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L'inno dei divoratori

Guido Podrecca
Language: Italian

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Dio lo vuole!
(Guido Podrecca)


[1902]
Dalle colonne della rivista satirica “L’Asino”, di Guido Podrecca e Gabriele Galantara.
Scritto dal Podrecca anni prima della sua deriva colonialista, interventista e protofascista.
Testo trovato sul blog di Salvatore Lo Leggio





Una canzonicina che suona bene anche 110 anni dopo, oggi che i porci al potere (quelli che “tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”) chiedono ancora una volta ai soliti “asini” i soliti sacrifici lacrime & sangue…

AN-DA-TE A FA-RE IN CU-LO!!!

[Per la cronaca dei tempi, Bernardo Tanlongo era il governatore della Banca Romana alla fine dell’800 e fu allora protagonista di uno scandalo politico-finanziario che travolse il governo Giolitti; per “riscatto ferroviario” s’intende invece la statalizzazione delle ferrovie che anche dopo l’Unità rimasero per decenni, e fine al 1905, anno della creazione delle FF.SS, in mano a compagnie private in regime di convenzione, con tutto quello che ciò comportava in termini di inefficienza, sprechi e corruzione.]
Su ministri, segretari,
su tornate in fitta banda
che nessuno vi domanda
la fedina criminal!

Fin dai tempi di Tanlongo
ci stringemmo in mutuo patto,
che possiamo col riscatto
ferroviario rinnovar.
Il riscatto ferroviario
il governo non farà
e vivrem dell'onorario
delle sacre Società.

L'adorato capitale
venga ognor tra queste braccia:
No, d'inchieste la minaccia
più nessun deve temer!
Se divisi siam canaglia
figurarsi in compagnia:
Si prepara l'allegria
di un eterno carneval!

Ogni cosa è in mano nostra:
noi disfar, rubar possiamo:
La consegna sia: mangiamo!
Troppo triste è il digiunar!
Il riscatto del succhione
oggi alfin s'inizierà,
ed il popolo zuccone,
sempre buono, pagherà.

Contributed by Bartleby - 2011/8/30 - 16:08


“Il mondo è diviso in due categorie di miei simili. I primi portano la farina; i secondi se la mangiano!…I primi stanno nei campi, i secondi alla greppia!… I primi hanno il basto; i secondi il bastone!…Ecco l’iniquità! Vengo al mondo tra gli asini da soma sprangando calci a destra e a sinistra! Io vengo al mondo e getto il grido della ribellione! Buttate all’aria il basto e frantumate il bastone…Per l’uguaglianza terrena alziamo l’inno di rivolta di tutti gli asini da soma contro gli asini d’oro!. […] Oh, vivaddio…basta!…è ora di finirla; e col primo vagito mando un raglio di ribellione: Compagni di fatica! Sprangate calci a destra, a sinistra…e al centro! Buttate il basto! E frantumate il bastone! Non è giusto, perdio! Che molti asini da soma facciano una vita…da cani! E che pochi asini d’oro facciano una vita…da porci!”.


Gabriele Galantara, manifesto programmatico dal primo numero de “L’Asino”, 1892.

Bartleby - 2011/8/31 - 11:59


E mentre gli schifosi affamatori dilettanti incapaci vigliacchi puttanieri corrotti che se ne stanno al potere si rimangiano l'ennesima manovra sballata e vergognosa, a Torino...

TORINO, 31 AGO - E' morto nell'auto che dallo scorso giugno, quando lui e la sorella erano stati sfrattati per morosita', era diventata la sua casa. Silvio Garino, 65 anni, e' stato stroncato da un malore la scorsa notte a Lanzo Torinese. A nulla e' servita la tempestivita' con cui la sorella Anna Maria, 63 anni, ha chiamato l'ambulanza e i carabinieri, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo.

I due fratelli, entrambi pensionati ma con un reddito molto basso, erano alla ricerca di una casa dopo lo sfratto che li aveva costretti a vivere nella loro Fiat Punto.(ANSA)


Avete capito? 'sti due poveracci, a sessant'anni suonati, sono stati buttati sulla strada, costretti nelle lamiere di un'auto in quello che è stato uno degli agosto più caldi degli ultimi anni...
Un malore, hanno detto...
Crepacuore, dico io!

