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Prima del 2015-1-26

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La bambina in rosso

Ciao a tutti,
Mi chiamo Alessandro Mazzi e sono l'autore di testo e musica de 'La Bambina in Rosso" , volevo ringraziare tutti coloro che hanno inserito commenti. Per chi volesse scrivermi in privato la mia mail è alessandromazzi72@gmail.com
Ciao!
Alessandro Mazzi 26/1/2015 - 20:19
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Libera nos Domine

IO SONO SHAIAMAA
CCG/AWS Staff 26/1/2015 - 18:46
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Con Farabundo y Romero

1980
El Salvador. Su pueblo, su lucha, su canto
Somos millones de manos
(continua)
inviata da Donquijote82 26/1/2015 - 17:01
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El Padre Antonio y el Monaguillo Andres

1984
Buscando América

This song describes the arrival in a Latin American country of an idealistic Spanish priest (a fictional representation of Archbishop Romero), his sermons condemning violence there, his talks about love and justice, and, finally, the murders of the priest and acolyte during a mass. Blades has said he wrote this song so that "the death of Romero is not forgotten.
El Padre Antonio Tejeira vino de España, 
(continua)
inviata da Donquijote82 26/1/2015 - 16:33
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Se lo llevaron todo

2014
Contratiempos

Una vez más Alberto García pone música a uno de los temas más sobresalientes del disco. Genial instrumentación, y ritmo a lo más “República de Sanjes”, guardando las distancias. Y Jesús Cifuentes doblando su voz (algo que casi no vimos en “40 de Abril”) para darle ese toque tan característico
La letra, el poema, corre a cargo de Elhombreviento, más bien hombre multiusos, ya que es el encargado de realizar los libretos de los discos de Celtas Cortos, videoclips y ahora incluso letras.
Se lo llevaron todo, los sueños, los campos la infancia.
(continua)
inviata da Donquijote82 26/1/2015 - 15:35
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Estúpidas guerras

[1997]
La traccia che dà il titolo al disco.
Disparos y masacres
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/1/2015 - 14:23
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Onda calabra

[2003]
Testo di Peppe Voltarelli
Musica di Voltarelli-Sirianni-De Siena
Dal film-documentario Doichlanda
Zoropa Produzioni
Regia di Giuseppe Gagliardi
Poi nell'album del Parto delle Nuvole Pesanti
Il parto (2004)



Attribuendo Onda calabra al solo Peppe Voltarelli, anche se l'ha scritta e cantata (e continua a cantarla come solista), so bene di compiere un atto squisitamente arbitrario: la canzone appartiene infatti al famoso film-documentario Doichlanda, interpretato con insospettabile vis comica dal Parto delle Nuvole Pesanti, compreso lo stesso Voltarelli, nel 2003, che ottenne nello stesso anno il premio della giuria al Festival del Cinema di Torino; non soltanto questo, poiché la canzone è stata inserita anche nell'album Il parto, del successivo 2004, che è ampiamente presente in questo sito con diverse canzoni (come ad esempio La paura, il cui testo è comunque di Peppe Voltarelli). (continua)
I tuoi occhi è un luogo della mente,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 26/1/2015 - 14:15
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Ser-vicio militar

[1997]
Nel disco intitolato “Estupidas guerras”

La “mojiganga” è il nome dato ad un genere di farsa con maschere e travestimenti in voga nel 700 spagnolo. Ripreso ai giorni nostri, è diffuso anche in alcuni paesi latinoamericani.
Buenos días señor doctor
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/1/2015 - 14:13
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#JeSuisCharlie

#IOSONOCHARLIE
(continua)
inviata da Francesca Macilletti 26/1/2015 - 11:58
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Ho visto anche degli zingari felici

