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Violeta Parra: Volver a los diecisiete

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diciassetteviolpar
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Testo e musica di Violeta Parra Sandoval
Canción-sirilla

Violeta Parra nel 1934, a 17 anni.
Violeta Parra nel 1934, a 17 anni.


it.fan.musica.gucciniVolver a los diecisiete
it.fan.musica.guccini, 28 gennaio 2000.

Riccardo Venturi

livornoveneziaBuonasera, ciao a tutti, sono nuovo di questo NG!
Adoro Francesco Guccini e vorrei presentarmi. Mi chiamo Riccardo Venturi, sono di Livorno e ho diciassette anni; frequento con profitto altalenante (ottimo nelle materie letterarie, pessimo in quelle scientifiche) la II liceo classico e ascolto Guccini fin da quando avevo dieci anni. Purtroppo non ne so moltissimo, ancora, e quindi spero di venire a sapere tante cose sul GRANDE di Pavana.

Alla mia ragazza piaceva Guccini fino all'anno scorso; purtroppo, ora s'è fissata con altri tipi di musica e dice che Francesco non le piace più. L'altro giorno mi ha fatto persino incazzare quando ha detto che è una "lagna", e a me questo non sembra affatto vero anche se una volta ho ascoltato "Stanze di vita quotidiana" e, a parte la Canzone delle Osterie di Fuori Porta, non ce l'ho fatta proprio a finirlo. Magari lo capirò meglio quando sarò più grande, o forse voi mi aiuterete a farlo, come spero.

È qualche giorno che seguo il NG (si dice "lurcare", vero?) e vedo che spesso viene nominata la sigla "OT" quando non si parla di cose che hanno strettamente a che fare con Guccini. Che cosa vuol dire? Comunque sono molto interessato di politica, anche se ho le idee un po' confuse in materia. Da una parte, infatti, vorrei fare tante cose, mi considero di sinistra estrema ma non so come definirlo bene. Parlando con i miei compagni di classe non ci cavo un gran che, pensano tutti al calcio o alle ragazze; beh, certo, ci penso anche io però mi piacerebbe capire meglio, perché avrei voglia di fare.

Vabbé, magari per i primi tempi parlerò solo di Guccini, non mi sento all'altezza ancora per parlare di certi argomenti.
Dunque, per il resto, oltre a Guccini ascolto quasi tutti i cantautori, non mi piace Jovanotti però ho una strana passione per le ballate scozzesi, anche se nei testi non ci capisco un'acca. Poi mi piace il rock degli anni settanta, quello che mi fa ascoltare mio fratello più grande. Quando io e la mia ragazza andiamo qualche volta in cantina per stare un po' insieme però mettiamo spesso i Pink Floyd.

Mi piace leggere e un po' anche scrivere, sono ultratifoso della FIORENTINA e mi piace molto nuotare. Spero di trovare dei ragazzi della mia età a cui piace Guccini...ma comunque mi va bene anche parlare con persone più grandi, sperando che mi perdonino se dico qualche cazzata.

Ah, dimenticavo: non so come dirlo, ma sogno sempre. A occhi aperti, a occhi chiusi, a occhi mezzi chiusi e mezzi aperti, a occhi socchiusi; insomma, sempre. Non ci posso fare niente, e non so se sia un bene un male. L'altro giorno sognavo di quando avrò 38 anni (ma chissà perché proprio trentotto, poi...), e mi venivano un sacco di idee strane. Che cosa farò? Dove sarò? Sarò tanto cambiato?

Ma avrò tempo per pensarci, un po' meglio di quest'oggi che se ne sta andando. Certo, è probabile che avrò sempre il mio peso, i miei passi. Spero di avere la forza di non cancellare dalla mia mente l'ombra che mi avvolge, e che mi prende adesso per portarmi da solo, come sempre, nel mio mare.

Saluti e W GUCCINI!

Franco Senia

caro riccardo,

siracusaortigianoto con piacere che, su questo NG, i minorenni abbondano.
Per qualche strana coincidenza, o scherzo del destino, l'età media sembra essersi attestata sui diciassette anni.
E' stato sufficiente che tu, finalmente, prendessi il coraggio a due mani e rivelassi la tua età! Ed ecco che, in una sorta di catarsi, tutti si sono affannati, chi più chi meno, a strapparsi quella maschera che ce li presentava sotto varie e mentite spoglie.

Idendità fittizie, faticosamente costruite e supportate con sforzi immani; sempre attenti a non distrarsi, a non tradire l'immagine che si erano fabbricati a tavolino per impressionarci: professionisti, avvocati, medici, traduttori (ma guarda tu che razza di mestieri ti vanno ad inventare!), impiegati statali, operai, insegnanti (questo era facile: bastava spiare attentamente i nostri insegnanti) e chi più ne ha più ne metta.

