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Before 2015-5-7

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Amara terra mia

Senza nulla togliere a questa splendida canzone, sembra che si tratti di una combinazione di due "contrabbandi" anche se di segno opposto. Infatti - stando a quanto riportato su blog foolk - la musica originale (e i primi versi in dialetto abruzzese ripresi e tradotti anche da Modugno) sono opera di Giovanna Marini, che però contrabbandò il pezzo come canzone popolare anonima. La canzone originaria "Cade l'oliva" faceva parte dello storico spettacolo "Bella ciao" del Nuovo Canzoniere Italiano, recentemente riproposto in occasione del cinquantennale da Lucilla Galeazzi, Elena Ledda, Ginevra Di Marco, Alessio Lega, Andrea Salvadori, Gigi Biolcati e Riccardo Tesi.

Modugno riprese la musica (ridepositandola a suo nome) e cantò la canzone sul testo della Bonaccorti (che però nei primi versi riprendeva il canto della Marini). Cade l'oliva è stato interpretato anche da Anton Virgilio Savona.



Per complicare le cose esiste anche un pezzo intitolato "Cade l'uliva" interpretato da Caterina Bueno, ma si tratta di un canto diverso.
CCG Staff 2015/5/7 - 23:02
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Diary of Anne Frank

Individual liberty is Gods purpose for man

Russ McDaniel Music Ministry
Charter April 26, 2015 Spot light: Truth
• Mankind is born to Liberty
• God needs all individuals to use their spiritual gifts unimpeded
• Free to act under Gods plan, not forced to act on plans not from God but man
• We get guidance from the holy spirit for Gods work
• Liberty : our "Authority" to do Gods work for mankind

Russ McDaniel Author / producer / Singer Songwriter of This Song "Diary of Anne Frank Thanks for Listing it
russsongs@gmail.com 2015/5/7 - 22:52

Decades

Album: "Closer" (1980)

This song seems to be about a soldier being unable to adjust to a normal civilian life after returning home from war. (I have heard some sources say this song is about World War I, but I can't tell if it actually is from the lyrics alone.)
Here are the young men, the weight on their shoulders
(Continues)
Contributed by K.C. 2015/5/7 - 22:11
Song Itineraries: World War I (1914-1918)

Il Nuovo Bella Ciao

Antiwar Songs Blog
Sono note le controversie suscitate dai versi di “O Gorizia tu sei maledetta” mezzo secolo orsono (era il 1964) nel corso dello spettacolo messo in scena dal Nuovo Canzoniere Italiano per il Festival dei Due Mondi di Spoleto. [Michele Straniero], avendo sostituito nell’esecuzione di O Gorizia tu sei maledetta Sandra Mantovani, vittima di un abbassamento […]
Antiwar Songs Staff 2015-05-07 21:36:00
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Der Graben

HAUTALAULU
(Continues)
Contributed by Juha Rämö 2015/5/7 - 10:56
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Die Moorsoldaten [Börgermoorlied; Das Moorlied]

8b. Vangin kehä: Alternative Finnish version by Elvi Sinervo

Traduzione finlandese 2 di Elvi Sinervo
Finnish translation 2 by Elvi Sinervo
Suomennos 2 Elvi Sinervo

The original Finnish version of this song was written by Elvi Sinervo in mid-1930s. This second version, titled "Prisoner's Circle" she wrote in 1943 during her political inprisonment.
VANGIN KEHÄ
(Continues)
Contributed by Juha Rämö 2015/5/7 - 10:51
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The Auld Triangle

“The Auld Triangle” nota anche come “The Banks of the Royal Canal” è una canzone autobiografica, che alcuni erroneamente ritengono sia stata scritta da Brendan Behan (o dal fratello Dominic) durante uno dei suoi soggiorni alla prigione di Mountjoy.
Brendan nella sua vita bohémien fu spesso ospite delle galere irlandesi e inglesi: In March 1942 Behan was in Mountjoy for a few days after his release from borstal in Liverpool. In April he was arrested after a shoot-out with detectives near Glasnevin and sentenced to 14 years; he spent 18 months in the Joy, transferred to Arbour Hill, and released in an amnesty at the end of the War. He was back in Mountjoy twice more: in 1948 for assaulting a Garda and using profane and obscene language and in 1954 for drunk and disorderly. tratto da Tim Carey, "Mountjoy: the story of a prison" (Cork: The Collins Press, 2000, 2005).
La prigione fu costruita... (Continues)
Cattia Salto 2015/5/6 - 23:03
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Canto dei sanfedisti

