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Le prisonnier de 39-45

Tri Yann
Language: French

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Related Songs

Arthur Plantagenest
(Tri Yann)
Hañvezh ar bonedoù ruz
(Tri Yann)
Les pailles d'or brisées
(Tri Yann)


[2011]
Paroles et musique: Tri Yann
Testo e musica: Tri Yann
Lyrics and music: Tri Yann
Album: Rummadoù (Générations)

rummadoucover


Originariamente inserita con il testo (introvabile in rete) trascritto all'ascolto, la canzone ha potuto trovare finalmente la sua sistemazione definitiva grazie all'intervento di Flavio Poltronieri, che ringraziamo.

Non sarebbe possibile inserire interamente le canzoni dell'album Rummadoù (Générations), che i Tri Yann hanno pubblicato nel 2011; eppure ne abbiamo viste già alcune che meritavano un inserimento nel sito, ed altre ne vedremo. Può darsi che Rummadoù, nella storia dei concept album, sia quello che copre il più vasto arco temporale: segue, infatti, le vicende generazionali di un'intera stirpe bretone a partire nientepopodimeno che dall'anno 463 dopo Cristo, quando quattro giovani scozzesi vanno in Bretagna sia per dedicarsi alla normalissima attività del saccheggio, sia per andare a procurarsi delle fanciulle. Essendosele procurate alla svelta e non esistendo all'epoca metodi contraccettivi, in Bretagna restano con spose e figli e la vicenda parte per arrivare ai giorni nostri, attraverso una sarabanda infinita di stili musicali e linguistici, tutti adattati perfettamente alle varie epoche delle canzoni (abbiamo visto ad esempio la deliziosa musica barocca di Hañvezh ar bonedoù ruz, la canzone “seicentesca” sulla Rivolta dei Berretti Rossi del 1675). Parlando del loro album, i “Tre Giovanni di Nantes” hanno giustamente dichiarato che si tratta di storie piccole e grandi; o meglio, di storie di tutti i giorni inserite nella Storia che scorre; lo si vede ancor meglio in questa canzone, dove un membro della famiglia è stato fatto prigioniero dai tedeschi nella II Guerra Mondiale. I Tri Yann non sono nuovi all'espediente della lettera di guerra: la meravigliosa Les pailles d'or brisées, che appartiene alla “preistoria” di questo sito (la canzone reca il numero diciassette) e che è fatta di una serie di lettere spedite da una moglie al marito in guerra ne è l'esempio classico. Questa canzone ne è, si potrebbe dire, la “continuazione” nella II guerra mondiale; laddove c'erano le “Pailles d'or” in briciole, qui ci sono le Gitanes e le altre piccole cose spedite dalla famiglia nel pacco. Gli stilemi sono uguali: da una parte le notizie da casa, dall'altra le notizie dal campio di prigionia. Il lavoro in fonderia, i giorni tutti uguali, le “ricreazioni” con l'orchestrina e la musica alla moda (Duke Ellington, Ray Ventura, il jazz...), le speranze di essere rimandati a casa nonostante non ci si creda eccessivamente, con il “morale alto” finale che nasconde molto male la verità, vale a dire lo sconforto. Se c'è una cosa in cui i Tri Yann sono veramente maestri, è la riproduzione perfetta dei periodi epocali; di lettere del genere, dai soldati e dai prigionieri ne devono essere state spedite a milioni durante ogni guerra. Per scrivere questa lettera universale, è stata scelta una musica grave, ecclesiastica da messa bassa, per organo, canto e controcanto. La lugubrità e la tristezza di un'epoca difficile, e gli oggetti che parlano come e quanto le persone. [RV]

gitanes
Depuis trois jours déjà l'ennemi nous a encerclés,
Sans munitions, sans vivres et sans eau qu'auriez-vous fait?
Un officier s'en vint tenant un drapeau blanc,
Nous nous sommes rendus aux soldats allemands.

Chère Faby, chers parents, l'hiver est plutôt clément,
Merci pour les Gitanes, les conserves et pour les gants.
À la fonderie je suis passé magasinier,
Avant j'étais au four, je vous l'avais caché.

J'ai monté en orchestre "Jojo et ses troubadours",
On joue Duke Ellington, Ventura, je donne des cours.
Envoyez-moi pour saxo et accordéon,
des partitions de jazz et de bonnes chansons.

Merci pour les photos des deux filles prises à Conflans,
Elles ont l'air bien gentilles, et je pense à elles souvent.
Le bruit court que l'on va rentrer à la maison,
Je n'y crois pas vraiment, mais le moral est bon.

