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Georges Brassens: Mélanie

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Lingua: Francese


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Si diceva prima con Marco Valdo M.I. che amo assai le canzonacce da caserma, zozze, paillardes (mi sono quasi commosso -dal ridere- ascoltando Jean-Gilles mon gendre...)...e allora perché non proporre una delle principesse di tali canzoni, la mitica Mélanie di Brassens? Chi non amerà la brava perpetua del parroco, con la sua smodata passione per i ceri benedetti? Impossibile. Assolutamente impossibile! [RV]
Les chansons de salle de garde
Ont toujours été de mon goût,
Et je suis bien malheureux, car de
Nos jours on n'en crée plus beaucoup.
Pour ajouter au patrimoine
Folklorique des carabins,
Folklorique des carabins,
J'en ai fait une, putain de moine,
Plaise à Dieu qu'elle plaise aux copains,
Plaise à Dieu qu'elle plaise aux copains.

Ancienne enfant d'Marie-salope
Mélanie, la bonne au curé,
Dedans ses trompes de Fallope,
S'introduit des cierges sacrés.
Des cierges de cire d'abeille
Plus onéreux, mais bien meilleurs,
Plus onéreux, mais bien meilleurs,
Dame! la qualité se paye
A Saint-Sulpice, comme ailleurs
A Saint-Sulpice, comme ailleurs.

Quand son bon maître lui dit : "Est-ce
Trop vous demander Mélanie,
De n'user, par délicatesse,
Que de cierges non encore bénits ?"
Du tac au tac, elle réplique
Moi, je préfère qu'ils le soient,
Moi, je préfère qu'ils le soient
Car je suis bonne catholique
Elle a raison, ça va de soi,
Elle a raison, ça va de soi.

Elle vous emprunte un cierge à Pâques
Vous le rend à la Trinité.
Non, non, non, ne me dites pas que
C'est normal de tant le garder.
Aux obsèques d'un con célèbre,
Sur la bière, ayant aperçu,
Sur la bière, ayant aperçu
Un merveilleux cierge funèbre,
Elle partit à cheval dessus,
Elle partit à cheval dessus.

Son mari, pris dans la tempête
La Paimpolaise était en train
De vouer, c'était pas si bête,
Un cierge au patron des marins.
Ce pieux flambeau qui vacille
Mélanie se l'est octroyé,
Mélanie se l'est octroyé,
Alors le saint, cet imbécile,
Laissa le marin se noyer,
Laissa le marin se noyer.

Les bons fidèles qui désirent
Garder pour eux, sur le chemin
Des processions, leur bout de cire
Doiv'nt le tenir à quatre mains,
Car quand elle s'en mêl', sainte vierge,
Elle cause un désastre, un malheur,
Elle cause un désastre, un malheur.
La Saint-Barthélemy des cierges,
C'est le jour de la Chandeleur,
C'est le jour de la Chandeleur.

Souvent quand elle les abandonne,
Les cierges sont périmés;
La saint' famill' nous le pardonne
Plus moyen de les rallumer.
Comme ell' remue, comme elle se cabre,
Comme elle fait des soubresauts,
Comme elle fait des soubresauts.
En retournant au candélabre,
Ils sont souvent en p'tits morceaux,
Ils sont souvent en p'tits morceaux.

Et comme elle n'est pas de glace,
Parfois quand elle les restitue
Et qu'on veut les remettre en place,
Ils sont complètement fondus.
Et comme en outre elle n'est pas franche,
Il arrive neuf fois sur dix,
Il arrive neuf fois sur dix
Qu'sur un chandelier à sept branches
Elle n'en rapporte que six,
Elle n'en rapporte que six.

Mélanie à l'heure dernière
A peu de chances d'être élue;
Aux culs bénits de cett' manière
Aucune espèce de salut.
Aussi, chrétiens, mes très chers frères,
C'est notre devoir, il est temps,
C'est notre devoir, il est temps
De nous employer à soustraire
Cette âme aux griffes de Satan,
Cette âme aux griffes de Satan.

