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La Guerre

LA GUERRE

ou À la guerre comme à la guerre...

Chanson française – Maurice Fanon – 1968
Paroles : Maurice Fanon. Musique : Gérard Jouannest (1968)

Ah Lucien l'âne mon ami, tu me vois tout réjoui et je vois que tu te demandes bien pourquoi je fais cette tête-là.

En effet, en effet... Tu as l'air d'un enfant qui vient de trouver une bille... ou d'un entomologiste qui trouve une araignée inconnue...

C'est un peu ça, d'ailleurs. Moi qui croyais connaître les chansons de Maurice Fanon... et de fait, je le connais depuis longtemps, trop sans doute... je viens de découvrir une petite merveille et en plus, une chanson contre la guerre... Imagine. Donc, je trouve une vidéo où Fanon chanterait une chanson intitulée La Guerre. Je connais mon Fanon et même si je n'ai jamais entendu cette chanson, je sais d'avance qu'elle sera antiguerrière et antimilitaire. Je l'écoute et bien sûr, tout cela se... (continua)
Je les ai vus sur nos routes
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 29/6/2013 - 23:31
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We Are All Made of Stars

Album: 18 (2002)

Scritta all'indomani dell'11 settembre 2001 una canzone di speranza e di pace. Perché, come ci ricordava la nostra Margherita Hack, è nel nucleo delle stelle che si sono formati tutti gli elementi esistenti sulla Terra. Noi stessi possiamo considerarci polvere di stelle. E gli atomi nella tua mano sinistra vengono probabilmente da una stella differente da quella corrispondente alla tua mano destra...
Growing in numbers
(continua)
29/6/2013 - 23:02
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Tramonta o sole

Il contadino e il pendolare

29/6/2013 - 22:30
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Mercy Mercy Me (the Ecology)

Favolosa
cristina suppa 29/6/2013 - 20:15
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Têtes de Bois: Alfonsina e la bici

Têtes de Bois - Goodbike (2010)
Voce Rap: Militant A (Assalti Frontali)
Video diretto da Agostino Ferrente, con Margherita Hack

Nel 1924 una ragazza di Romagna corse il Giro d'Italia. Biciclette pesanti, tappe di 400 km e strade bianche. Arrivò fuori tempo massimo Alfonsina, ma concluse il Giro.
Nel '24, quando le donne non avevano ancora diritto al voto lei già si chiamava Strada.
Dedichiamo questa bellissima canzone a Margherita, una ragazza di 91 anni a cui il cuore oggi è finito fuori giri. Cercatela tra le sue stelle, quelle che anche a Firenze e a Trieste non puoi vedere....
Alfonsina ha le tette sgonfie
(continua)
inviata da CCG Staff 29/6/2013 - 16:44
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Il cielo è di tutti

Sempre più in compagnia (Ciao, Margherita)
di Riccardo Venturi

Andrà a finire che la cosa più bella su Margherita Hack, subito dopo che è tornata alla terra, l'ha detta l'astronauta siciliano che sta orbitando lassù, da qualche parte giro giro. "Le stelle che hai amato ti rispettano", ha detto; e su questo non mi sembra che possa esistere alcun dubbio. Non sarà nemmeno una gran frase, per carità; ma credo che immaginare le stelle che, per un millesimo dei loro secondi (che corrisponderà senz'altro a qualche nostro millennio), si inchinano al pensiero di questa donna, può servire.

E così, da poche ore, siamo sempre più in compagnia. Quando muore qualcuno, si è soliti dire di essere sempre più soli; in questo caso, va detto, senza Margherita Hack siamo sempre di più in compagnia. Ma non di lei.