L'età avevano truccato!
Chi trentenne, chi quarantenne, qualcuno, perfino, cinquantenne!
Ecco. E' bastato un niente e tutto questo si è sgretolato come il cemento di certe costruzioni, i cui costruttori hanno eccessivamente "risparmiato" sui materiali di costruzione.
Credimi, ci hai tolto un bel peso di dosso!
Finalmente ciascuno di noi ha potuto abbandonare, con ben pochi
rimpianti, questo anno dvemila e se ne è tornato, tirando un sospiro di sollievo, all'epoca dei suoi propri diciassette anni.
Per fortuna, sono stato attento a dipanare una prolunga telefonica che mi permettesse di rimanere "collegato".
Ed ora, eccomi qua.

Diciassette anni anch'io, fra poco. Ultimo anno di liceo scientifico. Guccini lo seguo attraverso le rare incisioni che, dei suoi pezzi, fanno "complessi" (si chiamano così) come i Nomadi e l'Equipe 84!
Ma devo ammettere, in tutta sincerità, che mi coinvolge molto di più la voce profonda di quel cantautore genovese, fabrizio de andré. Ho comprato tutti i suoi dischi e ne ho già consumato i solchi, a furia di ascoltarli e riascoltarli.

Questi ultimi due anni sono stati piuttosto movimentati, anche qui. Però ho deciso. Dopo la maturità, a settembre, vado a studiare a firenze.
A dire il vero, volevo iscrivermi a sociologia a trento. Me ne aveva parlato un mio amico, universitario, che studia medicina a parma. Mi aveva detto che la casa dello studente di trento (ribattezzata "Carlo Marx") è una sorta di terra promessa. Ma quando ho cercato di entrare in possesso dei moduli di iscrizione, è venuta fuori la storia che sospenderanno le immatricolazioni, per il prossimo anno accademico.
Così, informandomi qui e là, è venuta fuori la facoltà di scienze
politiche di firenze, che ha anche un corso di laurea ad indirizzo sociologico.

Francamente, del futuro me ne infischio. Sono troppo preso dal presente.
Dalla velocità con cui le cose accadono. Dall'eccitazione che insorge a fronte di quello che mi si prospetta.
Non riesco a guardare troppo lontano.
Se penso che nel duemila avrò 47 anni, mi vedo vecchio, consunto, finito.
E mi scappa da ridere all'idea di condurre una vita "normale".
No. So quello che farò. L'ho deciso da un paio d'anni:
non cambierò!

un saluto a tutti

Franco Senia.

Angy "Buba"

barivecchiaCiao a tutti io sono Angela (Angy) e ho 17 anni; sono di Bari e faccio la II liceo classico; la scuola va bene, anche se sto sempre a scazzarmi con i professori...la mia preside dice sempre: a scuola si viene per studiare, non per fare la rivoluzione...
Io invece la rivoluzione la voglio fare, e non solo durante le annuali occupazioni di novembre, che servono tutt'al più a farsi qualche canna in santa pace, vedo molte cose che non mi piacciono, sia a scuola sia fuori, e per questo fin dal primo anno di ginnasio ho iniziato (mò la sparo grossa) a interessarmi di politica, e soprattutto a definirmi "COMUNISTA", con annessa tragedia in una famiglia di tiepidi DC!

Durante l'ultima occupazione, mentre stavo alla stazione con due amici, una busta di taralli e una bottiglia di vino, uno di loro mi ha dato una cassetta piuttosto malridotta: sentila, mi ha detto, ti piacerà sicuramente.
Lato A: le vecchissime canzoni di Pino Daniele
lato B: Autogrill, La Bambina Portoghese, Samantha, e altre perle del Guccio.
Io l'ho sentita a casa, Guccini mi ha letteralmente impressionato, e così da qualche sera una copia della cassetta viaggia allegramente nell'autoradio dei miei amici di sempre.

A volte anch'io penso a quando sarò grande, all'Università, al lavoro che farò, mi chiedo se gli amori durano per sempre o sono belli proprio perchè finiscono. In questo momento non so bene chi sarò tra 10 o 20 anni, ma una cosa la posso dire con certezza: la rivoluzione non voglio smettere di farla!!! Non sarò mai un'adulta disillusa, allineata, comodina, le mazzate in testa vengano pure, servono solo a rendere più dura la capoccia.

Sergio Gayol

Ciao a tutti voi

oviedo1Non so come ma sono finito in mezzo a questo messaggio, magari perche' intitolato in spagnolo, anche se scritto in un NG italiano...

