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!מינוטן פֿון בּטחון

Mordkhe Gebirtig [Mordechai Gebirtig] / מרדכי געבירטיג
Language: Yiddish

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ניט קײן ראָזינקעס, ניט קײן מאַנדלען - לולינקע
(Yeshayahu Shpigl [Isaiah Spiegel] / אישיהו שפּיגל)
Im Auschwitzlager wo ich wohnte
(Aleksander Kulisiewicz)
Kristallnacht
(John Zorn)


Minutn fun bitokhn!
[1940]
Parole e musica: Mordechai Gebirtig
Lyrics and music: Mordechai Gebirtig

Parole e musica di Mordechai Gebirtig, “momenti di speranza” e di illusione che egli scrisse nel ‎ghetto di Podgórze, Cracovia, due anni prima che i nazisti ne iniziassero la liquidazione. Nella ‎prima fase di questa (fine maggio / inizio giugno del 1942) l’autore e la moglie, ultrasessantenni, ‎furono trucidati per strada. Il boia ‎‎Amon Göth terminò il ‎‎“lavoro” nel marzo dell’anno successivo: tutti gli inabili al lavoro – circa 2.000 – furono uccisi sul ‎posto, altri trasferiti nel campo di Plaszów per diventare schiavi, altri ancora destinati ad una morte ‎orribile a Birkenau o a Bełżec.‎



Purtroppo non mi è riuscito di trovare il testo nei caratteri ebraici (salvo il titolo: ‎מינוטן פֿון בּטחון‎ e i ‎primi versi: ‎‎‎‏ ייִדן! זאָל זײַן פֿרײליך! שױן נישט לאַנג, איך האָף ס'עקט די מלחמה‎) per cui contribuisco ‎‎quello in caratteri latini, ‎confidando nella paziente pazienza dei perfidi Admins e di Riccardo in particolare ‎‎(“Gigaaante, pensaci tuuu!”)…‎
Il testo è stato convenientemente ritraslitterato a partire dalla trascrizione; ma si veda quanto specificato nell'introduzione a quest'ultima. (rv)

Ascoltabile sul sito dell’United ‎States Holocaust Memorial Museum nella versione di Daniel Kempin.‎
ייׅדן! זאָל זײַן פֿרײלעך!
שױן נישט לאַנג, איך האָף
ס'עקט באַלד די מלחמה,
עס קומט באַלד זײער סוף.
פֿרײלעך! נאָר נישט זאָרגן
און נישי אַרומגײן טריב
האָט געדולד, בּטחון
און נעמט אַלץ אָן פֿאַר ליב.

נאָר געדולד, בּטחון
נישט לאָזט אַרױס פֿון האַנט
אונדזער אַלט כּלי־זיין
װאָס האַלט אונדז נאָך בײַנאַנד
הוליעט, טאַנסט תּלינים!
שױן נישט לאַנג, איך האָף;
געװען אַמאָל אַ המן,
עס װאַרט אװף אײַך זײַן סוף.

הוליעט, טאַנסט תּלינים!
לײַדן קען אַ ייִד,
ס'װעט די שװערסטע אַרבעט
אונדז קײן מאָל מאַכן מיד.
קערן? זאָל זײן קערן!
כּל־זמן איר װעט זײַן,
איז אומזיסט דאָס קערן,
ס'װעט דאָ נישט װערן רײַן.

װאַשן? זאָל זײַן װאַשן!
קינס רױטער פֿלעק
הבלס בלוט פֿון האַרצן
דאָס װאַשט זיך נישט אַװעק.
טרײַבט אונדז פֿון די דירות!
שנײַדט אונדז אָפ די בערד!
ייׅדן! זאָל זײַן פֿרײלעך,
מיר האָבן זײ אין ד'ר ערד...

Contributed by Bernart + CCG/AWS Staff - 2013/5/28 - 13:59




Language: Yiddish

La trascrizione in caratteri latini.

Come specificato da Bernart, la trascrizione proviene dal sito Zemerl (parola yiddish che significa qualcosa come "piccolo collezionista", o "piccolo raccoglitore"). Si tratta di un sito molto vasto e con molti testi (è un database, come le CCG; anzi, la parola "zemerl" in fondo vuol dire proprio "database"!), ma con due problemi: a) E' spesso inaccessibile (come ad esempio in questo preciso momento); b) Proprio per la sua natura, i testi e le trascrizioni sono più che spesso tirati via, anche se si conformano ai canoni YIVO. Evidentemente non hanno qualcuno che se ne occupa; in questa, ad esempio, c'erano parecchi errori di ortografia (tipo shvertse per shverste, s've per s'vet, uz imzist per iz umzist "è inutile", e d'rerd per d'r erd (= der erd "la terra"). I testi di Zemerl devono essere "maneggiati con cura". Qui, naturalmente, sono state restaurate le dizioni corrette. Inserite alcune Note. (RV)
MINUTN FUN BITOKHN!

