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Le serment de Sibaud‎

Coro valdese di Prali
Lingua: Francese

Lista delle versioni e commenti



‎[18??]‎
Canto del “risveglio valdese” composto in francese dal pastore evangelico svizzero ‎‎Ami Bost (1790-1874) a partire dal testo del “Giuramento di Sibaud” del 1689.‎
Il Coro valdese di Prali lo canta in patois occitano, ma non sono riuscito a trovarne il testo in rete.‎

Un giuramento di guerra, senza dubbio, ma quello fatto da un piccolo ed agguerrito gruppo di ‎valdesi in armi, guidato dal pastore Henri Arnaud, che nel 1689 da Ginevra tornarono a sorpresa ‎nelle valli del ducato di Savoia, da cui erano stati cacciati prima durante le “Pasque piemontesi” del ‎‎1655 e poi in seguito alle nuove persecuzioni del 1685, per riprendersi le loro terre e la loro storia. ‎Con un’efficace guerra di guerriglia riuscirono a scampare e spesso a battere (si veda La bataille de Salabertrand) le ‎forze francesi e sabaude che cercavano di intercettarli. Sarebbero stati quasi sicuramente annientati ‎nell’assedio al “nido d’aquila” della Balsiglia dove si erano rifugiati, ma i venti politici cambiarono ‎improvvisamente e Vittorio Amedeo II, rotta l’allenza coi francesi, dei valdesi non ne volle più ‎sapere, purchè non rompessero i coglioni e se ne stessero confinati nel loro “Ghetto alpino”.‎





‎“Le serment de Sibaud” è – come si è detto – un giuramento di guerra, solennemente pronunciato da ‎partigiani organizzati in un vero e proprio piccolo esercito regolare ma è al tempo stesso un ‎giuramento egualitario ed umanitario, cristiano, e che si estende – e che aspira fortemente – al ‎tempo in cui alla giusta lotta seguirà la pace. Significativi sono infatti, a mio avviso - al di là delle ‎severe punizioni da infliggersi se nella furia della battaglia al combattente gli scappa una bestemmia ‎‎– sia la promessa di fedeltà reciproca, come tra eguali, dei soldati ai loro ufficiali ma anche ‎viceversa, sia la comunione del bottino di guerra, messo a disposizione del popolo intero per le ‎future evenienze, sia la sottolineatura della particolarità di quel piccolo esercito, non mercenari, non ‎una soldataglia qualunque, non un’orda di saccheggiatori ed assassini ma soldati al servizio della ‎fede e della causa di liberazione che mai si abbandoneranno a violenze non necessarie e neppure ‎deprederanno i propri nemici, nemmeno se morti, feriti o prigionieri.‎

Il ‎prato di Sibaud. In fondo a destra il cippo che commemora il giuro del 1689.‎
Il ‎prato di Sibaud. In fondo a destra il cippo che commemora il giuro del 1689.‎



“Dieu par sa divine grâce nous aïant heureusement ramenés dans les héritages de ‎nos pères, pour y rétablir le pur service de notre sainte Religion, en continuant et achevant la grande ‎entreprise que ce grand Dieu des armées a si divinement, jusques ici conduite en notre faveur: nous ‎Pasteurs, Capitaines et autres Officiers jurons et promettons devant la face du Dieu vivant et sur la ‎damnation de nos âmes, d’observer parmi nous l’union et l’ordre, de ne point nous séparer ni ‎désunir tant que Dieu nous conservera la vie, et quand bien nous aurions le malheur de nous voir ‎réduits à trois ou quatre, de ne jamais parlementer ni traiter avec nos ennemis, tant de France que de ‎Piémont, sans la participation de notre conseil de guerre, et de mettre ensemble le butin que nous ‎avons et que nous ferons, pour s’en servir aux besoins de notre peuple et des occasions ‎extraordinaires. Et nous, soldats, promettons et jurons aujourd’hui devant Dieu d’être obéissants ‎aux ordres de tous nos Officiers, et leur jurons de tout notre cœur la fidélité jusqu’à la dernière ‎goute de notre sang, de remettre les prisonniers et le butin entre leurs mains, pour en disposer ‎comme ils trouveront à propos. Plus, pour règlement, il est défendu sous de grandes peines à tous ‎Officiers et soldats de fouiller pendant et après les combats et les actions aucuns morts, blessés ou ‎prisonniers, excepté à ceux qui seront commis à cet effet. Il est enjoint aux Officiers de prendre ‎garde à ce que tous les soldats conservent leurs armes et leurs munitions, et sur tout de châtier très ‎sévèrement ceux d’entre eux qui jureront et blasphèmeront le saint nom de Dieu; et afin que ‎l’union, qui est l’âme de toutes nos affaires, demeure toujours inébranlable entre nous, les Officiers ‎jureront fidélité aux soldats, et les soldats aux Officiers, promettant en outre tous ensemble à notre ‎Seigneur et Sauveur Jésus Christ d’arracher, autant qu’il nous sera possible le reste de nos frères de ‎la cruelle Babilonne, pour avec eux rétablir et maintenir son règne jusqu’à la mort, et d’observer ‎toute notre vie et de bonne foi le présent règlement.” ‎‎