Non so come sto scrivendo in questo linguaggio strano, magari cosi' mi si capisce in Italia, ma e' un'intuizione soltanto. Infatti, il mio italiano e', a giorno di oggi, pratticamente nulo. Sono stato in Italia quindici giorni un paio di anni fa, e ho imparato soltanto a dire "Buona sera.", "Mi da la chiave della stanza 301, per favore?" "Grazie","Io vorrei caffe', per colazione, grazie" e qualche altra frase simile, per diffendermi all'albergo. Tanto gli impiegati sono molto gentili e ci capiamo lo stesso, ma proprio per essere gentile con loro mi piace di cercare di parlare loro nella loro lingua. Intuisco che fra qualche anno imparerò a parlare l'italiano abbastanza bene per farmi capire in seguito.

Anch'io ho diciassette anni, curioso, vero? Questo Guccini, invece, proprio non lo conosco. Qui in Asturias nessuno sa chi sia questo. Di cantanti italiani, qui, si conosce Al Bano, la Cinquetti, Sandro Giacobbe, Raffaella Carra' e poco piu'. Ma sono sicuro che c'e' tanta gente interessante dall'altro lato degli Alpi da conoscere.

Studio il liceo scientifico a Lugones, un paese poco lontano della mia citta', Oviedo, perche' li' arrivo prendendo l'autobus proprio sotto casa mia, mentre per andare a qualsiasi liceo di Oviedo devo fare una lunga camminata, e andarci al mattino e al pomeriggio, mentre a Lugones, frequentato soprattutto da ragazzi e ragazze di paesini rurali, si va a lezione soltanto al mattino, tutto in seguito da 8,00 a 15,00. Credo che studiero' dall'anno prossimo ingegneria mineraria, mio nonno, vecchi minero, e' molto contento con l'idea, anche se non vuole che scenda mai alle pericolose mine asturiane, ma qui la regione e' un po' abbastanza nelle mani degli ingegneri minerari, anche nei posti tecnici che non sono legati alla miniera... magari fra dieci anni le miniere peseranno molto di meno nell'economia della regione, tanto la CEE non vuole che continiuiamo a perdere migliardi annuali nelle poco convenienti miniere di carbone di Asturias, e dicono che si va a una maggiore unione della Comunita', si sente dire che Felipe, Miterrand, Kohl, Craxi e gli altri leader della Comunita' hanno l'idea di unire di piu' l'Europa, magari facendo un'Unione Europea da questa attuale Communita' Economica, anche se Margaret Thatcher non sembra molto favorevole all'idea.

La mia ragazza, una giovane basca la cui famiglia ha delle grandi greenhouse per la coltivazione di pomodori in un piccolo paese a dieci kilometri da Oviedo studiera' ingegneria mineraria, anche... e' brava al liceo, molto piu' brava di me, ancora. Io ho ottime votazioni, ma quelle di lei sono migliori ancora... io riesco ad avere votazioni ottime quasi senza aprire i libri... lei lo farebbe lo stesso, ma, sottile differenza, anche essendo cosi' lei studia un sacco tutti i giorni... Puo' darsi che questo sara' una differenza tra noi un giorno...

Magari dovrei conoscerlo, questo tale... come avete detto che si chiama Gucc... che? Intanto, continuo a sentire sempre i Beatles. Credo che frequentero' questo NG... a parte Guccini, si dicono molte cose belle, qua!

BTW, questo ragazzo che ha iniziato il Thread, Ricardo, credo che si chiamava, o si dice Riccardo, in Italia? Perche' hai scritto "Volver a los diecisiete" in spagnolo? Se non fosse stato cosi' non avrei visto mai questo gruppo, e chissa che cose avrei perso...

A presto, ci vediamo negli anni che verranno, che presto saranno i 90!

Sergio.
Volver a los diecisiete
después de vivir un siglo
es como descifrar signos
sin ser sabio competente.
Volver a ser de repente
tan frágil como un segundo,
volver a sentir profundo
como un niño frente a Dios.
Eso es lo que siento yo
en este instante fecundo.

Se va enredando, enredando,
como en el muro la hiedra
y va brotando, brotando,
como el musguito en la piedra.
Como el musguito en la piedra ay sí, sí, sí.


Mi paso ha retrocedido
cuando el de ustedes avanza,
el arco de las alianzas
ha penetrado en mi nido
con todo su colorido
se ha paseado por mis venas
y hasta la dura cadena
con que nos ata el destino
es como un diamante fino
que alumbra mi alma serena.

Se va enredando, enredando,
como en el muro la hiedra
y va brotando, brotando,
como el musguito en la piedra.
Como el musguito en la piedra ay sí, sí, sí.


Lo que puede el sentimiento
no lo ha podido el saber
ni el más claro proceder
ni el más ancho pensamiento,
todo lo cambia al momento
cual mago condescendiente,
nos aleja dulcemente
de rencores y violencias
sólo el amor con su ciencia
nos vuelve tan inocentes.

Se va enredando, enredando,
como en el muro la hiedra
y va brotando, brotando,
como el musguito en la piedra.
Como el musguito en la piedra ay sí, sí, sí.