Versione del 2003 insieme al Parto delle nuvole pesanti
dq82 26/1/2015 - 07:12
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Riturnella

anonimo
Mi avete fatto tornare in mente che molti anni fa ho conosciuto una cantante australiana dal nome Mara Kiek che nel 1990 ne ha inciso una versione nel suo disco "Don't Even Think", partecipa anche al bulgaro "Marrenitsa Choir" comunque la canzone la interpretava in dialetto napoletano
Flavio Poltronieri 25/1/2015 - 22:00
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Se non li conoscete

Se non li conoscete, guardate 'sti coglioni che cantano sguaiati 'sto schifo di canzoni... (e leggetevi anche gli intelligenti commenti alla bravata dei nostri "Folgorati", democratici e repubblicani.)
Bernart Bartleby 25/1/2015 - 19:18

Noi del fascismo conosciam le pene

Mario Dacci
Inno della divisione garibaldina A. Gramsci in Albania
Testo di Mario Dacci-Musica di This Daija

Testo trovato in rete, risulta essere un inno, è indicato anche l'autore della musica, ma non ne ho trovato altre tracce
Noi del fascismo conosciam le pene,
(continua)
inviata da DonQuijote82 25/1/2015 - 16:53
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Lino Straulino: Nicolò, lassi alfin l'Amor tiran

lu sa je -> "lo sa lei", non "lo so io"
scusate la pignolaggine
roberto di san denêl 25/1/2015 - 16:38
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Canzone per Delmo

2015
La prima volta
feat. Marino Severini

Dal cielo sopra Reggio Emilia, Aldo non ha mai smesso di “reggere, custodire e proteggere” i giorni di un figlio salutato troppo presto. Dedicata a quel bimbo di settant’anni, che di suo padre conserva passione e cognome. Al mio amico Adelmo Cervi.



Adelmo Cervi figlio di Aldo Cervi terzo genito dei 7 fratelli figli di Genoveffa Cocconi e Alcide Cervi - Adelmo nasce il 24.08.43 suo Papà Aldo sara' fucilato per mano fascista insieme agli altri suoi fratelli e Quarto Camurri il 28.12.1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia - Adelmo aveva da poco compiuto 4 mesi.

Le canzoni e poesie sui fratelli Cervi:
La pianura dei sette fratelli (Gang)
Per i morti di Reggio Emilia (Fausto Amodei) (Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi, come fu quello dei Fratelli Cervi)
Compagni Fratelli Cervi (anonimo)
Papà Cervi raggiunge i sette figli (Eugenio... (continua)
A chi lo do questo figlio che neanche riesco a toccare
(continua)
inviata da DonQuijote82 25/1/2015 - 12:19

Storia di guerra

Io continuo a sognare anche da grande, specialmente quando su www.goinfo.it un adige quotidiano pubblicano qualcosa di nuovo a riguardo
Davide 25/1/2015 - 11:55
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Canción de caminantes

In realtà la stessa María Elena Walsh incise questa sua canzone nel disco intitolato “Como la cigarra” pubblicato già nel 1973.

Tre anni prima dell'avvento della feroce dittatura di Videla e soci già si addensavano nere nubi sui cieli d'Argentina...
Bernart Bartleby 24/1/2015 - 22:52
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Réquiem de madre

[1973]
Parole e musica di María Elena Walsh
Nel disco intitolato “Como la cigarra
Interpretata anche dal Cuarteto Zupay nel loro disco intitolato “Dame la mano y vamos ya” del 1981, una raccolta di canzoni tutte di María Elena Walsh.
Aquí yace una pobre mujer
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 22:43
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Valsesia

anonimo
VALTOCE

Questa versione va decisamente collegata alla divisione "Valtoce", al comando di Alfredo di Dio.
Poichè online esiste parecchia documentazione al proposito, evito il solito copiaincolla e rimando i lettori a wikipedia e ai siti FIVL

Il testo è ricavato dal sonoro del disco LP "Ribelli per amore"