(Sibaud, Val Pellis, le premier ‎semptembre du 1689)‎
“Dio avendoci per la sua divina grazia riportati nella eredità dei nostri padri per ristabilirvi il ‎puro servizio della nostra santa Religione, continuando e compiendo la grande impresa che quel ‎gran Dio degli eserciti ha così divinamente fin qui condotta in nostro favore: noi Pastori, Capitani e ‎gli altri Ufficiali giuriamo e promettiamo dinanzi al volto del Dio vivente e a pena della dannazione ‎delle nostre anime, di mantenere fra noi l’unione e l’ordine, di non separarci né disunirci ‎fintantoché Dio ci conserverà la vita, e quand’anche avessimo la sventura di vederci ridotti a tre o ‎quattro, di mai parlamentare né trattare con i nostri nemici, quelli di Francia come quelli del ‎Piemonte, senza la partecipazione del nostro consiglio di guerra, e di mettere in comune il bottino ‎che abbiamo e che faremo, per servirsene per le necessità del nostro popolo e delle occasioni ‎straordinarie. E noi, soldati, promettiamo e giuriamo oggi davanti a Dio di obbedire agli ordini di ‎tutti i nostri Ufficiali, e giuriamo con tutto il cuore di essere fedeli fino all’ultima goccia del nostro ‎sangue, di consegnare i prigionieri e il bottino nelle loro mani, per disporne come essi troveranno ‎opportuno. Inoltre, come regolamento, è proibito sotto gran pena di frugare, durante e dopo i ‎combattimenti e le azioni, i morti, i feriti e i prigionieri, a tutti gli Ufficiali e soldati, eccetto a ‎coloro che ne saranno incaricati. È ingiunto agli Ufficiali di vigilare a che tutti i soldati conservino ‎le loro armi e le loro munizioni, e soprattutto di punire molto severamente quelli che fra essi ‎imprecheranno e bestemmieranno il santo nome di Dio; e affinché l’unione, che è l’anima di tutta la ‎nostra impresa, resti sempre incrollabile fra di noi, gli Ufficiali giureranno fedeltà ai soldati, e i ‎soldati agli Ufficiali, promettendo inoltre tutti insieme al nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo di ‎fare tutto quanto ci sarà possibile per strappare il resto dei nostri fratelli dalla crudele Babilonia, per ‎ristabilire e mantenere con essi il suo regno fino alla morte, e di osservare tutta la nostra vita e in ‎buona fede il presente regolamento.” ‎‎

(Sibaud, Val Pellice, 1° settembre 1689)

Notiziola. Scopro su fr.wikipedia che una nipote del pastore Ami Bost, autore di questa canzone, è ‎la nonna di Renaud…‎

(Bartleby)
Levez vos mains au Ciel!
C'est ici que vos pères
ont juré devant Dieu
de ne point le trahir,
de rendre leurs autels
à ces grands sanctuaires,
où pour la cause sainte
ils sont venus mourir!
O Dieu du Sinaï, Dieu des premiers chrétiens,
Dieu des martyrs, Dieu des nos pères!
Comme autrefois Jacob,
tu ramènes les tiens
au sein des champs héréditaires.
Ne nous laisse jamais abandonner ta loi,
et combats avec nous,
qui combattons pour Toi!‎

Vaudois, par ce serments
le ciel bénit nos pères,
et dans ces jours encor
est prêt à nous bénir.
Ecrions nous aussi,
joignant nos mains de frères:
aux autels de mon Dieu
je veux vivre et mourir!‎

inviata da Bartleby - 12/1/2012 - 09:28



Lingua: Italiano

Traduzione italiana dal sito della Chiesa Evangelica Valdese
IL GIURO DI SIBAUD

Le mani alzate al ciel!
Quest'è il suol dove i padri
han giurato al Signor
di serbar fedeltà.
Di rendere gli altar
ai grandi santuari,
dove per la sua causa
ei vennero a morir!
Signor del Sinai! Signore d'Israel!
Iddio dei santi, Iddio dei padri!
Come Giacobbe un dì,
or ci hai salvi Signor
con Te sui campi degli avi nostri.
Non ci lasciar giammai abbandonar la fe'
e lotta insiem con noi
che combattiam per Te!‎

Per questo giuro il ciel!
Salvi fe' i nostri padri;
ed in quest'ora ei vuol
noi ancor benedir.
Le mani giunte insiem,
Valdesi ripetiamo:
‎"Giuro per Te, Signor,
di vivere e morir!"‎

inviata da Bartleby - 12/1/2012 - 09:29



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