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Before 2012-9-18

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Il nipote del sessantotto

Sgarbi vomita su Barbacetto: "Sei un finocchio!" "E i grillini sono coglioni ! "

Sgarbi vatti a curareeee !!!

Lorenza 2012/9/18 - 18:06
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Ghost Dance

[1994]
Lyrics & Music by Jaime Robert Klegerman and James Wilson
Album: Music For The Native Americans

The Ghost Dance was a ceremony for the regeneration of the earth, and, subsequently, the restoration of the earth's caretakers to their former life of bliss. Not surprisingly, the religion experienced its height of popularity during the late 19th century, when devastation to the buffalo, the land, and its Native American guardians was at its peak. Between 1888 and 1890, various tribes sent emissaries to a man named Wovoka, who claimed to be a visionary, and who was hailed as a Messiah by many desperate Indian nations. Wovoka maintained that Spirits had shown him certain movements and songs after he had died for a short period of time. In a manner reminiscent of Christ, Wovoka preached non-violence, and most tribes abandoned their war-like ways in preparation for future happiness...

When... (Continues)
Crow has brought the message
(Continues)
Contributed by giorgio 2012/9/18 - 17:05
Song Itineraries: Native American Genocide
After long search, Campagna by Napoli Centrale has been finally included in our site with its complete lyrics. Farm labour in all its crudeness against the false idyllic images supported by the country patrons and middle class. And a music among the best ever produced in Italy.
Riccardo Venturi 2012/9/18 - 15:25
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Usii dall'avansamento allegramente

Anonymous
Uscii dall’avanzamento allegramente
(Continues)
Contributed by DoNQuijote82 2012/9/18 - 13:55

And I'm Still Searching

‎[1997]

L’unica canzone interpretata dal vecchio Pete Seeger in chiusura del doppio album-tributo a lui ‎dedicato intitolato “Where Have All The Flowers Gone: The Songs of Pete Seeger” (Appleseed ‎Recordings, 1998).‎
And I'm still searching
(Continues)
Contributed by Dead End 2012/9/18 - 13:22
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原爆許すまじ [No More Atomic Bombs]

La versione di Pete Seeger, in giapponese ed inglese, si trova nell'album “We Shall Overcome: The Complete Carnegie Hall Concert”, New York City, June 8, 1963‎.

Dead End 2012/9/18 - 13:08
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Lasèmela andà

Un tempo si pensava: lasciamola andare, la nave ... lasciamoli andare, i nostri emigranti ...
Oggi dovremmo pensare: lasciamoli restare, questi migranti...
Così si esprime la toccante ballata composta ed eseguita dalla cantautrice Sandra Boninelli e dedicata a tutti i migranti, che ieri come oggi hanno la stessa espressione smarrita negli occhi ... occhi che noi, privilegiati e "garantiti", spesso non ci sentiamo di guardare ...
Sandra Boninelli
E' partita una nave ier sera
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2012/9/18 - 12:03

Ho sentito sparà ‘l cannone

Anonymous
Reg. Roberto Leydi e Sandra Mantovani, Armeno (NO) senza indicazione di data e informatori.
Voglio fare 'na passeggiata
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2012/9/18 - 11:31
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What Did You Do in the War?‎

‎[1993]‎
Scritta da Joe Grushecky e Bruce Springsteen
Nell’album di Joe Grushecky & The Houserockers' intitolato “American Babylon”, pubblicato nel ‎‎1995 e prodotto dal “Boss”, che partecipò pure alla registrazione di tutte le canzoni compresa questa ‎‎“What Did You Do In The War?” in cui suona la chitarra.‎
Testo trovato su ‎‎Springsteen Lyrics
What did you do in the war now Daddy?
(Continues)
Contributed by Dead End 2012/9/18 - 10:52
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Homestead

‎[1993]‎
Scritta da Joe Grushecky e Bruce Springsteen‎
Nell’album di Joe Grushecky & The Houserockers' intitolato “American Babylon”, pubblicato nel ‎‎1995 e prodotto dal “Boss”, che partecipò pure alla registrazione di tutte le canzoni compresa questa ‎‎“Homestead” in cui suona chitarra, armonica e mandolino.‎
Testo trovato su Springsteen Lyrics‎


