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Johnny I Hardly Knew Ye

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Language: English

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la classica interpretazione del coro English Madrigals


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Memento Mori
(Patti Smith)
We'll Meet Again
(Vera Lynn)
Matty Rentz (Child #306)
(Anonymous)


[Tradizionale, primi anni del XIX secolo]
Irish Traditional Folksong, early 19th century.

Spesso cantata da gruppi folk come Clancy Brothers & Tommy Makem.
Often performed by Irish folk groups such as the Clancy Brothers & Tommy Makem. Più recentemente incisa anche dai Dropkick Murphys in una versione irlandese ma più rock.

La versione originale si riferisce a soldati provenienti da Athy, nella Contea di Kildare, che combatterono nel "Sulloon" (Ceylon - attualmente Sri Lanka) per la Compagnia delle Indie Orientali Britannica all'inizio del XIX secolo.

When Johnny Comes Marching Home è una canzone americana dei tempi della guerra civile che riprende la melodia di questa canzone stravolgendone però il testo.

È probabilmente dalla versione americana che derivano due altre canzoni contro la guerra che, stravolgendone a loro volta il testo, paradossalmente si riavvicinano allo spirito dell'originale. La più famosa è English Civil War dei Clash ma ricordiamo anche The Agenda for C21 di un altro gruppo inglese, The Used Johnnys.

Johnny I Hardly Knew Ye is an Irish traditional anti-war and anti-recruiting song and the basis for the American popular song "When Johnny Comes Marching Home". Although no published version is known to pre-date the 1863 "When Johnny Comes Marching Home Again", the Irish song is generally dated to the early 19th century, when Irish troops served the British East India Company. (liner notes for Johnny I Hardly Knew Ye (Johnny Fill Up the Bowl/When Johnny Comes Marching Home from the Clancy Brothers, excerpted at). The original refers to the soldiers from Athy, County Kildare that fought in "Sulloon" (Ceylon - now Sri Lanka) for the East India Company. It has become a definitive anti-war song. The song is also known as "Johnny We Hardly Knew Ye".

The following is the version most commonly sung today. The last verse appears to be a relatively recent addition and does not appear in the version presented in Padraic Colum's (1922) Anthology of Irish Verse. Some common variations follow the lyrics.


strnDR. STRANGELOVE [IL DOTTOR STRANAMORE]

Johnny I Hardly Knew Ye è nota anche per essere parte imprescindibile della colonna sonora di uno dei maggiori film antimilitaristi della storia, Dr. Strangelove (Il dottor Stranamore), del grande Stanley Kubrick. Riprendiamo la pagina di it.wikipedia relativa al film:

Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba, più brevemente conosciuto come Il dottor Stranamore è un film satirico del 1964 diretto da Stanley Kubrick e tratto dal romanzo Allarme rosso (Red Alert) di Peter George.

Trama

Un generale impazzito dell'Aviazione militare statunitense (US Air Force), Jack D. Ripper (Sterling Hayden) progetta di iniziare una guerra nucleare contro l'Unione Sovietica, allo scopo di porre fine, così crede, a una cospirazione comunista per inquinare le riserve d'acqua potabile con il fluoruro, minacciando di conseguenza i "nostri preziosi fluidi corporei". Il Generale Ripper non è a conoscenza del fatto che i sovietici hanno costruito l'ordigno "fine del mondo", in grado di rilevare automaticamente ogni attacco nucleare all'Unione Sovietica e, di conseguenza, reagire e contrattaccare distruggendo tutta la vita sulla Terra tramite il fallout nucleare.

Il piano del Generale Ripper viene sventato da un ufficiale di collegamento dell'aviazione britannica RAF, distaccato nella base americana, Lionel Mandrake (Peter Sellers), che scopre il codice per richiamare i bombardieri.

Sfortunatamente un B-52 ("Il Lebbrosario") non può essere contattato per colpa di un guasto alla radio di bordo, e continua la sua missione per sganciare una bomba atomica che innescherà l'ordigno "fine del mondo".

srlAd un passo dalla distruzione totale del genere umano, il presidente degli Stati Uniti Muffley (Peter Sellers) interpella il Dr. Stranamore (Peter Sellers), uno scienziato ex nazista reclutato dagli americani, per capire il da farsi e la soluzione proposta è quella di traslocare la "parte migliore" del genere umano in fondo a delle miniere, per lasciar passare il tempo di decadenza degli elementi radiattivi.