Mi permetto un unico commento, valido anche per la versione "principale" Valsesia, là dove dice:
"Tutti si affacciano a guardare/Tutti s'affacciano al balcon" (o qualcosa del genere), valido solo in un contesto immaginario/idilliaco, in pratica tutti i "civili", per salvare la pelle, al rumore degli spari cercavano un sicuro rifugio. Quindi, come spiegare la frase?
VALTOCE
(continua)
inviata da gianfranco 24/1/2015 - 22:42

Carta abierta a Ronald y Mijail

Siccome dell’autore del testo, José Tcherkaski, poeta e giornalista argentino, sappiamo poco o nulla (tant’è vero che non è stata nemmeno inserita una nota biografica e il link alla sua pagina presunta non porta a nulla), perchè non attibuire questa canzone a chi ne ha scritto la musica, oltre ad interpretarla, cioè Piero?
Bernart Bartleby 24/1/2015 - 22:09
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T'attends Quoi

(2013)
Album: "Recto Verso"

Un appello urgente a salvare il nostro mondo. Un'ode alla natura, l'inquietudine davanti a un pianeta che l'uomo porta al disastro ecologico.
Je suis de Bassora aux portes de désert
(continua)
24/1/2015 - 20:00
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Eco-lógico

[1997]
Parole di Nelson Osorio Marín (1941-1997), poeta colombiano.
Si trova nell’album intitolato “Los años inmensos” realizzato dopo la loro riunione in seguito a molteplici pause.
La agonía del árbol en el rio se siente
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 17:41
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A desalambrar!

Interpretata anche dai fratelli Ana e Jaime Valencia Aristizábal, costituenti il duo vocale Ana y Jaime.
Nell’album di Ana y Jaime intitolato “Diré a mi gente”, rieditato in CD nel 2005 con il titolo “Es largo el camino”
B.B. 24/1/2015 - 16:09
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Sales nègres

SPORCHI NEGRI
(continua)
inviata da Leonardo Licheri 24/1/2015 - 16:00
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Diré a mi gente

[1969]
Parole di Nelson Osorio Marín (1941-1997), poeta colombiano
Musica dei fratelli Ana e Jaime Valencia Aristizábal, costituenti il duo vocale Ana y Jaime.
La canzone che dà il titolo al disco di Ana y Jaime pubblicato nel 1969

Racconto del viejo Antonio, testimone di un massacro di contadini indigeni ad opera dell’esercito in qualche sperduto angolo di una qualunque selva latinoamericana...
Lara lala lara lala lara la la la
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 15:06
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Inolvidable Ho Chi Minh

[1973]
Parole e musica di Alí Primera
Nel disco intitolato “Lo primero de Alí Primera” (che però non è il suo primo lavoro. L’esordio fu nel 1969 con “La Estrella Roja. Canciones de Protesta”, disco ormai introvabile)
Tenía la figura pequeña
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 14:34

Adelante Viet Nam

[1969]
Parole e musica di Alí Primera
In un disco ormai introvabile intitolato “La Estrella Roja. Canciones de Protesta”
Adelante
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 14:26
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Guerrillero de piel amarilla

[1969]
Parole e musica di Alí Primera
In un disco ormai introvabile intitolato “La Estrella Roja. Canciones de Protesta”
Guerrillero de piel amarilla
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 14:18
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The Long Engagement

The song tells of how an ordinary working class persons in the trenches thinking back to his wedding day and how his life is transformed from a life of love with his family into a the nightmare of trench warfare and death.
The Long Engagement
(continua)
inviata da Walter Brown 24/1/2015 - 11:31
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Yo no sé de justicia, compadre

[Anni 60]
Una poesia musicata di Rómulo Augusto Mora Sáenz, meglio conosciuto come El Indio Romulo, declamatore della poesia rustica campesina colombiana. La parlata è quella del Boyacá, regione centrale di cui l’autore è nativo.
Nel disco “El Indio Romulo Mora Sáenz. El Campesino Colombiano. Poesía rústica y de protesta”
Testo trovato qui e sistemato (spero!) all’ascolto.