Et je propose qu'on achète
Un cierge abondamment béni
Qu'on fera brûler en cachette
En cachette de Mélanie.
En cachette car cette salope
Serait fichue d'se l'enfoncer
Serait fichue d'se l'enfoncer
Dedans ses trompes de Fallope,
Et tout s'rait à recommencer,
Et tout s'rait à recommencer.

inviata da Riccardo Venturi - 28/2/2009 - 16:36




Lingua: Italiano

Sentita versione italiana di Riccardo Venturi
Scritta a Bruay sur l'Escaut (59) e pubblicata originariamente il 12 novembre 2002 sul newsgroup it.fan.musica.guccini

cierges
MELANIA

Le canzonacce da caserma
Mi son sempre garbate tanto
E ciò sculo, perché ai giorni nostri
Non se ne fanno mica più tante.
Per rifornire un po' il patrimonio
Folkloristico degli studenti,
Folkloristico degli studenti
Ne ho fatta una, porca troia,
E Dio voglia che piaccia agli amici,
Dio voglia che piaccia agli amici.

Ex figlia di Maria un po' majala
Melania, la perpetua del curato
Nelle sue trombe di Falloppio
S'infila dei ceri consacrati.
Dei ceri di cera d'api,
Più pesi, ma assai migliori,
Più pesi, ma assai migliori;
Madonna, la qualità si paga
A San Sulpizio come altrove,
A San Sulpizio come altrove.

Quando il suo bravo padrone le chiede
"Sarebbe troppo chiederLe, Melania,
Di non usare, per delicatezza,
Che dei ceri ancora non benedetti?"
A bruciapelo lei risponde:
"Giammai! Li preferisco consacrati,
Li preferisco consacrati
Perché sono una buona cattolica!"
E ha ragione, non c'é che dire,
Ha ragione, non c'é che dire.

Se le imprestano un cero a Pasqua
Ve lo rende il giorno d'Ognissanti;
E no, cazzo, non mi dite che è normale
Tenerselo così tanto a lungo.
Ai funerali d'un celebre stronzo
Avendo scorto sulla bara,
Avendo scorto sulla bara
Un meraviglioso cero funebre
Ci è partita sopra a cavalluccio,
Partita sopra a cavalluccio.

Suo marito era in preda alla tempesta:
Per questo, una bretone di Paimpol
Stava offrendo, mica scema,
Un cero al patrono dei marinai.
Quella pia fiaccola tremolante
Melania se l'è acchiappata,
Melania se l'è acchiappata;
E allora il santo, quell'imbecille
Ha lasciato affogare il marinaio,
Ha lasciato affogare il marinaio!

I buoni fedeli che desiderano
Serbar per sé il loro pezzo di cera
Sul cammino della processione
Devon tenerlo a quattro mani;
Perché quando arriva lei, Santa Madonna,
È una catastrofe, una tragedia,
Una catastrofe, una tragedia!
La notte di S.Bartolomeo dei ceri
È il giorno della Candelora,
Il giorno della Candelora.

Spesso, quando li lascia,
I ceri son tutti rovinati;
La Sacra Famiglia ce lo perdoni,
Ma non c'è verso di riaccenderli.
Se li sbatacchia, ci plana sopra,
Ci fa delle giravolte,
Ci fa delle giravolte;
E quando tornano al candelabro
Spesso sono a pezzettini,
Spesso sono a pezzettini.

E siccome non è certo di ghiaccio
A volte, quando li rende
E si vuol rimetterli a posto
Sono completamente fusi;
E, in più, ci dà dentro sul serio
E succede nove volte su dieci,
Nove volte su dieci
Che di un candelabro a sette bracci
Non ve ne renda che sei,
Non ve ne renda che sei.

Melania, all'ora estrema
Ha poche chances d'esser fra gli eletti;
Per le povere anime di quel tipo
Non c'è speranza di salvezza.
Quindi, o miei cari fratelli in Cristo,
È nostro dovere, ed è ormai tempo,
Nostro dovere, ed è ormai tempo
D'impegnarci per sottrarre
Quest'anima alle grinfie di Satana,
Quest'anima alle grinfie di Satana.

E propongo che si acquisti
Un cero benedetto ammodino
Che sarà fatto indi bruciare
Di nascosto a Melania.
Di nascosto, perché 'sta majala
Sarebbe capace d'infilarselo,
Capace d'infilarselo
Nelle trombe di Falloppio
E vualà, si risarebbe daccapo,
Vualà, si risarebbe daccapo.