Il film
Fra satira e "suspence"


Anche se è una commedia, Il dottor Stranamore è anche un film appassionante e ricco di suspence, nonché surreale. Due delle principali scene d'azione sono l'immensa sala di guerra, dominata dal grande pannello che mostra la posizione di ogni bombaridiere, e l'interno del B-52, meticolosamente ricreato. Il resto del film è ambientato nel quartier generale del Generale Ripper, nella base aerea di Burpleson.

Il Pentagono non cooperò nella realizzazione del film come invece fece per il film Aquile nell'infinito del 1955.

Il dottor Stranamore prende di mira tutti gli atteggiamenti tipici della Guerra Fredda, ma concentra la sua satira sulla teoria della distruzione mutua assicurata, nella quale ognuna delle parti in causa, si suppone che tragga conforto dal fatto che una guerra nucleare sarebbe un evento catastrofico per tutto il mondo.

Il film rende oggetto di satira le convenzioni hollywoodiane sui film di guerra, nei quali l'ignoranza e la cocciutaggine dei soldati non vengono discusse, e ironizza sulla curiosa relazione da "telefono rosso" esistente tra i capi di stato, nella quale la confidenza nel darsi del tu compete con un'antipatia culturalmente condizionata nei confronti dell'altro e dell'intero sistema politico di cui è a capo:

«Dispiace anche a me Dmitri... Mi dispiace molto... Va bene, dispiace più a te che a me, però dispiace anche a me... A me dispiace quanto a te, Dmitri! Non devi dire che a te dispiace più che a me, perché io ho il diritto di essere dispiaciuto quanto lo sei tu, né più né meno... Ci dispiace ugualmente, va bene...? D'accordo.»

Commedia sexy?

Infine, il film può essere visto anche come una commedia sexy, anche se solo una donna (abbigliata con biancheria ridicolmente modesta) ingrazia brevemente lo schermo.

Ad eccezione forse dell'integerrimo Capitano Mandrake, tutti i personaggi del film sembrano guidati da motivazioni sessuali; anche gli occhi del presidente Muffley si illuminano quando il dottor Stranamore descrive la situazione nei rifugi antiatomici collocati nelle miniere. Il sesso guida il film dai titoli di testa, con due aereoplani che "copulano", fino alla sequenza finale, nella quale il mondo viene distrutto in un momento di estasi sessuale che ricopre il globo.

Come tacere il sostrato sessuale, priapico, della sequenza dove il comandande King Kong scende dal B-52 a cavalcioni di uno dei sostituti fallici più potenti mai concepiti da mente umana.

La tematica sessuale si ritrova anche nei nomi dei personaggi, a partire dal generale Ripper (come Jack lo squartatore, assassino di prostitute) sino al ben più esplicito Turgidson (tradotto dal critico Bernardi come "figlio turgido").

Il nome del bersaglio Laputa oltre ad essere il nome dell'isola volante nel romanzo "I viaggi di Gulliver" di Swift, può essere, con un gioco di parole, letta come "la puta" lo spagnolo per prostituta.

Parola di regista

Il film è basato su un thriller della Guerra Fredda, Allarme rosso di Peter George.

Stanley Kubrick avrebbe in origine voluto girare la storia come un film drammatico. Comunque, come egli spiegò durante le interviste, l'inerente comicità dell'idea di mutua distruzione assicurata divenne evidente mentre scriveva la prima stesura della sceneggiatura. Lo stesso Kubrick dichiarò:

«La mia idea di girarlo come una commedia da incubo venne nelle prime settimane di lavoro sulla sceneggiatura. Trovai che cercando di mettere della carne attorno alle ossa e immaginando le scene nella loro completezza, bisognava continuare a tenere fuori cose che erano assurde o paradossali, se si voleva evitare che fossero divertenti; e queste cose sembravano essere vicine al cuore delle scene in questione.»

(Macmillan International Dictionary of Films and Filmmakers, vol. 1, p. 126)

Peter Sellers nella parte del Dr. Stranamore.
Peter Sellers nella parte del Dr. Stranamore.
L'interprete principale del film fu Peter Sellers, che improvvisò il dialogo riportato sopra durante le riprese. Sellers recitò diverse parti:

* Il capitano Lionel Mandrake, un sano, bene intenzionato ufficiale di collegamento britannico;
* Il presidente statunitense Merkin Muffley (ispirato a Adlai Stevenson), decente, sconvolto e debole, l'ordigno "fine del mondo" è per lui uno shock.
* Il dottor Stranamore, da Merkwürdigliebe, il suo nome tedesco, basato su aspetti di Herman Kahn e Wernher von Braun (anche alcuni hanno voluto riconoscere atteggiamenti e tic dello scienziato ungherese fuoruscito Edward Teller, padre della bomba H). La voce del dottor Stranamore è presumibilmente basata su quella di Weegee.