El amor es torbellino
de pureza original
hasta el feroz animal
susurra su dulce trino,
detiene a los peregrinos,
libera a los prisioneros.
El amor con sus esmeros
al viejo lo vuelve niño
y al malo sólo el cariño
lo vuelve puro y sincero.

Se va enredando, enredando,
como en el muro la hiedra
y va brotando, brotando,
como el musguito en la piedra.
Como el musguito en la piedra ay sí, sí, sí.


De par en par la ventana
se abrió como por encanto
entró el amor con su manto
como una tibia mañana;
al son de su bella diana
hizo brotar el jazmín,
volando cual serafín
al cielo le puso aretes
mis años en diecisiete
los convirtió el querubín.

Se va enredando, enredando,
como en el muro la hiedra
y va brotando, brotando,
como el musguito en la piedra.
Como el musguito en la piedra ay sí, sí, sí.

13/12/2007 - 21:50




Lingua: Italiano

La traduzione del diciassettenne Riccardo Venturi
dice d'averla fatta il 9 febbraio 2001
abita (ancora per poco) a venti metri dal capolinea del 17

lineadiciassette
TORNARE A DICIASSETT'ANNI

Tornare a diciassett'anni
Dopo aver vissuto un secolo
È come decifrar segni
Senza essere un dotto sapiente.
Tornare ad essere, all'improviso,
Fragile come un istante,
Tornare a sentir tutto dentro
Come un bimbo di fronte a Dio.
Questo è quel che io sento
In questo momento fecondo.

S'aggroviglia, s'aggroviglia
Come l'edera alla parete
E germoglia, germoglia
Come il muschio sulla pietra,
Come il muschio sulla pietra, eh, sì.


Il mio passo è andato indietro,
Mentre il vostro sta andando avanti,
L'arca dell'alleanza
E' entrata nel mio nido
Con tutto il suo arcobaleno
Mi ha passeggiato per le vene,
E financo la dura catena
Con cui ci lega il destino
E' come un diamante fino
Che m'illumina l'anima serena.

S'aggroviglia, s'aggroviglia
Come l'edera alla parete
E germoglia, germoglia
Come il muschio sulla pietra,
Come il muschio sulla pietra, eh, sì.


Quel che può il sentimento
Non lo ha potuto il sapere
Né il cammino più illustre,
Né il più vasto pensiero;
Tutto cambia al momento,
Come un mago accondiscendente
Ci allontana dolcemente
Da rancori e violenze,
Solo l'amore con la sua scienza
Ci rende tanto innocenti.

S'aggroviglia, s'aggroviglia
Come l'edera alla parete
E germoglia, germoglia
Come il muschio sulla pietra,
Come il muschio sulla pietra, eh, sì.


L'amore è un turbinìo
Di purezza originale,
Persino un feroce animale
Sussurra il suo dolce trillo,
Trattiene i pellegrini,
Libera i prigionieri.
L'amore con le sue cure
Il vecchio lo fa tornar bimbo,
E il malvagio, solo l'affetto
Lo cambia in puro e sincero.

S'aggroviglia, s'aggroviglia
Come l'edera alla parete
E germoglia, germoglia
Come il muschio sulla pietra,
Come il muschio sulla pietra, eh, sì.


E come per un incanto
La finestra s'è spalancata,
Entra l'amore col suo manto.
Come un tiepido mattino;
Al suono di bella diana
Fece spuntar il gelsomino,
Volando come un serafino
Il cielo lo ha ingioiellato,
E i miei anni, a diciassette
Li ha fatti tornare un cherubino.

S'aggroviglia, s'aggroviglia
Come l'edera alla parete
E germoglia, germoglia
Come il muschio sulla pietra,
Come il muschio sulla pietra, eh, sì.

13/12/2007 - 22:31




Lingua: Italiano

Il quattordici dicembre duemilasette a oltre mezzanotte, invece, il medesimo Riccardo Venturi preparò questa versione italiana completamente cantabile (stante un'ora di prove e correzioni cantandola sopra l'originale).
TORNARE A DICIASSETT'ANNI

Tornare a diciassett'anni
Dopo un secolo di vita
È come decifrar segni
Senza essere un sapiente.
Tornare, all'improvviso
Fragile come un momento,
A sentire tutto dentro,
Un bimbo di fronte a Dio.
Questo è quello che io sento
In questo istante fecondo.

E s'aggroviglia, aggroviglia
Come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia,
Muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.


Ho i passi che vanno indietro
Mentre i vostri vanno avanti,
Ho l'arca dell'alleanza
Che è entrata dentro al mio nido
Con tutto il suo arcobaleno
Mi passeggia per le vene
E anche le dure catene
Con cui ci lega il destino
E' come un diamante fino,
Luce serena del cuore.

E s'aggroviglia, aggroviglia
Come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia,
Muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.


