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Warszawianka 1905 roku [La Varsovienne; Варшавянка; ¡A las barricadas!]

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(anonimo)


Testo polacco di Wacław Święcicki [1879]
Musica: Józef Pławiński (1853/54-1880)
[Ripresa dal Marsz żuawów di Włodzimierz Wolski ]
Testo russo di Gleb Maksimilianovič Kržižanovskij [1897]
Testo francese di autore sconosciuto [1920 ca.]
Testo spagnolo di Valeriano Orobón Fernández [1933]

Polish lyrics by Wacław Święcicki [1879]
Music: Józef Pławiński (1853/54-1880)
[Drawn from Marsz żuawów by Włodzimierz Wolski ]
Russian lyrics by Gleb Maksimilianovič Kržižanovskij [1897]
French lyrics by unknown author [1920 ca.]
Spanish lyrics by Valeriano Orobón Fernández [1933]

Paroles polonaises de Wacław Święcicki [1879]
Musique: Józef Pławiński (1853/54-1880)
[Tirée du
Marsz żuawów de Włodzimierz Wolski ]
Paroles russes de Gleb Maksimilianovitch Krjijanovski [1897]
Paroles françaises d'auteur inconnu [env. 1920]
Paroles espagnoles de Valeriano Orobón Fernández [1933]


Letra polaca de Wacław Święcicki [1879]
Música de Józef Pławiński (1853/54-1880)
[Tomada del Marsz żuawów de Włodzimierz Wolski ]
Letra rusa de Gleb Maksimilianovich Krzhizhanovski [1897]
Letra francés de autor desconocido [ac. 1920]
Letra castellana de Valeriano Orobón Fernández [1933]

Польские стихи Baцлава Cвенцицкого [1879]
Mузика Юзефа Плавиньского (1853/54-1880)
[Из
Марша зуавов Влодзимежа Вольского ]
Pyccкие стихи Глеба Maксимилиановича Кржижановского [1897]
Французские стихи неизвестного автора
Cпанские стихи Вaлepиана Opoбона Фэрнандэca [1933]



buenadurr


I funerali di Buenaventura Durruti, da immagini dell'epoca. Nella colonna sonora anche A las barricadas interpretata dai Muertos de Cristo.
Buenaventura Durruti's burial ceremony (original images). The soundtrack includes A las barricadas performed by Los Muertos de Cristo


INDICE RAPIDO DELLE VERSIONI DISPONIBILI [29 lingue complessive per tutte le versioni sinora]
QUICK INDEX OF VERSIONS AVAILABLE [29 languages in total for all versions, up to now]

QUESTA PAGINA È SUDDIVISA IN VERSIONI DISTINTE
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1. WARSZAWIANKA 1905 ROKU

RussoFrancese 1Francese 2 - ItalianoTedescoFinlandese 1 - Finlandese 2Finlandese 3 - EstoneGiapponese - Inglese - Ungherese - Svedese - Greco - Norvegese - Esperanto - Esperanto 2 - Croato - Danese - Vietnamita

RussianFrench 1French 2 - ItalianGermanFinnish 1 - Finnish 2Finnish 3 - EstonianJapanese - English - Hungarian - Swedish - Greek - Norwegian - Esperanto - Esperanto 2 - Croatian - Danish - Vietnamese

2. ¡A LAS BARRICADAS!

Spagnolo (originale)CatalanoItaliano 1Italiano 2 (Casa del Vento) - Inglese 1Inglese 2 - FranceseRumenoFinlandeseEsperanto - Tedesco - Polacco - Sloveno - Portoghese - Slovacco - Ceco 1 - Ceco 2 - Ceco 3 - Greco - Afrikaans - Basco (Euskara) - Galiziano (Galego) - Turco - Ungherese - Macedone

Spanish (original)CatalanItalian 1Italian 2 (Casa del Vento) - English 1English 2 - FrenchRomanianFinnnishEsperanto - German - Polish - Slovenian - Portuguese - Slovak - Czech 1 - Czech 2 - Czech 3 - Greek - Afrikaans - Basque (Euskara) - Galician (Galego) - Turkish - Hungarian - Macedonian

