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Guarda giù dalla pianura

Stormy Six
Lingua: Italiano

Lista delle versioni e commenti


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[1973]
Album “Guarda giù dalla pianura”

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Una canzone che ho attribuito arbitrariamente agli Stormy Six perchè da loro incisa, ma che in realtà è solo la versione italiana di un canto di protesta in dialetto piemontese di cui sono incerti sia l’autore che il testo originario, comunque risalente alle lotte operaie in Piemonte tra la fine dell’800 e l’inizio del 900.
Rimando alla discussione tra Gustavo Buratti e Cesare Bermani sulla rivista “L’Impegno” (riportata da Il Deposito) per chi volesse approfondire la complessa storia di questo canto, raccolto in parecchie versioni differenti, come capita sempre nell’antica tradizione orale.
Aggiungo solo che il secondo verso, “Le ciminiere non fanno più fumo”, è stato preso in prestito da Jona, Liberovici, Castelli e Lovatto per il titolo del loro bel libro di canti e memorie degli operai torinesi pubblicato nel 2008 dalla casa editrice Donzelli.

Intitolata anche "Guarda là su la pianüra"
Parole e forse musica dell'operaio Antonio Mazzuccato che la scrisse nel 1900/1901 a Torino, durante uno sciopero dei metallurgici, elaborando un canto della tradizione operaia delle filande.
-Dal libro di ricerca di Emilio Jona e Sergio Liberovici “ Canti degli operai torinesi dalla fine dell‟800 agli anni del fascismo” :
…”Questo canto è certamente tra i più diffusi e significativi della Torino operaia di fine secolo e primi „900. I luoghi della condizione operaia sono qui raccolti e rappresentati:lo sciopero, l‟ambiente di lavoro, le condizioni sociali, la salute, e il tutto è vissuto in una sorta di continuità e fusione tra la tradizione piemontese della canzone( si veda in particolare l‟eco brofferiana della prima strofa) e il più ampio e nuovo respiro socialista”.(pag.221-222)
…”Testimonianza di Teresa Noce: ricordo nel 1906, la via Garibaldi di Torino, percorsa da una lunga fila di operaie silenziose, in grembiule nero e zoccoletti ai piedi…giunte in piazza Castello, quella schiera leva un canto triste…” Nelle officine ci manca l‟aria, nelle soffitte ci manca il pane”
(pag 510)
-“ Il Fabricun” :..Era il “ Cotonificio Poma in via Ceva, nel “ Burg dal fum”, in via Ceva angolo via Bonzanigo o via Caserta come si chiama adesso quella via lì…alle Cà neire ( case nere), una famosa borgata…(commento dell‟informatore).
-“Cui di-a lum”: quelli della lucerna, cioè i carabinieri dai quali i padroni si facevano proteggere.
..come ricorda Pietro Secchia in “Capitalismo e classe operaia nel centro laniero d‟Italia” Ed.Riuniti.Roma 1960 pag.176:
…Il canto, nato nelle grandi lotte operaie delle Valli Biellesi ( 1987) per ottenere le 10 ore lavorative, fu tramandato di generazione in generazione fino agli anni della Prima Guerra Mondiale.

da amischanteurs.org
Guarda giù dalla pianura
le ciminiere non fanno più fumo
i padroni dalla paura
son 'compagnati dai carabinier
dai carabinier

A centinaia ne sono usciti
gli operai dal loro lavor
dal loro lavor
e hanno ingaggiato 'na gran battaglia
ma per 'configgere il capital
il capital

Facce nere facce nere
mani callose mani callose
son gli stemma son gli stemma degli operai
nelle miniere nelle miniere
scaviamo l'oro scaviamo l'oro
nelle soffitte nelle soffitte ci manca il pan
fate in fretta fate in fretta
'sta rivoluzione rivoluzione
che noi siam stanchi ma di soffrir
ma di soffrir

Avanti o popolo alla riscossa
bandiera rossa trionferà
bandiera rossa trionferà
evviva i socialisti e la libertà

inviata da The Lone Ranger - 27/7/2010 - 14:53



Lingua: Italiano (piemontese)

Come detto, molte sono le versioni in piemontese di questo canto, che risalga allo sciopero dei tessili biellesi del 1897-98, o a quello degli operai di fonderia a Perosa Canavese nel 1901 o, ancora, alla lotta per le 10 ore (!) che le operaie tessili di Torino fecero nel 1906… Tra tutte scelgo quella di “compendio” riscritta da Gustavo (Tavo)Buratti in questo suo articolo pubblicato sulla rivista “L’Impegno” (dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli) nel 1988.
GUARDA GIÙ, AN COLA PIANURA...

Guarda giù, an cola pianura
ij ciminièje fan pa pi fum
fan pa pi fum.
Ij padron dla gran paur
as fan guerné as fan guerné
da coj dje lum, da coj dje lum.

A s'è angagiasse na gran bataja
dai nemis, dai nemis dël capital
dël capital!
A l'é neuit, e le marchèjse
ant jë stra, ant jë stra lor ai son pa, lor ai son pa.
Ai é mach la pòvra ovriera
ch'a travaja, ch'a travaja
neuit e di, neuit e di.

S'ai é na còsa straordinaria
j'ovrié, j'ovrié la fan tut l'an
tut l'ani la fan!

Ant le oficine ai manca l'aria
ant le sofiëtte, 'nt le sofiëtte
ai manca 'l pan, ai manca 'l pan.

E costa vita proletaria
ij lavorié, ij lavorié
la fan tut l'an tut l'ani la fan.
E cole fije, e ch'a travajo
ch'a travajo al fabricon
al fabricon s'a son bele, e ben tornìje
a son la giòia, a son la giòia
dij padron, coi lasaron!

A s'é 'ngagiasse na gran bataja
dai nemis, dai nemis dël capital
dël capital!

inviata da The Lone Ranger - 27/7/2010 - 15:02


Nella prima strofa, "coj dje lum", "quelli col lume", sono ovviamente i "fiaccolati" carabinieri...

The Lone Ranger - 27/7/2010 - 15:08


Un interessante articolo riguardo alla storia di questa canzone

Dq82 - 24/2/2018 - 10:28



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