Sellers avrebbe dovuto recitare anche la parte del capitano del bombardiere B-52 Stratofortress, ma un infortunio durante le riprese gli impedì di farlo. La parte del Maggiore T. J. "King" Kong venne interpretata da Slim Pickens, che ne fece l'interpretazione della vita. Nel film appare anche George C. Scott, nella parte esplosiva del Generale "Buck" Turgidson, un entusiasta del bombardamento strategico, e c'è anche il debutto di James Earl Jones nella parte del Tenente Lothar Zogg, dell'equipaggio del bombardiere.

Fra i primi 20 film di sempre

Il dottor Stranamore è costantemente nei primi 20 posti della classifica dei 250 film migliori, stilata dall'Internet Movie Database, ed è stato anche elencato al 26° posto nella classifica dell'American Film Institute "100 anni, 100 film", nonché al 3° posto della classifica "100 anni, 100 risate". Il film è inoltre stato selezionato per la conservazione dal National Film Registry statunitense.

Nonostante il suo innegabile status di "classico", il film ha anche i suoi detrattori. Si è sostenuto che i dialoghi non sono così divertenti come pretenderebbero di essere, che la satira spesso sembra che sia stata appiccicata rudemente sopra l'originale trama da thriller, e che l'uso di nomi sciocchi per i personaggi è un tocco infantile (ad esempio, Jack D. Ripper suona simile a Jack The Ripper, ovvero Jack lo squartatore). Bisogna tenere conto, però, che quest'ultima scelta stilistica è in realtà un dichiarato omaggio al maestro della satira inglese Jonathan Swift (a conferma di ciò, il nome di una base russa, Laputa, è una precisa citazione de I viaggi di Gulliver).

"Allarme rosso" e "A prova di errore"

Il dottor Stranamore fu basato sul romanzo Allarme rosso (1958) di Peter George. George collaborò alla sceneggiatura con Kubrick e lo scrittore satirico Terry Southern. Allarme rosso era molto più solenne - il dottor Stranamore non era un personaggio - ma la trama e gli elementi tecnici erano simili. Nello stesso anno, la stessa casa cinematografica, la Columbia Pictures, rilasciò anche A prova di errore, una versione "seria" della stessa trama, diretta da Sidney Lumet, basata sul romanzo del 1962 di Eugene Burdick.

rdnkSempre riflettendo l'umore di quei tempi, la Warner Bros rilasciò Sette giorni a maggio nello stesso anno. La trama in questo caso raccontava di un colpo di stato militare che cercava di impedire al presidente di firmare un trattato di disarmo nucleare.

L'omicidio Kennedy

La data di uscita della pellicola era stata originariamente fissata per il 22 novembre 1963 ma destino volle che il presidente in carica John Fitzgerald Kennedy fosse assassinato proprio qualla mattina. Per rispetto il film non uscì quel giorno e la reale "prima" ebbe luogo il 30 gennaio 1964. Venne pure modificata una frase pronunciata da uno degli attori nel film ridoppiandola, a un certo punto il comandante del bombardiere avrebbe dovuto dire: «Un tizio potrebbe passare un bel fine settimana a Dallas». Dallas, la città in cui fu ucciso il presidente, fu sostituita da Las Vegas.

