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Il Golico

Bepi De Marzi
Language: Italian

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[1981]
Dall’album “Voci della montagna Vol.2”
Le parole (scritte con l’apporto del paroliere Carlo Geminiani) sono ispirate alla testimonianza di Giulio Bedeschi, medico e alpino, sopravvissuto alle campagne di Grecia e di Russia ed in seguito autore del celebre “Centomila gavette di ghiaccio”, stracensurato nel dopoguerra e pubblicato per la prima volta solo nel 1963.
Musica di Bepi De Marzi.





[Nell’autunno del 1940] “Gli Alpini, soprattutto quelli della Divisione Julia, erano partiti per il fronte greco, per una guerra che i governanti di allora si illudevano fosse poco più di una passeggiata: “Spezzeremo le reni alla Grecia …”, era lo slogan dei capi fascisti.
La Julia, che già era stanziata in Albania, iniziò la sua tragedia il 26 ottobre 1940 con l’attacco ordinato dal Comando Supremo in una stagione autunnale che, per l’arrivo delle piogge e delle prime nevi, non era quella opportuna per intraprendere una guerra. Per quanto riguarda l’organizzazione, basti pensare che già il 1° novembre gli alpini della Julia avevano già terminato la riserva di viveri. Scarseggiavano pure le munizioni e la copertura aerea promessa non si fece vedere. Dall’inizio dell’offensiva vera e propria (28/10/1940) all’11 novembre le perdite della divisione ammontarono a 1674 uomini, di cui 40 ufficiali. La resistenza greca, esercito e partigiani, bloccò le truppe italiane sui monti ai confini con l’Albania e l’inverno completò l’opera. Divenne una guerra di posizione.
Il Golico è un monte nei pressi del fiume Vojussa (quello citato in un altro famoso canto degli Alpini, Sul ponte di Perati bandiera nera il fiume che “col sangue degli alpini s'è fatto rosso…”; la montagna fu più volte presa e perduta, soprattutto nel periodo 7/3/1941-18/3/1941, e ciò con numerose perdite fra gli alpini dei Battaglioni Tolmezzo, Gemona e Cividale, della Julia, ed anche del Btg. Susa della Taurinense. Il solo Btg Cividale il giorno 18 marzo ebbe 40 morti e 240 feriti.
Il testo, anche se segue la tradizione di tutti i canti alpini, non è un testo che esalta la guerra, anzi, tutt’altro. Infatti l’alpino, conscio che qualsiasi azione potrebbe essere l’ultima, rivolge un pensiero alla madre e prega la Madonna di dare alla madre, che perderà il figlio, la forza di non cedere alla disperazione.” (Sergio Piovesan, dal sito del Coro Marmolada di Venezia.)
Se la Julia non fesse ritorno,
la me mama pregherà par mi,
Se la Julia non fesse ritorno,
la me mama pregherà par ti

Là sul Golico sotto la neve,
nà preghiera prima de dormir
là sul Golico sotto la neve
nà preghiera prima de morir.

Oh Madonna regina del cielo,
su me mama meti la Tua man,
daghe forza de pianzer pianelo,
daghe forza de non disperar.

Se la Julia non fesse ritorno,
la me mama pregherà par mi,
Se la Julia non fesse ritorno,
la me mama pregherà par ti

Contributed by Bartleby - 2011/6/23 - 11:43


the third man seated from the left is TOMASINO MIANI , soldier of the 8th Cividale Regiment , Btg Cividale .
On 18th March 1941 for resistence in front of enemy was awarded of the Silver Medal .

Tomasino Giorgio - 2018/1/4 - 13:01



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