Anonymous
Vorrei ricordare anche l'interpretazione di Enzo Gragnaniello nel cd del 1999 "Dai Quartieri al San Carlo" allegato all'omonimo libro.
Flavio Poltronieri 2015/5/6 - 19:23
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Should I ever be a Soldier

JOS RYHDYN TAISTELUUN
(Continues)
Contributed by Juha Rämö 2015/5/6 - 17:41
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La cattiva strada

KAIDALLA TIELLÄ
(Continues)
Contributed by Juha Rämö 2015/5/6 - 14:54
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Ottocento

KAHDEKSANSATAA
(Continues)
Contributed by Juha Rämö 2015/5/6 - 14:51
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Un treno per Lenin

Un treno per Lenin, Davide Giromini e La Maledizione
Empoli, Palazzetto delle Esposizioni, 2 maggio 2015

CCG/AWS Staff 2015/5/6 - 13:20
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Sottosopra [Inno darmico del cavatore]

"Il primo disco di Giromini (con gli Apuamater) già conteneva una sorta di inno ancorato al territorio, un canto di lavoro, un plastico ritratto del durissimo mestiere del cavatore, la figurina vista col cannocchiale rovesciato nella distanza, è evocata dalla formula magica di un linguaggio esplicitamente arcaico, come quello di certe canzoni anarchiche ottocentesche. [...] Questa canzone è ispirata al nonno dell'artista, morto a 24 anni in un incidente sul lavoro, e perciò mai conosciuto. In un'altra recente canzone sul lato oscuro della storia d'Italia, l'ombra titanica del nonno morto in cava torna a essere il riferimento a una purezza perduta ancor prima di nascere."

Alessio Lega, in A - Rivista Anarchica
CCG/AWS Staff 2015/5/6 - 12:48
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Gladio

[2014]
Testo e musica di Davide Giromini
Lyrics and music by Davide Giromini
Interpretata assieme a La Maledizione e pubblicata poi in Ostalghia (2016)


Empoli, 2 maggio 2015. Davide Giromini e La Maledizione in concerto


Ancora inedita in album. Gladio viene comunque eseguita ultimamente in modo fisso da Davide Giromini durante il suo tour di “Rivoluzioni Sequestrate”, il libro-album dove il Carrarino ci racconta come diventò un robot in un mondo, neanche troppo futuro, dove persino Dio è stato sostituito dalla Rete. Alessio Lega, in un articolo su A-Rivista Anarchica, parla brevemente anche di questa canzone, dove “l'ombra titanica del nonno morto in cava torna a essere il riferimento a una purezza perduta ancor prima di nascere”. E questo paese, la sua purezza (se mai sia esistita) l'ha persa nelle sue trame oscure, nei suoi misteri chiarissimi, nelle sue stragi, nella sua manovalanza... (Continues)
Liberati o no,
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2015/5/6 - 12:28

Y el canto de todos, que es mi propio canto

Antiwar Songs Blog
Gracias a la vida è forse il più bell’inno alla vita in forma di canzone che sia mai stato scritto al mondo, quindi sarebbe già di per sé una canzone contro la guerra. Può essere che sia una delle dieci canzoni più famose di tutti i tempi, e del tutto giustamente. È, del resto, una […]
Antiwar Songs Staff 2015-05-05 22:13:00
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Ballade des gens qui sont nés quelque part

LA CANZON DE QUEI NATI DE QUALCHE PARTE
(Continues)
Contributed by Benni 2015/5/5 - 02:20
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In den Ruinen von Berlin

“In den Ruinen von Berlin” è una canzone scritta (parole e musica) nel 1948 da Friedrich Hollaender, compositore tedesco, ebreo, nato a Londra e divenuto celebre nella Berlino di Weimar prima che l’avvento del nazismo lo costringesse, come molti altri, a fuggire. Dopo un breve soggiorno a Parigi, emigrò negli States dove scrisse canzoni per le colonne sonore di molti film di successo.

“In den Ruinen von Berlin” la scrisse per Marlene Dietrich che la interpretò in “A Foreign Affair” (“Scandalo internazionale”), pellicola diretta nel 1948 da un altro immigrato di lingua tedesca e di religione ebraica, l’austriaco Samuel Wilder, divenuto poi Billy Wilder (cognome identico ma di pronuncia diversissima).

Non mi pare che il testo corretto del brano sia nè quello contribuito da Riccardo nè quello proposto da Gianluca. All’ascolto le parole sembrano proprio quelle indicate su questa pagina del blog Kreuzberg’d, dove però le parti in russo sono traslitterate in alfabeto latino.
IN DEN RUINEN VON BERLIN
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/5/4 - 20:07




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