Siamo sempre più in compagnia di cialtroni di ogni sorta, a base di dèi, miracoli, "soprannaturali"... (continua)
daniela -k.d.- 29/6/2013 - 14:19
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Canzone dei fiori e del silenzio

Chanson italienne - Canzone dei fiori e del silenzio – Cantacronache - 1958
Paroles d'Emilio Jona
Musique de Sergio Liberovici

Ah, Lucien l'âne mon ami, je pense bien que tu connais les Cantacronache et que tu aimes comme moi leurs chansons aux Cantacronache. Eh bien, voici leur chanson manifeste, la chanson qui en quelque sorte définit leurs idées sur le monde et sur la chanson elle-même. Une sorte de manifeste artistique. C'est la chanson des fleurs et du silence. Du moins, c'est son titre, car pour ce qui est du contenu, elle n'est pas silencieuse, rassure-toi. Bien au contraire, elle affirme nettement leur refus de la chanson vide et de la chanson remplie d'insignifiances. Le genre chanson d'amour : il part, je reviens, je m'en vais, il reviendra... Les yeux bleus, noirs, verts, roses... Je l'aime, il m'aime, on s'aime... J'aime ses yeux, ses bras si chauds, ses jambes si belles, ses... (continua)
CHANSON DES FLEURS ET DU SILENCE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 28/6/2013 - 22:24
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La ballata di Lea

Lea Garofalo, di Petilia Policastro, provincia di Crotone, era una collaboratrice di giustizia. Testimoniò con grande coraggio sulla faida tra la sua famiglia e quella del suo ex compagno, per affrancarsi dalla cultura 'ndranghetista e, soprattutto, per dare un futuro migliore a sua figlia Denise. Lea pagò con la vita questa sua ribellione alla 'ndrangheta. Nel 2009 venne infatti uccisa e sciolta nell'acido. Per l'orribile fine di Lea i suoi sei aguzzini sono stati condannati all'ergastolo. Lea, dunque, rimane un simbolo e un'icona della lotta a tutte le mafie.

"La ballata è nata dalla lettura di un articolo sul Quotidiano di Calabria che si intitolava “Sognava l’Australia’, leggendo quell’articolo la storia mi colpì perché quando una donna la si priva della libertà di scelta del come vivere la propria vita, questa è una cosa sconvolgente, perché so di tante donne che vivono nella sofferenza... (continua)
Ciangiti assema a mia
(continua)
inviata da Silva 28/6/2013 - 13:46
Percorsi: Guerre di mafia
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Je vais revoir ma blonde

‎[1956]‎
Scritta da Jacques Plante (1920-2003), liricista francese assai prolifico.‎
Sulla melodia della canzone popolare americana “The Yellow Rose of Texas” risalente al 1858.‎
Interpretata da tanti, come Yvette Giraud, Lucien Jeunesse, Charles Gentès e Dario Moreno.‎

La guerra in Algeria era appena iniziata e non è che tutti i coscritti fossero proprio entusiasti di ‎andare a combattere per la “Grandeur de France”, sentimento che trapela chiaramente da questa ‎allegra marcetta…‎
La nuit tombait dans la plaine
(continua)
inviata da Bernart 28/6/2013 - 11:17
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Bombs (End This War)

- See more at: Golden State
I can’t be sure of this
(continua)
inviata da Ronald Matheny 28/6/2013 - 08:44

La nave

Chanson italienne – La Nave – Alfredo Bandelli

Oh, Marco Valdo M.I., mon ami, j'aime beaucoup cette chanson ; à moi qui ai entendu les chansons d'Homère le grand, l'aède aveugle, l'aède aux multiples histoires, celui-là même qui – il en faut de la patience – attend encore ses musiciens... Elle rappelle les aventures d'Ulysse ; dans ses mots, il y a comme un parfum d'alizés. Il y a là un ton... Une manière de raconter qui m'enchante...

