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Henna

Lucio Dalla
Language: Italian

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Testo e musica di Lucio Dalla
da "Henna" (1993)
henna

A detta di molti critici, e non possiamo che dirci d'accordo, la carriera di Lucio Dalla è stata segnata negli ultimi trent'anni della sua vita da un progressivo declino, un'involuzione terrificante. Intendiamoci, la preparazione del musicista e l'estrosità del personaggio erano ancora lì ma sembravano scontrarsi con una mancanza di ispirazione o con le frequenti scivolate nel pop facile facile ("Attenti al lupo", "Canzone"...). Gli album si riempivano di canzoni che non lasciavano il segno, di altre proprio brutte, non degne di uno che negli anni '70 aveva scritto degli autentici capisaldi della musica d'autore italiana.

Però anche negli ultimi lavori si trovano delle eccezioni. Sicuramente Henna è una di queste. Come scrive Marco Alemanno:

A me, dal 2004, il compito di recitare, durante i nostri spettacoli, prima che lui lo cantasse, il testo del brano che dava il titolo al disco, perché desiderava che arrivasse prima quello della musica, perché ancora sentiva l’urgenza che la gente ascoltasse questa sua «preghiera laica», come amava definirla, questo monito sincero contro la guerra, questo invito a piantarla col sangue e a dedicarsi solo all’Amore, perché se è vero che «è il Dolore che ci cambierà», è altrettanto vero che «è l’Amore che ci salverà», solo questo.


dalla in barca


Come lo stesso Dalla ha raccontato introducendo il brano in concerto, la canzone è stata scritta mentre sulla sua barca in mezzo all'Adriatico fu svegliato dal boato degli aerei che andavano a bombardare la Jugoslavia.
Adesso basta sangue ma non vedi
Non stiamo nemmeno più in piedi... un po' di pietà
Invece tu invece fumi con grande tranquillità
Così sta a me che debbo parlare fidarmi di te

Domani domani domani chi lo sa domani sarà
Oh oh chi non lo so quale Dio ci sarà
io parlo e parlo solo per me

Va bene
io credo nell'amore
l'amore che si muove dal cuore
Che ti esce dalle mani
e che cammina sotto i tuoi piedi
L'amore misterioso anche dei cani
e degli altri fratelli animali
delle piante che sembra che ti sorridono
anche quando ti chini per portarle via
l'amore silenzioso dei pesci
che ci aspettano nel mare
l'amore di chi ci ama e non ci vuol lasciare

Ok ok lo so che capisci
ma sono io che non capisco cosa dici
Troppo sangue qua e là sotto i cieli di lucide stelle
Nei silenzi dell'immensità

Ma chissà se cambierà
oh non so se in questo futuro nero buio
Forse c'è qualcosa che ci cambierà
Io credo che il dolore
è il dolore che ci cambierà
Oh ma oh il dolore che ci cambierà

E dopo chi lo sa
se ancora ci vedremo e dentro quale città
Brutta fredda buia stretta
o brutta come questa sotto un cielo senza pietà

Ma io ti cercherò
anche da così lontano ti telefonerò
In una sera buia sporca fredda
Brutta come questa
Forse ti chiamerò
perché vedi

Io credo che l'amore
è l'amore che ci salverà
Vedi io credo che l'amore
è l'amore che ci salverà

Contributed by Lorenzo Masetti - 2013/3/4 - 23:47


Attenti al lupo non è di Dalla ma di Ron, e Canzone è di Samuele Bersani. Perché Lucio Dalla sapeva riconoscere il buono e l'interessante anche negli altri. Infatti sono stati due successi, ma tu non lo puoi sapere perché chi dice che Dalla era in declino, di musica non capisce un granché! Scusa, ma i giudizi dati alla viva al parroco mi sono insopportabili!

Marghe - 2015/8/27 - 08:28


Scusa Marghe, cosa c'entra? Anche Piazza Grande e' scritta insieme a Ron (nonché da Gianfranco Baldazzi e Sergio Bardotti per il testo) ma nessuno si sognerebbe di dire che sia una canzone di Ron o di Bardotti... Le due canzoni che citi sono anche delle canzoncine orecchiabili e ballabili, ma sentirle cantare dalla voce di chi interpretava Anidride Solforosa, Le parole incrociate, ma anche Il cucciolo Alfredo è secondo me davvero un declino incredibile.

