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Prima del 2015-7-19

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Colony

Album: They Don't Teach This Shit in School (2000)

Una canzone che riassume la triste storia dell'Irlanda, e insieme un'accusa ai misfatti del colonialismo a livello mondiale.
I sing the song of the colony
(continua)
inviata da leoskini 19/7/2015 - 21:43

Je ne voudrais pas mourir (à Boris Vian)

Je ne voudrais pas mourir sans voir la paix dans le monde entier.
à Boris Vian
Je ne voudrais pas mourir
(continua)
inviata da Carles Viadel 19/7/2015 - 17:39
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Un fiore sul greto del Toce

[2015]

Il brano parla della tragica vicenda dei 42 martiri di Fondotoce (VB) I 42 partigiani vennero trucidati il 20 giugno del 1944 dai nazifascisti.

Il brano "Un fiore sul greto del Toce" composizione inedita con testo di Pier Gaido e musica di Andrea Lentullo, il 21 giugno 2015 ha vinto il primo premio del concorso NOTE DI MEMORIA organizzato dall' ANPI di Verbania, nella sezione dedicata ai 42 martiri.
Non esisteva fino ad oggi, nulla a livello compositivo e musicale che raccontasse della storia dell'eccidio.
Ora questa "lacuna " è stata colmata !
Nel lago il corteo s’è specchiato
(continua)
inviata da Piergiuseppe Gaido 19/7/2015 - 13:32
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Dio è morto

JUMALA ON KUOLLUT
(continua)
inviata da Juha Rämö 19/7/2015 - 10:47

La Moribonde

La Moribonde

Chanson de langue française – La Moribonde – Marco Valdo M.I. – 2015
Parodie de la chanson – Le Moribond – Jacques Brel – 1961



Je vois, Marco Valdo M.I. mon ami, à son titre que ta chanson raconte des choses terribles et que c'est une femme ou une personne féminine qui en est la protagoniste. Et, comme je connais assez bien le répertoire de Jacques Brel, j'imagine que cette moribonde parle de sa fin, de sa disparition et de son enterrement. Je pense bien en outre qu'elle entend régler ses comptes avant de s'en aller. Mais, dis-moi, qui est-elle, cette moribonde ?

D’abord, Lucien l'âne mon ami, tu as raison, c'est bien une parodie… Tu connais mon goût et celui de la chanson populaire pour les parodies… Donc, c'est une parodie d'une chanson du Grand Jacques, comme on l'appelle ici chez nous. Une parodie du moribond… Chez Brel, elle raconte l'histoire d'un homme qui se... (continua)
Adieu Athènes, je t’aimais bien.
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 18/7/2015 - 17:44

Mr Dizzy (the Funny Idol of a Generation of War)

The funny idol of a generation of war)
With a vest and with a little beret,
(continua)
inviata da Carles Viadel 18/7/2015 - 13:03

Mohammed

[2000]

Album :En attendant les caravanes
As-tu eu le choix de ta naissance et là on s'avance avancé
(continua)
inviata da adriana 18/7/2015 - 10:57

Vivre en ce pays

Vivre en ce pays
(continua)
inviata da adriana 18/7/2015 - 10:44
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Verdun

Paroles de A. Guiducci (1920)
Musique et interprétation de Jacques Culioli

On ne sait pas grand chose de A. Guiducci.
Il a écrit "Verdun" à Ajaccio en 1920.
Ce poème est chanté aujourd'hui par un chanteur corse Jacques Culioli

On peut trouver ici le texte, les accords de guitare, les vidéos de l'interprétation de Culioli qui est magnifique.
J'ai vu pendant trois ans tomber les feuilles mortes
(continua)
inviata da Jean Giovanazzi 17/7/2015 - 15:41

William Brown

[1961]
Canzone tradizionale arrangiata da Stan Kelly (1929-2014), songwriter e scienziato informatico nato a Liverpool ma di origine irlandese, sulla melodia di una “drinking song” tipo “Good Ship Venus / Friggin' in the Riggin'”

Storia del giovane operaio William Brown, addetto tutto il giorno a girare una ruota. Gli dissero che se non fosse andato più veloce lo avrebbero licenziato, così lui accelerò a tal punto da causare una super produzione e… lo licenziarono!
Morale della favola: più lavori e più rischi di perdere il posto…
Well, a nice young man was William Brown,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/7/2015 - 14:40

A Soldier's Life Is Sad

[1963]
Parole e musica di John Comley (?)
Ripresa da Stan Kelly (1929-2014), songwriter e scienziato informatico nato a Liverpool ma di origine irlandese, nel suo “Liverpool Lullabies, The Stan Kelly Songbook”
A soldier's life is sad
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/7/2015 - 14:19

The Old Mark II

[1961]
Parole di Stan Kelly (1929-2014), songwriter e scienziato informatico nato a Liverpool ma di origine irlandese.
Su di una melodia irlandese tradizionale
Testo trovato sul sito dell’autore
Nel disco collettivo “Revival In Britain Volume 1”, prodotto da Ewan MacColl e pubblicato dalla Folkways Records nel 1962, dove Stan Kelly è accompagnato da Peggy Seeger.