Yidn! Zol zayn freylekh!‎
Shoyn nisht lang, ikh hof
S'ekt bald di milkhome,‎
Es kumt bald zeyer sof.‎
Freylekh! Nor nisht zorgn
Un nisht arumgeyn trib
Hot geduld, bitokhn
Un nemt alts on far lib

Nor geduld, bitokhn
Nisht lozt aroys fun hant
Undzer alt klezayen,‎
Vos halt undz nokh baynand
Hulyet, tantst talyonim!‎
Shoyn nisht lang, ikh hof
Geven amol a Homen 1
Es vart af aykh zayn sof.‎

Hulyet, tantst talyonim!‎
Laydn ken a yid
S'vet di shverste arbet
Undz keyn mol makhn mid
Kern? Zol zayn kern!‎
Kol-zman ir vet zayn,‎
Iz umzist dos kern
S'vet do nisht vern rayn

Vashn? Zol zayn vashn!‎
Kayins 2 royter flek
Hevls 3 blut fun hartsn
Dos vasht zikh nisht avek
‎-Traybt undz fun di dires!‎
Shnaydt undz op di berd!‎
Yidn! Zol zayn freylekh
Mir hobn zey in d'r erd...‎

Contributed by Bernart + CCG/AWS Staff - 2013/5/28 - 19:44


Note

[1] " Haman: riferimento ad Aman, personaggio che compare nel libro biblico di Ester. Si tratta di un ‎macedone feroce nemico del popolo ebraico, infido consigliere del re persiano Assuero (Artaserse II). ‎Aman vorrebbe sbarazzarsi di Mardocheo e di tutti i giudei ma alla fine il suo piano fallisce e Serse, ‎ispirato dalla bella Ester, fa uccidere lo stesso Aman… (la storia è così, più o meno)."
[Nota originale di Bernart]

Haman l'Agagita, detto anche "Haman il Malvagio", per la sua volontà di sterminare gli ebrei che vivevano in Persia sotto il regno di Artaserse II, è considerato dalla tradizione rabbinica come archetipo del male e personificazione stessa della persecuzione contro gli ebrei. Logico, quindi, che in una canzone come questa sia presente. Ma ci sono due altre circostanze assolutamente incredibili per la presenza di Haman in questo testo: la prima è che la forma tedesca del nome è Amon, vale a dire il nome di Amon Göth; la seconda è che, nel libro di Ester, Haman vuole uccidere Mardocheo (e tutti gli ebrei); la forma originale del nome "Mardocheo" è Mordechai, vale a dire il nome di Gebirtig, l'autore della canzone. Ancora una volta Haman contro Mardocheo.

[2] Il nome ebraico di Caino, Qayin ( קַיִן ) significa, alla lettera, "Acquisizione".

[3] Viceversa, per il nome di Abele, in ebraico Hebhel (הֶבֶל) oppure Habhel (הָבֶל), è stato proposto il significato di "respiro, soffio vitale" (e di "vanità"); ultimamente si ritiene però che sia una paraetimologia, e il nome è stato messo in relazione con l'accadico aplu, eplu "figlio".

Riccardo Venturi - 2013/5/28 - 20:39




Language: Italian

Traduzione italiana dal sito del collettivo “Whiskey ‎Distillando Fiori”
MOMENTI DI SPERANZA

Ebrei! Siate allegri!‎
A lungo, spero, non durerà
Finirà presto la guerra
La sua fine presto arriverà
Allegri! Solo non state in pena
E non aggiratevi cupi,‎
abbiate pazienza, certezza ‎
e prendete tutto come viene
‎ ‎
Solo pazienza, certezza
Non fatevi strappare di mano
La nostra antica arma,‎
Che fa la nostra unità.‎
Gioite danzate, voi, boia!‎
Non ancora per molto, spero
C'è stato un Amùn un tempo, ‎
Gli è toccata la sua giusta fine
‎ ‎
Gioite! Danzate, voi boia,‎
Sanno soffrire gli ebrei,‎
Anche il lavoro più duro
Non potrà stancarci mai.‎
Spazzare? Che si spazzi pure!‎
Finchè voi sarete qua,‎
Ogni spazzare non serve,‎
Lo sporco sempre resterà…‎
‎ ‎
Lavare? Che si lavi pure!‎
Di Caino la rossa macchia
Del sangue del cuore di Abele,‎
quella non si può lavare…‎
Strappateci pure fuori dalle case!‎
Tagliateci pure la barba!‎
Ebrei! Siate allegri!…‎
Finiranno sottoterra presto

