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Autore Enzo Jannacci

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I soliti accordi

Obbedirono, cambiando Forza Italia in Forza Thailandia, ma nell'ultima serata Paolo Rossi a inizio brano chiese: "Dobbiam fare lo stesso pezzo?" E Jannacci di rimando: "Si, ma dove c'è Forza Italia dì Forza Thailandia" :) Facendosi beffe dei funzionari Rai.
Roberto Monanni 5/2/2019 - 21:10
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Enzo Jannacci: Parlare con i limoni

[1987]
Scritta da Enzo Jannacci con Mark Harris e Riccardo Piferi
La canzone che dà il titolo all'album del 1987

"Il tempo dei limoni" è una canzone scritta da Luigi Tenco e Mogol, pubblicata l'anno seguente la tragica morte del cantautore, e "Parlare con i limoni" è dedicata da Jannacci proprio a Tenco ("al mio amico Tenco non gli han fatto vedere neanche i limoni"), a Giorgio Gaber ("al mio amico Gaber non gli han mai perdonato di aver fatto canzoni") e a se stesso ("quanta fatica per farsi accettare con le canzoni, una vita intera per rincorrere due o tre illusioni")...
Io, io e te, che guardi le mie rughe
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/6/2018 - 21:57
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70 persone

[1968]
Parole e musica di Enzo Jannacci
Nell’album “Vengo anch'io? No, tu no!
Con l’accompagnamento dell’orchestra di Luis Enriquez Bacalov
Testo trovato su LyricsWikia
Ho visto un mare di gente
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/6/2018 - 13:23
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Maria, me porten via

[1970]
Parole e musica di Enzo Jannacci
La traccia che apre La mia gente, album del 1970.
Testo trovato su Wikitesti

“… Gli amori di Jannacci, sbocciati fra i pendolari che fanno la spola tra la periferia milanese e le fabbriche del miracolo economico, hanno tutti un triste epilogo; o se l’hanno lieto, nessuno se ne accorge, perché i «poveri cristi» fanno parte della moltitudine anonima descritta in La mia gente (1970): «La mia gente, la mia gente muore e nessuno se ne accorge»; personaggi che «li han lasciati accoppare dietro a una ciminiera». Evidente in questa canzone, e peraltro dichiarato, è il debito che Jannacci contrae con Jacques Brel...”
(dal Dizionario Biografico degli Italiani, di Stefano Pivato, Treccani, 2017)
Maria, me porten via, ma tì dill minga ai fioeu
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/6/2018 - 11:43
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La mia gente

[1970]
Parole e musica di Enzo Jannacci
La traccia che dà il titolo all’album del 1970
Testo trovato su LyricsWikia

“… Gli amori di Jannacci, sbocciati fra i pendolari che fanno la spola tra la periferia milanese e le fabbriche del miracolo economico, hanno tutti un triste epilogo; o se l’hanno lieto, nessuno se ne accorge, perché i «poveri cristi» fanno parte della moltitudine anonima descritta in La mia gente (1970): «La mia gente, la mia gente muore e nessuno se ne accorge»; personaggi che «li han lasciati accoppare dietro a una ciminiera». Evidente in questa canzone, e peraltro dichiarato, è il debito che Jannacci contrae con Jacques Brel...”
(dal Dizionario Biografico degli Italiani, di Stefano Pivato, Treccani, 2017)
La mia gente,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/6/2018 - 11:27
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Chissà se è vero

Eseguita verso la fine del 2011 da Cristiano De André (voce e chitarra con l'accompagnamento alla fisarmonica di Paolo Jannacci) nel corso di un programma-tributo ideato e condotto da Fabio Fazio al quale partecipò, sia pure solo nel finale, anche un già molto provato e sofferente Enzo Jannacci.