Dopo Father Was Killed by the Pinkerton Men e Homestead Strike Song‎, ancora una canzone sui lavoratori dell’acciaio ad Homestead, ‎Pennsylvania.‎
Qui siamo quasi un secolo dopo il grande sciopero e la battaglia del 1892, rievocati nella quarta ‎strofa. L’accento viene ora posto sulla pericolosità delle lavorazioni e sulla necessità di portare il ‎culo sano e salvo a casa ogni sera, senza rimetterci la testa o qualche dito. Nell’ultima strofa ‎compare infine lo spettro della disoccupazione dovuta alla crisi dell’acciaio verificatasi... (Continues)
I was born in the corn fields of Kentucky
(Continues)
Contributed by Dead End 2012/9/18 - 10:32
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Homestead Strike Song‎

‎[primi del 900?]‎
Testo trovato su Mudcat Café‎


Non credo che Pete Seeger sia l’autore di questa canzone anche se nell’album dove la esegue - ‎intitolato “Sing-a-Long”, registrato dal vivo nel 1980 al Sanders Theatre di Cambridge, ‎Massachusetts, e pubblicato dalla Smithsonian Folkways Records nel 1992 – non ci sono crediti ‎attribuiti ad altri. In realtà probabilmente il brano risale proprio agli anni immediatamente ‎successivi il grande sciopero del 1892 perchè alcune strofe compaiono in una canzone intitolata ‎‎“The Trouble Down At Homestead” che il ricercatore folklorico George Korson raccolse a New ‎Kensington, Pennsylvania, dalla voce di un vecchio operaio siderurgico. Anche un’altra ricercatrice ‎e cantante, Ellen Stekert, raccolse la stessa canzone dalla voce di Ezra "Fuzzy" Barhight, un ‎boscaiolo di New York, includendola poi nel suo album del 1958 intitolato ‎‎“Songs of a... (Continues)
We are asking one another
(Continues)
Contributed by Dead End 2012/9/18 - 09:44

Father Was Killed by the Pinkerton Men

‎[1892]‎
Testo trovato su Mudcat Café‎

‎Ad Homestead, Pennsylvania, nei primi giorni di luglio del 1892 gli operai ‎siderurgici in sciopero si confrontarono armi in pugno con gli sgherri della famigerata agenzia ‎Pinkerton chiamati dalla Carnegie Steel Company per stroncare la protesta.‎

Il combattivo sindacato “Amalgamated Association of Iron and Steel Workers” (AA), nato nel ‎‎1876, aveva condotto negli anni precedenti importanti battaglie per migliorare le condizioni di vita ‎dei lavoratori dell’acciaio, conquistando per esempio una sorta di contratto triennale e ‎l’agganciamento dei salari al costo dei beni di prima necessità. Ma nel 1881 il proprietario della ‎compagnia, il signor Agnelli, pardon, Carnegie chiamò al suo servizio un ‎amministratore delegato, il signor Marchionne, pardon, Frick il quale cercò subito di ‎far fuori la FIOM, pardon, l’AA perché riteneva che la fabbrica... (Continues)
‎'Twas in a Pennsylvania town not very long ago‎
(Continues)
Contributed by Dead End 2012/9/18 - 09:04
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Crazy Horse

[2004]
Lyrics & Music by Tim Moody and Paul Owsinski
Album: Miles Beyond
Born on the Republican River – in the year 1845
(Continues)
Contributed by giorgio 2012/9/18 - 08:16
Song Itineraries: Native American Genocide
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O can (Can de palleiro)

¡Ay! Rabioso y viejo
(Continues)
2012/9/17 - 23:21
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L'affiche rouge

L'ultima lettera di Missak Manouchian alla moglie

Mia cara Melina, mia amata orfanella,
tra qualche ora, non sarò più di questo mondo.
Noi verremo fucilati questo pomeriggio alle 15.
Questo giunge come un accidente nella mia vita,
non ci credo eppure so che non ti rivedrò mai più.

Cosa posso scriverti?
Tutto è confuso in me e chiarissimo allo stesso tempo.

Mi ero ingaggiato nell'Esercito di Liberazione come soldato volontario e muoio a due passi dalla vittoria e dalla meta.
Auguro felicità a quelli che sopravvivranno a noi e che assaporeranno la dolcezza della Libertà e della Pace di domani. Sono sicuro che il popolo francese e tutti i combattenti della Libertà sapranno onorare la nostra memoria degnamente. In punto di morte, dichiaro di non avere alcun odio contro il popolo tedesco e contro nessuno, ognuno avrà quel che merita, il proprio castigo o la propria ricompensa. Il popolo... (Continues)
Mattié Crisantoi 2012/9/17 - 17:14

