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Prima del 2013-12-13

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Demony wojny

[1998]
I DEMONI DELLA GUERRA

Testo e musica: Budka Suflera
da http://www.tekstowo.pl/piosenka,budka_suflera,demony_wojny.html
Przeciwko sobie wysyłamy nasze armie
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 13/12/2013 - 22:02
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Czas ołowiu

Wtedy gdy się najmniej spodziewasz
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 13/12/2013 - 21:46
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Haider!

[Fine anni 80/Inizio anni 90?]
Parole e musica di John Baine, in arte Attila the Stockbroker
Non so esattamente a quale anno risalga questa canzone né se sia contenuta in qualche disco, ma il personaggio cui è dedicata, Jörg Haider, balzò alla ribalta delle cronache nel 1989 quando, come leader del nazionalista e populista Partito della Libertà (dove l’ho già sentita questa sigla?!?), divenne governatore della Carinzia austriaca… Due anni dopo dovette dimettersi per il fatto di aver “elogiato” un po’ troppo Adolf Hitler… Fu poi rieletto nel 2004 e nel 2005 fondò un nuovo partito che ebbe ancora una volta un discreto seguito… Ma nel 2008, guidando mezzo ubriaco e a fortissima velocità, Haider perse la vita in un incidente automobilistico. Aveva 58 anni…
L’unica cosa buona che fece fu quella di opporsi fermamente alla guerra americana contro l’Iraq nel 2003…

“Born and raised in Austria,... (continua)
Ghosts, long-stirring, now awake
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/12/2013 - 15:21
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The Ballad of Airstrip One

[1984]
Parole e musica di John Baine, in arte Attila the Stockbroker
Nell’album Libyan Students From Hell! del 1987

“Written on Hanuary 1st, 1984, after lots of beer at the King’s Head in Shoreham, West Sussex, near where I grew up, walking back home along the harbour front road, thinking about the imminent arrival of Reagan's cruise missiles and Orwell's prediction that we would be 'Airstrip One', an unsinkable aircraft carrier for a foreign power.... The pub is now demolished and it’s where the Ropetackle Centre, our lovely community arts centre, now stands.....
Airstrip One of course comes from Orwell’s '1984'
Sutcliffe - Peter Sutcliffe, mass murderer, ‘the Yorkshire Ripper’
The cowboy was, of course, Reagan!
But even Reagan and Thacher couldn’t match the carnage served up by Bush and Blair!”

“Scritta la mattina del primo gennaio 1984, dopo molte birre bevute al pub King’s Head... (continua)
Another new year and too much beer and a puke into the sea
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/12/2013 - 14:54
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Blood for Oil

[1991?]
Parole e musica di John Baine, in arte Attila the Stockbroker
La canzone compare in alcune compilation recenti ma credo che risalga all’epoca della prima guerra del Golfo…
Armymen on TV, salivating
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/12/2013 - 14:27
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Georges Brassens: Le mécréant

Versione piemontese di Fausto Amodei, cantata anche da Gipo Farassino

Bernart Bartleby 13/12/2013 - 14:15
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Asylum Seeking Daleks!

Parole e musica di John Baine, in arte Attila the Stockbroker
Nell’album “Live in Belfast” del 2003

I Daleks erano gli extraterrestri della celebre serie TV britannica “Doctor Who”…
Qui ovviamente si allude ai migranti – che ci fregano il lavoro e le donne - da sterminare o quanto meno deportare, secondo quanto prescrivono fascisti e razzisti tipo British National Party, Alba Dorata (l’avete sentito quello che, ospite nei giorni scorsi a Casa Pound, diceva che le olive devono tornare a raccoglierle le donne e i vecchi greci al posto degli immigrati?) e i più “borghezi” dei nostrani leghisti…

Mi sono ricordato che Dalek era anche diventato il nome di un golosissimo ghiacciolo dal cuore morbido e pieno di coloranti commercializzato dall’Eldorado… Tra quello ed il Magic Cola, se non sono già morto vuol dire che camperò parecchio…
They claim their planet’s dying:
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/12/2013 - 13:55
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Mani nere