3. ALTRI / OTHER

Polacco 1 - Na dzień 1. maja (Zmogus, 1889) - Polacco 2 - Łodzianka (1909) - Italiano (Inno di Potere Operaio) - Svedese (Versione femminista) - Portoghese (Inno degli Ultras del Ferroviário di Fortaleza) - Буги-вуги каждый день degli Zoopark e Буги-вуги dei Nol'

Polish 1 - Na dzień 1. maja (Zmogus) - Polish 2 - Łodzianka (1909) - Italian (Hymn of Potere Operaio) - Swedish (Feminist version) - Portuguese (Hymn of Ferroviário Fortaleza supporters) - Буги-вуги каждый день by Zoopark and Буги-вуги by Nol'

Si veda la Warszawianka 1831 roku (La Varsovienne de 1831), con la quale fino all'11 ottobre 2007, formava erroneamente pagina unica.
See also Warszawianka 1831 roku (La Varsovienne de 1831), mistakenly included in the same page up to October 11, 2007.

Questa pagina integra anche i testi provenienti dalla pagina A las barricadas de La Casa del Vento. In via eccezionale, tale pagina è stata mantenuta.
This page also includes the lyrics of A las barricadas by Casa del Vento. The relevant page has been exceptionally maintained.

La Varsovienne, ovvero la Warszawianka, ovvero A las Barricadas… la storia di questo canto rivoluzionario caro a tutti coloro che in Europa hanno lottato contro l’oppressione (zarista, borghese, franchista..) è assai complessa, probabilmente una delle più difficili, singolari e belle da seguire in assoluto. Il nostro tentativo di tracciarne una storia completa, alla luce di quanto siamo riusciti a reperire in rete e altrove, è forse il primo in assoluto, un vero e proprio tentativo pionieristico di fare luce su questo canto famosissimo. Comprende anche quanto scritto da Marco Rovelli nel libretto allegato a "La Musica nelle strade!" de Les Anarchistes; pur contenente qualche piccolissima imprecisione storica, si tratta di un contributo che riteniamo fondamentale. [RV]

La Varsovienne, or Warszawianka, or rather A las barricadas... It is extremely complicate to trace the story of this revolutionary song, much beloved by all who fought in Europe against any kind of oppression (by the Tsar, the bourgeoisie, Francisco Franco...), as it is probably one of the most difficult, peculiar and beautiful stories concerning a single song. Our attempt to trace a complete history of this song in the light of what we could find in the Web and elsewhere may be the very first pioneering study on its origins. It also includes what Marco Rovelli wrote in the booklet of “La musica nelle strade!” by Les Anarchistes; though showing some small historical errors, it is nonetheless a very important contribution. [RV]

war1905La Warszawianka: un canto rivoluzionario dalla Polonia alle barricate spagnole

Nel 1879, un poeta proletario polacco, Wacław Święcicki (1848-1900), viene arrestato e incarcerato nel Decimo Padiglione della Cittadella di Varsavia per sedizione e attività socialista dalle autorità russe; in carcere, ispirandosi idealmente alla Warszawianka del 1831 e adattando il testo ad una melodia composta da un suo compagno di prigionia, Józef Pławiński (il quale, a sua volta, la aveva ripresa in parte dal Marsz żuawów di Włodzimierz Wolski), scrive un canto che anche nel titolo vuole rifarsi al suo predecessore. Si tratta di un testo ispirato dai nuovi ideali sorti principalmente con la Comune di Parigi (ed il legame con la Francia si fa di nuovo sentire), e la canzone diviene parte stabile del movimento proletario polacco. E' la cosiddetta Warszawianka 1905 roku ("La Varsaviese del 1905"), così detta perché, proprio nel 1905, fu una sorta di inno della prima rivoluzione russa (sebbene fosse stata composta molti anni prima), e perché proprio nel 1905 fu eseguita per la prima volta in pubblico durante le manifestazioni del 1° maggio a Varsavia in occasione della Rivoluzione antirussa del 1905-07; ma in realtà era stata stampata per la prima volta il 15 settembre 1883 ed eseguita per la prima volta in pubblico il 2 marzo 1885.

