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Carne da cannone

Chanson italienne – Carne da cannone – Casa Del Vento – 2001

Ainsi s'appelaient les soldats envoyés à mourir dans les tranchées lors de la Première Guerre Mondiale. Une chanson antimilitariste, sur les gars, fils de pauvres gens, un non grand et ferme contre la guerre.
CHAIR À CANON
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 23/7/2015 - 23:13

G. K. Chesterton: A Ballade of an Anti Puritan

[1915]
Versi di Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), meglio noto come G. K. Chesterton, scrittore, poeta ed intelettuale inglese. Nella sua raccolta del 1915 intitolata semplicemente “Poems”
Musica per pianoforte e voce baritono di Gary Bachlund, prolifico compositore tedesco-americano.

In questa divertente poesia G. K. Chesterton racconta di quanto si annoiò una volta che fu invitato nel salotto di Mary Augusta Ward, in arte Mrs Humphry Ward (1851-1920), scrittrice di matrice vittoriana e puritana che fu anche la fondatrice della - incrèdibol bat trù! - Women's National anti-suffrage League, proprio così, un movimento femminile che si opponeva al riconoscimento del diritto di voto alle donne (!)

Per G. K. Chesterton, intellettuale di grande spessore (e infatti era alto quasi due metri e pesava 130 kg!), la vita e la verità e la bellezza sono altrove, anche solo in un semplice pub.

E’... (continua)
They spoke of Progress spiring round,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/7/2015 - 14:20
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I Hear an Army Charging Upon the Land

[1907]
Versi di James Joyce, nella raccolta intitolata “Chamber Music”
Come suggerisce il titolo, tutte le 36 poesie contenute nella raccolta hanno un’innata musicalità, e infatti sono state messe in musica da innumerevoli compositori, da Luciano Berio a Syd Barrett a Jim O'Rourke ai Mercury Rev.

Lo stesso Joyce era un ottimo musicista e non è escluso che questa e altre poesie le avesse concepite musicalmente lui stesso.
I hear an army charging upon the land,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/7/2015 - 13:39

Whatever You Say, Say Nothing

I.
(continua)
inviata da Juha Rämö 23/7/2015 - 13:17
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Nella Francia

2015
Carroarmato Vol. Unougualeazero
Egregi nuclearisti in doppio petto
(continua)
inviata da dq82 23/7/2015 - 10:56
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C'era una volta

2013
S/t
tutti in fila guardali sono davvero in tanti
(continua)
inviata da dq82 23/7/2015 - 10:47
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Ancora tra le montagne

tumulto​/​la prospettiva split 2013
Portafogli gonfi di morte
(continua)
inviata da dq82 23/7/2015 - 10:44
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Ghost Dance

Pubblicata anche nell'album Seeds in the wind (2011) insieme a La casa del vento i cui proventi sono stati donati ad Emergency
dq82 23/7/2015 - 10:21
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Carne da cannone

Pubblicata anche nell'album Seeds in the wind (2011) insieme a Patti Smith i cui proventi sono stati donati ad Emergency

dq82 23/7/2015 - 10:13
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Brescia, 28 maggio


Piazza della Loggia, condannati all'ergastolo Maggi e Tramonte 41 anni dopo la strage
Accolte le richieste dell'accusa che aveva chiesto il massimo della pena per l'ex ispettore veneto di Ordine Nuovo e per il collaboratore dei servizi segreti. La bomba provocò otto morti e 102 feriti

E' arrivata poco dopo le 21, dopo otto ore di camera di consiglio, la sentenza del processo d'appello bis sulla strage di piazza della Loggia a Brescia al termine del quale la Seconda Corte d'assise d'appello di Milano ha condannato all'ergastolo l'ex ispettore veneto di Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi e l'ex fonte 'Tritone' dei servizi segreti Maurizio Tramonte. Prima che i giudici togati e popolari si riunissero in camera di consiglio, avevano preso la parola per le repliche il pg Maria Grazia Omboni, che ha chiesto l'ergastolo per entrambi, alcuni legali di parte civile e i difensori.
Strage di Piazza... (continua)
dq82 23/7/2015 - 09:53
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Winterspruch

