Giuliano Illiani (Donatello)

Chansons contre la Guerre de Giuliano Illiani (Donatello)

Giuliano Illiani, in arte Donatello (Tortona, 11 settembre 1947), è un cantante italiano.

Giuliano Illiani, in arte Donatello, è un cantante, autore e strumentista nato a Tortona (AL).

I suoi inizi come musicista risalgono ai primi anni '60, quando ancora ragazzino, fonda come tastierista e cantante il complesso The Wanted (formazione: Giuliano Illiani voce e organo/pianola, Alfio Fumi chitarra solista, Luigi Betassa chitarra ritmica, Rino Carrozza detto "il Pà" batteria) con il quale gruppo batte le piazze del Tortonese, dell'Astigiano e del Vigevanese con un repertorio che va sempre più attestandosi verso tendenze beat, e sui modelli proposti da gruppi inglesi quali Beatles e Kinks, nonché di lingua italiana quali Equipe '84 e Rokes. Nel contempo si dedica anche allo studio della chitarra.

Nel 1968 partecipa ad una selezione per la formazione del complesso di Gianni Morandi (scherzosamente chiamati dallo stesso "I Berzega", termine acquisito da Morandi durante la Naja a Pavia). Vi si attesta in qualità di chitarrista (al basso Piero Leidi, alle tastiere Enrico Riccardi, alla batteria Osvaldo Colombino). Con Morandi rimane fino alla fine del '69, partecipando anche ad una tournée in America. In quella occasione incontrerà Armida Stivala, una ragazza italo-americana che sposerà nel '71 a Firenze.

Nel 1969 firma un contratto discografico con la Ricordi, che pubblica i suoi primi 45 giri. Fra questi, la sua prima incisione gli procura la prima apparizione televisiva al festival di San Remo del '70 dove propone in coppia con i Dik Dik una sua composizione "Io mi fermo qui" per il testo di Luigi Albertelli. Il pezzo è firmato da Enrico Riccardi per la parte musicale in quanto Giuliano Illiani (che in questa occasione assume per la prima volta il nome d'arte di Donatello) non è ancora iscritto alla SIAE.

Sempre nello stesso anno vince la Gondola d'Argento alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia con quello che potrebbe essere considerato (in lizza con "Io mi fermo qui") il suo 45 giri di maggior successo, Malattia d'amore, prodotto e arrangiato da Maurizio Vandelli, che arriva al primo posto della hit-parade. Nel periodo della produzione di Vandelli partecipa come chitarrista all'incisione dell'album ID dell'Equipe 84, nonché a parecchie incisioni dei Dik Dik (anche loro prodotti dal Vandelli). Donatello forma il suo gruppo per i concerti con Piero Leidi al basso, Tino Nicorelli all'hammond ed il batterista Tanino Castellani (ex componente de' The Beathovens). Un secondo chitarrista, Claudio Dentes si aggiungerà in seguito dopo il 1973. Il Dentes conseguirà negli anni successivi un'ottima carriera anche come produttore con Elio e le Storie Tese fra le sue produzioni più riconosciute.

Quindi Donatello dal 1970 al 1973 partecipa a tutte le edizioni del Festival di Sanremo: nel 1970 con Io mi fermo qui, nel 1971 con Com'è dolce la sera, nel 1972 con Ti voglio e nel 1973 con Tu giovane amore mio .

Inoltre nel 1973 consegue un'esperienza cinematografica come attore in Diario di un italiano di Sergio Capogna (tratto da un racconto di Vasco Pratolini), interpretato da Alida Valli e da una giovanissima Mara Venier; per questo film scrive anche la colonna sonora.

Nel 1974, dopo una collaborazione con il gruppo Alberomotore, per i quali suona nell'album Il grande gioco; partecipa ad Un disco per l'estate con la canzone Irenè, scritta da Ricky Gianco, Gian Pieretti e Claudio Dentes. Dopo questa ultima incisione per la Ricordi approda quindi alla casa discografica Intingo, gestita da Ricky Gianco; in questa occasione si dedica ad un nuovo genere, coltivato ascoltando ed avvicinandosi alla west-coast americana con l'album Il tempo degli dei composto con musiche di sua composizione e testi di Gianfranco Manfredi. Per Manfredi Illiani scrive anche alcune musiche (nei dischi Ma non è una malattia e Zombie di tutto il mondo, unitevi) e collabora agli arrangiamenti.

Nel 1978 passa alla Moon, la casa discografica di Maurizio Vandelli, con la quale etichetta incide un album acustico dal titolo "A mio nonno ambulante" che recupera brani e composizioni in linea con la tradizione popolare, assimilati nel corso della sua collaborazione con il gruppo folk Canzoniere Popolare Tortonese, durante l'incisione e la produzione di due cassette,Cantà par no murì (1977) e E ben ch'u vena mag (1978), in cui oltre a prestare la voce suona chitarra, fisarmonica, mandolino e flauto dolce.

Torna poi a collaborare con Ricky Gianco, anche in una tournée teatrale in duo.

Nel decennio successivo opera alla Baby Records come sound/music maker, collaborando anche con Le Orme in occasione della loro ultima partecipazione Sanremese.

Negli anni '90 ha ripreso i concerti come Donatello reinterpretando i suoi successi insieme al nuovo repertorio, partecipando anche a numerosi programmi televisivi di revival.

Nel 2013 incide, insieme a Gian Pieretti e a Paki Canzi (il fondatore e cantante dei Nuovi Angeli) con la denominazione SOS la canzone Gaia, scritta dal cantautore Enzo Maolucci per il testo e da Marco Bonino per la musica. I tre avevano già collaborato in precedenza, realizzando nel 2009 lo spettacolo Beat Generation (con gli attori Duilio Martina, Renato Converso e Jessica Resteghini) in cui proponevano i successi del periodo beat alternati a letture di brani di Allen Ginsberg e Jack Kerouac.

Donatello ha anche inciso l'inno della squadra di calcio della sua città, il Derthona.