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Il tutto è falso

Giorgio Gaber
Language: Italian

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(Giorgio Gaber)
L'America
(Giorgio Gaber)
Nella testa di Nicola
(Anton Virgilio Savona)


[anteriore al 2003]
Scritta da Giorgio Gaber e Sandro Luporini
Written by Giorgio Gaber and Sandro Luporini
Album: Io non mi sento italiano

gaberlup


Scrivevano talmente tutto insieme, Giorgio Gaber e Sandro Luporini, che alla fine manco più li si distingueva; nella foto sopra, ditemi un po', se vi riesce, chi dei due è Gaber e chi Luporini visto che non sono in piedi (Sandro Luporini, in gioventù nazionale italiano di pallacanestro, è alto quasi due metri). Canzone straordinariamente bella, e da maneggiare con estrema cura. Scritta poco prima della morte di Gaber e pubblicata nell'album postumo "Io non mi sento italiano", è a mio parere una delle cose più distruttive scritte in lingua italiana; qualcosa che non sembra lasciare la benché minima speranza. Per questo, da alcuni, è stata vista come un insopportabile inno al nichilismo più totale. Di converso, nel dire che tutto ciò che il mondo offre è falso (tutte le istituzioni e ideologie create dall'uomo, il sistema consumistico e sviluppato), per altri si tratta di una canzone che grida il bisogno di verità. Così come per alcuni Gaber, in vista della morte, si è volto al pessimismo più cupo, per altri (ad esempio il sottoscritto) si è orientato invece verso l'Anarchia, per cui ciò che appare come pessimismo è in realtà una ben precisa presa di coscienza. Ma resta una canzone ardua, da prendere sempre con le molle. Ci obbliga comunque a frugare bene nella nostra coscienza, ad esempio prendendo letteralmente a ceffoni il nostro impegno o "militanza" (ci importa realmente di tutto ciò verso cui ostentiamo partecipazione? Una domanda che, almeno per quel che mi riguarda, cerco di pormi costantemente nel redigere, da anni e anni, questo sito). Subentra anche, senz'altro, una mia particolare visione dell'insieme; non ho mai sopportato, ritenendola la cosa più falsa in assoluto, la cosiddetta "verità" (e non mi riferisco soltanto a quella "rivelata" delle baggianate religiose), né tantomeno i suoi paladini coi loro bruciori. Ho costantemente un istinto a sparare quando sento cianciare che la "verità è rivoluzionaria", perché le poche, autentiche rivoluzioni che si sono espletate nella Storia provengono da costruzioni prettamente oniriche, da immaginazioni di vento, da utopie che hanno irriso la "verità" e, mi sia consentito dirlo, la stessa realtà. E credo che stia qua il succo di questa canzone dura come un macigno: senza il falso non esiste nulla. Il falso è tutto perché si oppone a un "vero" la cui unica sostanza è l'oppressione (si veda la terribile parte sui "valori perduti" che creano, in realtà, disperazione rinnovata). Chiaro che non raccomanderei mai questa canzone, che ho ascoltato quasi giornalmente in questo per me bizzarro mese d'agosto, a chi non ha intrapreso la cattiva strada del dubbio; la quale, oltre che cattiva, ha il vizio di non menare sovente da nessuna parte. E anche quello di rivelare cose intollerabili, come ad esempio un lampo di verità autentica. Autentica perché, finalmente, non mediata. [RV]
Questo mondo
corre come un aeroplano
e mi appare
più sfumato e più lontano.
Per fermarlo
tiro un sasso controvento
ma è già qui che mi rimbalza
pochi metri accanto.

Questo è un mondo
che ti logora di dentro
ma non vedo
come fare ad essere contro.
Non mi arrendo
ma per essere sincero
io non trovo proprio niente
che assomigli al vero.

Il tutto è falso
il falso è tutto.
Il tutto è falso
il falso è tutto.

E allora siamo un po' preoccupati
per i nostri figli
ci spaventano i loro silenzi
i nostri sbagli.
L'importante è insegnare quei valori
che sembrano perduti
con il rischio di creare nuovi disperati.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Non a caso la nostra coscienza
ci sembra inadeguata
quest'assalto di tecnologia
ci ha sconvolto la vita.
Forse un uomo che allena la mente
sarebbe già pronto
ma a guardarlo di dentro
è rimasto all'ottocento.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Io
che non riesco più a giudicare
non so neanche che cosa dire
della mia solitudine.
Guardo
con il mio telecomando
e mi trovo in mezzo al mondo
e alla sua ambiguità.

