Lingua   

Le soldat mécontent

anonimo


Lingua: Francese


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Tarantella per uno scugnizzo di tanti anni fa
(Daisy Lumini)
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(Chrétien de Troyes)


Probabilmente risalente al XVIII° secolo

Interpretata da Yves Montand in Chansons populaires de France del 1963.

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Dès le matin au point du jour,
On entend ces maudits tambours, (bis)
Qui nous appellent à ce noble exercice.
Mais toi pauvre soldat
C'est ton plus grand supplice.

Les caporaux et les sergents
Vous font aligner sur deux rangs. (bis)
L'un dit "Recule !" et l'autre dit "Avance !"
Et toi pauvre soldat
Faut prendre patience.

Si l'argent du prêt est mangé
Il ne faut pas s'en étonner. (bis)
Les caporaux s'en vont boire de la bière
Et toi pauvre soldat
Va boire à la rivière.

La patience que nous perdrons
Si jamais en guerre nous allons. (bis)
Ah ! Si jamais nous partons en campagne
De bons coups de fusils
Paieront les coups de cannes.

Qui a composé la chanson ?
C'est un tambour du bataillon, (bis)
C'était un soir en battant la retraite,
En pensant à sa mie,
Que toujours il regrette.

[La campagne, elle est arrivé;
Mon capitaine j’ai tué.
Mon lieutenant et mon sergent s’en doutent.
Soldats et caporaux
L’armée est en déroute.]*
* 5a strofa alternativa, ripresa dalla versione di Beppe Chierici e Daisy Lumini

inviata da Riccardo Venturi




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi (2004)
IL SOLDATO INFELICE

Al mattino, sul far del giorno
si senton quei maledetti tamburi, (bis)
che ci chiamano a quel nobile esercizio.
Ma per te, povero soldato,
è il più gran supplizio.

I caporali e i sergenti
vi fanno allinear su due file. (bis)
Uno dice "Indiet'", e l'altro "avant'",
e tu, povero soldato,
devi aver pazienza.

Se il denaro del prestito vien divorato
non bisogna certo stupirsene. (bis)
I caporali vanno a bere birra,
e tu, povero soldato,
invece vai a bere al fiume.

La pazienza la perderanno
se mai ci manderanno in guerra. (bis)
Ah! Se mai partiremo in battaglia
dei bei colpi di fucile
pagheranno le bevute.

Chi ha composto la canzone?
E' un tamburino del battaglione, (bis)
è stato una sera, battendo in ritirata
e pensando alla sua ragazza
che sempre lo aspetta.



Lingua: Italiano

Versione italiana di Beppe Chierici e Daisy Lumini
La cattiva erba (1970)
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Autori: Anonimo Franc. XVIII sec., Beppe Chierici



La Cattiva Erba (Contro la guerra e le armi) è un album del 1970 di Beppe Chierici e Daisy Lumini che raccoglie 15 canzoni in italiano frutto di traduzioni e reinterpretazioni di poesie e canzoni che vanno da Archiloco e Lao Tsu ad Antoine attraverso più di 2500 anni di storia. Credo che il titolo piacesse particolarmente a Beppe Chierici, visto che lo ha riutilizzato recentemente per un album su Brassens.
Il tema della guerra, della sua inutilità, del dolore delle madri o delle mogli che attendono il ritorno è ricorrente, essendo alcuni brani molto antichi, non possiamo però attenderci invettive contro la guerra.

