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Language: Scots (Shetland Scots; Norn)

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Child #19
Origins: XIV Century
Recording: 1880
Origini: XIV Secolo
Registrazione: 1880


Illustrazione miniata per il romanzo Sir Orfeo. Da questa pagina.
Illustrazione miniata per il romanzo Sir Orfeo. Da questa pagina.


Dedica a Alessandro il Gutnico

Ogni promessa è debito: dopo la discussione/disquisizione su ogni tipo di linguaggio germanico e celtico avvenuta sulla pagina dedicata a Jamie Foyers, avevo promesso a Alessandro di fargli vedere, e ora di dedicargli, la venerabilissima, straordinaria e linguisticamente variopinta King Orfeo. Con questo "extra" ci spingiamo in un lontanissimo medioevo nordico che, però, riprende tradizioni dell'antichità classica: un segno che, in quelle lontane epoche, la cultura viaggiava assai, e così la memoria. La dedica viene estesa anche a tutti coloro che coltivano il medioevo non come facciata modaiola, ma come amore per un'epoca tutt'altro che "oscura" e, per tanti versi, ben più libera e aperta della nostra. Il testo, la traduzione ed il commento sono ripresi dal mio vecchio sito sulle Ballate popolari angloscozzesi; come curiosità, posso dire che lo scrissi durante una nottata di veglia durante il servizio civile presso la Misericordia di Pontassieve, sommerso fra libri e fogliacci, nel 1989. Insomma, anche questa cosa ha qualcosa..."contro la guerra".

Codice manoscritto di Sir Orfeo. National Library of Scotland Manuscript, Auchinleck, Advocates 19.2.1, fol. 302r, le prime 26 righe della prima colonna (righe 417-434)
Codice manoscritto di Sir Orfeo. National Library of Scotland Manuscript, Auchinleck, Advocates 19.2.1, fol. 302r, le prime 26 righe della prima colonna (righe 417-434)


La tradizione orale conservò a lungo questa antichissima ballata, ripresa a Unst, nelle isole Shetland, nella seconda metà del XIX secolo e pubblicata da Patrick Norman Shuldham-Shaw nel 1880 (il nostro testo è quello rivisto pubblicato nel Journal of the English Folk Dance and Song Society, V, 1947). La trama della ballata si ispira abbastanza fedelmente al romanzo medievale in versi Sir Orfeo (risalente forse alla prima metà del XIV secolo), basato sulla classica storia di Orfeo e Euridice, ma riambientato nelle isole Britanniche. La regina Heurodys (la Lady Isabel della ballata; il nome Heurodys è chiaramente ripreso da quello della classica Euridice) viene rapita e portata non più nel Tartaro, ma nel Paese degli Elfi (tale ovvia sostituzione "locale" doveva essere già avvenuta in un lai bretone del XII secolo); Re Orfeo, di lei follemente innamorato, assume allora le sembianze di un menestrello, e grazie alla bellezza delle sue melodiose armonie ottiene dal Re degli Elfi di riportare con sé l’amata nel mondo dei mortali. Il Child (V, 210) sottolinea che la derivazione del nostro testo e della ballata danese Harpens kraft ("La potenza dell'arpa") dal suddetto romanzo era già stata sostenuta da Sophus Bugge in Arkiv for nordisk filologi, VII, 1891, pp. 97 ss.

L'interpretazione linguistica della ballata presenta alcune difficoltà non trascurabili. Innanzitutto, il testo è nell'ostico dialetto scozzese settentrionale delle Shetland, per di più in una forma antica ancora qua e là influenzata dall'antico dialetto locale, il norn (dall'islandese antico norrœnn "nordico; Norvegese", da cui l'italiano norreno), in realtà un dialetto norvegese, estintosi nella seconda metà del XVIII secolo e del quale sappiamo assai poco (solo alcuni vocaboli, parecchi dei quali ancora presenti nel dialetto locale attuale, di tipo scozzese). Questo è importante se si vuole comprendere il misterioso ritornello, di apparente derivazione norvegese (ma forse, semplicemente, ancora in norn). Una delle prime interpretazioni fu data dal Grundtvig e ripresa dallo stesso Child: Skoven årle grøn / hvor hjorten han går årlig ("Il bosco è verde di buon mattino / dove il cervo va ogni anno"). In seguito, l'opinione di Child mutò secondo l'interpretazione fornita da E. Olrik: Skoven er herlig grøn / hvor urten hun grønnes herlig ("Il bosco verdeggia splendido / dove splendida verdeggia la vegetazione"). Anche noi ci atteniamo a quest'ultima interpretazione per la traduzione. Una versione di King Orfeo fu udita anche da Arnulf Edmonston, il quale avvertì che, dopo la quarta strofa, ne venivano delle altre dove Lady Isabel era rapita dalle fate ed il re andava alla sua ricerca. Un giorno, passando vicino ad un colle, egli vede un gruppo di persone tra le quali riconosce sua moglie, che sembra andare verso un castello o qualcosa di simile (Child I, 215). Altre strofe sono state dimenticate dopo l'ottava strofa: qui un messaggero appare da dietro la pietra grigia, invitando il re ad entrare. Edmonston chiarì onestamente di non aver trascritto tali strofe perché erano in un dialetto talmente stretto da non fargliele capire completamente. Malgrado tali lacune, con King Orfeo abbiamo una delle poche ballate tradizionali ancora veramente "pure" (cioè del tutto scevre dall'influsso e dalla morale del Cristianesimo), un autentico relitto ancora in vita in tempi decisamente recenti; anche dal punto di vista letterario la ballata è notevolissima, uno dei migliori esempi dello stile antico. [RV]
KING ORFEO

