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Jó, to jsem ještě žil

Jiří Suchý & Jiří Šlitr
Language: Czech

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La canzone appartiene alla produzione della coppia di artisti Jiří Suchý (autore di numerosi testi) e Jiří Šlitr (compositore di spicco). La prima interpretazione risale al 1969, quindi l'anno successivo alla Primavera di Praga. La canzone è stata scritta per uno spettacolo teatrale Jonáš a Dr. Matrace (Giona e il dott. Materasso) presentato dalla compagnia teatrale Semafor (fondata dagli autori dieci anni prima). Il testo di per sé è una generica condanna della guerra, in questo caso non si riferisce a una guerra concreta e neppure alle vicende di quell'epoca. Lo spettacolo intero invece contiene alcune allusioni (talvolta velate) alla situazione politica, ad esempio qualche battuta satirica su Antonín Novotný che fu presidente cecoslovacco fino al 1968. Lo spettacolo conteneva altre canzoni che sono uscite nell'album omonimo insieme a un brano recitato intitolato “Protesta”, il cui testo però fu censurato durante la registrazione dell'album e furono eliminate anche due canzoni considerate inaccettabili dal regime.
Jó to jsem ještě žil

Jó, vzduch byl plnej boje, jak jsem tak do něj pliv',
ta slina byla moje a já byl ještě živ
a barva stejnokroje mě hřála na těle,
jó, vzduch byl plnej boje a byla neděle.

R:
Jó, to jsem ještě žil, jó, to jsem ještě žil,
pak ale přiletěla lesklá a horká střela,
uprostřed mýho čela našla si, mrcha, cíl.

Náhle si nebe kleklo na poraženou zem,
aniž by se co řeklo, smrt zjevila se všem,
aniž by se co řeklo, pohasla slunce zář,
rozpoutalo se peklo a Bůh si zakryl tvář.

R:

Já nevěděl jsem přesně, proč do rány jsem vlít',
ačkoliv jsem tak děsně chtěl milovat a žít,
a štěstí stálo těsně vedle mě celej čas,
já nevěděl jsem přesně, proč náhle vzal ho ďas.

R:

Náš přeudatnej oddíl se v jatky proměnil
a já se blátem brodil a o svý lásce snil,
vždyť láska měla podíl i na tý smrti snad,
kdybych se nenarodil, sotva bych asi pad'.

R:
Sotva bych asi žil, sotva bych asi žil,
a kdyby přiletěla lesklá a horká střela,
uprostřed mýho čela sotva by našla cíl,
sotva bych asi žil...

Contributed by Stanislava - 2013/7/15 - 21:10



Language: Italian

Tento di tradurre il testo nel modo più letterale possibile anche se così non rende la bellezza del testo originale. Si può notare che in esso la rima appare non soltanto a fine verso ma anche all'interno, e spesso trova almeno due corrispondenze. Ma siccome non sono in grado di scriverne una rielaborazione artistica, per lo meno cerco di renderlo comprensibile, dato che la lingua ceca potrebbe costituire un ostacolo per molti...
EH SÌ, ALLORA ERO ANCORA VIVO

Eh sì, l'aria era piena di combattimento, a giudicare da come ci ho sputato dentro,
quella saliva era mia, e io ero ancora vivo
e il colore della divisa mi riscaldava sul corpo
Eh sì, l'aria era piena di combattimento, ed era domenica.

Rit.:
Eh sì, allora ero ancora vivo, allora ero ancora vivo,
poi però arrivò una pallottola lucida e calda
e nel centro della mia fronte trovò, bastarda, il suo bersaglio.

Improvvisamente il cielo si inginocchiò sulla terra sconfitta.
Senza che niente fosse stato detto, la morte apparve a tutti
senza che niente fosse stato detto, si spense lo splendore del sole
si scatenò l'inferno e Dio si nascose il viso.

Rit.

Io non sapevo di preciso perché beccai la pallottola
benché così terribilmente volessi amare e vivere...
...e la fortuna mi stava appresso per tutto il tempo
io non sapevo di preciso perché all'improvviso il diavolo se l'era portata via.

Rit.

La nostra coraggiosissima divisione si trasformò in un macello
e io camminavo trascinandomi nel fango e sognavo il mio amore
del resto l'amore aveva la sua parte forse anche in questa morte:
se non fossi mai nato, difficilmente sarei caduto...

Rit.:
Difficilmente sarei vissuto, difficilmente sarei vissuto
e se fosse arrivata una pallottola lucida e calda
nel centro della mia fronte difficilmente avrebbe trovato il suo bersaglio
difficilmente sarei vissuto...

Contributed by Stanislava - 2013/7/15 - 21:14



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