Curiosità

* Quando Kubrick girò la scena del consiglio al Pentagono, gli fu inviato un tavolo rosso. Kubrick interruppe le riprese e chiese di avere un tavolo verde, nonostante la pellicola fosse in bianco e nero. Allo sbigottimento dello scenografo Kubrick rispose: "Voglio che i miei attori si sentano come seduti ad un tavolo da gioco". E così fu: il tavolo venne dipinto e le riprese proseguirono.
* Oltre alla famosa scena della guerra a base di torte in faccia, rimossa in fase di stampa e sostituita dal ben noto finale, nella sceneggiatura originale era presente anche una sequenza che avrebbe tratteggiato altrimenti il carattere del presidente Merkin Muffley, nel tunnel sotterraneo di accesso alla War Room un capitano e tre sergenti dei marines di guardia si rifiutano di autorizzare l'ingresso, sia pure al presidente, in assenza delle dovute credenziali; dopo alcuni tentativi amichevoli del capo della Casa Bianca, gli agenti di scorta passano alle maniere forti ed i malcapitati vengono eliminati senza che abbiano il tempo di emettere un lamento, sotto gli occhi indifferenti del presidente, segue scena dove quest'ultimo accede alla Sala della Guerra attraverso una poltrona-elevatore che richiama alla memoria la sedia da barbiere della famosa gag tra Hynkel e Napaloni de Il grande dittatore di Charlie Chaplin.
* Il nome del B-52 pilotato dal maggiore T.J. "King" Kong" è "The Leper Colony", cioè "il lebbrosario" sottointende la scarsa qualità tecnica, professionale ed umana dell'equipaggio, essendo d'uso nell'aviazione americana di assegnare all'aero con tale nome tutti i peggiori elementi della squadriglia.
* I vertici militari si preoccuparono di essere stati spiati quando videro la pellicola. L'interno del B-52, interamente ricostruito in studio basandosi sui racconti di piloti di aerei simili, era incredibilmente simile all'originale. Inizialmente il Pentagono non credette alla tesi della semplice ricostruzione, che venne provata solo mostrando i bozzetti degli scenografi.
* Il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan appena eletto chiese di poter vedere la War Room, quella che appare nel film di Stanley Kubrick, ma in realtà essa non esisteva, dato che era solo un'invenzione cinematografica. Molti credevano, infatti, condizionati dal film, che lì si prendessero decisioni o si analizzassero situazioni durante la guerra fredda.

Pezzi musicali

* Try a Little Tenderness di Otis Redding, suonata nei titoli di testa durante il rifornimento aereo quando la sonda dell'aereo cisterna si innesta nell'apertura dei serbatoi. In questo modo i B-52 venivano tenuti in aria 24 ore al giorno.
* Il motivo che accompagna il volo del B-52, Il lebbrosario, ha la non comune caratteristica di essere condiviso da tre ballate classiche, Johnny I Hardly Knew Ye, una canzone irlandese contro la guerra, When Johnny Comes Marching Home, una canzone patriottica americana (confederata) e The Animals Went in Two by Two.
* We'll Meet Again di Vera Lynn, canzone ottimistica e sentimentale della seconda guerra mondiale, suonata mentre il mondo viene distrutto alla fine del film. La canzone e la cantante sono citate esplicitamente dai Pink Floyd nella canzone Vera (Waters) tratta dall'album The Wall (1979).
While goin' the road to sweet Athy, hurroo, hurroo
While goin' the road to sweet Athy, hurroo, hurroo
While goin' the road to sweet Athy,
A stick in me hand and a drop in me eye,
A doleful damsel I heard cry,
Johnny I hardly knew ye.

With your guns and drums and drums and guns, hurroo, hurroo
With your guns and drums and drums and guns, hurroo, hurroo
With your guns and drums and drums and guns,
The enemy nearly slew ye
Oh my darling dear, Ye look so queer
Johnny I hardly knew ye.

Where are the eyes that were so mild, hurroo, hurroo
Where are the eyes that were so mild, hurroo, hurroo
Where are the eyes that were so mild,
When my heart you so beguiled
Why did ye sci-daddle from me and the child
Oh Johnny, I hardly knew ye

Where are the legs with which you run, hurroo, hurroo
Where are the legs with which you run, hurroo, hurroo
Where are the legs with which you run,
When first you went to carry a gun
Indeed your dancing days are done
Oh Johnny, I hardly knew ye

Ye haven't an arm, ye haven't a leg, hurroo, hurroo
Ye haven't an arm, ye haven't a leg, hurroo, hurroo
Ye haven't an arm, ye haven't a leg,
Ye're an armless, boneless, chickenless egg
Ye'll have to put with a bowl out to beg
Oh Johnny I hardly knew ye

I'm happy for to see ye home, hurroo, hurroo
I'm happy for to see ye home, hurroo, hurroo
I'm happy for to see ye home,
All from the island of Ceylon;
So low in the flesh, so high in the bone
Oh Johnny I hardly knew ye

The enemy never slew ye
Oh, my darling dear you look so queer

2005/1/4 - 18:23




Language: Italian

Versione italiana di Riccardo Venturi
16 agosto 2006
JOHNNY, TI RICONOSCO APPENA

Percorrendo la strada per la dolce Dublino [*1], ohimé, ohimé
Percorrendo la strada per la dolce Dublino, ohimé, ohimé,
Percorrendo la strada per la dolce Dublino
Con un bastone in mano e una lacrima all’occhio
Sentii gridare una dolente fanciulla :
Johnny, ti riconosco appena.

