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La partenza del Crociato (Il prode Anselmo)

Giovanni Visconti Venosta
Language: Italian



Passa un giorno, passa l'altro
Mai non torna il prode Anselmo,
Perché egli era molto scaltro
Andò in guerra e mise l'elmo...

Mise l'elmo sulla testa
Per non farsi troppo mal
E partì la lancia in resta
A cavallo d'un caval.

La sua bella che abbracciollo
Gli dié un bacio e disse: Va'!
E poneagli ad armacollo
La fiaschetta del mistrà.

[E sua madre che abbracciollo
gli diè un bacio e disse: Va!
Ma non fare tanto il pollo
con i soldi di papà] (1)

Poi, donatogli un anello
Sacro pegno di sua fe',
Gli metteva nel fardello
Fin le pezze per i piè.

Fu alle nove di mattina
Che l'Anselmo uscì bel, bel,
Per andare in Palestina
A conquidere l'Avel.

Né per vie ferrate andava
Come in oggi col vapor,
A quei tempi si ferrava
Non la via, ma il viaggiator.

La cravatta in fèr battuto
E in ottone avea il gilé,
Ei viaggiava, è ver, seduto
Ma il cavallo andava a piè.

Da quel dì non fe' che andare,
Andar sempre, andare, andar...
Quando a piè d'un casolare
Vide un lago, ed era il mar!

Sospettollo... e impensierito
Saviamente si fermò
Poi chinossi, e con un dito
A buon conto l'assaggiò.

Come fu sul bastimento,
Ben gli venne il mal di mar;
Ma l'Anselmo in un momento
Mise fuori il desinar.

[La città di Costantino
nello scorgerlo tremò
brandir volle il bicchierino
ma il Corano lo vietò.

Il Sultano in tal frangente
Mandò il palo ad aguzzar,
Ma l'Anselmo previdente
Fin le brache avea d'acciar.] (2)

Pipe, sciabole, tappeti,
Mezze lune, jatagan,
Odalische, minareti,
Già imballati avea il Sultan.

Quando presso ai Salamini
Sete ria incominciò,
E l'Anselmo coi più fini
Prese l'elmo, e a bere andò.

Ma nell'elmo, il crederete?
C'era in fondo un forellin
E in tre dì morì di sete
Senza accorgersi il tapin.

[Non aveva, il disgraziato
Letto il buon dottor Amal?
Non sapea che all’uom sudato
L’acqua gelida è fatal?] (3)

[Di benzina sulla fiasca
mette il labbro e fa ‘glu glu…’
Tosto al suol estinto casca,
Ed il prode Anselmo fu!] (4)

Passa un giorno, passa l'altro,
Mai non torna il guerrier
Perch'egli era molto scaltro
Andò in guerra col cimier.

Col cimiero sulla testa,
Ma sul fondo non guardò
E così gli avvenne questa
Che mai più non ritornò!
Note:

(1) Quartina risalente ad una versione parodistica il cui autore pare essere il poeta futurista romano Orazio Vecchi, alias Luciano Folgore (1888-1960)

(2) L’undicesima quartina, nella versione “castigata” (1911) e nella versione originale.

(3) Versione alternativa della morte di Anselmo, come sul n.38 de “Il Corriere dei Piccoli” del 1939

(4) Versione alternativa della morte di Anselmo, come sul n.4 de “Il Corriere dei Piccoli” del 1940.


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