Certes, Lucien l'âne mon ami, mais as-tu remarqué le premier couplet ? Celui où « la tramontane... raconte la longue guerre des damnés de la terre ». On dirait qu'il chante – tel Homère précisément aurait pu le faire, la Guerre de Cent Mille Ans que les riches font aux pauvres afin de leur infliger le joug de la misère et de multiplier par l'exploitation leurs profits, d'accroître leurs pouvoirs, d'étendre leurs richesses... Car c'est la richesse et l'envie... (continua)
LE BATEAU
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 27/6/2013 - 21:00

Enfants de tout pays

Per l'attribuzione del "Bollino bleah", si veda Adieu, mon pays. Segnalo che Enrico Macias è anche interprete di una "Malheur à celui qui blesse un enfant" ("Sventura a chi ferisce un bambino", 1975, testo di Jacques Demarny), alla quale si potrebbe rispondere così:

Due delle centinaia di bambini uccisi a Gaza durante gli attacchi israeliani tanto calorosamente sostenuti dal signor Gaston Ghrenassia, o Enrico Macias.
Riccardo Venturi 27/6/2013 - 17:07
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Veteran's Day Poppy

Album: "Trout Mask Replica" (1969)

Da wikipedia:

Il titolo del brano fa riferimento alla pratica tipicamente anglosassone della vendita dei papaveri per beneficenza da parte delle crocerossine nel giorno della memoria dei caduti o veterani di guerra che viene citata anche dai Beatles in Penny Lane. La canzone è un inno antimilitarista, dal punto di vista di una madre che ha perso un figlio in guerra. La donna si rifiuta di compiere un gesto privo di significato come comprare dei papaveri, perché tanto non gli crescerà un altro figlio come invece ricresce un fiore reciso.
I cry but I can't buy
(continua)
inviata da Alberto 27/6/2013 - 16:16
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Armes de distraction massive

‎[2003]‎
Parole di Akhenaton, Freeman, Shurik'N ‎
Musica di Shurik'N
Dall’album “Revoir un printemps”‎

Le presunte (e inesistenti) "armi di distruzione di massa" di Saddam Hussein servirono 10 anni fa a "distrarre" l'opinione pubblica occidentale (notoriamente già abbastanza distratta dai "pains et jeux" cui è abituata...) e a scatenare l'ennesima guerra in Medio Oriente...
Et ce sont les mêmes qui payent le prix, la guerre éclate
(continua)
inviata da Bernart 27/6/2013 - 15:34

Au nom des droits de l'homme

‎[1993]‎
Parole di Michel Jourdan e Jacques Demarny
Musica di Enrico Macias e Jacques Revaud
Au nom des droits de l'homme
(continua)
inviata da Bernart 27/6/2013 - 14:37
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Aimez-vous les uns les autres

‎[1977]‎
Parole di Pierre Delanoë (1918-2006), grande liricista francese autore di tante canzoni presenti su ‎questo sito, da C'est pas ma faute si j'ai pas fait Verdun a Je chante avec toi liberté a L'orange (detto che questa interpretata da Macias forse non è ‎delle sue migliori…)‎
Musica di Enrico Macias
Dall’album “Aimez-vous les uns les autres”‎
Un soir dans mon rêve j´ai vu
(continua)
inviata da Bernart 27/6/2013 - 14:13
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À la face de l'humanité

‎[1972]‎
Parole di Jacques Lanzmann (1927-2006), scrittore e liricista francese.
Musica di Enrico Macias
Dall’album “À la face de l'humanité”‎
Ils criaient du fond de leur cœur
(continua)
inviata da Bernart 27/6/2013 - 13:46
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Le soldat d'Algérie

Da notare in questa canzone la "sigla" degli autori (Ewen, Delahaye, Favennec): è identica a quella dell'ENEL francese, la EDF (Electricité De France), un preciso riferimento all'elettricità che veniva usata a piene mani per le torture in Algeria...
Riccardo Venturi 27/6/2013 - 12:51
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Gun

‎[2013]‎
Scritta da Iggy Pop e James Williamson
Nell’album “Ready To Die” di Iggy Pop & The Stooges

Invecchiati – e anche mezzi morti, vista la prematura e solitaria dipartita di Ron Asheton nel 2009 – ‎ma sempre mordaci gli Stooges della immarcescibile “Iguana”… ‎
Everybody’s talking loud,
(continua)
inviata da Bernart 27/6/2013 - 09:32
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Gẫy Đàn Lên Hỡi Người Bạn Mỹ

Oa-sinh-tơn đêm nay lửa tranh đấu đang rực cháy.
(continua)
inviata da DoNQuijote82 25/6/2013 - 18:31
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A Batalha

25 giugno 2013
LA BATTAGLIA
(continua)
25/6/2013 - 17:39
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Abril '74

Carissimi,
due parole su una roba che mi riguarda.