Alberta Beccaro - Venezia 5/6/2018 - 15:46
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In libertà ti lascio

anonimo
[XIX secolo / 19th Century]

Canzone popolare milanese
A folksong from Milan
Chanson populaire milanaise

Canzone popolare milanese di un condannato all'ergastolo.
Il testo è reperibile ad esempio qui
Tra i suoi interpreti: Nanni Svampa, Enzo Jannacci. [Stanislava]

E aggiunge Nanni Svampa stesso (in La mia morosa cara, Canti popolari milanesi e lombardi, Nuova Editrice, Lampi di Stampa, Milano 2007, 1a edizione 1981, p 148): “Canzone tra le piú belle e intense del filone della “mala”. Il protagonista, rinchiuso a San Vittore, rivede nel sogno la scena in tribunale durante la quale è stato condannato a vita. La protesta di innocenza ritorna spesso nelle canzoni dal carcere delle diverse regioni d'Italia. Qui è interessante notare il passaggio dal dialetto alla lingua non appena entra in scena il giudice. Ma la conclusione tragica il condannato la rivive ancora nel suo dialetto: “mènell... (continua)
Sarràa in sta ratera in compagnia di púres
(continua)
inviata da Stanislava 27/8/2017 - 22:47
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Pour toi Arménie

Aida, Alberto Radius, Alberto Solfrini, Alessandra Mussolini, Angelo Giordano, Antonella Bucci, Antonella Roggero, Bernardo Lanzetti, Bravo, Christian, Contourella Family, Cristiano Malgioglio, Daiano, Dario Baldan Bembo, Decibel, Dori Ghezzi, Enrico Musiani, Enzo Jannacci, Eugenio Finardi, Fabioelisa, Francesco Baccini, Franco Simone, Franz Di Cioccio, Gazebo, Gepy, Gianfranco Manfredi, Gianni Bella, Gianni Dei, Gigliola Cinquetti, Gilda Giuliani, Gino De Stefani, Gino Paoli, Camaleonti, Iva Zanicchi, Strana Società, Lara St. Paul, Lorella Cuccarini, Luciano Rossi, Manuel De Peppe, Maria Pia Fanfani, Maria Scicolone, Marina Barone, Mario Castelnuovo, Mark Fontaine, Massimo Boldi, Mauro Lusini, Meccano, Memo Remigi, Mia Martini, Michele Pecora, Mietta, Milva, Mimmo Cavallo, Mino Reitano, Nilla Pizzi, Orietta Berti, Pierangelo Bertoli, Pino D'Angiò, Ricky Gianco, Rodolfo Grieco, Sabrina, Scarlet, Scialpi, Sergio Conte, Sergio Endrigo, Stefano Rosso, Tony Dallara, Tullio De Piscopo, Vittorio Gassman, Vivien Vee
PER TE ARMENIA
(continua)
inviata da Dq82 23/4/2017 - 21:15
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Il primo furto non si scorda mai

Salve a voi.
Ho il 33 giri della Joker (titolo "Enzo Jannacci") ma la data riportata è 1968.

Un saluto
Donato 5/9/2016 - 10:53
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Brutta gente

Il testo di questa bella canzone è chiaramente ispirato a una famosa poesia di Antonio Machado musicata da Joan Manuel Serrat:

He andado muchos caminos,
he abierto muchas veredas;
he navegado en cien mares,
y atracado en cien riberas.

En todas partes he visto
caravanas de tristeza,
soberbios y melancólicos
borrachos de sombra negra,

y pedantones al paño
que miran, callan, y piensan
que saben, porque no beben
el vino de las tabernas.

Mala gente que camina
y va apestando la tierra…

Y en todas partes he visto
gentes que danzan o juegan,
cuando pueden, y laboran
sus cuatro palmos de tierra.

Nunca, si llegan a un sitio,
preguntan a dónde llegan.
Cuando caminan, cabalgan
a lomos de mula vieja,

y no conocen la prisa
ni aun en los días de fiesta.
Donde hay vino, beben vino;
donde no hay vino, agua fresca.