D'altra parte non sono l'unico a dirlo, per esempio Fabretti su Onda Rock scrive:

Quando però Dalla decide di imbarcarsi nel tour col vecchio amico Gianni Morandi, campione della canzonetta italiana (Dalla/Morandi, 1988), si intuisce che il suo passato è definitivamente sepolto. Ormai più showman che cantautore, il cantastorie degli anni 70 rischia di trasformarsi rapidamente in macchietta. Cosa che puntualmente avviene qualche mese dopo, quando mette in scena la pantomima di "Attenti al lupo". E' il singolo che trascina al successo Cambio (un milione e mezzo di copie vendute), oscurando due tracce interessanti come "Le rondini" (composta con Malavasi) e "Comunista", rielaborazione di un testo scritto da Roversi quindici anni prima e che suona ora come un doloroso amarcord.
Nel complesso, però, il disco è uno stanco ripetersi di stili, suoni e perfino parole (stelle, lune, occhi, mare, mani, telefoni...)

Lorenzo - 2015/8/27 - 08:58


Per "Attenti al lupo" ammetto di non essere granché informato, però mi sembra davvero riduttivo definire "Canzone" piuttosto semplice e banale, dato che rappresenta per molti versi una riproposizione contemporanea di certi testi poetici del nostro stilnovo duecentesco. Poi è chiaro...questo è un aspetto di importanza più storico-formale che non sostanziale, cionondimeno non toglie valore alla canzone.

Marcello - 2015/9/20 - 00:44


AVETE SICURAMENTE BEVUTO PER SCRIVERE DELLE STRONZATE SIMILI??

ROBERTO - 2016/3/2 - 15:23


Disincastra il caps lock e poi spiegaci quali sono le stronzate...

CCG Staff - 2016/3/2 - 15:36


Mi sa che il nostro Robertino CapsLock aveva bevuto lui robina pesa ieri...

Gaspard de la Nuit - 2016/3/3 - 01:57


Io non sono d'accordo con il buttare nel cesso gli ultimi trent'anni di carriera di Lucio Dalla: indubbiamente un album intero come Com'è profondo il mare, Lucio Dalla e Dalla (a parer mio, davvero uno più bello dell'altro) non l'ha più pubblicato, ma è stato comunque in grado di scrivere ancora canzoni molto valide - Caruso in primis, tra l'altro la sua più celebre.
Già l'album con Morandi era il preludio alla svolta pop avvenuta con Cambio: di lì in poi c'è stato qualche buon pezzo ogni tanto, ma ormai i guizzi autoriali degli anni '70-'80 rimanevano un ricordo sempre più lontano a mio avviso.
D'altro canto se avesse continuato a comporre solo su testi di Roversi non avrebbe certo venduto migliaia di dischi: interessanti, per carità, ma non certo di facile fruizione - a parte Nuvolari, che non a caso di quella fase rimane la sua canzone più nota presso il vasto pubblico.

Alessandro - 2016/12/13 - 00:05


i gusti sono SOGGETTIVI

esistono canzoni e musica che ci piacciono, personalmente, e che non ci piacciono

NON esistono canzoni e musiche 'belle' - in 'assoluto' - e 'brutte' - in 'assoluto' -

ragionare in quest'ultimo modo è fanatismo, intolleranza (caratteristiche sempre in connubio con la scarsa intelligenza)

le mie canzoni preferite di Dalla (cioé create da lui) sono Henna e Le Rondini : questo è il mio personalissimo gusto

chiunque altro può 'legittimamente' avere altri gusti, altre preferenze

degustibus NON DISPUTANDUM EST

giovanni - 2017/10/3 - 11:47


Non credo che dipenda dalle canzoni. In Italia l'artista e la sua arte sono la stessa cosa. Quindi se l'artista è vecchio di pari passo anche i suoi lavori, comunque sia, sono vecchi, superati. Negli Stati Uniti e in Inghilterra non è così. Rispetto fino alla fine. Vedasi Frank Sinatra, James Brown, Ray Charles e tanti altri.