Questo perché, circolando, era divenuta famosa proprio in Russia, ovvero nel paese che stava opprimendo la Polonia. Negli ultimi anni del XIX secolo, esattamente nel 1897, il giovanissimo poeta rivoluzionario Gleb Maksimilianovič Kržižanovskij [Глеб Максимилианович Кржижановский], amico di Lenin, trovandosi imprigionato alla Butyrka (la prigione moscovita zarista) per aver fondato, proprio assieme a Lenin, l' Unione di lotta per l'emancipazione della classe operaia (1895), ne aveva eseguito una traduzione russa perfettamente adattata alla melodia popolare (forse proprio di origine russa) : è la Варшавянка (Varšavjanka). Kržižanovskij era peraltro di origine polacca: il vero nome di famiglia era Krzyżanowski, e sarebbe divenuto un importantissimo economista nella futura URSS. Scritta in galera, e tradotta per la prima volta in galera, in breve la Varšavjanka, così come a suo tempo l’originale polacco, diviene il principale canto contro la tirannia zarista, il vero canto internazionale degli oppressi. Tra il 1905, l’anno della prima rivoluzione russa schiacciata dal regime (di cui, come detto, fu in pratica l'"inno"), e il 1917, l’anno del trionfo della Rivoluzione d’Ottobre, la Varšavjanka viene talmente identificato con la ribellione contro il regime degli zar, da essere tout court considerato un canto popolare russo. Dopo la vittoria della Rivoluzione d’Ottobre, diviene parte stabile del repertorio musicale del Partito Comunista e addirittura dell'Armata Rossa.

In questa veste, la Warszawianka/Varšavjanka comincia ad essere cantata (e tradotta) un po’ in tutte le lingue europee; ad esempio, notissima è la traduzione tedesca (Die Warschawjanka). Già dagli anni '20 circola in Francia una versione francese, la Varsovienne, adattata alle contigenze di lotta del momento e con tutta probabilità filiazione diretta della versione russa. Nel 1933, nel supplemento alla rivista anarchica barcellonese Tierra Y Libertad, il giovane teorico dell'anarcosindacalismo Valeriano Orobón Fernández (1901-1936) ne scrive una versione spagnola (o meglio, una riscrittura totale adattata alla musica originale), arrangiata però dal musicista Ángel Miret: la intitola ¡Marcha triunfal!, con il sottotitolo con cui adesso è esclusivamente conosciuta: ¡A las barricadas!. Il canto (di cui viene eseguita immediatamente una versione parallela in lingua catalana, diventa quasi subito un inno dell’anarcosindacalismo spagnolo, ed è naturale che, allo scoppio della guerra civile spagnola, diventi una delle sue principali canzoni di lotta in un momento in cui alle barricate si viene chiamati per davvero (lo stesso Orobón Fernández morirà a Madrid all'inizio della guerra). Nella prima pubblicazione su Tierra Y Libertad, si avvertiva che il canto era stato portato in Spagna da alcuni anarcosindacalisti tedeschi; e sostituì il tradizionale canto sindacalista rivoluzionario spagnolo, Hijos del Pueblo (che però fu continuato a cantare dai socialisti). Dalla versione tedesca, quella spagnola riprende direttamente l'immagine delle barricate.

Gleb Maksimilianovič Kržižanovskij.
Gleb Maksimilianovič Kržižanovskij.


La storia della Warszawianka del 1905 non è finita qui; restano da raccontare un altro paio di cose. Probabilmente per il fatto che nella Resistenza francese, durante l’occupazione nazista e il governo di Vichy, agirono diversi esuli spagnoli, ¡A las barricadas! divenne popolarissima (come una specie di “cavallo di ritorno”), riportando persino in auge anche il lontanissimo predecessore francese di Casimir François Delavigne. Fu così che, dopo la guerra, la musica del canto fu adottata persino dal I Reggimento di Ussari Paracadutisti di stanza a Tarbes, nei Pirenei (la città dov’è nato Gilles Servat). Il canto si intitola Les Hussards de Berchény, e, come da "buona" tradizione paracadutistica, è schifosamente fascista, con tanto di riferimento diretto alle "gloriose imprese" in Algeria. Con questo si rinnova il fatto consueto dell'appropriazione, da parte dei fascisti, di cose che non appartengono loro minimamente. Nella DDR, fu preparata una diversa traduzione tedesca che fu usata come comune marcia militare nell'Esercito Popolare (Volksarmee); una versione inglese con testo differente fu scritta da Paul Robeson, ma non ebbe mai grande popolarità.