Der lived a king inta da aste
Scowan ürla grün
Der lived a lady in da wast
Whar giorten han grün oarlac

Dis king he has a huntin’ gaen
Scowan ürla grün
He's left his Lady Isabel alane.
Whar giorten han grün oarlac

"Oh I wis ye'd nair gaen away,
Scowan ürla grün
For at your hame is döl an’ wae.
Whar giorten han grün oarlac

For da King o' Ferrie we his daert
Scowan ürla grün
Har pierced your lady to da hert."
Whar giorten han grün oarlac

An aifter dem da king has gaen
Scowan ürla grün
Bit whan he cam it was a grey stane.
Whar giorten han grün oarlac

Dan he took oot his pipes ta play,
Scowan ürla grün
Bit sair his hert wi’ döl an’ wae.
Whar giorten han grün oarlac

An first he played da notes o' noy,
Scowan ürla grün
An dan he played da notes o' joy.
Whar giorten han grün oarlac

An dan he played da göd gabber reel,
Scowan ürla grün
Dat meicht ha’ made a sick hert hale.
Whar giorten han grün oarlac

"Noo come ye in inta wir ha’,
Scowan ürla grün
An’ come ye in amang wir a’.
Whar giorten han grün oarlac

" Noo he's gaen in inta der ha’,
Scowan ürla grün
An’ he's gaen in amang dem a’.
Whar giorten han grün oarlac

Dan he took oot his pipes ta play,
Scowan ürla grün
Bit sair his hert wi’ döl an’ wae.
Whar giorten han grün oarlac

An’ first he played da notes o’ noy,
Scowan ürla grün
An’ dan he played da notes o’ joy.
Whar giorten han grün oarlac

An’ dan he played da göd gabber reel
Scowan ürla grün
Dat meicht ha’ made a sick hert hale.
Whar giorten han grün oarlac

"Noo tell to us what will ye hae:
Scowan ürla grün
What sall we gie you for your play?"
Whar giorten han grün oarlac

"What I will hae I will you tell,
Scowan ürla grün
An’ dat’s me Lady Isabell."
Whar giorten han grün oarlac

"Yees tak your Lady, an’ yees gaeng hame,
Scowan ürla grün
An’ yees be king ower a' your ain."
Whar giorten han grün oarlac

He’s taen his Lady, an he’s gaen hame,
Scowan ürla grün
An noo he’s king ower a’ his ain
Whar giorten han grün oarlac.

Contributed by Riccardo Venturi - 2009/9/23 - 00:51



Language: Italian

Versione italiana di Riccardo Venturi [1989]
Da Ballate Popolari Angloscozzesi. È probabilmente l'unica traduzione italiana mai effettuata della ballata.

unst


Unst è la più settentrionale delle isole Shetland, ed anche delle intere isole Britanniche. Qui, nel 1880, Patrick Norman Shuldham-Shaw registrò e trascrisse King Orfeo; la particolarità è che la registrazione dell'antichissima ballata non avvenne, come di solito, dalla voce di un anziano, ma da quella di una ragazzina di tredici anni chiamata Henrietta Shmolan. Unst è l'isola dove l'antico norn ha resistito più a lungo: lo testimoniano i suoi fantasmagorici toponimi come Muckla Flugga, Baltasound, Hermaness (il cui secondo elemento è il norreno ness "promontorio, Bordastubble e Saxa Vord ("Valore dei Sassoni" in norreno). A Unst, la cui latitudine corrisponde a quella della Norvegia centrale, si è parlato prima un dialetto norvegese che è poi stato sostituito da un angloscozzese assai arcaico e duro [--> tutte lingue germaniche], ma mai il gaelico scozzese [--> lingua celtica]. Il nome di Unst è però di origine sconosciuta, forse un relitto dell'antica lingua pittica.
RE ORFEO

C'era un re in Oriente,
Il bosco verdeggia splendido
C'era una regina in Occidente
Dove le piante verdeggiano splendide.

