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...e non andar più via

Lucio Dalla
Language: Italian

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Lucio Dalla, ...e non andar più via


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Come è profondo il mare
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[1977]
Testo e musica: Lucio Dalla
Lyrics and music: Lucio Dalla
Album: Come è profondo il mare

profmar
Nel 1977 Lucio Dalla, dopo avere “divorziato” da Roberto Roversi (ma un divorzio che ha presupposto un matrimonio tra i più felici), scrive il suo primo album in proprio, “Com'è profondo il mare”. Dalla è, insomma, autore sia delle musiche che dei testi, e c'è attesa; un'attesa che si scioglie alla prima canzone dell'album, dal titolo omonimo. Uno dei capolavori assoluti del bolognese irsuto, che mostra come riesca ad essere anche un autore di testi di prim'ordine. Prim'ordine che, purtroppo, con l'andare del tempo sfumerà in rivoli di disimpegno se non addirittura di insipienza, ma che in quell'anno di grazia e disgrazia 1977 ne fa un idolo. 1977. Bologna. Questa canzone, a modo suo, ne parla. E' figlia di quel tempo. Un altro piccolo capolavoro, non più molto noto; ma “le emozioni che provoca sono uniche. Ogni immagine descritta è un riferimento concreto a mille discussioni e a mille riflessioni.” (Un anonimo, dal blog Equilibrio Dinamico).

E, mi sia permesso dirlo, una canzone che, se non è “contro la guerra”, lo è certamente di pace. Ma di quella pace sana, che allora si voleva non avesse nulla a che fare con la “pace terrificante” degli anni che sarebbero seguiti. La riproponiamo sia per chi ancora la conosce, sia per chi crede che Lucio Dalla sia quello delle lagne nazionalpopolari alla “Caruso” e degli "Attenti al lupo". Signor Alieno, ci renda Lucio Dalla! [RV]
Ho lasciato i pantaloni in un cortile
ho perso anche una mano in un vicolo,
era un pomeriggio di aprile
gli occhi me li ha portati via una donna grassa a forza di guardarla
le labbra le ho lasciate tutte e due su un'altra bocca
o su una fontana, che a essere prudenti non si tocca
ma mi brucia come un vecchio fulminante...
O muori tu, o muoio io
da oggi Roma avrà un altro Dio
io me ne vado via,
io me ne vado via...

Dove chiudendo gli occhi senti i cani abbaiare
dove se apri le orecchie non le chiudi dalla rabbia e lo spavento
ma ragioni giusto seguendo il volo degli uccelli e il loro ritmo lento
dove puoi trovare un Dio nelle mani di un uomo che lavora
e puoi rinunciare a una gioia per una sottile tenerezza
dove puoi nascere e morire con l'odore della neve
dove paga il giusto chi mangia, chi beve e fa l'amore
dove, per Dio! la giornata è ancora fatta di ventiquattr'ore
e puoi uccidere il tuo passato col Dio che ti ha creato
guardando con durezza il loro viso
con la forza di un pugno chiuso e di un sorriso
e correre insieme agli altri ad incontrare il tuo futuro
che oggi è proprio tuo
e non andar più via

e non andar più via
e non andar...

Contributed by Riccardo Venturi - 2009/7/20 - 15:44




Language: French

Version française – Marco Valdo M.I. – 2009

1977. Bologne. Cette chanson, à sa manière, en parle. Elle est fille de ce temps... « les émotions qu'elle suscite sont uniques. Chaque image décrite est une référence concrète à mille discussions et à mille réflexions »...
...ET NE PLUS PARTIR

J'ai laissé mes pantalons dans une cour
J'ai aussi perdu une main dans une impasse
C'était par un après-midi d'avril
À force de la regarder, mes yeux ont été emportés par une grosse dame
Mes lèvres, je les ai laissées toutes les deux sur une autre bouche
Ou une fontaine, à laquelle on ne touche pas quand on est prudent.
Mais ça me brûle comme un vieux pétard...
Ou tu meurs, ou je meurs
À compter d'aujourd'hui, Rome aura un autre Dieu
Moi, je m'en vais
Moi, je m'en vas...

Où fermant les yeux, on entend les chiens aboyer,
Où quand on ouvre les oreilles ni la rage ni l'épouvante ne les ferment
Mais on pense juste en suivant le vol des oiseaux et leur rythme lent.
Où on peut trouver un Dieu dans les mains d'un homme qui travaille,
Où on peut renoncer à une joie pour une tendresse subtile
Où on peut naître et mourir avec l'odeur de la neige
Où on paye le prix juste pour manger, boire et faire l'amour.
Où, tudieu, la journée est encore faite de vingt-quatre heures
Et tu peux tuer ton passé avec le dieu qui l'a créé
En regardant avec dureté son visage.
Avec la force du poing fermé et d'un sourire
Et courir vers les autres pour rencontrer ton futur.
Qui aujourd'hui est juste le tien
Et ne plus partir
Et ne plus partir
Et ne plus...

Contributed by Marco Valdo M.I. - 2009/7/21 - 17:28




Language: English

Versione inglese di eleonora
...AND DO NOT GO AWAY ANYMORE

I left my pants in a courtyard
I also lost a hand in an alley,
was an afternoon of April
my eyes I took them away to a fat woman force to look at
lips I let them both out of another mouth
or a fountain, to be cautious that you do not touch
but it burns me like an old withering ...
Or you die, or I die
Rome today will have another God
I'm going away,
I'm going away ...

Where closing your eyes you hear the dogs barking
where if you open your ears do not close by anger and fear
but right reasons following the flight of birds and their slow pace
where you can find God in the hands of a man who works
and you can give up a feast for a subtle tenderness
where you can live and die with the smell of snow
where you pay the right people who eat, those who drink and make love
where, by God! the day is still made ​​up of twenty-four hours
and you can kill your past with the God who created you
looking pummel their face
with the force of a clenched fist and a smile
and run together with others to meet your future
that today is your
and do not go away anymore

and do not go away anymore
and not go ...

Contributed by eleonora - 2014/10/13 - 20:15



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