Coi tuoi fucili e i tamburi e tamburi e fucili, ohimé, ohimé,
Coi tuoi fucili e i tamburi e tamburi e fucili, ohimé, ohimé,
Coi tuoi fucili e i tamburi e tamburi e fucili
Il nemico ti ha quasi ammazzato
Oh, mio caro, mio caro, sembri così strano,
Johnny, ti riconosco appena.

Dove sono quegli occhi che erano così buoni, ohimé, ohimé,
Dove sono quegli occhi che erano così buoni, ohimé, ohimé,
Dove sono quegli occhi che erano così buoni,
Quando il mio cuore tanto incantavi
Perché sei scappato da me e da tuo figlio?
Johnny, ti riconosco appena.

Dove sono le gambe con cui correvi, ohimé, ohimé,
Dove sono le gambe con cui correvi, ohimé, ohimé,
Dove sono le gambe con cui correvi
Quando per la prima volta andasti a portare un fucile,
Certo che i giorni delle feste da ballo sono finiti:
Johnny, ti riconosco appena.

Ti manca un braccio, ti manca una gamba, ohimé, ohimé,
Ti manca un braccio, ti manca una gamba, ohimé, ohimé,
Ti manca un braccio, ti manca una gamba,
Sei un monco senz’ossa come un uovo senza il pulcino
Dovrai pigliare un piattino e andare a mendicare,
Johnny, ti riconosco appena.

Sono contenta di vederti a casa, ohimé, ohimé,
Sono contenta di vederti a casa, ohimé, ohimé,
Sono contenta di vederti a casa,
Tornato dall’isola di Ceylon;
Con la carne così moscia [*2] e con le ossa ancora in piedi,
Oh, Johnny, ti riconosco appena

Il nemico ti ha quasi ammazzato,
oh mio caro, mio caro, sembri così strano.
NOTE

[*1] Athy è un vecchio nome popolare della città di Dublino, derivato dal suo complicato nome in gaelico, Báile Átha Cliath. Secondo un'altra ipotesi si tratterebbe invece della cittadina di Athy, nella contea irlandese di Kildare.

[*2] L'espressione originale ha una chiara allusione all'impotenza sessuale del povero soldato mutilato.

2006/8/16 - 17:38




Language: German

Deutsche Übersetzung von Riccardo Venturi
20. März 2007
JOHNNY ICH HAB' DICH KAUM GEKANNT

Auf den Weg zum schönen Athy, oje, oje,
auf den Weg zum schönen Athy, oje, oje,
auf den Weg zum schönen Athy
mit einem Stock in der Hand und Tränen in den Augen
hörte ich ein Mädchen in Schmerzen schreien:
Johnny ich hab' dich kaum gekannt

Mit deinen Gewehren und Trommeln, Trommeln und Gewehren, oje, oje,
Mit deinen Gewehren und Trommeln, Trommeln und Gewehren, oje, oje
Mit deinen Gewehren und Trommeln, Trommeln und Gewehren
hat der Feind dich fast erschlagen,
ach mein lieber Schatz, du siehst so seltsam aus,
Johnny ich hab' dich kaum gekannt.

Wo sind denn deine Augen, die so gut aussahen, oje, oje,
wo sind denn deine Augen, die so gut aussahen, oje, oje,
wo sind denn deine Augen, die so gut aussahen
als du mein Herz so sehr beglücktest
Wieso bist du von mir und deinem Sohn geflohn?
Johnny ich hab' dich kaum gekannt

Wo sind denn deine Beine, die rannten, oje, oje,
wo sind denn deine Beine, die rannten, oje, oje
wo sind denn deine Beine, die rannten
als du dein Gewehr holen gingst
ich spüre, dass du nie mehr tanzen wirst.
Johnny ich hab' dich kaum gekannt

Du hast kein Bein mehr, hast keinen Arm, oje, oje,
du hast kein Bein mehr, hast keinen Arm, oje, oje,
du hast kein Bein mehr, hast keinen Arm
du bist nur ein entbeintes Krüppel wie ein huhnloses Ei,
musst dich auf Rollen zum Betten schleppen.
Johnny ich hab' dich kaum gekannt

Ich freue mich so sehr, dass du heimgekehrt bist, oje, oje,
ich freue mich so sehr, dass du heimgekehrt bist, oje, oje,
ich freue mich so sehr, dass du heimgekehrt bist,
heimgekehrt von der Insel Ceylon
mit so schwachem Fleisch noch auf den Beinen haltend,
Johnny ich hab' dich kaum gekannt.

Der Feind hat dich fast erschlagen,
ach mein lieber Schatz, du siehst so seltsam aus.