Il re se n'è andato a caccia,
Il bosco verdeggia splendido
E ha lasciato Lady Isabel da sola.
Dove le piante verdeggiano splendide.

"Oh, se tu non fossi andato mai via,
Il bosco verdeggia splendido
Ché la tua casa è in preda all'affanno e al dolore;
Dove le piante verdeggiano splendide.

Il Re delle Fate con il suo dardo
Il bosco verdeggia splendido
Ha ferito al cuore la tua signora."
Dove le piante verdeggiano splendide.

Il re allora li ha inseguiti,
Il bosco verdeggia splendido
Ma quando arrivò, c'era una pietra grigia.
Dove le piante verdeggiano splendide.

Allora tirò fuori la cornamusa e suonò,
Il bosco verdeggia splendido
Ma il suo cuore era triste d'affanno e dolore.
Dove le piante verdeggiano splendide.

E prima suonò note di disperazione,
Il bosco verdeggia splendido
Ma poi suonò note di felicità.
Dove le piante verdeggiano splendide.

E poi suonò l'allegro e ottimo reel,
Il bosco verdeggia splendido
Che avrebbe sanato ogni cuore ammalato.
Dove le piante verdeggiano splendide.

"Venite dentro nel nostro castello,
Il bosco verdeggia splendido
E venite qui, fra tutti noi."
Dove le piante verdeggiano splendide.

Ora lui è entrato nel castello,
Il bosco verdeggia splendido
È entrato là, fra tutti loro.
Dove le piante verdeggiano splendide.

Allora tirò fuori la cornamusa e suonò
Il bosco verdeggia splendido
Ma il suo cuore era triste d'affanno e dolore.
Dove le piante verdeggiano splendide.

E prima suonò note di disperazione,
Il bosco verdeggia splendido
Ma poi suonò note di felicità.
Dove le piante verdeggiano splendide.

E poi suonò l'allegro e ottimo reel
Il bosco verdeggia splendido
Che avrebbe sanato ogni cuore ammalato.
Dove le piante verdeggiano splendide.

"Ora, su, dicci che cosa vuoi:
Il bosco verdeggia splendido
Cosa ti dobbiamo per aver suonato?"
Dove le piante verdeggiano splendide.

"Io vi dirò quello che voglio:
Il bosco verdeggia splendido
Voglio la mia signora Isabel."
Dove le piante verdeggiano splendide.

"Sì, prendi la tua donna e vattene a casa,
Il bosco verdeggia splendido
E, certo, regna su tutti i tuoi."
Dove le piante verdeggiano splendide.

Lui ha preso la donna e se n'è andato a casa,
Il bosco verdeggia splendido
Ed ora regna su tutti i suoi
Dove le piante verdeggiano splendide.

2009/9/23 - 01:31


Un'ultima curiosità su Unst (casomai Alessandro volesse stabilirsi là invece che a Gotland): l'isola, pur avendo solo 500 abitanti, è servita da un comodo servizio di autobus il quale ha messo a disposizione della popolazione anche quella che, probabilmente, è la migliore fermata di autobus del mondo. Eccola qui:

unstbus


Insomma, con una fermata del genere anche se l'autobus non arriva, chi se ne frega!

Riccardo Venturi - 2009/9/23 - 03:28


Grazie della dedica, Riccardo.
Devono essere dei posti bellissimi e inquietanti...
Anche la canzone è molto bella e ci sta pure bene sulla CCG. Come molte altre canzoni qui presenti (penso, per esempio, a Manifiesto di Victor Jara o alla postata di recente Little Drummer Boy di Mickey McConnell) parla della musica come istanza di liberazione.

Ansts jah gawairthi izwis!

Alessandro Il Gutnico - 2009/9/23 - 08:23


Un grazie speciale a Alessandro per le sue parole (importantissime, sul potere di libertà della musica) e a Giorgio per aver trovato la registrazione*: un'altra cosa che non ascoltavo da una vita e mezza. Davvero degli splendidi regali di compleanno mi state facendo, di quelli che non hanno prezzo: sia detto da uno che, nel 1986, ha passato un mese e mezzo a girare per la Scozia a bordo di una vecchia Austin noleggiata abusivamente, per raccogliere ballate. Non ne raccolsi molte, ma in compenso raccolsi numerose sbronze e colossali. Però conobbi una vecchia che mi cantò The Lass of Loch Royal. Beh, stanotte state rischiando di farmi girare per l'Isolotto berciando Scowan ürla grün...

Riccardo Venturi - 2009/9/24 - 02:44


So, happy birthday to you (or, "co'latha breith sona dhuibh!"), dear Ric (you just turn 45?), I'm glad of cheering you up. Wishing you all the best.

giorgio - 2009/9/24 - 08:27



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