Quel che può il sentimento
Non lo ha potuto il sapere
E né il cammino più insigne,
E né il più vasto pensiero;
Tutto si cambia al momento,
Come concesso da un mago
Ci allontana dolcemente
Da rancori e da violenze,
L'amore con la sua scienza
Solo ci dà l'innocenza.

E s'aggroviglia, aggroviglia
Come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia,
Muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.


L'amore è un turbinìo
Di purezza originale,
Anche un feroce animale
Sussurra il suo dolce trillo,
E trattiene il pellegrino,
E libera il prigioniero.
Il vecchio torna bambino
Con le cure dell'amore
E il malvagio, con l'affetto
Diventa puro e sincero.

E s'aggroviglia, aggroviglia
Come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia,
Muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.


E come per un incanto
La finestra si spalanca,
Come un tiepido mattino
L'amore entrò col suo manto.
Al suono di bella diana
Con lui spuntò il gelsomino,
Volando da serafino
Il cielo lo ha ingioiellato,
Tornata a diciassett'anni
Con l'ala di un cherubino.

E s'aggroviglia, aggroviglia
Come al muro il rampicante
E poi germoglia, germoglia,
Muschio che copre la pietra,
Come il muschio sulla pietra, sì, sì sì.

14/12/2007 - 00:22




Lingua: Inglese

Versione inglese di David Anderson
English Version by David Anderson
TO BE SEVENTEEN AGAIN

To be seventeen again
When you have lived a century
Is like deciphering signs
Without being a wise man
To be suddenly
As fragile as a second
To feel as profoundly
As a child in front of God
This is what I feel
In this rich moment

My feelings are tangled
Like ivy on a wall
And they spread
Like moss growing on a rock
Like moss on a rock

My steps go back
As yours move forward
The rainbow of our alliance
Has penetrated my nest
With all its colors
It has passed through my veins
And even the strong chain
With which destiny has tied us
Is like a diamond
That illuminates my serene soul

My feelings are tangled
Like ivy on a wall
And they spread
Like moss growing on a rock
Like moss on a rock

What emotions can do,
Knowledge cannot.
Nor can the clearest actions,
Nor the broadest thoughts
Everything changes the moment
The gracious magician
Removes us gently
From animosity and violence
Only love, with its knowledge,
Returns us to our innocence

My feelings are tangled
Like ivy on a wall
And they spread
Like moss growing on a rock
Like moss on a rock

Love is like a whirlwind
Of original purity
Even to the wild animal
It murmurs its sweet trill
It gives the wanderers rest,
Frees the prisoners
Love, with its care,
Turns the old man into a child
And only with love
Do the evil return to goodness and honesty.

My feelings are tangled
Like ivy on a wall
And they spread
Like moss growing on a rock
Like moss on a rock

As if by enchantment
The window flew wide open
In came love with its cloak,
Like a warm morning
And the sound of beautiful Diana*
Made the jasmine bloom
A flying Seraphim
Placed jewels in the sky for me
And the Cherubim changed
My years to seventeen

My feelings are tangled
Like ivy on a wall
And they spread
Like moss growing on a rock
Like moss on a rock

*The Moon goddess

inviata da Marcia - 10/4/2009 - 11:24




Lingua: Svedese

La versione svedese cantata da Arja Saijonmaa assieme agli Inti Illimani.
La versión sueca cantada por Arja Saijonmaa y los Inti Illimani.
Swedish version performed by Arja Saijonmaa with Inti Illimani.
Svensk version sjungen av Arja Saijonmaa tillsammans med Inti Illimani.
ATT ÅTER BLI SJUTTON ÅR

Att åter bli sjutton år gammal
när man har levt ett helt sekel
det är som att tyda tecken
utan att vara helt säker,
det är som att plötsligt få bli
så spröd som en enda sekund
att åter få känna så djupt
som barnet inför vår gud.
Precis så känner jag
i denna frukbara stund.

Så lindas vi in,
lindas vi in,
som en äng sveps in i blom,
såsom en knopp växer på träd,
såsom en våg slår emot en strand,
som en våg mot strand, ay sí sí sí.


Jag tar ett steg tillbaka
när dina steg går framåt
och barnets klara regnbåge
här i mitt bo jag hyser,
men olika färger som lyser
och flyter i mina ådror
även den hårdaste kedja
som oss vid ödet här binder
är finslipad som en sten
och skimrar stilla i själen.

Så lindas vi in,
lindas vi in,
som en äng sveps in i blom,
såsom en knopp växer på träd,
såsom en våg slår emot en strand,
som en våg mot strand, ay sí sí sí.


Vad känslan så har mäktat
har inte visdomen kunnat,
ej heller den klokaste handling,
ej ens den vildaste tanke.
En enda kort liten sekund
förändrar allt som förtrollat
och avlägsnar oss så mjukt
från våldet och från hatet.
Blott kärleken med sitt förstånd
kan göra oss hjärterena.

