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Non è tempo...

Quarto Stato
Lingua: Italiano



Dedicata ad Antonino.

È sempre la solita storia
di gente sepolta in collina,
vecchi duri mi da' la memoria
che svaniscono in fondo a una via.
Cade la sera e una rondine
sfiora il tramonto, campane
cantano e un vecchio racconta
dei banditi le gesta lontane.
Fan cerchio i bimbi incantati
guardando battaglie per aria,
gli altri non vedono nulla:
non credono al vecchio che parla.
Ma le ombre al tramonto infinite
presero corpo nei sassi
e gli eroi di fandonie inaudite
sugli ori guidarono i passi.
Si portarono sopra ai castelli,
alle torri, alle regge e alle chiese,
affondaron nei roghi potenti
finchè la notte nel grembo li prese.
Per gente usata al dolore
che storia incredibile e' questa:
e' poco ai potenti il rancore
di chi tiene china la testa.
E un giorno che io camminavo
sulle colline per strade
bagnate, d'autunno, vedevo
uccelli inseguire l'estate...
Pensavo ai fratelli emigrati,
a sperar nella nuova stagione;
il lamento dei tristi ha il sorriso
dei bambini: senza ragione.
Altro Sangue ha colmato la mano
di un'angoscia priva d'età,
ma occhi nuovi hanno armato gli offesi,
il racconto del vecchio e' realtà.
Non e' tempo di avvolgere il viso
nel tuo scialle di lutti, madre.
Dalle nostre rocce digiune
scorse un'esile acqua impaurita,
ma oggi marcia anche lei col gran fiume
incontro al domani della nuova vita.


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