Canzone dell'Arneo

Anonymous
‎“Terra d'Arneo. 1950. La terra d'Arneo è un'immensa distesa di terreni agricoli ‎situati nel Nord Salento e ricompresa nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto. Siamo in un ‎periodo, il 1950, di riforme agrarie, più promesse che attuate, di lotte contadine per la ‎riappropriazione delle terre, di organizzazioni politiche e sindacali sempre più forti e sempre più ‎penetranti nelle società contadine. ‎
E' in questo quadro che s'installa un vero e proprio movimento fatto di contadini che reclamavano il ‎diritto a coltivare le terre incolte o di proprietà di grandi latifondisti.‎
Ma facciamo un passo più su, per capire meglio il quadro della situazione. ‎
E' il 12 maggio del 1950 quando l'allora Ministro dell'Agricoltura Segni realizzò la cosiddetta ‎riforma agraria, una riforma che aveva l'intenzione di espropriare migliaia di ettari di terre da ‎assegnare ai piccoli proprietari terrieri,... (Continues)
Dead End 2012/9/17 - 15:28
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Migranti

Album: Lettere migranti 2002
di terra nera corsa sotto i piedi
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2012/9/17 - 13:07
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Noi lo chiamiamo Vietnam

‎[1966]‎
Versi del poeta Mario Socrate, poeta e scrittore romano scomparso lo scorso 27 marzo [2012] al’età di 92 ‎anni.‎

Musica di Fiorenzo Carpi
Singolo del 1966, poi anche nell’album collettivo “Compagno Vietnam”, edito nei primi anni 70 ‎sempre dalla Dischi del Sole. ‎
Testo trovato su Il Deposito‎
Sul lato B del 45 giri del 1966 c'era Illu Vietnam nostri compagni

‎“Ho chiesto al generale Westmoreland che cosa gli servisse per far fronte a questa crescente ‎aggressione. Me lo ha detto. E noi soddisferemo le sue richieste. Non possiamo essere sconfitti con ‎la forza delle armi. Rimarremo in Vietnam.” (28 luglio 1965. Il presidente americano Lindon ‎Johnson anuncia l’escalation militare nel sud est asiatico)‎

‎ “[…] Anche Mario Socrate, poeta ormai canonico e reduce della Resistenza, scrisse il testo di ‎una canzone sul Vietnam in cui giocava sulla parola ‘escalation’ che traduceva... (Continues)
Mentre fai la tua scalata,‎
(Continues)
Contributed by Dead End 2012/9/17 - 11:27
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Song of My Hands

‎[1949?]‎
Parole di Bernie Asbel.‎
Nel disco “I Hate the Capitalist System”, Paredon Records, 1973.‎

‎Pensaci bene e ricordatelo quando prenderai delle decisioni: queste mie due mani sono in ‎vendita ma tu dovrai darmi quel che serve ai miei figli per crescere e vivere dignitosamente… ‎Queste mie due mani hanno costruito le tue fabbriche e ti hanno fatto ricco, hanno costruito le tue ‎automobili ma – attenzione – possono anche smettere di farlo. Questo è il potere delle mie due ‎mani. Le mie due mani sono forti, coraggiose e soprattutto libere, e non c’è un solo uomo al mondo ‎‎– nemmeno tu, signor Marchionne - che possa ridurle in schiavitù…
(traduzione molto libera e con dedica di Dead End)‎
A lover sings of his own true love,
(Continues)
Contributed by Dead End 2012/9/17 - 10:55
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The Commonwealth of Toil

‎[1910s]‎
Parole di Ralph Chaplin (1887-1961), scrittore, ‎artista ed attivista sindacale, membro dell’Industrial Workers of the World (I.W.W.), i cosiddetti ‎‎"Wobblies", ed autore del loro inno (“Solidarity Forever”) e del loro logo, il gatto nero inferocito ‎che è ancora oggi uno dei simboli dell’anarcosindacalismo.‎


Sulla melodia dell’ottocentesca canzone antischiavista "Darling Nelly Gray" scritta da Benjamin ‎Russell Hanby.‎
Nel disco di Joe Glazer “Songs of The Wobblies”, pubblicato dalla Smithsonian Folkways ‎Recordings nel 1977.‎
Testo trovato su Folk Archive

“Ma noi abbiamo un sogno splendente, di quanto bello sarà il mondo quando ognuno potrà ‎vivere libero e sicuro, quando il mondo apparterrà a chi lavora e ci saranno pace e gioia per tutti, ‎nella Comunità del Lavoro che sarà” (traduzione italiana di Alessandro Portelli, da “Note ‎Americane. Musica e culture negli Stati Uniti”, Shake/Acoma edizioni, 2011.‎
In the gloom of mighty cities
(Continues)
Contributed by Dead End 2012/9/17 - 10:27
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Gerardo Nuvola 'e Polvere

In musica, più propriamente nelle "canzonette", non amo molto le parole; se ho voglia di un buon testo, leggo un libro.
Qualche volta, però, si "inciampa" in qualcosa di veramente bello...