Come informa Francesco Senia dalla mailing list "Brigata Lolli", una riscrittura della Warszawianka, o meglio di A las barricadas, divenne anche l'inno di Potere Operaio. Fu eseguita per la prima volta da Oreste Scalzone. [RV]

war1905Warszawianka: a revolutionary song from Poland to the Spanish barricades

In 1883, a Polish proletary poet, Wacław Święcicki (1848-1900), is arrested by the Russian authorities for instigation to insurrection and socialist activity, and imprisoned in the tenth Pavilion of Warsaw Citadel ; while in jail, taking ideal inspiration from the Warszawianka of 1831 and setting the lyrics to a tune to a tune composed by his fellow inmate Józef Pławiński (who in his turn drew it partially from Marsz żuawów by Włodzimierz Wolski), he writes a song which shows even in its title a clear connexion with its forerunner. The poet draws its inspiration from the new ideals spread by the Paris Commune (a further historical connexion with France), and the song soon becomes part of the Polish proletary movement's repertory. It is the so-called Warszawianka 1905 roku (“The Warsaw Song of the Year 1905”), named after the fact that it became, just in 1905, a sort of hymn of the first Russian revolution (though written several years earlier) and that in the same year it was publicly sung in Warsaw, on the Mayday demonstrations during the anti-Russian revolution of 1905-07; as a matter of fact, it was first printed in Warsaw on September 15, 1883, and performed for the first time in public on March 2, 1885.

The reason why the song was being sung on both sides, both in Poland and in Russia (the country by which Poland was oppressed), is due to its widespread circulation. In the last years of the 19th century, and precisely in 1897, the young Russian revolutionary poet Gleb Maksimilianovič Kržižanovskij [Глеб Максимилианович Кржижановский], who was a friend of Lenin, while imprisoned in the Butyrka (the Moscow prison of the tsarist regime) for having founded, together with Lenin, the League of Struggle for the Emancipation of the Working Class, translated the song into Russian fitting it perfectly to its original folk tune (possibly of Russian origin!): it is the Варшавянка (Varšavjanka). Moreover, Kržižanovskij was of Polish descent (his real family name was Krzyżanowski); he was to become an important economist in the USSR. The song was so written in a jail, and first translated in a jail; and again just like the Polish original in its time, the Russian Varšavjanka became very soon the most widely known song against the Tsar's tyranny and the true international song of the oppressed. Between 1905, the year of the first Russian revolution crushed by the regime, and 1917, the year when the October Revolution prevailed, the Varšavjanka became so totally identified with the rebellion against the Tsar, that it was considered by all to be a Russian folksong. After the victory of the October Revolution, it firmly established itself in the musical repertory of the Communist Party and even of the Red Army.

Thereafter, the Warszawianka/Varšavjanka began to be translated into all European languages or so: for instance, the German translation (Die Warschawjanka) was immediately spread and became known by all. A French translation, the Varsovienne was already circulating in the Twenties of the 20th century; the song was adapted to the struggle conditions of that time, and was probably translated directly from Russian. In 1933, the young anarcho-syndicalist theoretician Valeriano Orobón Fernández (1901-1936) published a Spanish version of the song in the supplement to the Anarchist magazine of Barcelona Tierra y Libertad. This was no true translation, but a totally new text well fitted to the original tune and arranged by the musician Ángel Miret: though bearing the title of ¡Marcha triunfal!, the song became immediately known by its subtitle: ¡A las barricadas!. The song was immediately translated into Catalan and became in very short time the hymn of Spanish anarcho-syndicalism; so natural that, on the Spanish Civil War's outbreak (July 1936), it also became one basic combat song when people were really called to barricades (Orobón Fernández himself died in Madrid in the first days of the Civil War). When the song was first published in the magazine Tierra Y Libertad, it was accompanied with a note stating that the song had been brought to Spain by some German anarcho-syndicalists; within the Anarchists, it totally replaced the traditional revolutionary union song Hijos del Pueblo, which was however kept by socialists. The image of the barricades was directly taken from the German version.