Sono in partenza per Camp Nou, il grande stadio di Barcellona, dove canterò Aprile '74, la mia traduzione di Abril '74 di Lluis Llach, nel grande Concerto per la Libertà che si terrà il 29 giugno prossimo.

Un'occasione straordinaria di condividere la scena coi massimi cantori catalani e alcuni dei più grandi interpreti di tutto il mondo. La lista è impressionante.

Mi fa particolare effetto trovarmi a cantare con Lluis Llach, perché è un piacere nel quale non speravo più, essendosi lui ritirato dalle scene ormai da qualche anno, e interrompendo la sua assenza solo per quest'occasione specialissima. Ma mi emoziona anche reincontrare dopo parecchi anni un altro dei miei miti: Paco Ibanez.

Spero di riuscire a condividere il piacere e l'emozione dell'incontro con gli 80.000 spettatori previsti...

Se ci sarà occasione mi piacerebbe anche... (continua)
CCG/AWS Staff 25/6/2013 - 16:49

Main dominée par le coeur

‎[1942]‎
Poesia di Paul Éluard originariamente intitolata “La main, le cœur, le lion, l’oiseau”, dal ciclo ‎‎“Poésie et vérité”.‎
Musica per soprano e pianoforte scritta del 1947 dal compositore e pianista francese ‎‎Francis Poulenc (1899-1963).‎

‎«En mai 1942, Noël Arnaud prend la ‎responsabilité de publier, aux Éditions de la Main à Plume, sous le titre Poésie et ‎Vérité 1942, La dernière nuit et quelques autres poèmes dont le sens ne peut ‎guère laisser de doutes sur le but poursuivi : retrouver, pour nuire à l’occupant, la liberté ‎d’expression. Et partout en France des voix se répondent, qui chantent pour couvrir le lourd ‎murmure de la bête, pour que les vivants triomphent, pour que la honte disparaisse. Chanter, lutter, ‎crier, se battre et se sauver. […] Mais il fallait bien que la poésie prît le maquis. Elle ne peut trop ‎longtemps jouer sans risque sur les mots. Elle sut tout... (continua)
Main dominée par le cœur
(continua)
inviata da Bernart 25/6/2013 - 11:13
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Un soir de neige

‎[1944]‎
Versi di Paul Éluard

Musica del compositore e pianista francese Francis ‎Poulenc (1899-1963), che ne fece una piccola cantata da camera per 4 o 6 voci a cappella scritta ‎nei giorni di Natale del 1944, il primo inverno dopo la Liberazione.‎

Parigi, inverno del 1944. Forse il più freddo del 900 per la capitale francese, non tanto in senso ‎meteorologico ma storico. Il freddo, il ghiaccio, la desolazione invernale non sono che una metafora ‎dell’occupazione tedesca, che sembrava ancora incrollabile. Ma anche in quell’inverno così feroce ‎la “bonne neige”, la speranza, la fiducia nella Liberazione, andava impercettibilmente depositandosi ‎per le strade, sui marciapiedi, sui tetti delle case… Ad agosto, la libertà.‎
De grandes cuillères de neige

(continua)
inviata da Bernart 25/6/2013 - 10:50

Riccardo Venturi: Corkman

25.6.1993
25.6.2013
Andrei per il mondo sempre
(continua)
25/6/2013 - 04:28
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Violeta Parra: El Amor

Anni dopo, años después



Anni dopo, años después, vedo che questa pagina che, a suo tempo, tanto mi costò, viaggia ancora. Succede allora che faccio un altro tentativo, l'ennesimo, di ritrovare finalmente l'esecuzione originale di Isabel Parra e degli Inti Illimani, quella che ho avuto sempre in testa fin dal primo momento che l'ho ascoltata, dal Canto para una semilla. E stavolta mi va bene. E' là sopra, con le quenas e le alevosías. A causa di questa canzone, e solo di essa, ho sempre considerato alevosía la più bella parola della lingua spagnola; e pensare che è anche un termine giuridico, che significa "premeditazione". Miracoli della poesia, penso.