2007/3/20 - 23:52




Language: Finnish

Versione finlandese / Finnish version / Suomenkielinen versio: Aappo I. Piippo

This Finnish version of »Johnny I Hardly Knew Ye« was written at the time of the Vietnam War by Aappo I. Piippo (1950 - 2011), a proliferate Finnish lyricist. It's not a translation of the original lyrics, but yet another antiwar version of the American Civil War song »When Johnny Comes Marching Home«.
YSTÄVÄNI JOHNNY

On pommikoneen varjot yllä peltojen,
voit pelokkaina nähdä kasvot ihmisten.
Nuo koneet tuovat kuolemaa,
taas tuskissansa huutaa maa.
Oi, Johnny, miksi sinut kerran tunsinkaan.

On mielessäsi aika menneen nuoruuden,
vaan, ystäväni, tänään sua tunne en.
Mä tiedän Johnnyn muuttuneen,
kun pelko tarttuu ihmiseen
on koneen siipiin tullut hohde julmuuden.

Et tunne ihmistä, ken maassa silpoutuu,
kun aivoos kuva sankarista muodostuu.
Tää sota ei lie sotas sun,
sen otat lailla seikkailun.
Ei pommis' puolusta, vaan repii sorretun.

On koneessasi kuva lastes' leikkiväin,
kun napalmpommit kylät kohtaa räjähtäin.
Ne tuskaa kylvää, muista et,
kun vaimos' kuvaa suutelet
myös maassa joku suutelee lastaan kuolevaa.

Kun lennoltasi palaat, kerrot nauraen,
sä kuinka lastin kylvit sekaan keltaisten.
Ei tuska parakkiisi käy,
ei lapsi rampa vastaas käy,
vaan mitalin saat johtajaltas' kauniin, kiiltävän.
Et muista, että tuhonnut oot nuoren elämän.

Contributed by Juha Rämö - 2015/5/11 - 09:37


mi fa venire i brividi questa canzone..

ilaria - 2007/1/12 - 17:34


E dire che se non era per lo spot della Seat Altea non avrei mai sentito questa canzone. Anche a me fa venire i brividi, ho ascoltato tutte le versioni esistenti, ma quella che mi piace di piu è quella dei Foreign Feathers.

AcidBlade - 2007/1/14 - 03:28


Già, veramente una gran bella canzone dotata di una carica espressiva eccezionale ... ringrazio per la traduzione che mi ha permesso di apprezzarne ogni più sottile aspetto.

Grazie a tutti coloro che hanno espresso apprezzamenti per questa bella e dura canzone, ed anche per la traduzione. [RV]

Marvpel@libero.it - 2007/1/14 - 18:06


Che dire... è una canzone bellissima e anche io ringrazio la Seat per avercela fatta conoscere.

Alessandra - 2007/1/16 - 22:10


....bhe che dire,e una serata un po particolare per me.....e mia sorella minore mi ha fatto scoprire una canzone fantastica....con un profondo significato....grazie per questa piccola perla.....un bacio dalla tua sorellona....

.....valentina..... - 2007/1/22 - 23:54


A me invece non pare giusto che la Seat utilizzi questa canzone così cruda per vendere una macchina, perchè la maggioranza della gente non saprà mai che canzone è questa. L'unica certezza è che lo schifo della guerra ci perseguiterà sempre.
(Bizio)

La politica del nostro sito è di accettare qualsiasi tipo di commento, ma è chiaro che -per quel che riguarda questa canzone, sottoscrivo in pieno quel che hai detto. Trovo assolutamente aberrante che un'antica (e cruda) ballata antimilitarista come questa sia sfruttata per vendere altri strumenti di morte (non esito un attimo a definire così le automobili, visto che il numero di persone che ogni anno muoiono in incidenti stradali è paragonabile a quello di una guerra). E mi fa piacere, caro Bizio, che ci sia ancora gente come te, che non ha perso la capacità di ragionare con la propria testa. Saluti. [RV]

2007/1/25 - 16:00


Molto bella, fà riflettere su quello che la guerra è : una porcheria! L'avevo già sentita sul film "Il dottor Stranamore" ma con la pubblicità della Seat mi sono interessato di più.
Grazie a tutti!
(Fabio)

Nel "Dottor Stranamore" viene suonata una versione strumentale, che probabilmente si riferisce a "When Johnny Comes Marching Home", la versione americana (anche se, ovviamente, la musica è la stessa - leggi l'introduzione).
(Lorenzo)

2007/1/29 - 18:56


E' micidiale, bellissima, carica di significato.