La tomba di Wacław Święcicki a Varsavia. Wacław Święcicki's tomb in Warsaw.
La tomba di Wacław Święcicki a Varsavia. Wacław Święcicki's tomb in Warsaw.


The story of Warszawianka del 1905 is not complete yet; there's still something to say about it. Probably due to the fact that many Spanish refugees fought in the French Résistance during the German occupation and the Vichy government, ¡A las barricadas! became extremely popular (a sort of “Rückpferd”) and even gave new life to Casimir François Delavigne's long forgotten forerunner. After the war, the tune was used by the France's 1st Parachute Hussar Regiment (stationed in Tarbes, the town where the folksinger Gilles Servat was born) for its corps song; the songs is called Les Hussards de Berchény, and as in Paratrooper's “old 'n' good” tradition it is awfully fascist with direct reference to the “glorious actions” in Algeria. As a matter of fact, the practice of embezzling anything that does not belong to its tradition is very tipical of fascism. In East Germany, a German translation was created and used as a common piece of marching music by the Army; an English version with altered lyrics was created by Paul Robeson, but never achieved great popularity.

Following information by Francesco Senia from the “Brigata Lolli” mailing list, a total rewriting of Warszawianka, or rather of A las barricadas, became the hymn of Potere Operaio. It was first sung by Oreste Scalzone. [RV]


A LAS BARRICADAS
di Marco Rovelli
Dal libretto allegato a “La Musica nelle strade!”, pp. 31-33.
alderano

La proprietà transitiva degli oppressi. Questo canto nasce nell’Ottocento in Polonia [si veda l’introduzione, ndr.], in quella Polonia che lottava contro l’oppressione zarista. Poi passa nella Russia liberata dallo zar e diventa una sorta di inno dell’Armata Russa. La Warsowianka [sic], si chiamava. E infine (no, non in fine) è l’inno degli anarchici spagnoli durante la Guerra Civil contro i franchisti.
Che cosa ha a che fare, dunque, col campo? Molto.
Nel suo fondamentale saggio Le origini del totalitarismo, dopo un’analisi serrata dell’imperialismo europeo e delle teorie sulla razza ad esso collegato, Hannah Arendt si sofferma sulla questione degli apolidi. Ovvero i “profughi”, i senza patria, coloro che vennero privati di ogni patria, e di ogni cittadinanza, dopo gli sconvolgimenti territoriali e politici seguiti alla prima guerra mondiale. Gli apolidi, ovvero il “fenomeno più moderno”, e il “gruppo umano più caratteristico della storia contemporanea”.
Questa massa di milioni e milioni di apolidi, senza patria né cittadinanza, segnano visibilmente, secondo la Arendt, il “tramonto dello stato nazionale e la fine dei diritti umani”. Perché? Nella storia europea i diritti umani sono inscindibilmente legati alla condizione di cittadino: non a caso la storica dichiarazione che in qualche modo è il simbolo giuridico della Rivoluzione francese si chiamava “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino”. Così gli apolidi, “privati del diritto di cittadinanza, si trovarono ad essere senza alcun diritto, la schiuma della terra”. Persero ogni diritto. Quello della patria, ovvero dell’ambiente circostante, del proprio tessuto sociale, ma soprattutto l’impossibilità di trovare una nuova patria. Conseguentemente, perdita della protezione del governo, e dello status giuridico in tutti i paesi. “I nuovi esuli erano perseguitati non per quel che avevano fatto o pensato, ma per quel che erano immutabilmente, perché nati nella razza o nella classe sbagliata, o reclutati dal governo sbagliato, come nel caso dell’esercito repubblicano spagnolo.”
I repubblicani spagnoli arrivarono a centinaia di migliaia in territorio francese nel gennaio 1939, per sfuggire alla repressione dei franchisti vittoriosi. In pochi mesi la Francia si doterà di 120 campi dove “ospitare” (un’ospitalità di deportazione) questi profughi. Ancora pochi mesi, e la Francia sarà occupata dai nazisti. In questi campi, ai profughi repubblicani si aggiungeranno, in misura sempre crescente, gli ebrei. In alcuni casi saranno solo centri di smistamento; in altri diverranno lager.
Certo, c’è un abisso tra i campi di concentramento francesi e quelli nazisti –tra il campo di Vernet e quello di Dachau (scrive Arthur Koestler: “Al Vernet le percosse erano un evento quotidiano; a Dachau venivano prolungate fino a produrre la morte. Al Vernet la gente moriva per mancanza di assistenza medica; a Dachau si uccideva intenzionalmente. Al Vernet metà dei prigionieri doveva dormire senza coperte a 20 gradi sottozero; a Dachau venivano messi in catene ed esposti al gelo”). Ma da un punto di vista concettuale –dal punto di vista della forma campo- la logica che ne è il presupposto è la medesima: quella dello stato di eccezione permanente.