Contributed by Bernart - 2013/5/28 - 14:01




Language: English

Traduzione inglese da Zemerl.‎

La considerazione di (H)Aman l'ho spostata nelle note dopo il testo trascritto.
MOMENTS OF CONFIDENCE

Jews, let us be cheerful!‎
It won't be long, I hope-‎
The war will soon be over,‎
And soon their end will come
Be cheerful and don't worry
Don't carry on in grief
Have patience and have confidence
Take hard times in your stride

Remember: patience, confidence
Don't let slip away
Those ancient weapons that unite
Our people to this day!‎
Revel, dance, you hangmen!‎
It won't be long, I hope
Once there was a Haman (*)‎
His fate awaits you, too

Revel, dance, you hangmen
Jews know what suffering means
The most demanding labor
Won't tire us in the least
‎"Sweep!" you tell us? So we'll sweep
But as long as you remain,‎
There is no point to sweeping
This place will not come clean!‎

‎"Wash" you tell us? So we'll wash
And the blood from Abel's heart
Cannot be washed away
Drive us from our homes
Cut away our beards!‎
Jews, let us be cheerful-‎
We'll see them go to hell!‎

Contributed by Bernart - 2013/5/28 - 14:00


Come avrai sicuramente capito, caro Bernart, il problema dei testi in yiddish è sempre quello: a parte qualche eccezione, almeno in Rete sono quasi esclusivamente presentati in trascrizione. Non è certamente colpa di chi li cerca e li trova solamente in questa forma, anche se, perlomeno, negli ultimi tempi sembra che le trascrizioni si siano uniformati ai canoni YIVO (che permettono una ritrascrizione relativamente agevole). Però il perfido sottoscritto non riesce ad accettare questa cosa, anche pensando che Mordechai Gebirtig, Hirsh Glik, Kasriel Broydo e tutti gli altri, prima di andare a morire a Auschwitz o in qualche "marcia della morte" non scrivevano certo in trascrizione latina. E', quindi, una questione (almeno per me) di semplice rispetto di una lingua e, soprattutto, di chi la utilizzata in condizioni che né io, né te e né nessuno si può sognare nemmeno di immaginare. Per questo mi sono sobbarcato la ritrascrizione, che è una faticata da non crederci. Non soltanto devo comporre i testi parola per parola sulla tabella al menù "inserisci caratteri speciali", ma devo far fronte a un problema interno, chiamiamolo così, della lingua yiddish. Lo yiddish, come saprai, è in pratica un tedesco medievale scritto in caratteri ebraici; i quali sono stati adattati a una lingua indoeuropea, dando ad alcune lettere un valore vocalico che in ebraico non hanno affatto. Però circa un 15% del lessico yiddish è formato, per motivi facilmente immaginabili, da parole prese dall'ebraico; le quali si leggono "alla ashkenazita" (quindi in modo diverso dall'ebraico moderno, che ha adottato la pronuncia sefardita), ma si scrivono obbligatoriamente come in ebraico, e svocalizzate. Ad esempio, la comunissima parola שעה "ora", trascritta [š'h] in ebraico moderno e pronunciata [sha'à], in yiddish si scrive alla stessa maniera ma si pronuncia [sho], e così bisogna trascriverla secondo lo YIVO. Devo quindi controllare ogni parola su dizionari yiddish cartacei e online, come questo, assolutamente benemerito. Però, a mio parere, è una cosa che andava fatta, e che verrà fatta, una volta terminata la ristrutturazione (sono quasi a fine, dopo tre mesi...) per ogni canzone in lingua yiddish, al pari del controllo rigoroso delle trascrizioni. Scusami per questo "pappone", ma era un po' per spiegare. A proposito: nel titolo di questa canzone è contenuta una parola, [bitokhn], che fa parte di quelle ebraiche che si scrivono in maniera totalmente diversa da come si pronunciano...in ebraico si trascrive [btkhwn] e si pronuncia [bitkhùn], in yiddish si scrive uguale ma si pronuncia [bitòkhn].