Non ho trovato riscontri precisi ma “Mark II” dovrebbe indicare un fucile da guerra britannico.
Nelle note al brano Stan Kelly riferisce che un suo conoscente, congedato da militare dopo una lunghissima ferma, gettò il suo “Mark II” dal finestrino del treno che lo riportava a casa: fu multato di tre sterline a settimana fino a concorrenza del costo dell’arma.
L’NCO nel postscriptum è l’acronimo per “non-commissioned officer”, ossia i sottoufficiali come caporali e sergenti.
Oh, there's sorrow in me heart, oh me old Mark Two
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/7/2015 - 13:20
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Kelly the Boy From Killanne

Parole di P. J. McCall, un antenato di [Stan Kelly, nome d’arte di Stanley Bootle (1929-2014), songwriter di Liverpool, nonché importante scienziato informatico
Su di una melodia irlandese tradizionale
Testo trovato sul sito di Stan Kelly
Interpretata da The Clancy Brothers con Tommy Makem nel loro disco “The Rising Of The Moon: Irish Songs Of Rebellion” del 1956

Stan Kelly sostiene che le parole di questa canzone furono scritte da un suo avo che fu testimone della sfortuna rivolta di Wolfe Tone contro gli inglesi nel 1798.
Stan Kelly incise lui stesso il brano, con un proprio arrangiamento, nel 1961.
What's the news? What's the news? O my bold Shelmalier,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/7/2015 - 11:03
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Lamento sertanejo (Forró do Dominguinhos)

[1975]
Scritta da Gilberto Gil e José Domingos de Morais, in arte Dominguinhos (1941-2013), compositore, cantante e fisarmonicista del Pernambuco.
Nell’album di Gilberto Gil intitolato “Refazenda”
Por ser de lá
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/7/2015 - 10:18
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Gli animali

[2014]
Parole e musica di Alessandro Mannarino
Nell’album intitolato “Al monte”
Il cane sottomette
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/7/2015 - 08:41
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That Lucky Old Sun

[1949]
Parole di Haven Gillespie (1888-1975), compositore e liricista considerato appartenente alla cerchia dei songwriters newyorchesi denominata “Tin Pan Alley”, dalla zona della città in cui quasi tutti loro vivevano, i più grandi creatori di musica popolare americana tra la fine dell’800 e la prima metà del 900.
Musica di Beasley Smith (1901-1968) compositore originario del Tennessee.

Una bellissima canzone - credo che il vecchio GPT l’avrebbe riascoltata molto volentieri, e chissà che non l’ascolti proprio ora - che è uno standard pop tra i più famosi, celeberrima nell’esecuzione del crooner Francesco Paolo LoVecchio, in arte Frankie Laine (1913-2007), ma interpretata da innumerevoli artisti di calibro internazionale, da ultimo Bob Dylan nel suo ultimo album di cover intitolato “Shadows in the Night”.
Una canzone che fu sicuramente ispirata da uno dei temi costanti di molti blues... (continua)
Up in the mornin', out on the job
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/7/2015 - 23:09
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Watercress-O

Sono passati quasi 90 anni da quel grande Sciopero dei minatori ai quali altre categorie di lavoratori inglesi offrirono il loro appoggio e in seguito al quale l'anno seguente il Parlamento approvò una legge che decretò l’assoluta illegalità degli scioperi di solidarietà.

