fa' er direction:rtl !

Riccardo Venturi - 2014/2/17 - 16:41



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