A LAS BARRICADAS
by Marco Rovelli
From the booklet included in the album “La musica nelle strade!”, p. 31-33
alderano

The transitive relation of the oppressed. This song originates in 19th century Poland [see introduction], a country that was fighting against tsarist oppression. Then it passed from Poland to Russia, which had been liberated from the Tsar, and became sort of hymn of the Russian Armu. Its name was Varshavianka. Finally (but not in the end), it is the hymn of the Spanish anarchists fighting in the Guerra Civil against Franco's fascists.
So, what has it to do with the camp? Very much indeed.
In her basic essay The Origins of Totalitarism, after a throughout analysis of European imperialism and the directly related racial theories, Hannah Arendt lingers over the problem of stateless persons, that is the “refugees”, those without nationality and deprived of all rights of citizenship after the territorial and political perturbations originated from the 1st World War. The stateless persons are “the most modern phenomenon” and the “most characteristical human group in contemporary history”.
In Arendt's opinion, this mass formed by millions and millions of stateless persons, without nationality and citizenship, marks clearly “the decline of national state and the end of human rights”. Why? In the history of Europe, human rights are necessarily involved in the condition of citizen: it is not by chance that the historic declaration constituting the juridical symbol of the French Revolution bears the name of “Declaration of the Rights of Man and of the Citizen”. In consequence of this, the stateless persons, “deprived of the right of citizenship, were left without any rights, the foam of earth.” They lost all rights. The right of nationality, namely the right to possess one's own milieu and social tissue, but above all the impossibility of finding a new nationality and, as a consequence, the loss of protection by the government and of the legal status in any country. “The new exiles were not persecuted for what they did or thought, but for what they were: for being born in the wrong race or class, or recruited by the wrong government, as in the case of the Spanish Republican Army”. The Spanish Republicans came by thousands to France in January of 1939 to avoid wild repression by the victorious Franquists. In few months, France built 120 camps where these refugees were to be “hosted” (“hospitality” meant deportation in this case). Few months later, France was to be occupied by the Germans. In the camps, the Spanish Republican refugees were to be joined by a steadily increasing number of Jews. In some cases the camps were only clearing centers; in other cases, they became lagers.
There's certainly great difference between French and Nazi camps, i.e. Between Vernet and Dachau (Arthur Koestler writees: “In Vernet, prisoners were beaten every day; in Dachau, they were beaten to death. In Vernet, the prisoners died by lack of medical assistance; in Dachau, they were killed intentionally. In Vernet, half of the prisonser had to sleep without blankets with a temperature of -20°; in Dachau, they were put in chains and frozen alive”.) But the idea and form of the camps are the same: a permanent status of exception.
1a. Il testo polacco originale di Wacław Święcicki [1883]
Polish original lyrics by Wacław Święcicki [1883]
Da/From pl.wikipedia


Śmiało podnieśmy sztandar nasz w góre,
Choć burza wrogich żywiołów wyje,
Choć nas dziś gnębią siły ponure,
Chociaż niepewne jutro niczyje.
O, bo to sztandar całej ludzkości,
To hasło święte, pieśń zmartwychwstania,
To tryumf pracy, sprawiedliwości,
To zorza wszystkich ludów zbratania!