Ritrovo quell'incisione, e non me ne stupisco affatto, in uno dei miei tanti "anniversari", stavolta di lunghissima data. Vent'anni fa... ma non sto nemmeno più a volerne parlare, tanto oramai il tempo ha fatto il suo lavoro. Sporco o pulito... (continua)
Riccardo Venturi 25/6/2013 - 03:49
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Déserteur

Sarebbe interessante citare anche l'episodio in cui Renaud, esibendosi a Mosca in un concerto per la giovanile del Partito Comunista sovietico, vede 3000 persone alzarsi contemporaneamente e lasciare gli spalti quando comincia a cantare "quando i russi e gli americani faranno saltare in aria il pianeta". Ovviamente Renaud non crede ai suoi occhi e, finita la canzone, abbandona il palco in preda all'ira. La televisione francese riprende tutto il dietro le quinte, in cui lui si sfoga dicendo di essersi sempre impegnato per la classe operaia francese e di non poter credere ai propri occhi. Racconta poi di essere stato nei giorni precedenti (già abbondantemente seccato dal trattamento da sorvegliato speciale al quale le forze dell'ordine e il governo l'avevano costretto) seduto su una panchina, davanti alla statua di Lenin. Lì aveva notato i pioppi nei pressi della statua e aveva cominciato a scrivere quella che poi sarebbe stata Fatigué.
Valerio 25/6/2013 - 02:24
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L'isola

Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunziare a quelli che ha.

La rinunzia sarà graduale, iniziando coi meccanismi, che saranno aboliti tutti, dai più complicati ai più semplici, dal calcolatore elettronico allo schiaccianoci.

Tutto ciò che ruota, articola, scivola, incastra, ingrana e sollecita sarà abbandonato.

Poi eviteremo tutte le materie sintetiche, iniziando dalla cosiddetta plastica.

Quindi sarà la volta dei metalli, dalle leghe pesanti e leggere giù giù fino al semplice ferro.

Né scamperà la carta. Eliminati carta e metallo non sarà più possibile la moneta, e con essa l’economia di mercato, per fare posto a un’economia di tipo nuovo, non del baratto, ma del donativo.

Ciascuno sarà ben lieto di donare al suo prossimo tutto quello che ha e cioè – considerando le cose dal punto di vista degli... (continua)
24/6/2013 - 23:52
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La libertà

Chanson italienne – La libertà – Giorgio Gaber – 1973

Je le sais que cette chanson a été moquée plusieurs fois, mais aujourd'hui pendant que j'étais en auto, je la réécoutais (horreur horreur) dans la version d'Emma (de l'album d'hommage à Gaber). Et en la réécoutant, en dépassant la gêne pour « Strillex », j'en ai découvert une nouvelle signification, ou mieux sa signification… Et je crois que ce site peut d'une certaine façon représenter cette liberté dont parle Gaber… La liberté n'est pas de rester à l'écart à faire ce qui nous plaît le plus, n'est pas plus de (j'ajouterais seulement) voter pour ce parti ou quelqu'autre, mais est s'engager pour la collectivité, s'engager chaque jour pour changer notre petit coin de monde. Et alors peut-être vue dans cette optique, elle peut entrer de plein droit parmi CCG....

Oh, mon ami Lucien l'âne aux yeux de braise sauvage, je te le dis, il ne faut... (continua)
LA LIBERTÉ
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 24/6/2013 - 23:40




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