Contributed by Riccardo Venturi - 2013/9/9 - 16:05



Language: Italian

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
9 settembre 2013
Rivista da Flavio Poltronieri
In base al testo corretto della canzone
27 novembre 2016


prisonniers
IL PRIGIONIERO DEL 39-45

Già da tre giorni il nemico ci aveva accerchiati,
Senza munizioni, senza viveri e senz'acqua, che avreste fatto?
Un ufficiale è venuto con una bandiera bianca,
Ci siamo arresi ai soldati tedeschi.

Cara Faby, cari parenti, l'inverno è abbastanza clemente,
Grazie per le Gitanes, le conserve e per i guanti.
In fonderia mi hanno messo a fare il magazziniere,
Prima ero ai forni, ve lo avevo tenuto nascosto.

Ho fondato un'orchestrina, “Jojo e i suoi menestrelli”,
Suoniamo Duke Ellington, Ventura, tengo dei corsi.
Inviatemi, per sax e fisarmonica,
Spartiti di jazz e di belle canzoni.

Grazie per le foto delle due bimbe fatte à Conflans,
Sono proprio carine, e penso a loro spesso.
Si vocifera che torneremo a casa,
Non ci credo molto, ma il morale è buono.

2013/9/9 - 16:51


Un ringraziamento enorme va a Flavio Poltronieri, per avere inserito il testo completo e corretto della canzone ed il rifacimento della traduzione in base ad esso. Un très grand merci, Flavio!

Riccardo Venturi - 2016/11/27 - 18:39


Caro R, per farmi "perdonare" ti invio il breve, intenso testo di "Ar Vikinged" "I Vichinghi" dallo stesso disco, il quale offrirebbe in effetti parecchio materiale interessante, "Le Lamentations sur Saint-Aubin-du-Cormier" per esempio, che conclude ogni strofa con la frase:"Faites guerre à la guerre. La guerre est à damner."
Kenavo
F.

Tangwall ruz, ha tangwall du!
ha fuc'h! ha freuz! ha lazh!

int zo erruet da ouel yann vintin,
o deus hon taget pad an overn,
o deus dibennet an holl dud en iliz,
o deus drouklazhet eskob gunhard.

Incendie rouge, et incendie noir!
Et souffle de rage! Et destruction! Et meurtre!

Ils sont arrivés le matin de la fête de Saint Jean,
nous ont attaqué pendant la messe,
ont décapité tous les gens dans l'église,
ont assassiné l'évêque Gunhard.

Flavio Poltronieri - 2016/11/27 - 22:49


Caro Flavio, non vedo proprio di che cosa tu avresti a fare "perdonare"; direi, anzi, che hai messo a posto questa pagina dove l'avviso di "lavori in corso" stazionava da più di tre anni. Trovare in rete i testi dei Tri Yann è sempre stata un'impresa abbastanza difficile, e le trascrizioni all'ascolto da qualsiasi lingua (ma il francese è una delle più dure da maneggiare, specie se modulata e abbinata a partiture musicali) sono sempre, e per forza di cose, labili e incerte.

Riccardo Venturi - 2016/11/28 - 01:57


Il "perdono" è per avere "osato" "correggere" il Sommo Maestro RV. Mi spiace che in effetti ci siano lacune così gravi in rete, come l'assenza di questi testi, ma a pensarci bene probabilmente sono lacune solo per 4 sparuti personaggi studiosi bretonanti (me, te e.....), non certo per una maggioranza (purtroppo neanche "silenziosa"!), comunque confermo che trascrivere ad orecchio il francese o il bretone o qualsiasi altra lingua può essere invero talvolta gran stressante (quando ero giovane trascrissi dalle registrazioni in cassetta, molti dei dialoghi col pubblico da parte di Leonard Cohen durante i suoi primi tours europei...non ti dico!!! Che tempi eroici però...quando lui mi scrisse su un foglietto il suo telefono e l'indirizzo per raggiungerlo...chissà dov'è andato adesso quell'uomo così affascinante e lento!). Comunque, tornando a noi, dopo "Rummadoù (Generations)", che è oramai di 5 anni fa, i Tri Yann hanno realizzato un altro meraviglioso album originale "La belle enchantée" dove l'immagine de "les fesses" della protagonista in copertina sembra abbia subito la censura americana perchè blocca le piattaforme digitali.....non mi spingo oltre.....!!! kenavo

Flavio Poltronieri - 2016/11/28 - 09:52


Siccome, nonostante la mia riluttanza per ogni tipo di farmaco, ho dovuto prendere degli antidolorifici in questo ultimo periodo, subito pensavo mi avessero somministrato degli allucinogeni, invece era proprio vero quel che vedevano i miei occhi: con quel che c'è in giro qualche potente personaggio digitale si è davvero scandalizzato dell'innocente immagine fine Ottocento de "La Conception" di Georges Lacombe, hanno truccato la copertina dei Tri Yann e l'hanno rivestita! Non ci posso credere...............

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Flavio Poltronieri - 2017/3/29 - 20:01



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