ALCOHOL - 2007/2/5 - 18:54


be che dire.... a dir poco emozionante .

er fetta - 2007/2/5 - 22:24


Pezzo di grande fascino, non c'è che dire.

Per quanto riguarda l'abbinamento alla pubblicità Seat, io non ci vedo assolutamente nulla di sconveniente, anzi, lo spot risulta gradevole e di buon gusto, ed è da apprezzare il fatto che, proprio per non cadere nell'irrispettoso, abbiano usato una variante esclusivamente melodica (senza parlato).

Per R.V.: Giudicare le automobili solo per il numero di morti che "causano" è come dire che la corrente elettrica è uno strumento del diavolo: ma si, aboliamola, visto il numero di persone che ogni anno muoiono folgorate per incidenti non abbiamo che da guadagnarne.


(Alberto (alichan@3000.it))

A parte il fatto che non credo che, ogni anno, muoiano nel mondo tante persone folgorate quante ne muoiano per gli incidenti stradali (ad esempio, soltanto in Italia gli incidenti risultano essere la 1a causa di morte per la fascia di età che va dai 13 ai 25 anni), c'è da dire che la motorizzazione di massa è responsabile di alcuni tra i più gravi problemi che abbiamo attualmente, dall'inquinamento atmosferico e acustico all'invivibilità delle città. E se ne continuano a vendere sempre di più, sempre di più, sempre di più, creando un falso bisogno di "mobilità" in un mondo che grazie alle nuove tecnologie informatiche, in realtà, di mobilità ne avrebbe un bisogno sempre più relativo. Oramai, su 10 spot pubblicitari, almeno cinque sono di automobili. Con questo, va da sé, non sto dando nessun ostracismo alle auto, anche se le ho abbandonate per scelta conservo sempre la patente di guida (che mi serve per guidare le ambulanze come volontario, ndr); semplicemente cerco di presentare la cosa sotto un altro aspetto. Quanto alla pubblicità della Seat Altea, che dire? Niente, perché non la ho mai vista. Per noi, questa canzone è e resta soltanto una canzone contro la guerra, tra le più antiche che abbiamo e anche tra le più crudamente belle. [RV]

2007/2/6 - 21:29


La canzone è assolutamente una delle più belle che abbia mai sentito!soprattutto l'espressione dell'uovo senza pulcino...da farsi venire la pelle d'oca! Pensare che sia la canzone di una macchina mi fa uno strano effetto, ma, mio malgrado, non posso far altro che ringraziare la Seat per avermela fatta conoscere.

Per RV: definire le macchine strumenti di morte a me pare eccessivo. A mio avviso quello che conta di più è l'uso che se ne fa e la testa della gente che sale su mezzi come quelli che circolano in questo momento (basti considerare le velocità che raggiunge la Golf).Ogni cosa è potenzialmente mortale se non se ne fa buon uso...persino l'ossigeno!Sicuramente la diffusione abnorme di macchine non è un punto a loro favore e nemmeno è l’unico difetto; ma in fondo nel mondo di oggi la macchina è quasi necessaria. Concordo pienamente con te che i difetti dell’automobile sono molti e probabilmente è diventato più uno status-simbol che un mezzo di trasporto, ma se la gente fosse più accorta e fosse in grado di scindere meglio il necessario dal superfluo forse non saremmo in questa condizione.

Silver(matamune88@gmail.com) - 2007/2/15 - 22:32


Come si dice non tutto il male viene per nuocere.
In questo caso il male è la pubblicità come concetto, che ha un po' scassato, a prescindere dall'oggetto reclamizzato.
Il buono è che questa ballata è una di quelle che, magari ascoltata da bambino chissà dove, ti ritrovi a fischiettare sovrappensiero, senza però sapere cosa sia.
Quindi: grazie alla seat che mi ha permesso di riascoltarla e di chiedermi cosa fosse; grazie alla miriade di siti dedicati ai gingle pubblicitari; e grazie a questo sito che mi ha permesso di comprendere, più a fondo di quanto la mia traduzione ad orecchio potesse, il significato del motivo stesso.

Ero tentato di copiare la traduzione e le note sul sito di wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Johnny_I_...
ma non mi sono permesso, resta il fatto che magari così anche più persone potrebbero goderne e conoscerne il messaggio di pace...

