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The Factory

Warren Zevon
Language: English

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‎[1987]‎
Parole e musica di Warren Zevon
Album “Sentimental Hygiene”‎

Warren-Zevon-Sentimental-Hygie-441059

Una canzone che parla di morte sul lavoro, di cancro legato all'amianto e al cloruro di vinile, due componenti di lavorazioni industriali che solo in Italia hanno causato centinaia di morti (vedi i casi Eternit e Montedison)...

Il fatto quasi incredibile è che lo stesso Warren Zevon sia morto nel 2003 di "mesotelioma peritoneale". L'artista era sì un grande fumatore, ma quel tipo di neoplasia è causata nella quasi totalità dei casi dalle fibre d'amianto...


(Bernart Bartleby)
I was born in '63
Got a little job in the factory
I don't know much about Kennedy
I was too busy working in the factory

We got a kid that's two, we got another one due
We get by the best we can do
The factory's got a good medical plan
And, cousin, I'm a union man
Saying, Yes sir, no sir, yes sir, no sir, yes sir, no sir

I was born in Mechanicsburg
My Daddy worked for Pontiac 'til he got hurt
Now he's on disability
And I got his old job in the factory
Saying, Yes sir, no sir, yes sir, no sir, yes sir, no sir

Early in the morning I feel a chill
The factory whistle blows loud and clear
I'd kill my wife or she'd kill me
But we gotta go to work at the factory
Five days a week at the factory
Up early in the morning at the factory
I've been working in the factory
Johnny, I've been working in the factory
Kickin' asbestos in the factory
Breathin' that plastic in the factory
Punchin' out Chryslers in the factory
Makin' polyvinyl chloride in the factory

Contributed by Dead End - 2013/1/17 - 16:26


Ecco, perché ho proposto My Shits Fucked Up https://www.youtube.com/watch?v=LbhYqV17CoQ

Krzysiek - 2016/2/2 - 18:50



Language: Italian

Traduzione di Roberto Malfatti
LA FABBRICA

Sono nato nel '63
Trovai un posticino in una fabbrica
Non so molto su Kennedy
Ero troppo occupato a lavorare in fabbrica

Abbiamo un bambino che vale per due e un altro in arrivo
Cerchiamo di fare il meglio che possiamo
La fabbrica ha un buon piano sanitario
E, cugino, sono iscritto al sindacato
E mi limito a dire: Si signore, no signore, si signore, no signore, si signore, no signore

Sono nato a Mechanicsburg
Mio padre ha lavorato alla Pontiac fino a quando si fece male
Adesso ha la pensione d'invalidità
Io ho rilevato il suo posto in fabbrica
E mi limito a dire: Si signore, no signore, si signore, no signore, si signore, no signore

La mattina presto rischio l'infarto
La sirena della fabbrica fischia forte e chiara
Potrei uccidere mia moglie o lei potrebbe uccidere me
Ma comunque andremmo a lavorare in fabbrica
Cinque giorni alla settimana in fabbrica
Di buon'ora ogni mattino in fabbrica
Ho lavorato in fabbrica
Johnny, ho lavorato in fabbrica
Ho maneggiato l'amianto in fabbrica
Ho respirato quella polvere in fabbrica
Ho rivettato le Chryslers in fabbrica
Ho fabbricato Cloruro di polivinile in fabbrica

Contributed by Roberto Malfatti - 2016/8/15 - 18:26


Una piccola riflessione: come altre canzoni pubblicate in questo sito, anche questa (che era già presente nella versione inglese prima che ne tentassi la traduzione visibile sopra), non parla di bombe, nè di fucili, nè di napalm. Non parla insomma di guerra in senso stretto. Ma a me pare che l'esposizione dei lavoratori e delle popolazioni che vivono intorno alle fabbriche a sostanze nocive, come pure tante altre forme di violenza sui più deboli (l'elenco sarebbe lunghissimo), può essere considerata un atto di guerra da parte del più forte ai danni di chi per nessità è costretto a svolgere quel lavoro o a vivere nei sobborghi industriali. La povertà è un atto di guerra, la mancanza di lavoro è un atto di guerra. E via dicendo. E chi prova orrore di fronte alle bombe che esplodono, a mio avviso dovrebbe naturalmente provare dolore e rabbia anche di fronte a tutti quei fenomeni che limitano o annientano la possibilità delle persone di essere libere (fisicamente e spiritualmente) e di costruire la propria vita senza subire coercizioni.

Roberto Malfatti - 2016/8/15 - 18:27



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