Son buenas gentes que viven,
laboran, pasan y sueñan,
y en un... (continua)
Lorenzo 21/2/2016 - 22:26

Il santo nostro Ambrogio

[2002]
Testo di una canzone, datato 23 maggio 2002, scritta da Dario Fo per Enzo Jannacci. Con l’annotazione “da controllare”. Inedita.
Trovato sull’Archivio Franca Rame.
Il nostro santo Ambrogio disse, rivolto a coloro che hanno il denaro e il potere:
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/8/2014 - 15:47

Tutti gli uomini del re

Testo di Dario Fo
Musica di Enzo Jannacci
Nell’album di Jannacci intitolato “I soliti accordi” del 1994
Testo trovato sull’Archivio Franca Rame. Non so in che anno la canzone fu composta (forse il 1989, per via del riferimento al crollo del “grande muro”…) e nemmeno se quello che segue sia il testo effettivamente cantato da Jannacci.
Tutti gli uomini del re
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/8/2014 - 15:33
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Bobo Merenda

Interpretata anche dalla Bandabardò

donquijote82 27/7/2014 - 16:11

Vecchie e nuove pulsioni pro-civili

Antiwar Songs Blog
Signor Presidente, ieri in occasione della Festa Nazionale della Liberazione dell’Italia dal Nazifascismo ha avuto modo di dichiarare quanto segue: Dobbiamo procedere – nella piena, consapevole valorizzazione delle Forze Armate che continuano a fare onore all’Italia – in un serio impegno di rinnovamento e di riforma, razionalizzando le nostre strutture e i nostri mezzi, come […]
Antiwar Songs Staff 2014-04-26 18:22:00
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Sei minuti all'alba

Forse si potrebbe inserire questa bellissima canzone anche nel percorso sulla pena di morte, in fondo ricorda (cita?) i 25 Minutes to Go di Johnny Cash
Lorenzo Caccianiga 14/4/2014 - 17:35
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Sensa de ti

La tavola a fumetti realizzata dal disegnatore Giampiero Casertano per Sensa de ti:

Fa parte di una mostra di 50 tavole - dedicate ad altrettante canzoni jannacciane - intitolata "La mia gente - Enzo Jannacci, canzoni a colori", tenutasi presso lo Spazio Fumetto WOW di Milano dal 17 ottobre al 10 novembre 2013 e conclusasi il 12 novembre con un'asta benefica in cui le tavole stesse sono state battute raccogliendo 8.500 euro.
Alberta 14/11/2013 - 02:19
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Paolo Conte: Bartali

1979
Un gelato al limon

Testo e musica di Paolo Conte
interpretata anche da Enzo Jannacci e Bruno Lauzi.


Gino Bartali "Giusto tra le nazioni".
Salvò quasi mille ebrei dai nazisti

Il ciclista toscano rischiò la vita per salvare quella dei perseguitati dai campi di concentramento. Usando la sua bicicletta per nascondere documenti falsi, il campione salvò ottocento persone. Israele ha riconosciuto il suo impegno e ha in programma una cerimonia in Italia in suo onore anche in Italia

TEL AVIV - Gino Bartali, il grande campione di ciclismo, è stato dichiarato 'Giusto tra le nazioni' dallo Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell'olocausto fondato nel 1953. La nomina di 'Giusto tra le nazioni' è un riconoscimento per i non-ebrei che hanno rischiato la vita per salvare quella anche di un solo ebreo durante le persecuzioni naziste.

Bartali, oltre ad essere un campione... (continua)
Za za za zaz!
(continua)
inviata da DoNQuijote82 23/9/2013 - 20:47
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Sfiorisci bel fiore

nel testo origianriamente inciso da Jannacci nel 64 la seconda strofa era questa:

C'è odore di cibo quest'oggi nell'aria
Che la pioggia cancella ma presto tornerà
Vi spezzerò il mio pane e starò ad aspettare
La pelle mia nera che mi rinfaccerà
patchinko 7/4/2013 - 08:33
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La fotografia

Chanson italienne – La fotografia – Enzo Jannacci – 1991

Une chanson sur nos « enfants soldats » dans les terres de mafia.
Très belle et glaçante, elle fut présentée – je ne sais comment – au Festival de Sanremo. Il eut le prix de la critique, juste parce qu'elle ne pouvait d'aucune manière être ignorée.
LA PHOTOGRAPHIE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 31/3/2013 - 20:13
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La sera che partì mio padre