TALVEN VALTA
(continua)
inviata da Juha Rämö 23/7/2015 - 08:49

War

SOTA
(continua)
inviata da Juha Rämö 23/7/2015 - 08:47
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Coltan

Chanson italienne – Coltan – Andrea Sigona – 2015



Lucien l'âne mon ami, avant d'aborder la chanson elle-même, je te ferai remarquer que c'est la première fois que nous entrons dans le labyrinthe des CCG par le portail en français… Comme tu sais, antérieurement, il nous fallait passer par l'italien… Certes, cela ne nous gênait nullement, mais ce devait être un fameux obstacle pour bien des locuteurs de langue française…

Il me semble à moi aussi… C'est donc un jour à marquer d'une pierre blanche...

Et pas noire, en tous cas, comme tu vas le voir avec la chanson sur le coltan. Une étrange chanson pour laquelle il te faudra, Lucien l'âne mon ami, ouvrir grand ta machine à penser, ton cerveau. Car il y a derrière elle des implications qui ne se distinguent pas à première vue. En bref, il s'agit de répondre à deux questions : qu'est-ce que le coltan et que vient-il faire ici dans les chansons... (continua)
COLTAN
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 22/7/2015 - 22:26
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Lume, lume

anonimo
Speriamo che Kayah non Vi citerà in giuduzio per questo videoclip :)

krzyś 22/7/2015 - 20:03
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Southern Man

con qualche piccolo intervento dalla parte del contribuente.
CZŁOWIEK POŁUDNIA
(continua)
inviata da Krzysiek 22/7/2015 - 18:58

Et si personne ne me réponde

Sous l'influence de Georges Moustaki.
Et je chercherais mon bonheur de toute façon
(continua)
inviata da Carles Viadel 22/7/2015 - 16:21
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Τι άλλο φοβάσαι;

Volevo segnalarti questa canzone che mi sembra in tema.
O δρόμος
Στίχοι: Κωστούλα Μητροπούλου
Μουσική: Μάνος Λοΐζος
1. Σούλα Μπιρμπίλη
2. Μάνος Λοΐζος
3. Χαρούλα Αλεξίου & Δήμητρα Γαλάνη

Ο δρόμος είχε τη δική του ιστορία
κάποιος την έγραψε στον τοίχο με μπογιά
ήταν μια λέξη μοναχά ελευθερία
κι ύστερα είπαν πως την έγραψαν παιδιά

Κι ύστερα πέρασε ο καιρός κι η ιστορία
πέρασε εύκολα απ’ τη μνήμη στην καρδιά
ο τοίχος έγραφε μοναδική ευκαιρία
εντός πωλούνται πάσης φύσεως υλικά

Τις Κυριακές από νωρίς στα καφενεία
κι ύστερα γήπεδο στοιχήματα καυγάς
ο δρόμος είχε τη δική του ιστορία
είπανε όμως πως την έγραψαν παιδιά
Luciano Cassia 22/7/2015 - 15:37
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Southern Man

Nel 1973 “Southern Man” fu riproposta dal cantante Sylvester James, Jr., in arte Sylvester, già, proprio colui che di lì a qualche anno avrebbe riempito le piste delle discoteche di tutto il mondo con il brano “You Make Me Feel (Mighty Real)”. E c’era un motivo preciso.
Anche Sylvester, fin dall’infanzia, fu vittima di discriminazione e pregiudizi.
Il padre abbandonò la famiglia che Sylvester era ancora piccolo (negli anni seguenti lui lo definì come “a lowlife”, una “bassa forma di vita”), la madre divenne fervente seguace di una setta pentecostale, costringendo i figli a partecipare alle funzioni religiose nel corso delle quali Sylvester era solito cantare gospel. Aveva 8 anni Sylvester quando fece sesso con un adulto, l’organista della chiesa locale, il quale non ebbe remore a lacerargli l’ano durante il rapporto. Il necessario intervento medico svelò al mondo l’omosessualità del ragazzino,... (continua)
Bernart Bartleby 22/7/2015 - 14:45
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Monte Pasubio

