Language   

I'd Rather Be Dancing (Rachel's Song)

Jim Page
Language: English

List of versions


Related Songs

I'm Sorry if My Caterpillar Could Hurt You
(Tanake)
The Ballad Of Rachel Corrie
(The Gram Partisans)
The Skies Are Weeping
(Philip Munger)


[2010]
Lyrics by Rachel Corrie
Music by Jim Page

Rachel


The lyrics of this song by Jim Page are based on letters that Rachel Corrie wrote home to her parents, before she was crushed to death by an Israeli military bulldozer, which Rachel was trying to prevent demolishing the home of a Palestinian doctor.
You know I was always the one –
I could never stand idly by
And watch while the bullies beat up on the weaker ones
I had to do something to try
And I never gave up on people
That we could be better somehow
Morality's compass, you gave it to me
I still follow it now..

Well, I couldn't stop thinking about it
I couldn't get it out of my mind
The pictures, the stories, the plight of the people
In occupied Palestine..
How my government makes me complicit
With the political aid that they send
So I packed up my bags and I headed to Rafa
To work with the ISM..

And I'd rather be dancing – dancing and falling in love
But if I just can just watch from a distance then what am I made of

Mama these people are so good to me
They treat me like one of their own
They feed me and see to my needs
And let me sleep in their home.
Papa their lives are so hard
The gun shots at night
The road blocks, the strip searches, the humiliations
Papa it just isn't right.

I can feel my privilege around me
It's there in my American face
I could wave my passport around like a flag
And I would be safe in this place.
For these child soldiers of Israel
They look like the boys back home
And if it wasn't for American money
They'd have to leave these people alone..

And I'd rather be dancing, –dancing to Pat Benatar
But somebody has to do somethin' about it -and here we are

The tractors are coming today,
They're like tanks with bulldozer blades
The name on the side says Caterpillar
That means they're American made.
Well, I am American too
And I'll be where everybody can see
So if they want to run over these houses today
They're gonna have to run over me!

It's dangerous takin' a stand
But it's dangerous running away
Sometimes you have to face up to the danger
-There is just no other way
For there are such beautiful dreams
I have seen the eyes of a child
And if I can just make one little difference
Then I think my life is worth while..

And I'd rather be dancing, – but instead I'm saying goodbye
But we'll meet again when it's over, don't cry..

And I'd rather be dancing, – and surely we'd all rather be
And one day we'll dance in a world that's peaceful and free..

Contributed by giorgio - 2010/12/31 - 21:58


corrie rally photo

2011/1/2 - 11:20


Ho la sensazione che l’anonimo contributore di questa (brutta) foto che ritrae Rachel Corrie intenta a stracciare – con espressione rabbiosa - un disegno della bandiera americana di fronte ad un nugolo di ragazzini palestinesi, beh, quell’anonimo l’abbia postata con intento provocatorio.

Intanto quella foto già di per sé non rende giustizia a Rachel morta – è bene ricordarlo – deliberatamente assassinata dall’esercito israeliano sotto la pala di un bulldozer blindato con la stella di Davide.




Inoltre, la foto dell’anonimo postatore (un po’ impostore) va contestualizzata, sennò ci appare semplicemente una donna bianca invasata guardata con un po’ di stupore persino dai bambini palestinesi che di roghi di bandiere pur se ne intendono.

Quella foto di Rachel risale al 15 febbraio del 2003, un mese prima della sua morte, e riguarda una manifestazione contro l’invasione statunitense dell’Iraq, che sarebbe iniziata di lì a un mese ma che all’epoca era già data ormai per certa, dopo l’intervento di Colin Powell all’ONU nel corso del quale l’allora segretario di Stato aveva presentato le prove (false) della presenza di armi di distruzione di massa nell’arsenale di Saddam Hussein. Ricordo che quello stesso 15 febbraio in tutto il mondo si tennero manifestazioni contro la guerra e contro i guerrafondai, USA e GB in particolare: a Roma a protestare fummo tantissimi, non so se proprio i 3 milioni che si dice ma sicuramente fu una delle più grandi manifestazioni contro la guerra di sempre. Io personalmente delle bandiere me ne infischio e quindi non ho bisogno di bruciarle, però credo che molti in tutto il mondo quel giorno l’abbiano fatto, e se erano la bandiera americana o quella inglese, per conto mio, fecero bene… Trovo che sia un gesto simbolico sicuramente più non-violento che non impallinare o bombardare la gente o schiacciarla sotto i cingoli di un carro armato o di un bulldozer…

Detto questo, e tornando a Rachel Corrie, quel giorno i ragazzini con cui lavorava avevano disegnato bandierine americane ed israeliane da bruciare in segno di protesta. Rachel partecipò alla protesta strappando la bandiera del suo paese che dal 1991, ininterrottamente, continuava ad aggredire l’Iraq e che si stava preparando, dopo anni di bombardamenti e di sterminio per fame ed embargo (decine di migliaia di morti, soprattutto fari i più deboli, soprattutto bambini), all’invasione finale.
Molti di noi nel mondo in quel momento avrebbero voluto trucidare con le loro stesse mani gentaglia come Bush, come Blair o come Colin Powell…
La pacifista Rachel Corrie stracciò la bandiera del suo paese, e bene che fece.



Senza dimenticare che il corpo di Rachel, schiacciato dalla violenza del governo israeliano (così come di lì a poche ore l’Iraq sarebbe stato schiacciato dalla violenza del governo americano), fu composto dai suoi compagni e dai palestinesi avvolto proprio nella bandiera americana, quella stessa bandiera che da quelle parti non è mai stata trattata bene, e questo perché – come dichiararono i suoi genitori, “Crediamo che Rachel abbia mostrato al popolo palestinese una faccia diversa degli USA, quella della compassione. E’ questa l’immagine di Rachel con la bandiera americana che noi speriamo sia ricordata più a lungo”.

Bartleby - 2011/1/4 - 09:17



Main Page

Please report any error in lyrics or commentaries to antiwarsongs@gmail.com

Note for non-Italian users: Sorry, though the interface of this website is translated into English, most commentaries and biographies are in Italian and/or in other languages like French, German, Spanish, Russian etc.




hosted by inventati.org