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Δεν πα να μας χτυπάν

Nikolas Asimos / Νικόλας Άσιμος


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Den na mas htypán
[1978]
"Canto anarchico greco. (gpt)"

Μουσική: Νικόλας Άσιμος

Πρώτη εκτέλεση: Νικόλας Άσιμος
MC - Παράνομη Κασσέτα No.000001 "
("Με το βαρἐλι που για να βγει το σπάει")
CD "Το βαρέλι"

Testo, musica e prima esecuzione di Nikolas Asimos
Musicassetta illegale no. 1 - 1978
Ora nel CD "Το βαρέλι/La botte"

paranomi1.


Qualche nota alla traduzione. Nella terza strofa ho tradotto genericamente con "polveri", una parola che per i Greci è molto più suggestiva: "burloto", che sarebbe il brulotto, quella chiatta carica di polvere pirica che veniva audacemente manovrata per incendiare il naviglio avversario. Ai brulotti si ricorse moltissimo durante la guerra d'indipendenza greca, poiché le due flotte contrapposte erano molto diseguali per armamento. Da un lato, quella degli insorti era una flottiglia di modesti velieri commerciali adattati al combattimento; dall'altra c'erano vere e proprie flotte (l'ottomana, l'egiziana) regolarmente armate: quelle che andarono a picco a Navarino. La necessità di indebolire comunque l'avversario fece del coraggioso "bourlotieris" un personaggio consacrato dalla considerazione patriottica. L'allusione di Asimos è dunque molto più pregnante della mia traduzione. Il riferimento al sangue di novembre allude di certo ai fatti del Politecnico del 1973. I versi tra virgolette sono una citazione da Tasos Livaditis. (gpt)
Δεν πα να μας χτυπάν με όλμους και κανόνια
Δεν πα να μας χαλάν τα πιο όμορφά μας χρόνια
Κι αυτοί που μας μιλούν πως θέλουν το καλό μας
Ποτέ τους δεν ακούν το δίκιο το δικό μας

Δεν είναι αυτή ζωή κι από τ' αφεντικά μας
Δεν είναι ανθρώπινα τα μεροκάματά μας
Αυτοί καλοπερνούν και 'μεις αγωνιάμε
Αν θά 'χουμε δουλειά για να 'χουμε να φάμε

Το δίκιο μας εμπρός να βγάλουμε στους δρόμους
Μπουρλότο και φωτιά σε κράτος κι αστυνόμους
Τον ξέρουμε καλά της γης μας τον αφέντη
Μας έμαθε πολλά το αίμα του Νοέμβρη

Δε πα να μας χτυπάν με όλμους και κανόνια
Δεν πα να μας χαλάν τα πιο όμορφά μας χρόνια
Θα βάλουμε μπροστά τη μαύρη και την κόκκινη σημαία
Για μας, για μια ζωή πιο λεύτερη πιο νέα

"Πάνω στα ματωμένα πουκάμισα των σκοτωμένων
Εμείς καθόμασταν τα βράδια
Και ζωγραφίζαμε σκηνές απ' την αυριανή ευτυχία του κόσμου."
Έτσι γεννήθηκαν οι σημαίες μας.

Θα βάλουμε μπροστά τη μαύρη και την κόκκινη σημαία
Μ' αγώνα η λευτεριά μας είναι αναγκαία.

inviata da Gian Piero Testa - 12/12/2010 - 23:06



Lingua: Italiano

Gian Piero Testa.
Gian Piero Testa.

Versione italiana di Gian Piero Testa
BASTA COLPIRCI

Basta colpirci con i mortai e i cannoni
Basta rovinarci i nostri anni migliori
E quelli che ci raccontano di volere il nostro bene
Mai che ascoltino una volta il nostro buon diritto

Non ci proviene questa vita dai nostri padroni
Non è degno di uomini il nostro lavoro salariato
Quelli se la passano bene e noi siamo in affanno
Sempre che abbiamo un lavoro per avere da mangiare

Il nostro diritto, avanti, facciamolo uscire in strada
Polveri e fuoco per lo stato e per i poliziotti
Lo conosciamo bene il padrone della nostra terra
Molto ci ha insegnato il sangue di novembre

Basta colpirci coi mortai e i cannoni
Basta rovinarci i nostri anni migliori
Davanti a noi mettiamo la bandiera rossa e nera
Per noi, per una vita più libera più nuova

"Viva le camicie insanguinate degli uccisi
Si stava noi di sera
A dipingere scene della futura felicità del mondo".
Così nacquero le nostre bandiere.

Davanti a noi mettiamo la bandiera rossa e nera
Se si lotta la nostra libertà sarà costretta a venire

inviata da Gian Piero Testa - 13/12/2010 - 10:08



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