Chanson italienne – La sera che partì mio padre – Enzo Jannacci – 1968

Enzo Jannacci - Vengo anch'io. No, tu no. - 1968
Mina - Mina quasi Jannacci - 1977

Ah, Lucien l'âne mon ami, je ne sais pas ce que vaut cette version française... Mais j'ai voulu la faire ce soir... Afin que ne se perde pas la mémoire de ce gars-là que je ne connaissais pas... En mémoire... Car, en effet, il ne reviendra pas.

Quoi qu'il en soit, tu as bien fait, dit Lucien l'âne. Car c'était lui aussi un des nôtres, un de ces canuts qui tissait le linceul de ce vieux monde...

Ainsi Parlaient Marco Valdo M.I. et Lucien Lane
LE SOIR OÙ PARTIT MON PÈRE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 30/3/2013 - 21:29
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Gente d'altri tempi

[2003]
Parole e musica di Enzo Jannacci e del figlio Paolo, con gli arrangiamenti di Paolo Jannacci e Mauro Pagani
Dal disco “L’uomo a metà”, ultimo album in studio di Jannacci, dedicato a Giorgio Gaber (1939-2003).
Testo trovato sul sito di Enzo Jannacci
Può sembrare strano
(continua)
inviata da Bernart 30/3/2013 - 11:58
La sera che me ne andrò via / diranno che dovevo andare / diranno che non vado a star male / ma io so già che là non si sta così.

Ciao Enzo.
Lorenzo Masetti 29/3/2013 - 23:15
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Carcará

‎[1965]‎
Scritta da José Cândido e João do Vale (1934-1996), musicista e cantautore del Maranhão.‎
Singolo poi nell’album d’esordio “Maria Bethânia” del 1965‎
Interpretata anche da Nara Leão nell’album “O canto livre de Nara”, sempre del 1965, e ‎in seguito da molti altri artisti, ma ho preferito attribuirla a Maria Bethânia perché fu il suo primo ‎grande successo e perché fu proprio lei, a soli 17 anni, a sostituire la Leão indisposta nello ‎spettacolo “Opinião”, che includeva anche l’esecuzione di “Carcará”‎

Nel carcarà – il caracara, un grosso rapace dal becco molto forte, distribuito dall’Argentina fino agli ‎Stati meridionali degli USA – viene in questa canzone identificato il popolo del sertão e del nordest ‎brasiliano, un popolo che ama la sua terra difficile, che lotta per la sopravvivenza ma che è pure ‎costretto all’emigrazione...‎
Chissà se Dario Fo conosceva questo testo quando scrisse la sua La poiana magnificamente ‎interpretata da Enzo Jannacci …‎
Carcará!
(continua)
inviata da Bernart 27/3/2013 - 17:19
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Lettera da lontano

Lettera da lontano,
(continua)
inviata da DonQuijote82 16/1/2013 - 10:28
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Il monumento

"Quelli che" era un disco stranissimo: eterogeneo, stralunato. Ma era anche una delle cose più di sinistra pubblicate negli ultrarivoluzionari anni Settanta: "Quelli che", "Il monumento", "Il bonzo", "Vincenzina", "Il Kenia", "El Marognero". Peccato che non se ne accorse quasi nessuno perché - come spesso accade - sembrava che Jannacci scherzasse. Giustissimo che sia stato ripubblicato: è come se fosse stato inciso ieri.
Gigi 21/8/2012 - 14:15
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Il tic

[1968]
Scritta dal grande cabarettista milanese Walter Valdi, per intenderci, quello de «Il palo della banda dell'Ortica», scritta per Jannacci.

“Lavoravo in quel di Baggio, e mi han licenziato a maggio...”

Morte al lavoro!
Viva il Primo Maggio! (quasi finito, per fortuna...)
Lavoravo in quel di Baggio
(continua)
inviata da Bartleby 1/5/2012 - 21:56




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