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Stati d'emergenza

Anna Barile
Language: Italian

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Per i morti dell'Aquila
(Anna Barile)
Tanto pe' magnà
(Anna Barile)
Il cuore e le mani
(Niutàun)


Testo di Anna Barile
Musica: Stornelli laziali



Anna Barile (che nel video sopra vediamo impegnata in una sua personale "dedica" a Silvio Berlusconi) la abbiamo conosciuta al 4° raduno del Deposito, che si è svolto al circolo Agorà di Pisa lo scorso 3 dicembre. Una signora gentile e quieta, con la sua chitarra e il suo terremoto. Sí, perché Anna Barile abita all'Aquila, è aquilana di adozione (anche se è nata a Roma) e va per l'appunto in giro con la sua chitarra a raccontare quel che sta accadendo all'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

Parlando della sua città, Anna ci dice che è diventata una sorta di "laboratorio" per la sperimentazione e la messa in atto delle "nuove politiche dell'emergenza" in un paese dove l'emergenza per le "calamità naturali" è un business ultramiliardario. Tali "nuove politiche" hanno avuto all'Aquila un'attuazione quasi perfetta, in varie fasi: una prima consistente nel massiccio sfruttamento dell'immagine (Berlusconi, Bertolaso...), la seconda consistente nello sradicamento forzato, nell'istituzione della "zona rossa" invalicabile e lasciata all'abbandono e nella deportazione degli abitanti verso le "New Towns", e la terza nella repressione di tutti i movimenti cittadini che intendono riappropriarsi della loro città, delle loro case, del loro tessuto sociale. Pochi lo sanno, ma all'Aquila è in atto una repressione molto dura; la stessa Anna Barile, facente parte dei movimenti che rivendicano la riappropriazione della "zona rossa" alla cittadinanza, ha collezionato (assieme al suo compagno) oramai quattro denunce, e vi sono stati persino degli arresti.

Anna Barile va in giro a portare avanti la storia dell'Aquila e della sua gente espulsa e ghettizzata. Lo fa con un'ironia pungente e con le sue "riscritture" cantate su motivi conosciuti. Le CCG/AWS hanno tra i suoi compiti principali quello di contribuire a diffondere voci che non hanno spazio, o ne hanno pochissimo; con Anna Barile e con le sue storie di ordinario terremoto repressivo lo facciamo doppiamente volentieri.

La stessa Anna Barile ci ha, con grande gentilezza, fornito le copie dei suoi testi, che riproduciamo a partire da questo sull'aria degli "Stornelli laziali". [CCG/AWS Staff]
E zitto zitto pure quest'anno passa
lo sanno solo in pochi, e nun lo sa la massa.
Nessuno se n'è accorto, nessuno ha conoscenza
Ma qui noi stiamo ancora in stato d'emergenza.

A voce alta se dice: "Guardate, è tutto a posto,
per quanto ci riguarda già è tutto presisposto.
Voi non capite niente, facciamo noi i garanti
Però me raccomando: pagateci in contanti.

Però dopo tre anni, abusi e infiltrazioni,
ponteggi finti e sprechi, e pezzi de mattoni
macerie tutt'intorno, so' i soliti scenari,
ce sta sempre la cricca dei sette commissari.

Ma uno gioca a golf, quell'altro sta in Regione,
Du' altri all'ospedale e alla ricostruzione,
un altro all'assistenza alle popolazioni,
che cazzo stanno a fa'? Se sprecano i milioni!

Quanto ce costa a noi 'sta strana dirigenza,
nella totale, bieca, assurda indifferenza
Nessuno s'è dimesso, nessuno s'è pentito,
è tutto fermo e a oggi non hanno mosso un dito.

E mentre il nostro sguardo rimane spento e fisso
corriamo ignari e dritti verso cotale abisso,
volgendo il capo altrove, così senza paura,
ci ritroviamo dietro un'altra fregatura [*]
[*] Variante:
"Ci ritroviamo immersi in un'altra dittatura".

Contributed by CCG/AWS Staff - 2011/12/5 - 21:55


emh...era il QUINTO raduno...
Roberta
(Roberta)

Ma porca vacca, allora ne ho saltato uno! :-)) [RV][

2011/12/12 - 22:48



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