(leo)

Ciao Leo, naturalmente se vuoi copiare su wikipedia parte dei commenti di questo sito puoi farlo. Siamo un sito libero e abbiamo gia' concesso "i diritti" a Wikipedia!
(Lorenzo)

2007/2/16 - 20:35


Crediamo di far cosa gradita ai numerosi estimatori di quest'antica canzone "riscoperta" con la pubblicità della Seat Altea proponendo un'interpretazione classica per coro: quella degli English Madrigals in video da YouTube. Abbiamo inoltre aggiunto nel commento introduttivo una cospicua pagina sul film Il dottor Stranamore, di cui questa canzone forma l'ossatura della colonna sonora ("Il Lebbrosario"). Così come, oramai al di là di ogni considerazione "pro" o "contro", crediamo che un posto di diritto in questa pagina se lo sia guadagnato anche la Seat Altea:

Seat Altea.

Riccardo Venturi - 2007/2/24 - 14:14


Vedo che c'è una piccola polemica sull'utilizzo di questa canzone nello spot SEAT, e vorrei chiarire una cosa .... lo spot non utilizza questa canzone! Mi spiego. Questa è un'antica canzone popolare irlandese, come naturalmente avrete visto dal testo e dai numerosi links presenti sulla pagina, che parla di un soldato che torna a casa dopo la guerra, più morto che vivo. Come tutte le canzoni popolari che parlino di di guerra, non può che essere profondamente antimilitarista e pacifista, ed in questo senso sicuramente tutti noi la intendiamo. Però come spesso accade, la musica e le canzoni non rimangono cristallizzate nel tempo, ma, soprattutto quando sono molto conosciute, possono essere modificate anche radicalmente. Avrete letto, nella parte della pagina dedicata al film di Kubrick, Il Dottor Stranamore, come durante la guerra civile americana, questa canzone, che probabilmente era arrivata in America con la massiccia immigrazione proveniente dall'Irlanda, aveva già cambiato titolo (diventando "When Johnny Comes Marching Home") e significato, poichè il Johnny confederato torna a casa carico di gloria e di onori, e tutti al suo ritorno fanno festa. (Tra l'altro è davvero geniale l'utilizzo di questa musica nel film: un motivo che è al tempo stesso una canzone popolare contro la guerra ed un inno patriottico fischiettato dai soldati che partono per la guerra, accompagna il volo del bombardiere che sta per sganciare la bomba atomica che provocherà la fine del mondo).
Ma anche questo inno patriottico è destinato a cambiare testo e significato, diventando addirittura una canzone per bambini: "The Ants Go Marching One By One" di cui potete trovare qui il testo, e, in altra versione, ancora per bambini, diventa "The Animals Went In Two By Two", il cui testo potete trovare a questo indirizzo . Ora fateci caso: se seguite le parole dello spot, vi accorgerete che il testo cantato nello spot è proprio quest'ultimo.


(Joe)

Grandissimo intervento, Joe, sinceramente. Per il quale ti ringraziamo tutti quanti, dato che ci permette di "situare" ancor meglio questa canzone, le sue versioni e gli usi che ne sono stati fatti. [RV]

2007/3/29 - 21:53


Esiste anche un'ottima versione cantata da Anita CARTER.

Reinat - 2008/2/3 - 14:32


Come detto nell'introduzione, la melodia di "Johnny I Hardly Knew Ye" è stata poi utilizzata durante la guerra civile americana per la canzone patriottica "When Johnny Comes Marching Home"...

Molto meno patriottica la versione "natalizia" che circolava tra le truppe in Vietnam, della quale però ho trovato solo un frammento su Mudcat:

"When Johnny comes home in a plastic bag, Hurrah, Hurrah.
When Johnny comes home in a plastic bag, Hurrah, Hurrah.
When Johnny comes home in a plastic bag, We'll all turn out in the streets and gag
And we'll all be dead by Christmas time next year."

Alessandro - 2009/11/24 - 15:55


Sempre a riguardo "Johnny I Hardly Knew Ye" siccome non credo che molti lo sappiano, mi permetto di invitarvi ad ascoltare "Prayer for the dead", in Saints & Tzadiks di Susan McKeown e Lorin Sklamberg (meravigliosa voce dei Klezmatics)che contiene questa canzone mescolata con "Kh'bin oysgeforn felder, velder, oy vey!" (un lamento yddish basato su una canzone ucraina risalente alla prima guerra mondiale), mentre la parte finale in latino/irlandese è "Deus meus adiuva me" scritta nell'undicesimo secolo dal poeta Mail Iosa O Brolchàin. Una vera delizia.
Flavio Poltronieri

Flavio Poltronieri - 2014/4/24 - 22:10



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