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Poca voglia di fare il soldato

Ivano Fossati
Language: Italian

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Un videoascolto della canzone da YouTube su immagini di film di Charlie Chaplin.


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(Boris Vian)
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(Ewan MacColl)
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(Marlene Kuntz)


[1992]
Testo e musica di Ivano Fossati
Lyrics and music by Ivano Fossati
Album: Lindbergh (Lettere da sotto la pioggia)

lindfoss


Dall'album "Lindbergh" (1992), in cui è contenuta anche la versione italiana de "Il Disertore" di Boris Vian. [Commento originale alla raccolta primitiva delle CCG]

...e sorge il sole...
...in una stanza qualunque di una casa qualunque, sotto la pioggia, un ragazzo scrive una lettera al suo amore...
...ha appena ricevuto l'ordine di partire per la guerra....

Un'altra canzone dallo spirito popolare, non lontana, da quelle della tradizione alpina, se mi passate l'ardito accostamento....

Al piano acustico, si unisce poi una sezione di violini e nel finale un bell'assolo di flauto dolce...

«Garbato amore mio, ti voglio anch'io e me ne devo andare:
che poca voglia di fare il soldato, io sono nato per stare qui...»


...una guerra voluta da altri, per interessi di altri, che quella guerra non combatteranno certo in prima linea....

«Se in questa guerra morissi anch'io, amore mio, non ti disperare
che in ogni posto lontano dal cuore
c'è sempre un fiore che la guardia ci fa...
...garbato amore mio, ti dico addio che me ne devo andare:
che poca voglia di fare il soldato, io sono nato per stare con te...»


- da questa recensione a "Lindbergh"
Garbato amore mio
Ti voglio anch'io ma me ne devo andar
Che poca voglia di fare il soldato
Io sono nato per stare qui
Che poca voglia di fare il soldato
Io sono nato per stare qui
Se in questa guerra morissi anch'io
Amore mio non ti disperar
Che in ogni posto lontano dal cuore
C'è sempre un fiore che la guardia ci fa
Che in ogni posto lontano dal cuore
C'è sempre un fiore che la guardia ci fa
Garbato amore mio
Ti dico addio che me ne devo andar
Che poca voglia di fare il soldato
Io sono nato per stare con te
Che poca voglia di fare il soldato
Io sono nato per stare con te
Che poca voglia di fare il soldato
Io sono nato per stare qui


Language: English

Versione inglese di Riccardo Venturi
I DON'T WANT TO GO SOLDIER

My gentle sweetheart
I want you, but I must leave
I don't want to go soldier
I was born to stay here
I don't want to go soldier
I was born to stay here
And if I should die in this war
Don't weep and mourn, sweetheart,
Anyplace, even far-off,
A flower will watch us all
Anyplace, even far-off,
A flower will watch us all
My gentle sweetheart
I bid you farewell, I'm leaving now
I don't want to go soldier
I was born to stay with you
I don't want to go soldier
I was born to stay with you
I don't want to go soldier
I was born to stay here.

"V.A. della provincia di Avellino, anni 26, scultore, possidente, alfabeta, già condannato per reati comuni, sergente nell’82° fanteria; condannato a 6 anni di reclusione ordinaria, lire 2.000 di multa e rimozione dal grado.

Il 27 giugno 1918 spediva dalla zona di guerra una lettera scritta con inchiostro simpatico nella quale così si esprimeva: “Qui la guerra va molto a lungo e non si può sopportare. E’ un macello completo del mio plotone… sono rimasti 5 di 42… non so che santo mi ha salvato in questi giorni… Ho capito che qui si tratta di far macellare la povera gente e per questo si fa la guerra… quando è l’ultimo siamo chiamati stupidi pure che abbiamo fatto tanto, chi l’ha capito si è già dato da fare e chi ha voluto la guerra resta a casa sua, oppure imboscato, i pover stupidi sitrovano qui a combattere…” ecc.; e continua in altro punto: “A me interessa più di tutto la vita… chi è morto non risuscita più. Io appena mi capita l’occasione fo il pazzo così tento di essere riformato… la guerra è molto lunga… neanche per il 1920 finisco ed io cerco di farla finire al più presto. Qui parlano ancora, oltre di quello che hanno perso, vogliamo ancora Trento e Trieste…”.

Da "Sentenze dei tribunali militari italiani durante la prima guerra mondiale". Documenti dell'archivio centrale dello Stato. Testo a cura di Gioacchino Maviglia. Luciano Manzuoli Editore, Firenze (1972/1973). Collana della Biblioteca del Lavoro, a cura de gruppo sperimentale coordinato da Mario Lodi. (Lire 1.250)

Alessandro - 2009/2/5 - 14:12



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