Il Presido(z)
Il Presido(z) 2012/9/17 - 10:11
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In the Land Where the Buffalo Roam (Wounded Knee)

[2010]
Lyrics & Music by Brian Lawrence
Album: Beyond the Seven Hills of Rome
Laid to rest
(Continues)
Contributed by giorgio 2012/9/17 - 08:16
Song Itineraries: Native American Genocide
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Lletanía

Probably it was at the beginnings of 60s when three members of the Setze Jutges (Cat. “Sixteen Judges”), Miquel Porter (singer and songwriter), Lluís Serrahima and Jaume Armengol (musician) wrote this curious and risky song: it’s a song that tells the recent Spanish history as it was a travel in train. However, the lyric was too clear, and therefore, too risky to even try record it (censorship never would allow it)… And the song stayed forgoten til 1996, when Joan Manuel Serrat recorded the soundtrack of D’un temps, d’un país (“Of a time, of a country”, title of a Raimon’s song, included on the LP): a record where the great Catalan songwriter makes covers of some of the most emblematic songs of the Nova Cançó Catalana (Cat. Catalan New Song): from the sobriety of Setze Jutges to the experiments of the movement Música Laietana, passing through the folksingers and folk groups. This is a lesson of History:
LITANY
(Continues)
2012/9/16 - 22:58
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Custer

[1999]
Lyrics & Music by Susan Anders
Album: Thinner
No man can save me
(Continues)
Contributed by giorgio 2012/9/16 - 17:33
Song Itineraries: Native American Genocide
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General Custer

Non è storicamente esatto dire che il 7° "fu sterminato quasi fino all'ultimo uomo"..
Per certo perirono tutti quelli che erano con Custer (all'infuori del trombettiere Martini), e cioè esattamente i soldati che componevano le compagnie C, E, F, I e L.
Il computo dei caduti del 7° è a tutt'oggi controverso: 212, 225, 263, 268, 272….
206 furono i morti che il tenente Bradley e i suoi scouts contarono la mattina del 27 giugno.
Io, contando i soli militari delle 5 compagnie, aggiungendovi due ufficiali e un sergente per ciascuna e includendo Custer e il suo aiutante ten. W. W. Cooke arrivo alla somma di 263.
A questi bisogna aggiungere gli ausiliari civili, il corrispondente Mark Kellogg e gli scouts. Oltre, i 50 morti della rovinosa ritirata di Reno.

Ci vollero otto giorni perché la notizia del "massacro" arrivasse alla città di Helena nel Montana e di là corresse in tutto il mondo... (Continues)
giorgio 2012/9/16 - 13:37
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Ballad of Sitting Bull

Per Maurizio Accardo

« Là c’è il più grande campo d’indiani del continente americano, e io lo attaccherò » (George Armstrong Custer a Mitch Bouyer, a Curly, a Charley Reynolds, agli scouts Arikaree che intonarono il canto di morte allorché appresero che il generale Alfred Terry aveva dato a Custer libertà di iniziativa, e a tutti quelli che lo avvertirono che sul Little Big Horn vi erano migliaia di nativi).

« G. A. Custer, tenente colonnello, 7° Cavalleria, è giovane, molto coraggioso, perfino troppo impetuoso, il che non guasta in un ufficiale di cavalleria. Le sue caratteristiche più salienti sono la giovinezza, la salute, l’energia e la fortissima volontà di fare qualcosa e di combattere. Ma non ha troppo giudizio » (William Tecumseh Sherman)

«Custer si è buttato contro la morte come uno sciocco, era come cieco, non voleva vedere » (Tȟatȟaŋka Iyotȟaŋka, Toro Seduto, ingl. Sitting... (Continues)
giorgio 2012/9/16 - 09:58
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Wounded Knee (This Country)

[2006]
Lyrics & Music by Jennifer Castle
This country tis of thee
(Continues)
Contributed by giorgio 2012/9/16 - 09:45
Song Itineraries: Native American Genocide
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Days of Wonder

(Jakob Dylan)