Riccardo Venturi - 2013/5/28 - 17:47


Post scriptum abbastanza importante, Bernart.

Visto che, probabilmente, sei il più grosso e instancabile contributore di canzoni in yiddish di questo sito (cosa assolutamente importante), ti pregherei di una cosa.

Da questo momento in poi, per cortesia, se trovi un "qualcosa" che contiene canzoni in yiddish, non le inserire tutte insieme "a bandello", bensì rigorosamente una per una aspettando che ci abbia messo le mie sante manine io con la ritrascrizione e altre eventuali cose.

Altra cosa: Non le inserire eventualmente più a nome di vari interpreti (tipo Moni Ovadia, The Barry Sisters, Lloica Czackis ecc.) che le hanno cantate in dischi più o meno recenti: queste canzoni vanno inserite esclusivamente a nome dell'autore. Se non sai il nome dell'autore, ricorri al Freedman's Jewish Sound Archive: lì c'è assolutamente tutto.

Grazie e scusa ancora!

Riccardo Venturi - 2013/5/28 - 18:09


Altra considerazione un po' a ruota libera. La traduzione italiana del Collettivo Whiskey Distillando Fiori è fatta davvero bene e mi fa piacere, anche per il nome "deandreiano"; peccato solo per le bandierine israeliane a lato delle traduzioni dallo yiddish. Si noti (e qui lo dico particolarmente a Bernart) che le canzoni in yiddish sono riportate in trascrizione, e il testo è parecchio più esatto di quello proposto da Zemerl (una vera ecatombe di refusi). E così si aggiunge qualche "yiddishista" italiano; credevo che fossimo soltanto io e Erri De Luca... :-P

Riccardo Venturi - 2013/5/28 - 20:17


Grazie Riccardo, come io sia potuto diventare "il più grosso e instancabile contributore di canzoni in yiddish di questo sito" non lo neppure io me medesimo... Sicuramente, se non fosse per le tue abili manine (e la tua fine testolina) i miei contributi rischierebbero di essere poco più che delle "zemerlate"!

Quanto alle suddette, il "smell my ballAbel's heart" - che mi era completamente sfuggito - sembrerebbe quasi un inserto di qualche hacker antisemita... Sul sito dell’United ‎States Holocaust Memorial Museum citato nell'introduzione (e sicuramente più attendibile di Zemerl) c'è un testo inglese del tutto identico ma il verso incriminato è tradotto come "And the blood from Abel's heart"...

Bernart - 2013/5/28 - 23:41


Mi era anche completamente sfuggito che l'antica disfida tra Haman e Mardocheo venne qui attualizzata in quella altrettanto mortale tra Amon Göth, il boia di Plaszów, ed il poeta e cantautore ebreo Mordechai Gebirtig... Incredibile!
Un parallelismo davvero impressionante...
E altrettanto stupefacente fu l'avveramento della profezia di Gebirtig, che sta tutto nel filmato dell'esecuzione del demone Haman/Amon che tu stesso hai postato...
Ho trovato la tua arguta osservazione una vera rivelazione!
Grazie.

Bernart - 2013/5/28 - 23:51


Beh, i tuoi contributi non sono delle "zemerlate" comunque, non foss'altro che per le introduzioni che ci hai messo (e che ho, come hai visto, scrupolosamente mantenuto). Poi Zemerl, lo ripeto, è un database come il nostro; purtroppo è parecchio scriteriato (nel senso letterale: senza criteri). Quanto al resto, non ti nascondo che ho avuto parecchi dubbi se inserire o meno il video dell'esecuzione di Amon Göth; e lo capirai bene anche tu. Nel testo di questa canzone c'è pure Caino, e "nessuno tocchi Caino" (come dice la Bibbia stessa, del resto: "Chi toccherà Caino sarà ucciso sette volte"). Ma credo che tutti noi abbiamo parecchie confusioni in testa al riguardo...e ce le teniamo. Sul nome di Mordechai Gebirtig vorrei aggiungerti una cosa. Il suo vero cognome, come sai, era Bertig; solo in seguito lo modificò, in arte, in "Gebirtig". E' un aggettivo derivato da gebirt (corrispondente al tedesco Gebürt) "nascita, parto"; "Mordechai Gebirtig" significa qualcosa come "Mardocheo fin dalla nascita" o, meglio ancora: "Mardocheo nato". Interessante, no?

Riccardo Venturi - 2013/5/29 - 10:18



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