Naprzód Warszawo!
Na walkę krwawą,
Świętą a prawą!
Marsz, marsz, Warszawo!

Dziś, gdy roboczy lud ginie z głodu,
Zbrodnią w rozkoszy tonąć jak w błocie,
I hańba temu, kto z nas za młodu,
Lęka się stanąć choć na szafocie!
O, nie bez śladu każdy z tych skona,
Co życie sprawie oddają w darze,
Bo nasz zwycięski śpiew ich imiona
Milionom ludzi ku czci przekaże!

Naprzód Warszawo!
Na walkę krwawą,
Świętą a prawą!
Marsz, marsz, Warszawo!

Hurra! Zerwijmy z carów korony,
Gdy ludy dotąd chodzą w cierniowej,
I w krwi zatopmy nadgniłe trony,
Spurpurowiałe we krwi ludowej!
Ha! Zemsta straszna dzisiejszym katom,
Co wysysają życie z milionów.
Ha! Zemsta carom i plutokratom,
A przyjdzie żniwo przyszłości plonów!

Naprzód Warszawo!
Na walkę krwawą,
Świętą a prawą!
Marsz, marsz, Warszawo!

inviata da Riccardo Venturi - 11/10/2007 - 12:19




Lingua: Italiano

1a1. La traduzione italiana della Warszawianka 1905 roku
1a1. Italian translation of the
Warszawianka 1905 roku

Si ringrazia Valentino Stacciarini per il contributo

La Varsovienne, certamente uno dei più celebri e universalmente noti canti di rivolta, venne scritta nel lontano 1879 da Wacław Święcicki, poeta socialista rivoluzionario polacco durante la lunga detenzione nel tristemente noto Decimo Padiglione della Cittadella di Varsavia, dove stava scontando una condanna per sedizione contro le autorità. Palesemente ispirata dalla Warszawianka del 1831 di François Delavigne e sulla traccia di una melodia popolare di probabile origine russa, il brano riflette fedelmente i nuovi ideali della Comune di Parigi. Denominata anche Warszawianka 1905 roku, perché proprio in quell'anno venne eseguita per la prima volta in occasione della festa del Primo Maggio, nella versione russa composta nel 1897 da G. Maksimilianovic Kržižanovski, divenendo una sorta di inno della prima rivoluzione antizarista. Da allora la Warszawianka/Varšavjanka è stata tradotta praticamente in tutte
le lingue del mondo ed intonata su ogni piazza in rivolta. Nel 1933, pubblicata nel supplemento interno alla rivista libertaria catalana Tierra Y Libertad, a firma del poeta Valeriano Orobón Fernández e del musicista Ángel Miret, appare la più famosa delle sue versioni ¡A las barricadas! destinata ben presto a divenire himno oficial del sindacato anarchico spagnolo CNT in sostituzione del tradizionale Hijos del Pueblo. Nel '68 italiano diverrà Stato e Padroni, inno dei militanti di Potere Operaio, e poi ancora di tifoserie sportive come gli ultras di Resistência Coral del Ferroviário Atlético Clube di Fortaleza, o di nascenti forze politiche della sinistra radicale, nonchè addirittura colonna sonora di film hollywoodiani.
Dalle barricate della Guerra Civil spagnola ai giorni nostri l'eterno peregrinare della Varsovienne non ha mai conosciuto tregua, mutandosi con disinvoltura a seconda delle circostanze in canto popolare, inno solenne, marcia militare, suono d'insorti, grido di battaglia o sciame di danza, conservando però sempre e ovunque la sua impronta indelebile di musica per la libertà degli oppressi.
LA CANZONE DI VARSAVIA DEL 1905

Arditamente alziamo al vento la nostra bandiera
anche se le forze delle tenebre ci opprimono
anche se incombe la tempesta straniera
anche se del domani nessuno è certo
Vessillo dell'intera umanità
sacro canto di resurrezione
trionfo del lavoro e della giustizia
alba di fratellanza fra i popoli

Avanti Varsavia
lotta senza tregua
sacrosanta e giusta
Marcia marcia Varsavia!