#Montagnecontrolaguerra.
Una campagna di disinfezione dalla retorica patriottarda

su Alpinismo Molotov

...Per Alpinismo Molotov le montagne rappresentano un punto di vista privilegiato da cui osservare la superficie terrestre, calpestarne i sentieri e spostarsi lungo pendii e creste un’occasione per dotarsi di nuovi strumenti per affrontare le contraddizioni della quotidianità; odioso è che siano violate con trincee e linee di confine, ieri come oggi.

Nell’anno delle celebrazioni per il centenario dell’inizio di una guerra, noi vogliamo ricordare gli ignari mandati al macello, i disertori e i fucilati per insubordinazione, il dolore, la disperazione e la fame di chi patì la guerra nelle trincee, ma anche lontano da queste, nelle case dalle dispense svuotate dall’economia di guerra. Indifferentemente dalla parte del confine in cui albergarono queste sofferenze.
22/7/2015 - 12:26
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007 (Shanty Town)

[1967]
Parole e musica di Desmond Dekker
Singolo di Desmond Dekker and the Aces che dà il titolo al successivo LP
Inclusa nella colonna sonora del film musicale The Harder They Come

Uno dei più famosi brani rocksteady di sempre fu scritto da Desmond Dekker in occasione di un “riot” scoppiato in una baraccopoli di West Kingston, Giamaica, una zona vicino al mare chiamata Four Shore Road, quando un bel giorno il governo si presentò coi bulldozer per spianare tutto quanto. Ma i “rudeboys” – originariamente, negli anni post indipendenza, giovani neri ribelli provenienti dalle “shanty towns” e dagli “slums”, in seguito piccoli criminali – si opposero sfidando la repressione poliziesca.

Il titolo “007” e il riferimento al film “Ocean 11” testimoniano l’amore che i rudeboys di allora avevano per i film della serie di James Bond ma anche per quelli d’azione e di gangsters americani. (fonte:... (continua)
0-0-7
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/7/2015 - 12:08
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Wiegenlied

KEHTOLAULU
(continua)
inviata da Juha Rämö 22/7/2015 - 08:57
Le CCG presentano le "Chansons contre la Guerre"

Le Canzoni contro la guerra (spesso abbreviate in CCG) - che sono nate in italiano nella notte del 20 marzo 2003 mentre l'aviazione statunitense lanciava i bombardamenti sull'Iraq - avevano già da tempo il progetto di creare un portale in lingua francese, che logicamente si sarebbe chiamato, approfittando anche della stessa sigla, Chansons contre la Guerre.

Ed eccolo infine aperto, questo famoso portale su quello che è senza dubbio il più grande labirinto di canzoni del mondo.
Lorenzo Masetti 21/7/2015 - 23:20

Les CCG présentent les Chansons contre la Guerre.

Antiwar Songs Blog
Les Canzoni contro la Guerra (souvent abrégées C.C.G. pou CCG), qui sont nées en italien dans la nuit du 20 mars 2003, au moment-même où l’aviation étazunienne bombardait l’Irak, avaient depuis longtemps le projet de créer un portail en langue française, qui logiquement s’appellerait : Chansons contre la Guerre (profitant ainsi des mêmes abréviations). Le voici […]
Antiwar Songs Staff 2015-07-21 21:09:00
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Estadio Chile

Versione di Isabel Parra, costituita da un frammento di “Estadio Chile”, presente nell’album intitolato “Isabel Parra de Chile” del 1976.
Testo trovato su Cancioneros.com
AY, CANTO, QUÉ MAL ME SALES
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/7/2015 - 15:06
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Tu voluntad más fuerte que el destierro