Så lindas vi in,
lindas vi in,
som en äng sveps in i blom,
såsom en knopp växer på träd,
såsom en våg slår emot en strand,
som en våg mot strand, ay sí sí sí.


Som av en ren förtrollning
slås fönstrena upp på vid gavel
och kärleken med sin mantel
far in som en ljuvlig morgon.
Vid tonerna av dess revelj
jasminen börjar att blomma,
en flygande kerubin
har smyckat himlen med pärlor
och förvandlat min levnadstid
till sjutton år igen.

Så lindas vi in,
lindas vi in,
som en äng sveps in i blom,
såsom en knopp växer på träd,
såsom en våg slår emot en strand,
som en våg mot strand, ay sí sí sí.

inviata da Marcia - 14/12/2007 - 16:30




Lingua: Esperanto

La versione in Esperanto del "quasi-diciassettenne" (vero) Nicola Ruggiero, amministratore di questo sito
Esperantigis pli-malpli deksepjarulo Nicola Ruggiero, administranto de tiu ĉi retejo
24 dicembre 2007

Nicola Ruggiero.
Nicola Ruggiero.
REIĜI DEKSEPJARA

Reiĝi deksepjara
post jarcent-travivado
estas kiel deĉifri signojn
sen esti klerulo scioplena.
Reiĝi, subite,
fragila kiel momento,
resenti ĉion ene
kiel infano antaŭ Dio.
Tio estas kion mi sentas
en tiu ĉi fruktodona momento.

Ĝi interplektiĝas, interplektiĝas
kiel la hedero al la muro
kaj burĝonas, burĝonas
kiel la musko sur la ŝtono,
kiel la musko sur la ŝtono, nu, jes.


Mia paŝo iris malantaŭen,
dum la via iras antaŭen,
la kesto de la interligo
eniris mian neston
kun tuta sia ĉielarko
ĝi promenis laŭ miaj vejnoj,
kaj eĉ la dura kateno
kun kiu nin ligas la destino
estas kiel diamanto fajna
kiu lumigas al mi la animon serenan.

Ĝi interplektiĝas, interplektiĝas
kiel la hedero al la muro
kaj burĝonas, burĝonas
kiel la musko sur la ŝtono,
kiel la musko sur la ŝtono, nu, jes.


Tio, kio povis la sentimento,
ne povis la scio,
nek la promeno plej eminenta,
nek la plej vasta penso;
ĉio ŝanĝiĝas je la momento,
kiel magiisto konsentema
nin malproksimigas dolĉe
de rankoroj kaj perfortoj,
nur la amo kun sia scienco
nin igas tiom senkulpaj.

Ĝi interplektiĝas, interplektiĝas
kiel la hedero al la muro
kaj burĝonas, burĝonas
kiel la musko sur la ŝtono,
kiel la musko sur la ŝtono, nu, jes.


La amo estas kirliĝo
el pureco originala,
eĉ feroca besto
susuras sian dolĉan trilon,
retenas la pilgrimantojn,
liberigas la prizonulojn.
La amo kun siaj zorgoj
maljunulon igas infano,
kaj la malbonulon, nur la amemo
tiun igas pura kaj sincera.

Ĝi interplektiĝas, interplektiĝas
kiel la hedero al la muro
kaj burĝonas, burĝonas
kiel la musko sur la ŝtono,
kiel la musko sur la ŝtono, nu, jes.


Kaj kiel pro sorĉaĵo
la fenestro dismalfermiĝis,
eniris la amo kun sia mantelo.
Kiel varmeta mateno;
je la sono de bela veksignalo
ĝi aperigas la jasmeno,
fluganta kiel serafo
la ĉielo ĝin juveligis,
kaj miajn jarojn
reigis dek sep kerubo.

Ĝi interplektiĝas, interplektiĝas
kiel la hedero al la muro
kaj burĝonas, burĝonas
kiel la musko sur la ŝtono,
kiel la musko sur la ŝtono, nu, jes.

inviata da CCG/AWS Staff - 24/12/2007 - 21:51




Lingua: Kelartico

To stih-dekinsebnyŭtig R.V. hē adgeveian kanūr nă săn gvī ad to kălart in nāg nă nahodlāig nă 2007 n.
ĀRGĪSTĀI LA DEKINSEB NYŬT

Ārgīstāi la dekinseb nyŭt
ekpret gvīstāi eno syatē
sī tāko ekcivrestāi hardŭd
ăn betūm nă ciag ya late.
Ārgīstāi nă părnādarkad
krissetig tāko eno hnāus,
innelyestāi ŏllăn innead,
tāk' nānyet inhĭ na Dyăus.
Nāmā sī to syelyem
in nām hnāus bērendig.