Ho ascoltato negli anni 70 per la prima volta questa meravigliosa canzone sullo sciopero generale del 1926 nell'interpretazione del trio vocale The Young Tradition
Roger Watson era un loro amico e l'aveva composta in quel periodo basandosi sui lontani ricordi d'infanzia della nonna, figlia di un minatore.
At five o'clock on a Sunday neet,
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 16/7/2015 - 22:45
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Il disait l'étranger

Il disait, l'étranger
(continua)
inviata da Andrea 16/7/2015 - 21:34
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Pod krwawą banderą

Teraz o zbrodniach, o których niejeden zapomniał,
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 16/7/2015 - 20:29
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Il giorno di San Patrizio

Il fatto di accettare e postare tutti i commenti vi rende onore. Un atto democratico e divulgativo. Poi come dici tu , il vecchio Bobby me lo immagino proprio con l'AR10, molto incazzato e poco intellettuale ,lontano sicuramente da certi commenti .
Fabio 16/7/2015 - 18:59
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Jack of All Trades

Inutile dire che amo Springsteen e soprattutto l'intensità della sua musica. A volte gli appassionati sono meglio dei critici di professione come ho letto nei commenti precedenti. Secondo me il Boss è una contraddizione in termini, in quanto si dichiara il contrario di quello che pensa. Non solo in questo brano ma anche in The Ghost of Tom joad, perché viene fuori il suo individualismo e, per quanto si sforzi di compiacere i meno fortunati, che, però, comprano i dischi, non ce la fa ad esprimere il suo vero pensiero politico. Insomma non riesce ad essere demagogo e populista come un Bob Dylano o altri di quel genere. Questa è una canzone che dovrebbe far riflettere molti Italiani, che non sanno far altro che piangersi addosso.
Alfonso Venosi 16/7/2015 - 18:51
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Парус (Песня беспокойства)

nice compilation of Vladimir Semënovič Vysotskij (il monologo di Gamleto compreso)

https://www.youtube.com/watch?v=m7I0NzSSS_Y
Krzysiek Wrona 16/7/2015 - 18:44
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Solidarity Forever

[1914-15]
Parole di Ralph Chaplin
Sulle melodie di “John Brown's Body” e “The Battle Hymn of the Republic”
Interpreti: Pete Seeger & The Almanac Singers

Ralph Chaplin cominciò a scrivere questo brano nel 1914, durante uno sciopero di minatori del carbone in West Virginia, e lo completò l’anno seguente a Chicago.
“Solidarity Forever” è uno degli inni sindacali più famosi di sempre e all’epoca comparve, in tutti i paesi di lingua inglese, nelle pubblicazioni e sugli opuscoli distribuiti dai gruppi di attivisti contro la guerra e contro la coscrizione. Per esempio, si trova in apertura di un volantino - lo stesso da cui ho tratto il testo di Never Goes - pubblicato nel 1917 in Australia nell’ambito del vasto movimento politico e sindacale che si opponeva all’introduzione della coscrizione obbligatoria voluta dal primo ministro Bill Hughes. In quel caso gli autori riuscirono a infilare il “broadside” in tutte le guide del telefono stampate dal governo e recapitate a casa agli abbonati.
When the union's inspiration through the workers' blood shall run,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/7/2015 - 13:23

Never Goes

anonimo
[1917]
Testo di anonimo autore australiano, sulla melodia dell’inno religioso “What A Friend We Have In Jesus”
Testo trovato su Australian Folk Songs

Da un opuscolo pubblicato nel 1917 nell’ambito del vasto movimento politico e sindacale che si opponeva all’introduzione della coscrizione obbligatoria voluta dal primo ministro Bill Hughes, il cui governo promosse ben due plebisciti sull’argomento, risultando sconfitto in entrambi. La gente in Australia disse NO, ma questo non impedì il macello di oltre 60.000 soldati australiani e neozelandesi in quel conflitto.

Leggo nell’introduzione al link sopra riportato che il foglio contenente questa e altre conzoni contro la coscrizione militare fu inviato a domicilio a chissà quanti australiani, infilato in mezzo alla guida telefonica stampata dal Government Printing Office…
Are you tired of fat's aggression ?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/7/2015 - 12:04

God Save the People

[1916]
Canzone scritta – sulla melodia dell’inno ottocentesco “Commonwealth” composto da Josiah Booth - da attiviste del Labor Women's Anti-Conscription Committee del Victorian Socialist Party (VSP) australiano in occasione del referendum/plebiscito voluto dal governo retto dal laburista Billy Hughes, che voleva introdurre la coscrizione obbligatoria per sostenere la partecipazione dell’Australia alla Grande Guerra.

Testo trovato su Australian Folk Songs

Hughes perse la prima consultazione ma non si diede per vinto, lasciò il partito, ne fondò uno proprio, ritornò al potere, promosse un nuovo referendum alla fine del 1917, perseguitò pacifisti e attivisti anti-coscrizione (con l’arresto di molti dirigenti socialisti, dell’IWW e di direttori dei giornali favorevoli al NO), mise in campi di concentramento migliaia di cittadini di origine tedesca, perse di nuovo la consultazione popolare…... (continua)
When wilt thou save the people?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/7/2015 - 11:37

Women's No-Conscription Song

[1916]
Canzone composta da attiviste del Labor Women's Anti-Conscription Committee del Victorian Socialist Party (VSP) australiano in occasione del referendum/plebiscito voluto dal governo retto dal laburista Billy Hughes, che voleva introdurre la coscrizione obbligatoria per sostenere la partecipazione dell’Australia alla Grande Guerra.