[1982]
Parole e musica di Isabel Parra
Brano che dà il titolo al suo disco del 1983

Non so se questa bellissima canzone sia dedicata a Violeta Parra, o a Víctor Jara
En estos días oscuros de nostalgia
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/7/2015 - 14:56

The Woman Cried

Versi di Bobby Sands, scritti in carcere e contenuti nella raccolta “Writings from Prison”
Musica dei Dublin City Ramblers, folk band irlandese fondata nel 1970
Un singolo del 1981 che si accompagna a The Ballad Of Bobby Sands e “Farewell Gallant Comrades”

Canzone dedicata alla fallita rivolta irlandese del 1798, quella capeggiata da Wolfe Tone.
The humble home in dead of night,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/7/2015 - 14:29
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The Ballad Of Bobby Sands

anonimo
Come si evince da un paio di commenti su YouTube e dai crediti su Discogs, l'autore della canzone dovrebbe essere tal Kevin Molloy, che la scrisse dopo aver partecipato ai funerali del militante repubblicano.
Bernart Bartleby 21/7/2015 - 14:19
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Heaven Help the Working Girl

[1967]
Parole e musica di Harlan Perry Howard (1927-2002), autore di celebri brani di musica country.
Singolo che diede il titolo all’album di Norma Jean del 1968.
“Good morning, sir, what'll you have?” That's how I start my day
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/7/2015 - 11:03
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Plus rien ne m'étonne

Album: Coup de gueule (2004)
Ils ont partagé le monde, plus rien ne m'étonne
(continua)
inviata da CCG Staff via Anita Tijoux 20/7/2015 - 21:11
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War Orphans

No, la canzone non è mai stata incisa dal suo autore in alcun disco, era un inedito, poi nel maggio 74, Paul Motian nel suo secondo LP per la ECM ne ha incisa una nuova versione (sempre con Haden in formazione)(nel medesimo disco è presente pure un'altra appassionata proposta di Song For Chè).
E' quasi impossibile pensare al mondo della musica senza più Ornette Coleman. Ho sempre avuto somma ammirazione per questo musicista che ha spaccato la critica in due già dal suo apparire sulla scena del bebop sul finire degli anni 50: al Five Spot Club di New York quando iniziava a suonare lui la maggior parte se ne andavano, altri però lo considerarono profetico...una sera lo aggredirono, gli ruppero il sassofono di plastica bianca e gli spaccarono i denti...(tra l'altro ricordo che nel 2006 anche qui in Italia, all'aeroporto della Malpensa di Milano, qualcuno pensò bene di rubargli il suo contralto... (continua)
Flavio Poltronieri 20/7/2015 - 19:08

Hammer Man

anonimo
[XIX° secolo]
Canto ritmico degli operai afroamericani (e non) addetti alla posa dei binari ferroviari.
La fonte principale è la raccolta di canzoni e ballate realizzata tra il 1907 ed il 1930 dal reverendo metodista Gilbert Reynolds Combs nella contea di Madison, Kentucky. Ripresa da Carl Sandburg in una fondamentale raccolta da lui curata e intitolata The American Songbag, pubblicata nel 1927.
Al proposito si vedano anche John Henry e Jackhammer John
Drivin' steel, drivin' steel,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/7/2015 - 16:56

Jackhammer John

[1944]
Parole e musica di Woody Guthrie
Nelle raccolte “Woody Guthrie Sings Folk Songs”, con Leadbelly, Sonny Terry e Cisco Houston (Smithsonian Folkways Records, 1989) e “The Asch Recordings” (Smithsonian Folkways Records, 1997-99).




