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Inno dei lavoratori del mare

Pietro Gori
Language: Italian

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[1894/96]
Scritto da Pietro Gori

Rio Marina (Isola d'Elba)
Rio Marina (Isola d'Elba)

Leoncarlo Settimelli lo raccoglie da "Napoleone Murzi, ex lavoratore marittimo, di Rio Marina (Isola d'Elba) e l'inno è anche stampato sul libretto personale di lavoro del Murzi, ultima pagina, rilasciato dalla Società Cooperativa di Navigazione Garibaldi di Genova; ma il libretto non reca la data dell'anno di edizione."

Si tratta sicuramente della "Cooperativa Garibaldi", fondata a Genova da G. Giulietti il 18 settembre 1918 a bordo del transatlantico "Giuseppe Verdi" e la scelta di inserire una poesia di Gori nel libretto di lavoro dei marittimi aderenti alla cooperativa di "capitan Giulietti", come è da tutti chiamato, non deve sorprendere proprio per la singolarità del personaggio: mazziniano, mostra simpatia per gli anarchici (è lui che si adopera per far rientrare in Italia segretamente E. Malatesta), amico di G. D'Annunzio contribuisce alla riuscita della presa di Fiume dirottandovi una nave carica di armi e destinata alla Russia, appartenente alla massoneria, viene coinvolto nella trappola di Ricciotti Garibaldi contro i fuoriusciti in Francia.
Gori scrive questo canto dedicato ai lavoratori del mare in un periodo di esilio compreso tra il 1894 e il 1896. Tra l'altro si imbarca come marinaio a Amsterdam sulla nave "Neerland" (Nederland) disertando dall'equipaggio una volta giunto a New York dove rimane per un lungo giro di conferenze.

Santo Catanuto e Franco Schirone, "Il Canto Anarchico in Italia", p. 116
Lavoratori del mar s'intoni
l'inno che il mare con noi cantò
da che fatiche stenti e cicloni
la nostra errante vita affrontò
quando con baci d'oro ai velieri
l'ultimo raggio di sol morì
e giù tra i gorghi de' flutti neri
qualcun de' nostri cadde e sparì.

Su canta, o mare, l'opra e gli eroi
tempeste e calme, gioia e dolor
o mare canta, canta con noi
l'inno di sdegno, l'inno d'amor.

Canto d'aurore di rabbie atroci
sogni e singhiozzi del marinar
raccogli e irradia tutte le voci
che il nembo porta da mare a mar
e soffia dentro le vele forti
che al sole sciolse la nostra fè
e chiama e chiama da tutti i porti
tutta la gente che al mar si die'.

Su canta, o mare, l'opra e gli eroi
tempeste e calme, gioia e dolor
o mare canta, canta con noi
l'inno di sdegno, l'inno d'amor.

Solo una voce da sponda a sponda
sollevi al patto di redenzion
quanti sudano solcando l'onda
per questa al pane sacra tenzon
mentre marosi gonfi di fronde
e irose attardan forze il cammin
noi da la nave scorgiam le prode
dove le genti van col destin.

Su canta, o mare, l'opra e gli eroi
tempeste e calme, gioia e dolor
o mare canta, canta con noi
l'inno di sdegno, l'inno d'amor.

Già da ogni prora che il corso affretta
la evocatrice diana squillò
e all'alba il grido della vendetta
la verde terra già salutò
terra ideale dell'alleanza
tra menti e braccia giustizia e cor
salute o porto de la speranza
che invoca il mesto navigator.

Su canta, o mare, l'opra e gli eroi
tempeste e calme, gioia e dolor
o mare canta, canta con noi
l'inno di sdegno, l'inno d'amor.

Noi sugli abissi tra le nazioni
di fratellanza ponti gettiam
coi nostri corpi su dai pennoni
dell'uomo i nuovi diritti dettiam
ciò che dai mille muscoli spreme
con torchi immani la civiltà
portiam pel mondo gettando il seme
che un dì per tutti germoglierà.

Su canta, o mare, l'opra e gli eroi
tempeste e calme, gioia e dolor
o mare canta, canta con noi
l'inno di sdegno, l'inno d'amor.

Contributed by adriana grazie ad Antonino - 2011/7/26 - 16:41



Language: Italian

Inno dei Lavoratori del Mare (1890 ca)
Pardo Fornaciari - Tribute to Pietro Gori

Credo sia la versione più completa e fedele all'originale

Lavoratori del mar s'intoni
l'inno che il mare per noi cantò
da che fatiche stenti e cicloni
la nostra errante vita affrontò
quando con baci d'oro ai velieri
l'ultimo raggio di sol svanì
e dentro ai gorghi dei flutti neri
qualcun dei nostri cadde e sparì

Deh canta o mare l'opra e gli eroi
tempeste e calme gioie e dolori
o mare canta canta con noi
l'inno di sdegno l'inno d'amor

Canto d'aurore di rabbie atroci
sogni e singhiozzi del marinar
raccogli e irradia tutte le voci
che il vento porta da mare a mar
e soffia dentro le vele forti
che al sol disciolse la nostra fe'
e chiama chiama da tutti i porti
tutta la gente che al mar si die'

Deh canta o mare l'opra e gli eroi
tempeste e calme gioie e dolori
o mare canta canta con noi
l'inno di sdegno l'inno d'amor

Noi sugli abissi tra le nazioni
di fratellanza ponti gettiam
coi nostri corpi su dai pennoni
dell'uomo i nuovi dritti dettiam
ciò che da mille muscoli spreme
con torchi immani la civiltà
portiam pel mondo gettando un seme
che un dì per tutti germoglierà

Deh canta o mare l'opra e gli eroi
tempeste e calme gioie e dolori
o mare canta canta con noi
l'inno di sdegno l'inno d'amor

Solo una voce da sponda a sponda
sollevi al patto di redenzion
quanti sudando solcano l'onda
per questa al pane sacra tenzon
mentre marosi gonfi di frode
e irose attardano forze il cammin
noi da la nave scorgiam le prode
dove le genti van col destin

Deh canta o mare l'opra e gli eroi
tempeste e calme gioie e dolori
o mare canta canta con noi
l'inno di sdegno l'inno d'amor

Già ad ogni prora che il corso affretta
l'evocatrice Diana squillò
e all'alba il grido della vendetta
la verde terra già salutò
Terra ideale dell'alleanza
tra menti e braccia giustizia e core
salute o porto dell'alleanza
che invoca il mesto navigator

Deh canta o mare l'opra e gli eroi
tempeste e calme gioie e dolori
o mare canta canta con noi
l'inno di sdegno l'inno d'amor ♪

Contributed by Valentino Stacciarini - 2015/7/26 - 09:28


Segnalo prima di tutto l'autore dell'arrangiamento musicale ed accompagnatore: si tratta del mio amico chitarrista Marco Del Giudice.
Devo correggere il testo (e correggermi); al terzo verso dell'ultima strofa bisogna sostituire "vedetta" a "vendetta".
Il libretto di navigazione della Cooperativa Garibaldi inoltre riporta una ulteriore strofa (in seconda posizione):

Su da le spiaggie da le calate
dai golfi dove le navi stan
ed ove sopra schiene curvate
scende il prodotto del braccio uman
da le riviere che udir tra i venti
di più naufragi l'urlo salir
di madri e spose preci e lamenti
echeggi il carme dell'avvenir

Pardo Fornaciari

Pardo Fornaciari - 2017/11/8 - 16:19



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