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Budapest

Leo Valeriano
Language: Italian



Sto sul monte e guardo giù
dove c'era una città
sulle torri delle chiese
strilla forte il "Gallo rosso".

Rosso il cielo dalle fiamme
rosse le strade di sangue
rossi sono i carri armati
sta bruciando Budapest.
O Budapest...

Soli abbiamo perduto
erano in tanti a parlare
quando non costava niente
ma adesso chi c'è a morire con noi.
O Budapest...

E tu borghese d'occidente,
tu che hai moglie, figli e amante,
le tue case sono calde
e non ti va di rischiare per Budapest.

E tu borghese d'occidente,
hai raccolto sacchi d'oro
nati dal sangue magiaro
e poi ci hai incatenati
al gigante dell'Est.

E accuso! Io, poeta muto da dodici anni,
che forse sarò muto per sempre. Accuso!
E non accuso te, orda enorme dell'Asia;
te orso brutale di Mosca che non riuscisti
ad essere europeo. E non accuso te canaglia vile
che hai voluto la nuova invasione dei Tartari
per salvare così la tua esistenza
ma accuso te Occidente, che non hai ascoltato
il nostro ultimo grido di aiuto. Ti accuso Occidente
che hai preferito l'Asia lontana al popolo di Santo Stefano.
E poi sulle rovine di Parigi, di Londra, di New York
marcerenno i carri armati del nostro tiranno. Ricorda
allora tutto sarà compiuto, anche la maledizione
del magiaro da te abbandonato.


Io ti accuso Occidente
domani anche tu piangerai
come il pezzente magiaro
da te abbandonato a Budapest
O Budapest...

Qui sul monte sto guardando
la fine di un'illusione
nata lungo il nostro fiume
e che muore assassinata con Budapest
O Budapest...


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