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Io non capisco

Duccio Ghelardi
Lingua: Italiano


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[2011]
Scritto da Duccio Ghelardi
Written by Duccio Ghelardi

Duccio Ghelardi.
Duccio Ghelardi.


Con Duccio Ghelardi, nato a Firenze nel 1992, siamo di fronte all'autentica crudezza del rap. Non quello che va in radio, non quello dei nomi più o meno celebri, ma la brutale forma espressiva dei ragazzi delle periferie di tutto il mondo, da Firenze a Baltimora, da Auckland a Freetown. La forma espressiva che spara ritmo sulla sintassi, la forma espressiva che getta sull'asfalto i sogni, le speranze e, soprattutto, la rabbia intera di una generazione.

In questo pezzo, Io non capisco, Duccio Ghelardi colpisce a alzo zero non tanto una generica "religione", quanto la "fede" stessa, intesa come insieme di vuoti rituali (quante volte ci chiediamo se il papa stesso creda in Dio?...) il cui unico fine è preparare all'obbedienza di regime e contribuire all'asservimento delle menti.

In questo quadro, anche le figure canoniche della "fede", come ad esempio Gesù, sono utilizzate solo a tali fini, svuotandole anche dei loro eventuali messaggi. Quel che traspare da un brano come questo è un'immagine ben lontana dai "bravi ragazzi" propagandati dai media; è la generazione che, come dice Il Turco in un suo rap, è generazione senza nome / senza soluzione / con la penna in mano e in testa la rivoluzione. Con questo pezzo cominciamo veramente ad esplorare questo rap periferico, duro, ignoto e di zolfo. [RV]
Io non capisco la gente che campa con la fede
che crede in una figura che neanche vede
che neanche sente, "Cazzo", ti dicono, "è trasparente"
onnipotente lui è nei pensieri della gente
praticamente passato futuro e presente.
La sua figura appesa in ogni chiesa
oltre la sega peccato anche l'offesa
poi il prete che ti confessa
dopo la messa...al culo, il papa il prete più duro
bianco in apparenza
ma nero d'esperienza
si affaccia e benedice
ma non ascolta quello che la gente dice
sul volto un'altra cicatrice
il mondo maledice,
non raccontare più cazzate
ogni tua parola, vizio, son mazzate
sulla schiena di persone condannate
prometti il cielo ma son fiero
di non credere nel nulla, ma nel vero
tutta la vita ad aspettare
arriva il paradiso, e non lo posso raccontare
condannare povera gente, tra messe e rosari diventi deficiente
io non credo a niente, lo infamo tutto il giorno tanto non mi sente.

Io capisco la gente che campa con la religione
stipendio fisso, basta la vocazione
ho visto Gesù, mi ha detto diventa prete
ci pensa la povera gente a toglierti fame e sete
ma l'inghippo sta nel vestito
e nel non trombare, sono pervertito,
gusti strani, non mi posso masturbare
mi disgustano le donne, solo vecchie a pregare
ma menomale c'è il catechismo,
i bambini salvo dal bullismo
col mio affetto mi diletto,
coi ragazzi dentro il letto
ho sbagliato sì lo ammetto
sono uomo anch'io, ho un piccolo difetto...

Ma vaffanculo!!!!

inviata da CCG/AWS Staff - 29/5/2013 - 22:20



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