“El Indio Romulo se caracteriza por ser muy humilde y expresarse con palabras de campo, que es de donde él viene; a él no le da temor comportarse pues por eso es conocido, por su distinta forma de expresarse hacia todo su público. Y no a muerto todavía.”

Una poesia, a mio avviso, molto significativa, che parla del dramma vissuto da intere generazioni di contadini indigeni latinoamericani, una situazione che in molti vivono ancora oggi nelle campagne, in particolare in Colombia (ma anche in Messico e nel recente passato... (continua)
Yo no sé pa qué queren que siembre, compradre, ya no da la cosecha pa engañar el hambre, entoas maneras sale uno jegrao. Si siembra, le toca vivir de alquilao en otras estancias pa probar bocao: mercar los abonos, hacer la deshierba, bregar en verano, sufrir en invierno y si es que hay fortuna y se da la cosecha, se saca al mercao y entonces… ¡Carajo! – ¡que eso está muy caro! Que uno es un abusivo y hay que realizarlo al precio que queran o si no, ¡pa la cárcel! ¡que hay ‘ta la justicia mas pronta qu’el cura pa echar bendiciones! Yo no entiendo pa que’s la justicia, y en el encontrario que se dio harta papa, pos no vale ni un jute y hay que regalarla cuando ‘ta uno debiendo toavia en lo de la sacansa, la traida pal pueblo, lo que tiene jiao y esta los impuestos. ¿Que camino cogemos, compa... (continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2015 - 00:17
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Café y petróleo

[1969]
Parole di Manuel J. Larroche (?)
Musica dei fratelli Ana e Jaime Valencia Aristizábal, costituenti il duo vocale Ana y Jaime.
Nell’album di Ana y Jaime intitolato “Diré a mi gente”
Tu patria es mi patria
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/1/2015 - 22:48
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Os vampiros

La versione galiziana (galega) dei NAO, dall'album Cartas do caderno (2014), in collaborazione con Pikkio e Sigaro della Banda Bassotti, che cantano (con lievissime modifiche) la versione italiana di Riccardo Venturi contenuta in questo sito.


OS VAMPIROS
(continua)
inviata da Riccardo Venturi (rigorosamente in incognito) 23/1/2015 - 21:57
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Ij fòi-fotù

Giandoja

Im ciamo Giandoja
I stagh a Turin
I beivo a la doja
I mangio d’grissin;
D’ butir l’àn fërtame
Ël fidich e ‘l prè:
Giandoja l’àn fame
Giandoja veui stè
23/1/2015 - 15:51
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Coplas de mi país

Nel concerto del 1999 registrato nel disco "Piero & Pablo en vivo desde Colombia" i due artisti si alternano nei brani e concludono il concerto insieme eseguendo "Coplas de mi país" e "Canción por la unidad latinoamericana"...

La seconda fu scritta nel 1975 da Pablo Milanés ma "Coplas de mi país" è un cavallo di battaglia di Piero e a lui, che ne è anche l'autore, andrebbe più propriamente attribuita.
Bernart Bartleby 23/1/2015 - 14:15
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Lora proletaria

[197?]
Parole e musica di Jorge Velosa, medico veterinario, musicista e cantautore campesino nativo di Ráquira, Boyacá, regione centrale della Colombia.
Soprannominato “El carranguero mayor” o “El rey pobre”, Jorge Velosa è considerato uno degli iniziatori del genere musicale rurale chiamato “Carranga” o Merengue campesino.

