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Valpreda è innocente

Franco Trincale
Language: Italian

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Brescia, 28 maggio
(Franco Trincale)
I bombardamenti
(Franco Trincale)
Quasi soltanto mia
(Filippo Andreani)


[1972]
Testo e musica di Franco Trincale
Dall'album "Canzoni nostre".

trincale2


Per maggiori notizie sulla strage di Piazza Fontana si veda l'introduzione a La ballata del Pinelli.

L'arresto di Pietro Valpreda, il 16 dicembre 1969 (quattro giorni dopo la strage di Piazza Fontana), segna il vero e proprio inizio della strategia della tensione, e della relativa repressione poliziesca che uno stato in mano quasi totalmente, nei suoi vari apparati, agli elementi più oscuri legati al fascismo nazionale e internazionale ed ai servizi segreti mette in atto per creare le basi di un colpo di stato caldeggiato dagli Stati Uniti e dalla CIA (ricordiamo che quegli sono gli anni della "strategia dei golpe" a livello internazionale: Grecia e Cile sono gli episodi paradigmatici) nel nome della "lotta anticomunista".

Pietro Valpreda è naturalmente innocente; la "pista anarchica" si rivela sin dall'inizio come un preciso tentativo di occultare la vera natura della strage di Piazza Fontana. Ma la stampa e la TV di regime, come sempre, obbediscono, e si installa nel paese la caccia all'anarchico e al "sovversivo".

Scarcerato dopo lunghe vicende processuali che ne dimostrarono la totale estraneità ai fatti, Pietro Valpreda è morto a 69 anni, il 7 luglio 2002. Così ricordava la sua morte "Macchianera" (http://www.macchianera.net/archives/20...):

"Pietro Valpreda è morto. L'ex ballerino anarchico accusato e poi assolto per la strage di piazza Fontana fu arrestato il 16 dicembre del '69, quattro giorni dopo la bomba alla Banca dell'Agricoltura, assieme allo sbadato ferroviere Giuseppe Pinelli, caduto da una finestra della procura di Milano mentre veniva interrogato. Piazza Fontana contò 16 morti e 88 feriti. Sebbene il ruolo di capro espiatorio di Valpreda fosse chiaro fin dal 1971, la strage venne attribuita ai neofascisti di Ordine Nuovo solo nel 1990, grazie alle indagini riaperte dal giudice Guido Salvini. Il 1° luglio 2001 la Corte d'Assise di Milano condanna all'ergastolo Delfo Zorzi (autore materiale della strage, per sua stessa ammissione), Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni. Leggo, oggi, che nel corso di una commemorazione di Valpreda, gli esponenti di Alleanza Nazionale hanno abbandonato per protesta l'aula del consiglio comunale di Milano. Quelli di Forza Italia hanno scelto di non alzarsi. Il sindaco Gabriele Albertini ha fatto il suo ingresso solo al termine della cerimonia. Fatico per cercare un episodio di equivalente gravità nell'ambito di un'istituzione. E non lo trovo. Nessuno, che mi risulti, ha abbandonato l'aula del parlamento al momento della commemorazione di Marco Biagi, perché ucciso dalle Brigate Rosse. Se la suddetta manciata di coglioni ha le prove che Valpreda è colpevole, può consegnarle ad un magistrato. Altrimenti, fino a diversa sentenza
avremo almeno due certezze: che piazza Fontana è una strage fascista. E che chi lo nega senza riscontri è un incommensurabile, raccapricciante, intollerabile idiota."

(Naturalmente, essendo stato scritto nel 2002 l'articolo non tiene conto della successiva sentenza di assoluzione per Zorzi, Maggi e
Rognoni, emessa il 3 maggio 2005).

*

Già nel 1972, con notevole anticipo sui famosi "tempi processuali", il cantastorie siciliano Franco Trincale, che da decenni vive e opera a
Milano, scrive una canzone dedicata all'innocenza di Valpreda, intitolata appunto "Valpreda è innocente" (inserita poi nell'album "Canzoni nostre").
La verità del dodici dicembre
l’han scritta sopra i muri i proletari
gli anarchici non c’entrano per niente
Valpreda sta in carcere innocente.

Lo stato dei borghesi sfruttatori
dei poliziotti e dei ricattatori
che Pinelli hanno assassinato
ora dovrà essere processato.

La strage è stata fatta dallo stato
per colpire il proletariato
ma non ci stancheremo di lottare
finché questo sistema salterà.

Uniamoci compagni e con la forza
immensa della gente proletaria
buttiamo il sistema a gambe all’aria
facciamo una nuova società.

Le armi e le divise del sistema
roba da museo un dì sarà
amore fratellanza libertà
questa sarà la nuova umanità.

Contributed by Riccardo Venturi - 2004/11/14 - 01:35


Sopra il sangue secco

Sopra il sangue secco
di queste vene
saran cessate
ormai le mie pene.
Dall'oblio e dalla polvere
dove mi trovo
di queste parole
fatene tesoro.

Mi voglio rivolgere
in questa triste circostanza,
a coloro che reggono
la dea con la bilancia.

Sbagliate nel caso mio
a giudicarmi assassino
non sarò certo l'ultimo
e nemmeno il primo.

Nella vostra professione
permettersi di errare
vuol dire una vita
per sempre rovinare.

Basta, pare
un pazzo o un'illusione
per trarre errata
la conclusione.

Prima di emettere
e giudicare
vi prego, ogni nulla
di voler vagliare.

Fate che l'accusa
sia limpida e schiacciante
che non solo un fatto
sia determinante.

Perché molte volte
l'unica verità
può essere nascosta
da mille falsità.

Se nella mente
vi sorge un solo sospetto d'innocenza,
fate che sia lui
a emetter la sentenza.

Lo scrisse anni or sono
Cesare Beccaria,
«meglio cento colpevoli liberi
purché un innocente in galera non stia»
So che soltanto
mi crederete
quando sgorgar dalle vene
il mio sangue vedrete.

Il denaro e la morte
son le poche verità
in cui ancora crede
questa società.

Pietro Valpreda

("poesie dal carcere", Milano 1972)

adriana - 2005/10/5 - 17:01


Sur le sang sec

Sur le sang sec
de ces veines
auront déjà cessé
mes peines.
De l’oubli, de la poussière
où je me trouve
mettez donc à profit
ce que je vous dis.

Je veux m’adresser
dans de tristes circonstances
à ceux qui président
à la déesse à la balance.

Vous avez trop mal fait
de me juger un assassin,
je ne serai pas le dernier
et pas même le premier.

Dans votre profession
se permettre de mal juger
signifie ruiner
une vie à jamais.

Il semble qu’il suffit
un fou ou une illusion
pour mal tirer
une conclusion.

Avant du verdict,
de votre sentence
je vous prie d’analyser
tout avec patience.

Tachez que l’accusation
soit claire et évidente
et qu’un seul fait
ne soit pas déterminant.

Car, très, très souvent
la seule vérité
peut être occultée
par mille mensonges.

Si dans votre esprit
vous soupçonnez mon innocence
tachez que ce soit ça
qui prononce le jugement.


Ça fait pas mal de temps
que César Beccaria a écrit:
“Plutôt cent coupables en liberté
qu’un seul innocent en prison.”

Je sais que vous
ne me croirez qu’au moment
où vous verrez mon sang
couler de mes veines.

L’argent et la mort sont
parmi les rares vérités
en qui encore croit
cette société.

Pietro Valpreda

("Poèmes de la prison", Milan 1972)

Riccardo Venturi - 2005/10/5 - 19:29



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