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Corre il soldato

Vinicio Capossela
Language: Italian

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[2000]
Testo e musica di Vinicio Capossela
da "Canzoni a manovella"

manovella
Chiamami ora
che la tua pelle non mi consola
né la tua pelle,
né il tuo viso diviso
e un'ombra scura è scesa
lunga su di noi

un treno è passato
un treno nero e pieno
corre il soldato
corre la strada
sulla terra bruciata
corre la notte e dice che
non tornerà per me

brancola la sposa
brancola il suo velo di rosa
si strappa a pezzi
dorme e non riposa
e un treno ancora
non la porta più per me

casa su casa
dov'era casa ora che il cielo è caduto
e cade a pezzi giù dal cielo
perduto
e l'alba ancora
non ritorna più per me
sognami qui com'ero
sognami
com'eri tu
non ritorna il tempo per noi
ora sai com'era vero
ora sai com'eri tu

sognami qui com'ero
sogna di
com'eri tu
non ritorna il tempo per noi
ora sai com'era vero
ora sai com'eri tu.

Mi capita casualmente di riascoltare questa canzone e scopro che non ha neanche una nota. Non mi pare proprio giusto. Ricordo, ad Atene, una decina di anni fa, di averla sentita meravigliosamente interpretata da Δήμητρα Γαλάνη ovvero Dimitra Galani, tradotta e adattata in greco, col titolo Treno Rosso (Κόκκινο Τραίνο)*.

Qui nell'originale, invece, è nero il treno che porta via tutto. E' la guerra del Kosovo. Le ombre scure sono quelle del maledetto intervento della NATO nei Balcani, l'ultimo anno del secolo scorso. L'ennesima guerra insensata, imperialista e feroce, da dove vivo io si potevano perfino sentire gli aerei passare. Niente sarà mai più come prima.
Un treno saltato sotto i bombardamenti. E noi qui a guardare la televisione. Tutto corre veloce: il soldato, il treno e anche la notte che porterà la notizia del non ritorno, che strapperà il "velo di rosa" a quella sposa. La brass orkestar testimonia il cielo che le cade addosso. In casi come questo tutto è retorica, tranne forse la chitarra di Marc Ribot che suona come se stesse accompagnando Tom Waits.

* nel suo Dama Koupa (Ντάμα Κούπα) del 2007, oltre a questo che apre il disco, sono presenti tra gli altri anche un altro brano di Vinicio (Πάει Πάει - adattamento di Non E L 'Amore Che Va Via), Amara terra mia di Modugno e Um Pincelada (da Rogamar di Cesaria Evora).


Flavio Poltronieri

Flavio Poltronieri - 2019/10/31 - 09:58



Language: Greek (Modern)

Κόκκινο τραίνο
κι αλλάζω θέση
με το φεγγάρι
με τον λαιμό μου στο σκληρό μαξιλάρι
μ' αν έχει η μοίρα ένα σταθμό για μένα θά 'σαι εσύ

Κλείσαν οι πόρτες,
το τραίνο έφυγε γεμάτο στρατιώτες
σκυμμένοι ώμοι πόσα θά 'ρθουν ακόμη
χορεύει η νύχτα σαν τρελή, ματώνει η ανατολή

Όση αγάπη κι αν σού φέρω,
όσο αίμα της καρδιάς,
δε γυρνάει ο χρόνος για μας
πού μας πάει η ζωή δεν ξέρω,
πού μας πάει, ζωή μου, εμάς

Ξέρω, δεν πρέπει
να την αφήνω την καρδιά μου να βλέπει
πως θέλω ακόμα το δικό σου το στόμα
να παίρνει ανάσα η ζωή γλυκιά μου αναπνοή

Γύρω μου σπίτια,
το ένα δίπλα στ' άλλο, φόβοι, ξενύχτια,
μα είναι κομμάτια ο ουρανός κι όπως πέφτει
θα μου χαράζει την ψυχή του τέλους είν' η αρχή

Όση αγάπη κι αν σού φέρω,
όσο αίμα της καρδιάς,
δε γυρνάει ο χρόνος για μας
πού μας πάει η ζωή δεν ξέρω,
πού μας πάει, ζωή μου, εμάς

Όση αγάπη κι αν σού φέρω,
όσο αίμα της καρδιάς,
δε γυρνάει ο χρόνος για μας
μη μου κλαις γιατί υποφέρω
μη μου κλαις, μη μ' αγαπάς
μη μου κλαις, μη μ' αγαπάς

Contributed by Flavio Poltronieri - 2019/10/31 - 10:13



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