Una canzone subito adottata dai gruppi guerriglieri colombiani.
Credo che con “lora” l’autore si riferisca ad un pappagallo, inteso un po’ come il nostro “grillo parlante”… Infatti la fine che fa è molto simile.
Una vez vide una lora
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/1/2015 - 09:40

Sólo para locos

[197?]
Parole e musica di Luis Gabriel Naranjo Arce, noto semplicemente come Luis Gabriel, cantautore colombiano attivo negli anni 70.
Ignoro in quale suo disco fosse incluso questo brano
Testo trovato sul forum di Cuando calienta el sol e sistemato all’ascolto.
Sólo para locos
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2015 - 22:24
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La historia de Pedro y Rosita

[197?]
Parole e musica di Luis Gabriel Naranjo Arce, noto semplicemente come Luis Gabriel, cantautore colombiano attivo negli anni 70.
Ignoro in quale suo disco fosse incluso questo brano
El alquiler fue subiendo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2015 - 22:07
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Il tragico naufragio del vapore Sirio

anonimo
Canzone popolare interpretata da Gipo Farassino

Una canzone per ricordare che c'è stato un tempo in cui gli emigranti eravamo noi, e sempre noi eravamo i naufraghi.

Il Principessa Mafalda, dal nome della principessa di Casa Savoia, è stato un piroscafo del Lloyd Italiano varato nel 1908 e noto per essere stato il più grande transatlantico costruito per una compagnia italiana. Dopo quasi vent'anni di servizio è affondato il 25 ottobre 1927 a poche miglia dalla costa del Brasile; il naufragio provocò almeno 314 morti secondo i dati forniti dalle autorità italiane dell'epoca, mentre i giornali sudamericani ne riportarono 657, un numero di vittime più che doppio.

La Mafalda affonda: ci sono incertezze sull'ora, sul numero dei morti, sulle responsabilità. Il capitano affonda con la nave: delle sue responsabilità e della sua dignità si fa un uso retorico per coprire sgradevoli particolari come... (continua)
Principessa Mafalda
(continua)
inviata da dq82 22/1/2015 - 20:06
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Boris Vian: Ne Vous Mariez pas les Filles

Ne Vous Mariez pas les Filles

Chanson française – Ne Vous Mariez Pas Les Filles – Boris Vian – 1958
Paroles: Boris Vian
Musique: Alain Goraguer

Alors, Marco Valdo M.I. mon ami, te voilà à nouveau avec une chanson de Boris Vian…

Oui, bien sûr, une chanson de Boris Vian. Il y a beaucoup de chansons de Boris Vian, mais celle-ci m'est revenue en mémoire en traduisant la canzone de Carmen Consoli
« La signora del quinto piano », qui raconte un féminicide… Un de plus, car comme on peut le constater le féminicide est un sport fort développé. Il se pratique individuellement, en groupe, en famille ou même, de façon quasi-rituelle dans certains coins du monde.

C'est, en effet, une pratique courante chez les humains, dit Lucien l'âne en raclant le sol d'un sabot aussi noir que rageur, ou l'inverse.

Dans le cas de la chanson de Carmen Consoli, on peut même préciser qu'il s'agit d'un uxoricide,... (continua)
Avez-vous vu un homme à poil
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 22/1/2015 - 19:51
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Las cosas que pasan

[1972]
Parole e musica di Piero De Benedictis, in arte Piero, cantautore argentino ma nato in Italia, a Gallipoli il 19 aprile 1945, giusto in tempo per festeggiare la fine della guerra.

Un brano inedito fino a pochi anni fa ma risalente al 1972, registrato durante un concerto di Piero con il Cuarteto Zupay alla Facoltà di Medicina dell’Università di Buenos Aires. Non venne però incluso nell’album “Coplas de mi país”, pubblicato quell’anno, e vide la luce solo in un album dal vivo con Pablo Milanés nel 1999 e, più recentemente, nella riedizione del disco originario.

Una canzone che trovo bellissima.
Nel racconto mi ricorda La memoria di León Gieco, ma più “lieve” ed ironica... per forza, ancora non era accaduto il macello del 76-82 e tutto il resto, ma i germi c’erano già tutti...
Nell’andamento musicale è invece molto simile a La guerra di Piero di Fabrizio De André.
Que lindo es sentarse en la mesa de un bar
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/1/2015 - 18:56




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