Il disco è purtroppo introvabile, se non fosse stato per Flavio Poltronieri che ce ne ha fornito una copia, con tanto di fruscii del vinile inclusi nei brani, perchè in vinile uscì l'LP nel 1970, non saremmo mai riusciti a trovarlo. L'edizione era assai scarna, quindi priva dei testi che abbiamo dovuto pertanto sbobinare all'ascolto. Per quanto riguarda invece i testi originali, alcuni erano già presenti, altri li abbiamo trovati e inseriti.
Adesso l'album è interamente ascoltabile

Perchè quei cannoni? (Antoine) - Nenia (dalla guerra dei trent'anni) - Eravamo tre compagni - Compianto popolare - Il soldato morto in terra straniera - Alla guerra chi ci va - Il soldato dormiente (Rimbaud) - La guerra è truccata (Boris Vian) - Contro la guerra e le armi (Lao Tsu) - Lo scudo perduto (Archiloco) - Non avremo mai la pace, fratello? (Oliver De Magny) - Il condannato a morte - Testamento (Lermontov) - Il malcontento del soldato - Torna da in guerra un soldato



IL MALCONTENTO DEL SOLDATO

Per fare un bravo militar
Devo scattare non parlar
Devo sapere maneggiar le armi
Sennò poi il sergente viene a bastonati

All'alba io mi devo alzar
quando il tamburo sento rullar
E devo andare al nobile esercizio
Che per noi della truppa è solo un gran supplizio

Il capitano all'imbrunir
Nella trincea ci fa dormir
Poi in città lui va a gozzovigliare
E io nel ruscello mi devo disertare

Avanti grida il caporal
Indietro grida l'ufficial
È un gran casino non c'è coerenza
Il povero soldà deve portar pazienza

Questa pazienza che abbiam
Se mai un giorno in guerra andiam
Ogni sopruso ed ogni umiliazione
Gliela fare pagate alla prima occasione

E quando in guerra me ne andai
Il capitano io accoppai
Il capitano e quel sergente infame
Andiamo a casa ormai l'esercito è a puttane
Il capitano e quel sergente infame
Andiamo a casa ormai l'esercito è a puttane

inviata da Dq82 - 31/7/2017 - 07:08


Su diversi siti trovo la seguente strofa in più, come quinta:

La campagne, elle est arrivé;
Mon capitaine j’ai tué.
Mon lieutenant et mon sergent s’en doutent.
Soldats et caporaux
L’armée est en déroute.

Mi pare che precisi il senso del brano e, in particolare, della strofa precedente:

La patience que nous perdrons
Si jamais en guerre nous allons.
Ah ! Si jamais nous partons en campagne
De bons coups de fusils
Paieront les coups de cannes.

I soldati, maltrattati dai loro superiori, se verranno mandati in guerra avranno modo di vendicarsi e “dei buoni colpi di fucile saranno la risposta ai colpi di bastone ricevuti”, cosa che puntualmente accade (“Ho ammazzato il mio capitano”). “Coups de cannes” starebbe quindi per “colpi di bastone” e non per “bevute”. In più il riferimento ai bastoni d’ordinanza in dotazione agli ufficiali sposterebbe la datazione della canzone al XVIII° secolo perché è già prima della Rivoluzione che le “cannes” furono abolite…

Bartleby - 28/9/2010 - 12:55


Le soldat mécontent non è una Canzone contro la Guerra, è una delle tante canzoni cantate dai soldati in marcia o nei campi militari. Inoltre è una canzone de l'Ancien Régime Francese, l'uso delle canne da parte degli ufficiali per punire i soldati fu abolito alcuni anni prima della Rivoluzione..

Fabio - 25/10/2010 - 18:07


Per l'appunto, caro Fabio... prova a leggerti meglio il commento che precede il tuo: suggerivo di anticipare la datazione della canzone a prima della Rivoluzione...

Quanto al fatto che non sia una "canzone contro la guerra" tout court, credo ti sarai accorto che questo non è un sito "purista" e chiuso e che il concetto di "CCG/AWS" è molto più ampio di quanto coloro stessi che contribuiscono possano credere...

Detto questo, una canzone del 1700 in cui dei soldati, costretti alla guerra di Lorsignori (magari reclutati a forza, come accadeva spesso all'epoca) non solo si lamentano della loro condizione e maledicono i superiori che li vessano ma addirittura arrivano a pianificare una vendetta esemplare nei loro confronti, beh, secondo me è proprio una CCG/AWS docg.

Bartleby - 26/10/2010 - 08:35


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