[1972]
Parole e musica di Gipo Farassino
Album: Uomini Bestie E Ragionieri
Lascia stare e vattene via
(continua)
inviata da giorgio 13/12/2013 - 12:18

Il vento dell’Apartheid

Antiwar Songs Blog
Nel 1984, cercando ispirazione in seguito al fallimento di critica e commerciale dell’album Hearts and Bones, Paul Simon rimase affascinato da una cassetta che suonava regolarmente in macchina, una compilation di gruppi sudafricani chiamata Accordion Jive Hits, II.Nel 1985, presi dei contatti grazie all’etichetta discografica con alcuni gruppi locali, Simon volò in Sudafrica. Era un […]
Antiwar Songs Staff 2013-12-13 12:01:00
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Sawdust and Empire

[1982]
Parole e musica di John Baine, in arte Attila the Stockbroker
Title track dell’album del 1984

“This was the title track of my second album and was written during the Falklands War in 1982. I was sicked by the jingoism which Thatcher had deliberately stirred up in order to get herself re-elected, and even more sickened when the Argentine cruiser General Belgrano was sunk while sailing away from the British exclusion zone, during peace negotiations: proving that Thatcher was determined to continue war at all costs - for her own personal political ends.”

“Così s’intitolava il mio secondo album e la canzone la scrissi durante la guerra delle Falklands/Malvinas nel 1982. Ero disgustato dallo sciovinismo che la Thatcher sbandierava per garantirsi la rielezione, ed ancora più disgustato quando l’incrociatore argentino General Belgrano fu affondato mentre lasciava l’area controllata dagli... (continua)
On the waterfront they're gathered for the feast
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/12/2013 - 11:41

Il y a

Versi di Guillaume Apollinaire, dalla raccolta “Calligrammes, poèmes de la paix et de la guerre 1913-1916” pubblicata nel 1918
Musica di Hans van Zijp, compositore neerlandese, vivente, da “De slaapliederen” (“Les berceuses”), n. 3, 1987.
Testo trovato su The Lied, Art Song, and Choral Texts Archive
Il y a un vaisseau qui a emporté ma bien-aimée
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/12/2013 - 08:33
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Senza frontiere

[1970]
Parole e musica di Gipo Farassino
Singolo, 45 giri

Nel 1970 la canzone di Farassino Senza frontiere viene respinta al Festival di Sanremo: il testo è fortemente critico verso la guerra nel Vietnam e la guerra in Biafra, e quindi viene ritenuto non adatto al pubblico televisivo che segue la manifestazione.
Che cosa hai visto, fratello nero
(continua)
inviata da giorgio 13/12/2013 - 07:15
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Santa milicyja

[1982] genaio
Sulle note della canzone napoletana "Santa Lucia" scritta da Teodoro Cottrau
Dai canti degli internati sotto la legge marziale in Polonia 1981-1983
Tysiącem kwiatów kraj nasz rozkwita
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 13/12/2013 - 00:34
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Cuando mi hijo nació

Versione francese di Francesca Solleville, musica di Philippe-Gérard. Nell'album "Récital n°4" del 1966.
LA NAISSANCE
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/12/2013 - 14:13
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La mia città

[1969]
Parole e musica di Gipo Farassino
Dall’album intitolato «Due soldi di coraggio»

... anche se allora a Torino gli operai non erano più soltanto «un fiume di soldati blu», ma anche un fiume di rabbia...
Un mare di fredde ciminiere
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/12/2013 - 22:16
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Je trahirai demain

[1943]
Versi di Marianne Cohn (1922-1944), ebrea, antinazista tedesca che operò in Francia.
Testo trovato su Poètes en Résistence
Ho scoperto che questa bellissima poesia ha anche una musica, quella composta dal gruppo punk-rock francese Cartouche, formato da membri dei più celebri Kochise.