C'è qualcuno che pensa
di affrontare qualsiasi male
con la forza innovatrice
di uno Stato liberale.
Che il mercato risolva da solo
tutte le miserie
e che le multinazionali siano necessarie.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Ma noi siamo talmente toccati
da chi sta soffrendo
ci fa orrore la fame, la guerra
le ingiustizie del mondo.
Com'è bello occuparsi dei dolori
di tanta, tanta gente
dal momento che in fondo
non ce ne frega niente.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Io
che non riesco più a ritrovare
qualche cosa per farmi uscire
dalla mia solitudine.
Cerco
di afferrare un po' il presente
ma se tolgo ciò che è falso
non resta più niente.

Il tutto è falso
il falso è tutto.

Il tutto è falso
il falso è tutto quello che si sente
quello che si dice
il falso è un'illusione che ci piace
il falso è quello che credono tutti
è il racconto mascherato dei fatti
il falso è misterioso
e assai più oscuro
se è mescolato
insieme a un po' di vero
il falso è un trucco
un trucco stupendo
per non farci capire
questo nostro mondo
questo strano mondo
questo assurdo mondo
in cui tutto è falso
il falso è tutto.

Il tutto è falso
il falso è tutto

Il tutto è falso
il falso è tutto

Il tutto è falso
il falso è tutto, tutto, tutto.

Contributed by Riccardo Venturi - 2013/8/23 - 17:33



Language: French

Version française – LE TOUT EST FAUX – Marco Valdo M.I. – 2013
Chanson italienne - Il tutto è falso – Giorgio Gaber – antérieur à 2003
Écrite par Giorgio Gaber et Sandro Luporini


Ils écrivaient tellement tout ensemble, Giorgio Gaber et Sandro Luporini, qu'à la fin, on ne les distinguait plus; sur la photo ci-dessus, dites moi un peu, si vous y arrivez, qui des deux est Gaber et qui est Luporini vu qu'ils ne sont pas debout (Sandro Luporini, jeune était dans l'équipe nationale italienne de basket, il mesure presque deux mètres). Une chanson extraordinairement belle, et à considérer avec beaucoup de soin. Écrite peu avant la mort de Gaber et publiée dans l'album posthume « Je ne me sens pas italien », c'est à mon avis une des choses des plus destructives écrites en langue italienne ; quelque chose qui ne semble pas laisser le moindre espoir. Pour ceci, par certains, elle a été vue comme un insupportable hymne au nihilisme le plus total. Parallèlement, dire que tout ce que le monde offre est faux (toutes les institutions et les idéologies créées par l'homme, le système consumériste et développé), pour d'autres, il s'agit dès lors d'une chanson qui crie le besoin de vérité. Ainsi pour certains, Gaber, en vue de la mort, a viré au pessimisme le plus sombre, pour d'autres (par exemple le soussigné), il s'est orienté par contre vers l'Anarchie, pour laquelle ce qui apparaît comme pessimisme est en réalité une bien précise prise de conscience. Mais cela reste une chanson ardue, à prendre toujours avec des pincettes. Elle nous oblige de toute façon à fouiller dans notre conscience, par exemple en mettant littéralement à des claques nos engagements ou notre « militance » (est-ce que tout ce envers quoi nous affichons notre « participation » nous importe réellement ? Une question que depuis des années et années, du moins en ce qui me concerne, je cherche à me poser constamment dans la rédaction de ce site). Sous-jacente, sans doute, ma vision d'ensemble personnelle; je n'ai jamais supporté, la retenant la chose plus fausse dans l'absolu, la soi-disant « vérité » (et je ne me réfère pas seulement à celle « révélée » des sottises religieuses), et moins encore ses paladins avec leurs bûchers. J'ai constamment envie de tirer lorsque j'entends débiter des niaiseries telle que la « vérité est révolutionnaire », car les rares, authentiques révolutions qui se sont accomplies dans l'Histoire proviennent de constructions strictement oniriques, de mirages de vent, d'utopies qui se moquent de la « vérité » et, qu'il me soit permis de le dire, même de la réalité.