Ya emgurtăr, emgurtăr
kāko to ciud ad to tōik
yanes eksemăn, eksemăn,
viereg syedieg to lōit,
kāko viereg āp to lōit, yen, yen.


Mān hadnāi adnaddangīyă
tŭn vān hadnāi părhangīyă,
to arăg na to aleyānce
hē ingegī inde in mān gnezăd
săm ŏll sān hŭmbroneuzāco
părplemăb păr mān aidrāi
ya nokos to lancāi rait
syetrāv nān elĕlyo săn,
sī tāko dyemanăt fīen,
leuk ansenig nă to kārd.

Ya emgurtăr, emgurtăr
kāko to ciud ad to tōik
yanes eksemăn, eksemăn,
viereg syedieg to lōit,
kāko viereg āp to lōit, yen, yen.


To syenavīd to lyeo
hē năgenavīd to vien
ya nē to gīve incigyos
ya nē to kūhed zyalgyos;
ŏll emharsiv natohnāus
tāk syeberra gedād păr dŭed
nās eklainăl tŭllevestig
ek rongunāi, ek gvialdāi,
to kēir săn săn latebliv
nām dā to năviektŭr neinig.

Ya emgurtăr, emgurtăr
kāko to ciud ad to tōik
yanes eksemăn, eksemăn,
viereg syedieg to lōit,
kāko viereg āp to lōit, yen, yen.


To kēir sī eno virlyosār
nă rhessendŭr fetlosāl,
nokos eno dŭrh mestier
vivīdin săn trŭlup svēd
ya părhiala to neuvesiad
ya ekfranăk to cetlyibās.
To griēso ārgī nānyetăn
săn hermanāi na to kēir
ya to truig săn to vonhē
ārgī rhessentrigaligĭnăn.

Ya emgurtăr, emgurtăr
kāko to ciud ad to tōik
yanes eksemăn, eksemăn,
viereg syedieg to lōit,
kāko viereg āp to lōit, yen, yen.


Ya kāk in dŭedgrabēris
to pernestăr emgigor,
tāk' eno prōyto lŭrhvam
to kēir inveā săn to kāp.
La hlanāg nă curbe dāell
spantvā săn īn to yazmīn,
leittŭrus kāk seravīm
to vuārno īn hē adgebŏnd
ya'm ārgegī la dekinseb nyŭt
săn aies nă keruvīm.

Ya emgurtăr, emgurtăr
kāko to ciud ad to tōik
yanes eksemăn, eksemăn,
viereg syedieg to lōit,
kāko viereg āp to lōit, yen, yen.

25/12/2007 - 00:53


Non si è seri a diciassette anni
On n'est pas sérieux quand on a dix-sept ans



Têtes de Bois e Daniele Silvestri, Non si può essere seri a 17 anni. Musica di Léo Ferré


I
On n'est pas sérieux, quand on a dix-sept ans.
- Un beau soir, foin des bocks et de la limonade,
Des cafés tapageurs aux lustres éclatants !
- On va sous les tilleuls verts de la promenade.

Les tilleuls sentent bon dans les bons soirs de juin !
L'air est parfois si doux, qu'on ferme la paupière ;
Le vent chargé de bruits - la ville n'est pas loin -
A des parfums de vigne et des parfums de bière....

II
-Voilà qu'on aperçoit un tout petit chiffon
D'azur sombre, encadré d'une petite branche,
Piqué d'une mauvaise étoile, qui se fond
Avec de doux frissons, petite et toute blanche...

Nuit de juin ! Dix-sept ans ! - On se laisse griser.
La sève est du champagne et vous monte à la tête...
On divague ; on se sent aux lèvres un baiser
Qui palpite là, comme une petite bête....

III
Le coeur fou Robinsonne à travers les romans,
Lorsque, dans la clarté d'un pâle réverbère,
Passe une demoiselle aux petits airs charmants,
Sous l'ombre du faux col effrayant de son père...

Et, comme elle vous trouve immensément naïf,
Tout en faisant trotter ses petites bottines,
Elle se tourne, alerte et d'un mouvement vif....
- Sur vos lèvres alors meurent les cavatines...

IV
Vous êtes amoureux. Loué jusqu'au mois d'août.
Vous êtes amoureux. - Vos sonnets La font rire.
Tous vos amis s'en vont, vous êtes mauvais goût.
- Puis l'adorée, un soir, a daigné vous écrire...!

- Ce soir-là,... - vous rentrez aux cafés éclatants,
Vous demandez des bocks ou de la limonade..
- On n'est pas sérieux, quand on a dix-sept ans
Et qu'on a des tilleuls verts sur la promenade.

Arthur Rimbaud, 29 septembre 1870.