Guglielmo - 2017/11/10 - 21:36


E' un dato di fatto che le canzoni di Dalla, a partire dal disco "Cambio" (un titolo scelto non a caso), siano mediamente meno belle rispetto a quelle del periodo d'oro di Dalla 1977-1990. Tuttavia sarebbe sbagliato attribuire questo cambiamento a una mancanza di ispirazione. La carriera artistica di Lucio è sempre stata un cambiamento continuo 1) clarinettista jazzista agli esordi 1960-1966, 2) la decisone di diventare cantante alterni risultati 1967-1972 3) la collaborazione con Roversi 1973-1976 con pubblicazione di album non commerciali 4) il suo periodo d'oro 1977-1990 5) la fase "pop" dal 1990 in poi. A mio avviso Lucio ha volutamente fatto canzoni del genere, non per mancanza di ispirazione.

Alex967 - 2018/4/8 - 11:48


Ma con che diritto uno scrive in un blog si permette di dare dei giudizi così pesanti su uno dei piu grandi cantautori italiani del 900. I le tue "opinioni" saranno anche "supportate" da critici di spessore ma giudicare in questo modo un artista è deplorevole. La carriera di un artista è sempre piu brillante ad inizio carriera (se non per rare eccezioni come il Faber) ma non per questo uno scribacchino senza né arte né parte può permettersi di giudicare un gigante come Dalla. Non sprecarti nemmeno a dire che stavi parlando solo delle sue ultime canzoni e della svolta pop e che comunque il suo genio rimane per quello che ha scritto prima. Quando giudichi un artista nel modo totalmente irrispettoso che hai usato non ti limiti a giudicare una canzone o un album ma getti una cattiva luce su di un uomo che ha votato la sua vita all'arte. Prima di scrivere le minchiate di sopra prova solo ad immaginare di fare una cosa del genere, risponditi di no e dai un paio di martellate alla tastiera o alle dita cosi da non ripetere le cagate scritte sopra.

2019/6/6 - 02:32


Scusate forse l’ovvietà, ma nessun artista crea solo capolavori. Nessuno al mondo, nemmeno il de cuius. Quindi, le polemiche mi sembrano un tantino eccessive.
Non ho mai amato la musica italiana in generale. Ho scoperto Lucio Dalla con un certo ritardo e posso dire che non tutto è di mio gradimento. Siamo tutti diversi, diverso il nostro orecchio ed ognuno di noi è un mondo a se’.

sergio falcone - 2019/6/6 - 06:12


Visto che ho scritto io il commento che ha suscitato tante polemiche vorrei solo dire che con le mie parole non intendevo denigrare o offendere Lucio Dalla, tanto più che la canzone è stata inserita dopo la sua scomparsa. Ho sempre ammirato profondamente Dalla fino alla sua morte, come persona e come artista. Forse per questo sono stato colpito da quello che secondo me è stato il declino delle sue ultime canzoni. Se qualcuno non è d'accordo con questa analisi può certamente controbattere senza mettersi a insultare (scribacchino senza né arte né parte, eccetera).

D'altra parte come dice bene Sergio è un fenomeno comune, pensiamo per esempio a Venditti, scivolato verso il peggiore pop italiano. Nonostante trovi alcune delle sue ultime canzoni semplicemente inascoltabili, non per questo nutro verso Venditti un odio personale, anzi lo ritengo comunque una persona intelligente e simpatica.

Lorenzo - 2019/6/7 - 10:41


Antonello Venditti, dopo degli inizi promettenti, è evidentemente scaduto. Invecchia male ed è un bel furbacchione. Quante posizioni politiche e quante alleanze ha cambiato? Ho perso il conto. “Franza o Spagna, basta che se magna”. Il trasformismo è antico vizio italiota, devotamente abbarbicato al crocefisso cattolico...

sergio falcone - 2019/6/8 - 08:12



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