Marianne Cohn era nata a Mannheim in una famiglia di fede ebraica ma non praticante.
All’avvento del nazismo la famiglia Cohn si trasferì in Francia ma con l’occupazione finirono tutti internati nel campo di Gurs. In Francia Marianne cominciò ad occuparsi dei bambini ebrei minacciati dalle deportazioni, organizzando una rete per metterli in salvo. Per questa sua attività già nel 1942 fu arrestata e detenuta per qualche mese a Nizza, dove scrisse questa poesia. Rilasciata, proseguì la sua attività clandestina volta a far espatriare verso la Svizzera il maggior numero possibile di bambini ebrei. Il... (continua)
Je trahirai demain pas aujourd’hui.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/12/2013 - 21:52
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Noci di cocco

Chanson italienne – Noci di cocco – Giorgio GABER – 1972

Album: Dialogo Tra Un Impegnato E Un Non So (1972)

Avec la parodie des naufragés, GABER « vulgarise » sympathiquement la vieille théorie – commencée par Rousseau et ensuite reprise par les pères du socialisme – du « communisme primitif » de la préhistoire fondé hélas sur la pénurie alimentaire, et l'« invention » de l'État qui présenté comme une nécessité d'organisation devient ensuite – en instituant la propriété privée – l'expression et le moyen de la domination des privilégiés au détriment des autres, d'une classe sociale sur une autre.

J.J.Rousseau ouvrait la seconde partie de son « Discours sur l'origine et les fondements de l'inégalité parmi les hommes » (1754) en disant :
« Le premier qui, ayant enclos un terrain, s'avisa de dire Ceci est à moi, et trouva des gens assez simples pour le croire, fut le vrai fondateur de la société... (continua)
NOIX DE COCO
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/12/2013 - 19:30
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La danse des Négresses Vertes

1988
Mlah
Y'en a marre de vos figures blemes
(continua)
inviata da DonQuijote82 11/12/2013 - 17:18
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America

Album: "Due soldi di coraggio" (1969)
Lo sguardo rassegnato
(continua)
11/12/2013 - 16:31

Sol de Compiègne

[1944]
Canzone composta da Robert Desnos al suo arrivo nel campo di concentramento e transito di Royallieu (“Frontstalag 122”) a Compiègne, nell’Oise.
Pubblicata il 1 dicembre 1944, con lo pseudonimo di Valentin Guillois, sul primo numero non più clandestino de L'Éternelle Revue.
Testo trovato su Mes musiques régénérées – Jewish Music, il sito di Claude Torres di Montpellier.

Desnos passò da Royallieu-Compiègne tra il 20 marzo ed il 27 aprile del 1944, prima di essere deportato alla volta di Buchenwald, Flossenbürg e Flöha. La fine della guerra lo trovò a Theresienstadt, ormai ridotto in fin di vita dagli stenti e dalla malattia contratta in prigionia. Robert Desnos ebbe il destino di morire a Terezin, finalmente libero ma ancora prigioniero: era l’8 giugno 1945
CHŒUR [très pressé et comme se chevauchant]
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/12/2013 - 16:18

Courage

[1939]
Canzone assai ironica scitta da Max Schlesinger, commediografo, autore drammatico e sceneggiatore ebreo tedesco esule in Francia.
Sulla musica di “Snow White and the Seven Dwarfs” (“Biancaneve e i sette nani”), il celebre film d’animazione prodotto da Walt Disney e diretto da David Hand nel 1937. Adattamento musicale del direttore d’orchestra Adolf Siebert, anche lui recluso a Milles.
Testo trovato su Mes musiques régénérées – Jewish Music, il sito di Claude Torres di Montpellier.

