Lingua   

Requiem per un nemico ignoto

Gesualdo Bufalino
Lingua: Italiano



Crivellato di buchi neri,
Leutnant Adolf Enne Enne
in questa stanza del malanno
ti faccio posto volentieri.

Al mio "Morior ergo sum"
declamato contro il muro
vieni ad aggiungere pure
il bisbiglio del tuo "Warum?"

Vieni, entra sul letto a rotelle;
fra la mia branda e la porta
ci sta anche la tua morte,
mio più infelice fratello.

Ma prima conoscimi almeno,
scambiamoci un ja con un sí,
Leutnant Rudolf Chissachí
da Chissadove sul Meno.

Apri gli occhi, vedi: s'accende
ai vetri e s'attorce un angue
di secca luce e s'insanguina
nel sangue delle tue bende.

Fa presto alla fine di giugno
il sole a farsi crudele;
irto di spine, di peli,
si fa duro come un pugno.

È un tempo sublime e vile
tal quale voi l'avete fatto;
non puoi che subirne il patto:
coltello contro fucile.

Tu ancora ieri, ricordi?
hai piantato con mani rosse
dieci croci su dieci fosse...
Non chiedere misericordia.

Che t'aspettavi da noi,
qui dove la tempesta
portasti e l'odio, alla testa
d'un turpe branco d'eroi?

Perfetta macchina di male
sei stato per noi, forestiero,
dall'orlo della visiera
alla punta degli stivali!

Ed ora, per ultimo rancio,
sia buona o cattiva guerra
ti tocca mangiarla, la terra
dove fiorisce l'arancio.

Lassú Gretchen, Liselotte,
nella vecchia casa sul fiume,
rammendano accanto al lume,
ignorano la tua morte.

È a loro che parli da solo?
Oppure al furetto sazio
che pigramente ti strazia
le viscere sotto il lenzuolo?

E questo gorgolio che forse
nella tua ruvida lingua
mi dice una cosa e s'estingue,
è grido, preghiera, rimorso?

Ti premi con l'unghie l'addome,
con uno sforzo ti volti,
mi guardi: sai già che t'ho assolto,
Leutnant Hermann Senzanome.


Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org