Testo trovato su Australian Folk Songs

Hughes perse la prima consultazione ma non si diede per vinto, lasciò il partito, ne fondò uno proprio, ritornò al potere, promosse un nuovo referendum alla fine del 1917, perseguitò pacifisti e attivisti anti-coscrizione (con l’arresto di molti dirigenti socialisti, dell’IWW e di direttori dei giornali favorevoli al NO), mise in campi di concentramento migliaia di cittadini di origine tedesca, perse di nuovo la consultazione popolare…
E intanto oltre 60.000 ragazzi australiani morirono a Gallipoli e negli altri... (continua)
Every woman has got to have a say
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/7/2015 - 10:54
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Tommy Is Leaving for the War

Tommy is leaving for the war tells the story of a father saying goodbye to his son before he is deployed to Afghanistan. The song describes the anguish of a fathers struggle to remain strong while his heart is breaking inside.
Tommy is leaving for the war
(continua)
inviata da Tony Aylward 16/7/2015 - 04:05
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Elle n'est pas morte!

Canto e chitarra: Margot Galante Garrone
Traduzione: Salvo Lo Galbo
NON E' MORTA (E NON DORME)
(continua)
inviata da Parvus 15/7/2015 - 17:23
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Mahk Jchi

Sorry for the late reply.

"Our hearts are full and our minds are good. Our ancestors come and give us strength. Stand tall, sing, dance and never forget who you are or where you come from." - These are the full lyrics.

Bernart Bartleby - I'm sorry but I don't speak Italian. I can't tell if you were saying something to me or not. Apologies.
Shawna Shananaquet 15/7/2015 - 04:26
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Alabama Shakes: Don’t Wanna Fight

NIE CHCĘ SIĘ JUŻ WIĘCEJ KŁÓCIĆ
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 14/7/2015 - 21:15
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Rosso su verde

Traduzione di Allan Taylor dagli album Leaving At Dawn [2009] e In The Groove [2010]
RED ON GREEN
(continua)
inviata da dq82 14/7/2015 - 18:45

And Why Did Wardell Gray Die?

Wardell Gray 1921 - May 25 1955. He probably died because of a racial murder. He was the first Bebop tenor saxophonist and this is the same thing to say that he was the first tenor saxophonist of modern jazz. Sadly, his death helps him to become an underrated musician. Thank you very much.
And why did Wardell Gray die?
(continua)
inviata da Carles Viadel 14/7/2015 - 18:45

C'est la même chose

Je voulais écrire un tas de pléonasmes que je considérais vrais et au début cette chanson s'appelait pléonasmes mais j'ai changé le nom pour être plus compréhensible et moins pédant. Alors, maintenant cette chanson s'appelle C'est la même chose et les derniers vers sont en parenthèse parce que je ne les chante très souvent et sont très semblables aux vers qui parlent de l'obligation de la paix.
Un fredonnement d’illusion,
(continua)
inviata da Carles Viadel 14/7/2015 - 18:15

A Ballad for Sophie Scholl

UNE BALLADE POUR SOPHIE SCHOLL
(continua)
inviata da Carles Viadel 14/7/2015 - 17:41
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Oh Beja, Terrível Beja

[1977]
Album "Os Malteses"

Rievocazione del servizio militare di leva che l'autore ha prestato nella cittadina di Beja.
Oh Beja, terrível Beja
(continua)
inviata da Andrea 14/7/2015 - 14:40
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Θερμοπύλες

Purtroppo, φίλτατε, il tuo ragionamento non fa una grinza. Altro che "OXI". Il forte schiaccia il debole, e fine della partita. Mentre già all'orizzonte si profilano i nazisti di Alba Dorata dicendo "tocca a noi": forse, chissà, il fine ultimo era proprio quello. Vedo, e non mi piace certamente dirlo, scenari da perfetta guerra civile in Grecia: ecco la creazione di troike, banche mondiali, "unioni europee" e quant'altro. Vale a dire il fine ultimo eterno del capitalismo: la guerra. Si torna sempre lì.
Riccardo Venturi 14/7/2015 - 13:39




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