Inno del campo di concentramento e transito di Milles, vicino ad Aix-en-Provence.
Inaugurato nel 1939, fino al 1942 “ospitò” antifascisti di 38 nazionalità diverse (moltissimi gli sfortunati ebrei tedeschi che dopo il ‘33 si erano rifugiati in Francia) e divenne poi anticamera di Auschwitz per migliaia di uomini, donne e bambini ebrei. Oggi è il solo campo di concentramento francese che sia rimasto intatto ed è per questo diventato memoriale dell’Occupazione e della Shoah in Francia.
Voilà notre Chant!
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/12/2013 - 15:30

Fern bei Sedan auf den Höhen

[1870]
Scritta da tal Kurt Moser, fuciliere del 29° reggimento “Dresdener Schützen” impegnato nella battaglia di Sedan, scontro decisivo della prima fase della guerra franco-prussiana del 1870-71.

Triste canto di soldati, ma per nulla una canzone di guerra, “Fern bei Sedan auf den Höhen” divenne subito un motivo molto popolare tra le truppe.
Durante la prima guerra mondiale era cantata sia dai soldati tedeschi che da quelli francesi, in una loro versione.
Sulla sua melodia nel 1942 fu composto il Konzentrationäre (Neuengammer Lagerlied), inno di quel campo di concentramento nazista.
Alla canzone fa esplicito riferimento Franz-Josef Degenhardt nella sua Bon, la France.
Fern bei Sedan auf den Höhen,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/12/2013 - 14:49

In ricordo di Gipo Farassino

Antiwar Songs Blog
E’ morto oggi a Torino il cantante, cantautore e politico piemontese Gipo Farassino. Aveva 79 anni. Lo ricordiamo con Ballata per un eroe, un testo bellissimo del 1969. Gipo Farassino, piemontese, chansonnier eccelso e traduttore di Brassens in piemontese. Considerato, a suo tempo, una sorta di anarchico. Poi, a un certo punto, s’è dato alla […]
Antiwar Songs Staff 2013-12-11 11:10:00
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Éloignez-vous

[1941]
Versi di Jean Cassou, composti nella prigione militare di Furgole, Tolosa.
Nella raccolta intitolata “33 sonnets composés au secret” pubblicata clandestinamente nel 1944 sotto lo pseudonimo di Jean Noir dalle Éditions de Minuit, con la dedica «À mes Compagnons de prison», e l’introduzione di François La Colère, alias Louis Aragon.
Musica di Henri Dutilleux (1916-2013), compositore francese, nell’opera per piano ed orchestra “Sonnets de Jean Cassou” composta tra il 1944 ed il 1954.
Altra musica di Manuel Rosenthal (1904-2003), compositore francese, nell’opera “Deux sonnets de Jean Cassou”.

Jean Cassou è stato una figura importante della vita culturale francese. Negli anni 30 fu ispettore dei monumenti storici di Francia, poi conservatore al Museo nazionale d’arte moderna di Parigi. Ma fece anche parte del Comité de vigilance des intellectuels antifascistes ed entrò subito nella... (continua)
Éloignez-vous sur la pointe des pieds.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/12/2013 - 08:28
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1984

ben venga...se ci riesce :) bisogna pure racapezzarsi ogni tanto :D
krzyś 11/12/2013 - 01:47
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Soweto Blues

Anche io vorrei vedere Napoli e morire...indimenticabile
krzyś 10/12/2013 - 23:08
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Le Camp de Judes

[2005]
Parole et musique de Michel Ronchi.
Nell’album intitolato "Entre Nous" con il gruppo Les Ostrogoths
Testo trovato su Musique dans les camps d'internement en France sul sito dedicato alla musica ebraica curato da Claude Torres di Montpellier.

Anche il campo di Judes-Septfonds in Tarn-et-Garonne, come quello di Gurs, nacque per ospitare i profughi della guerra di Spagna ma poi, con l’armistizio franco-tedesco e l’avvento del governo collaborazionista di Vichy, divenne un campo di concentramento, prima per prigionieri di guerra alleati, poi per «individui pericolosi», in gran parte ebrei non francesi che verranno quasi tutti (alcune centinaia) spediti a morire ad Auschwitz, via Drancy...
Ils étaient des milliers ruminant sur le sol
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/12/2013 - 19:12




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