Berlusconi, Tremonti e compagni di merende, con tutti i vostri amichetti riccastri dimmerda paraculi doveteschiattaretuttiquanti, lo sapete cosa ci potete fare con le vostre grandi manovre lacrime&ssangue?

PU-LI-TE-VI-CI IL CU-LO!!! (stronzi...)

Bartleby - 2011/8/31 - 21:25


Mentre cercavo notizie sul povero signor Silvio Garino, 65 anni, ex proprietario di bar, finito sul lastrico e poi sbattuto pure fuori di casa e infine morto ieri a Lanzo Torinese di un malore – o piuttosto di crepacuore – sul sedile dell’auto in cui viveva da ormai quasi tre mesi, mi sono imbattuto in un altro Silvio Garino, un ammiraglio morto quasi trent’anni fa, al quale il Comune di Cairo Montenotte (Savona), amministrato da un sindaco del PD, ha nei giorni scorsi intitolato un giardino, accogliendo la proposta della Provincia (PdL) e dell’associazione Marinai d’Italia.
Cos’ha fatto in vita l’ammiraglio Silvio Garino per vedersi attribuito un simile onore?
Beh, si è preso una medaglia d’argento al valor militare e in seguito è stato ordinato grande ufficiale della Repubblica italiana…
Ullallà! E cos’ha fatto di così importante questo ammiraglio Garino? Non credo si sia distinto nella guerra di Liberazione, considerato che non mi risulta che i partigiani avessero unità navali… Magari ha salvato tanti naufraghi, magari durante la guerra ha impedito l’affondamento di navi civili da parte degli u-boot nazisti…
Nulla di tutto questo.

L’ammiraglio Garino la medaglia d’argento se l’era presa dal re a dal duce nel 1939 per i “meriti” acquisiti nella guerra di Spagna quando, da capitano di corvetta del sommergibile Jalea della regia marina militare, aveva condotto una serie di attacchi corsari (visto che l’intervento militare italiano non fu mai ufficiale, benchè massiccio) contro unità navali spagnole…
Invece grande ufficiale era diventato anni dopo, nel 1963, pensionato di fresco come ammiraglio, grazie all’allora presidente del consiglio Leone, più tardi presidente della Repubblica – ve lo ricordate? – l’unico presidente che sia mai stato costretto alle dimissioni per le porcate combinate da lui stesso (non si è ben mai dimostrato) e/o dal suo partito di riferimento (la DC) in occasione del celebre scandalo Lockheed… Forse era proprio Giovanni Leone (nome in codice Antelope Cobbler o, meglio, Gobbler, cioè “mangiatore di antilopi”, il Leone per l’appunto) il collettore delle tangenti per l’acquisto dalla Lockheed degli aerei C-130 per l’aviazione italiana…

Quindi, c’è un Silvio Garino che muore a 65 anni sull’auto divenuta la sua casa senza che nessuno in 3 mesi l’abbia aiutato a trovare una soluzione, e c’è un Silvio Garino ammiraglio siluratore decorato al merito dal duce e da un democristiano corrotto cui un’amministrazione comunale di sinistra e una provinciale di destra intitolano un parco pubblico, e con la seguente toccante dedica:

“Questa società ci presenta spesso i disvalori che spesso rincorriamo, qualche volta vediamo chi va in televisione e parla perché come marchio ha quello di essere un disobbediente, noi invece scegliamo di stare con gli obbedienti, con quelli che sono andati dove la patria li ha chiamati e hanno fatto il loro dovere. Servire il paese vuol dire servirlo sempre, vuol dire servirlo dove il paese chiama, dove vanno i marinai o dove vanno gli alpini che sono presenti sempre in ogni emergenza a prescindere dal fatto che ci sia guerra e che quell’emergenza riguardi un compatriota o meno. Chi ha scelto di vivere in questo modo la vita si sentirà rappresentato in questo piazzale dalle tante divise dello stato italiano”.


Mi associo al plauso: onore a Silvio Garino, ex barista sessantacinquenne, morto di povertà e di indifferenza!
E’ a lui che dovrebbe essere intitolata qualche strada o qualche piazza, altro che alle divise e ai siluratori!

Bartleby - 2011/9/1 - 12:26


Chissà come mai quel ricchissimo uomo di buon cuore, che aiuta le famiglie in difficoltà non si è interessato a questo caso. Penso che i suoi consiglieri che non glielo hanno segnalato dovrebbero essere puniti.

Silva - 2011/9/5 - 14:21



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