Omar lo Scugnizzo (figlio di Ahmed il Lavavetri) - 13/12/2007 - 22:38


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CCG/AWS Staff - 13/12/2007 - 23:36


untranquilloweekendEstate 1973
Cari amici,
vi devo proprio raccontare cosa mi è successo ieri sera, perché per me è una data storica; sono finalmente riuscito a vedere il mio primo film VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI!
In realtà ho ancora 17 anni, ma, forse perché sembro più grande della mia età, o forse perché la cassiera aveva già visto il film, sta di fatto che mi ha fatto il biglietto senza chiedermi un documento. Sono rimasto un po’ deluso, perché speravo di vedere “qualcosa” e invece c’era solo una scena di sodomia tra uomini! Il film si intitola “Un tranquillo week-end di paura” e in realtà non è brutto: bei paesaggi, bella musica, bel ritmo, bella storia; insomma, ve lo consiglio. Quello che non capisco è perché sia vietato; perché non può essere per la scena di sodomia, dato che non si vede neanche un pisello e, in più, la scena mi sembra vistosamente tagliata di qualche fotogramma. Immagino che sia per una certa violenza che pervade tutto il film, ma allora mi viene da chiedermi una cosa: per quale motivo qualche bigotto della censura si ritiene in dovere di vietare ai minori un film così e non dice niente sulla violenza vera (per esempio quella della guerra in Vietnam)? Non vi sembra tutto ciò una grande ipocrisia?
Pensate che nel liceo classico che frequento un prof di italiano è stato denunciato dal padre di una sua allieva, per aver assegnato un tema in classe che, partendo da una poesia di Brecht, invitava a una riflessione sui militari e sulle atrocità della guerra; il padre dell’allieva in questione è un militare di carriera, naturalmente, oltre che un emerito coglione. In verità la nostra epoca fa proprio schifo, se un insegnante non può nemmeno assegnare un tema sulla guerra, quando qualunque persona di buon senso sa che è una cosa rivoltante; e nello stesso tempo la censura se la prende con un film, solo per un po’ di violenza. E’ come (che ne so) se un attore venisse censurato, per aver messo su uno spettacolo in cui dice che immagina di pisciare addosso a quel tal famoso giornalista che è favorevole alla guerra nel Vietnam. Incredibile! Io, ai giornalisti favorevoli alla guerra non solo gli piscierei addosso, ma gli farei pure qualcos’altro.
Cari saluti e andate a vedere “Un tranquillo week-end di paura”, anche se non avete 18 anni.
Renato Stecca

Renato Stecca - 15/12/2007 - 07:19


In fondo a questa pagina, ci piace inserire uno straordinario video in cui Violeta Parra, in francese (ma sottotitolata in spagnolo), racconta tutta la sua vita mentre tesse. Qualcosa da guardare e ascoltare in silenzio.

Riccardo Venturi - 25/7/2008 - 17:33


Mi segnalano l'uscita sul mercato del CD "Angel PARRA chante Violeta PARRA".
Vorrei ricordare che tornato a Parigi dpo tre mesi trascorsi in Cile a fine gennaio di quest'anno, Ángel Parra non ha potuto purtroppo portare a termine personalmente questa riedizione del disco omaggio a sua madre Violeta, nell'anno che celebrava i cento anni dalla sua nascita. Angel l'ha raggiunta l'11 marzo 2017.

Queste sono le canzoni contenute:

1 Corazon maldito
2 Rin del angelito
3 Paloma ausente
4 Mazurquita modernica
5 Santiago, penando esa
6 Que dira el Santo Padre
7 Arriba quemando el sol
8 Se Juntan dos palomitos
9 La pericona se ha muerto
10 Run Run se fue pa’l Norte
11 Parabienes al revés
12 Volver a los diecisiete
13 La barca de amores
14 Por que los pobres no tienen
15 Gracias a la vida

Il 4 Ottobre del 2015 in centro a Santiago del Cile è stato inaugurato il Museo Violeta Parra, dove sono finalmente ospitate le sue opere di tappezzeria, pittura a olio, scultura e cartapesta oltre ad alcuni dei suoi strumenti musicali.

Pablo Neruda prétendait qu’à son baptême, le prêtre aurait élevé une grappe de raisins et prophétisé : « Treille tu es, vin triste tu deviendras... »*. Le même poète écrivit ensuite : « Sainte Violeta, tu es devenue guitare, dont les cordes sont des lames qui étincellent sous la lune... tu es devenue peuple, colombe sauvage, trésor caché ». Puis l’« antipoète » Nicanor Parra, son frère aîné, enchérit : « On t’accuse de toute sorte de choses. Moi qui te connais, je te dis qui tu es, un agneau déguisé en loup ! »


Inserisco qui questo mio commento dedicandolo al diciassettenne Riccardo, che certo avrà avuto alla nascità le stesse pretese di Pablo Neruda.

Flavio Poltronieri - 24/6/2017 - 09:54


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