Et je crois que c'est là la substance de cette chanson dure comme un roc : sans le faux , rien n'existe. Le faux est tout car il s'oppose à un « vrai » dont l'unique substance est l'oppression (on voit la terrible partie sur les « valeurs perdues » qui créent, en réalité, un désespoir renouvelé). Il est clair que je ne recommanderais jamais cette chanson, que j'ai écouté presque quotidiennement dans ce bizarre mois d'août, à qui n'a pas entrepris la mauvaise voie du doute ; laquelle, en plus que mauvaise, a le vice de mener souvent nulle part. Et aussi celui de révéler des choses intolérables, comme par exemple, un éclair de vérité authentique. Authentique car, finalement, immédiate. [RV]

*


En vérité, je vous le dis : Venturi est plus difficile à traduire que Gaber. Juste une petite remarque, cependant … D'une certaine manière, Gaber est un frère de l'Homme de la Mancha. Souviens-toi :

« Écoute-moi
Pauvre monde, insupportable monde
C'en est trop, tu es tombé trop bas
Tu es trop gris, tu es trop laid
Abominable monde » L'Homme de la Mancha


et Gaber :

« questo nostro mondo
questo strano mondo
questo assurdo mondo
in cui tutto è falso
il falso è tutto. »


Oh, Marco Valdo M.I. mon ami, on dirait bien que Gaber pense un peu comme nous et s'il était encore là, il nous aiderait à tisser le linceul de ce vieux monde truqué, maquillé, trompeur, faux, sournois, rusé, strano, assurdo et cacochyme.


Heureusement !


Ainsi Parlaient Marco Valdo M.I. et Lucien Lane

LE TOUT EST FAUX

Ce monde
Fonce comme un aéroplane
Et me semble
Plus vaporeux et plus lointain.
Pour l'arrêter
Je lance un caillou contre le vent
Mais le voici déjà qui ricoche
À quelques mètres.

C'est un monde
Qui t'use du dedans
Je ne vois pas
Comment faire pour être contre.
Je ne renonce pas
Mais pour être sincère
Je ne trouve vraiment rien
Qui ressemble au vrai.

Le tout est faux
Le faux est tout.
Le tout est faux
Le faux est tout.

Et alors nous sommes un peu préoccupés
Pour nos enfants
Leurs silences sont effrayants
Nos erreurs nous effrayent
L'important est d'enseigner
Ces valeurs qui semblent perdues
Avec le risque de créer de nouveaux désespérés.

Le tout est faux
Le faux est tout.

Ce n'est pas un hasard si notre conscience
Nous semble inadéquate
Cet assaut de technologies
A bouleversé nos vies.
Peut-être un homme entraîné
Y serait déjà préparé
Mais à le regarder en dedans
Il est resté en dix-huit cent.

Le tout est faux
Le faux est tout.

Moi
Que je ne réussis plus à juger
Je ne sais même pas quoi
Dire de ma solitude.
J'ai regardé
Avec ma télécommande
Et je me retrouve au milieu du monde
Et de son ambiguïté.

Le tout est faux
Le faux est tout.

Nous sommes tellement touchés
Par celui qui souffre
La faim nous fait horreur,
Les injustices du monde, la guerre.
Il est beau de s'occuper des douleurs
De tant et tant de gens
Tant que finalement
Nous ne sommes en rien concernés.

Le tout est faux
Le faux est tout.

Moi je
N'arrive plus à trouver
Quelque chose pour m'extirper
De ma solitude.
Je cherche – il le faut !
D'agripper un peu le présent
Mais si j'enlève ce qui est faux
Il ne reste plus que le néant.

Le tout est faux
Le faux est tout.

Le tout est faux
Le faux est tout.
Ce qui s'entend, ce qui se dit, ce qui est
Le faux est une illusion qui nous plaît
Le faux est ce que tous croient
C'est le récit masqué des faits
Le faux est mystère
Et plus obscur encore
S'il est mélangé
À un peu à du vrai
Le faux est maquillage
Un truc superbe
Pour nous empêcher de comprendre
Notre monde
Cet étrange monde
Cet absurde monde
Dans lequel tout
Tout est faux
Où le faux
Le faux est tout.

Le tout est faux
Le faux est tout.

Le tout est faux
Le faux est tout.

Le tout est faux
Le faux est tout.

Contributed by Marco Valdo M.I. - 2013/8/29 - 22:55


coplimenti

alessandro veroux - 2017/6/6 - 03:23



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