Album: Rebel, Sweetheart (2005)
Cherry picking through the stars
(Continues)
2012/9/15 - 22:08
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L'impiccato

Chanson italienne – L'impiccato - Francesco De Gregori – 1978

Dans les Chansons contre la Guerre, on trouve une série de chansons qui parlent de pendu :

Ballade des pendus [Épitaphe Villon] (Serge Reggiani)
Gaetano, gracié et pendu (Marco Valdo M.I.)
La messe au pendu (Georges Brassens)
Le pendu (Germano Bonaveri)
Le Jeu du Pendu (Marco Valdo M.I.)
Le pendu (Jacques Brel)
Tortures et Suicides d’État (Marco Valdo M.I.)
et probablement encore d'autres...

En voici une de Francesco De Gregori...
LE PENDU
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2012/9/15 - 18:48
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Cosa bella frisca

[2012]
Album :Cosa bella frisca
O 'ta cosa bella frisca chi portaus oi
(Continues)
Contributed by adriana 2012/9/15 - 14:33
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El Tano

[2012]
Album :Cosa bella frisca
Martino Mastinu detto "El Tano"
(Continues)
Contributed by adriana 2012/9/15 - 14:16
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Arruolamentu

[2012]
Album :Cosa bella frisca
Mandati a far la guerra a un nemico senza nome
(Continues)
Contributed by adriana 2012/9/15 - 14:08
Song Itineraries: World War I (1914-1918)
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E la chiamano democrazia

[2012]
Album :Cosa bella frisca
E la chiamano democrazia
(Continues)
Contributed by adriana 2012/9/15 - 14:02
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Le parole incrociate

E' MORTO ROBERTO ROVERSI, BOLOGNA PERDE IL SUO POETA
da La Repubblica Online, 15 settembre 2012

Lo scrittore - che aveva partecipato alla Resistenza - si è spento ieri a 89 anni. Fondatore delle riviste "Officina" e "Rendiconti", aveva diretto il quotidiano "Lotta Continua" e composto testi di canzoni per Lucio Dalla e gli Stadio

Roberto Roversi, poeta e scrittore, intellettuale e coscienza critica di una città e del paese intero, si è spento ieri a Bologna: era nato il 28 gennaio 1923, e l'anno prossimo avrebbe compiuto 90 anni. Per suo desiderio, i familiari hanno dato l'annuncio della sua scomparsa solo oggi. E sempre per suo desiderio non vi saranno cerimonie, né pubbliche né private, né commemorazione né camera ardente.

Lascia la moglie Elena, accanto a lui sempre, anche nella lunga avventura della libreria antiquaria Palmaverde.

Roberto Roversi ci lascia appartato e discreto, come... (Continues)
CCG/AWS Staff 2012/9/15 - 12:26
Roberto Roversi, the great antifascist poet from Bologna, has died in his native town at the age of 89. No ceremony has been held in his memory, according to his wish, but we want to remember him here as the author of Le parole incrociate ("The Crossword Puzzle") and many other songs he wrote for Lucio Dalla. Farewell Roberto, sit tibi terra levis.
Riccardo Venturi 2012/9/15 - 12:21
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Las Murgas de Emilio El Moro

Emilio el Moro fue una especie de cantante cómico en la España de los 40: se vestía como un árabe o como un norte-africano y cantaba letras cómicas en estilo de copla y flamenco. No me constan que fueran especialmente corrosivas.
Creo que en la carpeta del disco figura sobre la letra un encabezado a modo de dedicatoria a este cantante por Carlos Cano, que decía algo así como "A Emilio el Moro, que me endulzaba la espera en las colas del pan", refiriéndose a la etapa de posguerra, cuando a los ciudadanos se les daba la cartilla de racionamiento, que les daba derecho a una ración de pan y leche, por lo menos.
Ésta es una de esas canciones que, básicamente, sólo se entiende en su país de origen, o incluso en su propia región. Si necesitáis una traducción, ya sabéis dónde estoy.
Saludos.
Gustavo Sierra Fernández 2012/9/15 - 11:30
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Viva l'Italia

Manca la Versione inglese del 1980 da Album inedito
Contiene alcune versioni di canzoni di De Gregori tradotte in inglese per un album che doveva essere pubblicato all'estero, poi rimasto inedito; le traduzioni sono di Susan Duncan Smith, e le basi musicali sono le stesse delle versioni in italiano
Il titolo dovrebbe essere A toast for Italy.
da wikipedia
Donquijote82 2012/9/15 - 10:49




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