Oggi è stato per lo più sostituito dal braccio di una pala meccanica, ma quello del “martellista”, l’operaio addetto al martello pneumatico (sulle strade, sulle ferrovie, nelle miniere…), è stato fino a non molto tempo fa uno dei lavori più duri ed alienanti da che l’uomo ha inventato degli attrezzi meccanici per frantumare e perforare…

Le malattie professionali legate all’uso intensivo del martello pneumatico vanno da importanti disturbi uditivi a gravi sindromi articolari e vascolari.
Il testo della canzone restituisce in tutto e per tutto il suono e la vibrazione ripetitiva dell’attrezzo, ormai trasferitisi in permanenza nel corpo e nella vita del povero John…
Jackhammer John was a jackhammer man,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/7/2015 - 16:36
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Apesar de você

Wow. Non avevo nessuna idea di cosa dicesse questa canzone. Come ignorare un testo così bello?
Grazie!
giuliano 20/7/2015 - 15:17
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Wenn das Eisen mich mäht

KUN PÄÄTTYY ELONI
(continua)
inviata da Juha Rämö 20/7/2015 - 09:55
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Spilltur heimur

RAPPION MAAILMA
(continua)
inviata da Juha Rämö 20/7/2015 - 09:54

Je ne voudrais pas mourir (à Boris Vian)

Je ne voudrais pas mourir sans voir la paix dans le monde entier.
à Boris Vian
Je ne voudrais pas mourir
(continua)
inviata da Carles Viadel 19/7/2015 - 17:39
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Un fiore sul greto del Toce

[2015]

Il brano parla della tragica vicenda dei 42 martiri di Fondotoce (VB) I 42 partigiani vennero trucidati il 20 giugno del 1944 dai nazifascisti.

Il brano "Un fiore sul greto del Toce" composizione inedita con testo di Pier Gaido e musica di Andrea Lentullo, il 21 giugno 2015 ha vinto il primo premio del concorso NOTE DI MEMORIA organizzato dall' ANPI di Verbania, nella sezione dedicata ai 42 martiri.
Non esisteva fino ad oggi, nulla a livello compositivo e musicale che raccontasse della storia dell'eccidio.
Ora questa "lacuna " è stata colmata !
Nel lago il corteo s’è specchiato
(continua)
inviata da Piergiuseppe Gaido 19/7/2015 - 13:32
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Spilltur heimur

July 19, 2015

What's Iceland, as far as music is concerned? Björk, Sigur Rós, the Sugarcubes. Well, let's also mention Emilíana Torrini, with her rather un-Icelandic name. If we turn, say, to Bubbi Morthens, we're quite sure many will start asking some questions; just fancy now an Icelandic progressive band formed in 1966. In 1966, and not only in Italy, it was common belief that Iceland was a huge, out-of-the-way island somewhere in the Arctic ocean, mostly populated by polar bears, walruses and other mysterious beasts called sagas. On the contrary, Iceland (that would soon celebrate the 1100th anniversary of its settlement, occurred in the year 874) was also populated by young musicians and progressive rock bands: Óðmenn.

Óðmenn's story is told in detail by its founder and leader, Jóhannes Jóhannesson, in this long interview in English: though mostly unknown to the rest of the world,... (continua)
A DECAYING WORLD
(continua)
19/7/2015 - 11:27
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Dio è morto

JUMALA ON KUOLLUT
(continua)
inviata da Juha Rämö 19/7/2015 - 10:47
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Spilltur heimur

Nota linguistica. Il testo è presentato nella cosiddetta "Grafia Z", vale a dire quella che, fino al 4 settembre 1973, prescriveva nella lingua islandese l'uso (per motivi storici) della lettera "z". Essendo però del tutto omofona di "s", la "z" fu abolita per decreto (è per questo che in molti testi di questa canzone, la parola "samvizka" (coscienza) è scritta "samviska". In realtà, poco dopo il decreto fu ritirato avendo provocato quasi una sollevazione: moltissimi continuano ancora, in Islanda, a usare la "z".
Ríkarður V. Albertsson [Riccardo Venturi's Twin Brother from Iceland] 19/7/2015 - 02:15




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