28/2/2009 - 16:38


Piccola nota esplicativa

Nella traduzione, come da tradizione italiana, si è usata l'espressione "canzonacce da caserma"; dalle nostre parti sono i soldati di leva ad essere depositari delle canzonacce (e del relativo "umorismo": umorismo da caserma). In Francia, invece, il tutto viene riportato in ambiente sanitario (anche se non si esclude che si tratti della Sanità militare): le chansons de salle de garde sono alla lettera le "canzoni da astanteria". E i carabins menzionati da Brassens che vuole aggiungere una canzone al loro "patrimonio folkloristico", nonostante l'assonanza militaresca italiana, sono gli "studenti di medicina", i depositari delle canzonacce d'Oltralpe.

Riccardo Venturi - 4/3/2009 - 21:34




Lingua: Italiano

Versione italiana di Salvo Lo Galbo, eseguita da Betto Balon
MARILU'

Sono gli stornelli un po' spinti
quelli a cui m'ispiro di più.
E, poichè si son quasi estinti,
per tornare a quella che fu
la più pacchiana canzonaccia
e riscattarla dall'oblio
e riscattarla dall'oblio,
con la speranza che vi piaccia,
ne ho appena scritto una anch'io,
ne ho appena scritto una anch'io.

La perpetua del mio curato,
quella porca di Marilù,
con i ceri che ha consacrato
gioca ad infilarseli sù
sù per le trombe di Falloppio,
e più son grossi, più lo fa
e più son grossi, più lo fa;
le donne pagano anche il doppio
in cambio della qualità,
in cambio della qualità!

E al curato che le propone
"Usa almen quelle a cui non do
la mia santa benedizione!"
Marilù risponde di no,
perchè non vuole che candele
in tutto odor di santità,
in tutto odor di santità,
perchè è cattolica e fedele
...e tutti i torti non li ha!
E tutti i torti non li ha!

Se le presti un cero a Pasquetta,
te lo rende l'Epifania;
cosa che parrebbe sospetta
anche per la donna più pia!
Quando il più ricco del paese
è andato al numero dei più,
è andato al numero dei più
c'erano gran candele accese
e lei ci si è fiondata sù
e lei ci si è fiondata sù!

Prima che salpasse le vele,
perchè lo guardasse dai guai,
un brav'uomo offriva candele
al patrono dei marinai.
Ma Marilù notò quel fuoco
e subito se l'acchiappò
e subito se l'acchiappò.
Al santo questo piacque poco
e il marinaio non si salvò
e il marinaio non si salvò!

I fedeli sperano invano
di tenersi i ceri per sè,
se non hanno una terza mano
a prestargli aiuto, perchè
se arriva lei, apriti cielo!,
la Processione diverrà
la Processione diverrà
una tragedia, uno sfacelo
ed ogni cero sparirà,
ed ogni cero sparirà.

Spesso, quando tornano indietro,
son talmente a K.O.,
che, ce lo perdoni San Pietro,
può bruciarli solo un falò,
perchè ci fa la giravolta,
se li sbatacchia in sotto e in sù
se li sbatacchia in sotto e in sù,
finchè la cera non si è sciolta
e non li puoi accendere più,
e non li puoi accendere più!

E siccome è molto caliente,
anche amesso che li ridia,
a nessuno verrebbe in mente
di adornarvi la sagrestia,
perchè li scioglie come ghiacci
e molto spesso accade che
e molto spesso accade che
di un candelabro a quattro bracci
non ve ne renda solo tre,
non ve ne renda solo tre.

Marilù non speri di andare
fra gli eletti, quando morrà.
Le animaccie da lupanare
han davvero assai poche chances.
E quindi abbiamo la missione,
o confratelli di Gesù
o confratelli di Gesù,
di fare sì che col forcone
non se la porti Belzebù,
non se la porti Belzebù.

E il suo cero lo si consacri
tante e tante volte di più,
poi bruciatelo e siate alacri,
chè se vi vedrà Marilù
ci manderebbe a monte il piano
e tornerà dall'aldilà
e tornerà dall'aldilà
pur di strapparcelo di mano
e farne quello che le va,
e farne quello che le va!

inviata da Salvo - 11/11/2011 - 11:30


Ah, mais ce site Brassens de Salvo est proprement fabuleux...

Lucien Lane

Au fait, Marco valdo M.I. est d'accord avec moi...

Lucien Lane - 11/11/2011 - 21:51


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