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Morti bianche su orizzonti neri (ai caduti sul lavoro)

Marco Cinque
Language: Italian



A grappoli, giù, precipitati
da impalcature in subappalto, giù
seppelliti nel ventre senza fondo
di miniere affamate di profitti

più giù, ingoiati nel nulla siderale
di elenchi e statistiche e cifre e dati
taciuti da lingue biforcute che si agitano
sul volto putrefatto dell'informazione

oltraggiati da false lacrime versate
dagli stessi assassini che continuano
a pisciare sui vostri diritti negati
sulle vostre tombe dimenticate

sui vostri figli gettati in miseria
sui vostri nomi incisi nell'oblio
voi, schiavi di un tozzo di pane precario
vite in affitto dal vuoto a perdere

voi, morti bianche su orizzonti neri
destini promessi al vostro funerale
voi, in questa merda di futuro atipico
che avete costruito grattacieli per ricchi

per vederveli ripiombare addosso
assieme a montagne d'iniquità franate
in cimiteri di omertà & menzogne
come un rosario lungo una bestemmia

a recitare l'elenco sfigurato
d'ingiustizie dalla voce affabile
che pregano insostenibili promesse
sull'abisso immemore della sicurezza

voi, che soli avete sopportato il lutto
pagando il prezzo di un progresso ingrato
voi, eserciti senza onori né pubbliche fanfare
gridate, perdìo! un urlo che svegli la ragione

e accenda un cielo rosso di vergogna
più rossa dell'incendio tramontato
sulle macerie spente del sol dell'avvenir

voi, una bandiera strappata che sventola
nuda, a mezz'asta, nel vento stanco
dei nostri pugni arresi.


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