Oggi che i lavoratori muoiono di fame
rallegrarsene è un crimine
e dannato sia il giovane
che ha paura di salire sulle barricate
Oh non dimenticheremo mai la morte
di chi ha dato la vita per la causa
perché il nostro canto vittorioso farà sì
che il suo nome venga onorato da tutte le genti

Avanti Varsavia
lotta senza tregua
sacrosanta e giusta
Marcia marcia Varsavia!

Avanti abbattiamo la corona dello Zar
mentre gli oppressi cingono quella di spine
lasciatelo annegare nel sangue marcio dei troni
grondanti del sangue del popolo
Terribile vendetta per gli aguzzini di oggi
che succhiano la vita a milioni di persone
vendetta contro regnanti e plutocrati
e che il futuro ne raccolga i frutti

Avanti Varsavia
lotta senza tregua
sacrosanta e giusta
Marcia marcia Varsavia!

inviata da Valentino Stacciarini - 20/8/2013 - 17:27




Lingua: Russo

1b. Il testo russo di Gleb Maksimilianovič Kržižanovskij [1897]
1b. Russian lyrics by Gleb Maksimilyanovich Krzhizhanovsky [1897]

varsha


Manifesto commemorativo della rivolta della corazzata Potëmkin (1905) nel quale, significativamente, sono riportati alcuni versi della Varšavjanka. Lo slogan del manifesto recita: Gloria agli eroi popolari della Potëmkin!
BAPШABЯНКА

Вихри враждебные веют над нами,
Темные силы нас злобно гнетут.
В бой роковой мы вступили с врагами,
Нас еще судьбы безвестные ждут.
Но мы подымем гордо и смело
Знамя борьбы за рабочее дело,
Знамя великой борьбы всех народов
За лучший мир, за святую свободу.

На бой кровавый,
святой и правый
Марш, марш вперед,
рабочий народ.

Мрёт в наши дни с голодухи рабочий,
Станем ли братья мы дольше молчать?
Наших сподвижников юные очи
Может ли вид эшафота пугать?
В битве великой не сгинут беследно
Павшие с честью во имя идей
Их имена с нашей песней победной.
Станут священны мильонам людей.

На бой кровавый,
святой и правый
Марш, марш вперед,
рабочий народ.

Нам ненавистны тиранов короны
Цепи народа-страдальца мы чтим
Кровью народной залитые троны,
Кровью мы наших врагов обагрим!
Смерть безпощадная всем супостатам!
Всем паразитам трудящихся масс!
Мщенье и смерть всем царям-плутократам!
Близок победы торжественный час.

На бой кровавый,
святой и правый
Марш, марш вперед,
рабочий народ.

inviata da Riccardo Venturi - 11/10/2007 - 12:35




Lingua: Russo (Romanized)

1b1. Il testo russo trascritto in caratteri latini.
1b1. Romanized Russian lyrics
VARŠAVJANKA

Vixri vraždebnye vejut nad nami,
Temnye sily nas zlobno gnetut.
V boj rokovoj my vstupili s vragami,
Nas ešće suďby bezvestnye ždut.
No my podymem gordo i smelo
Znamja bor’by za rabočee delo,
Znamja velikoj bor’by vsex narodov
Za lučšij mir, za svjatuju svobodu.

Na boj krovaryj,
svjatoj i pravyj
Marš, marš vpered
rabočij narod.

Mrët v naši dni s goloduxi rabočij,
Stanem li braťja my doľše molčať?
Našix spodvižnikov junye oči
Možet li vid əšafota pugať?
B bitve velikoj ne sginut besledno
Pavšie s česťju vo imja idej
Ix imena s našej pesnej pobednoj.
Stanut svjašćenny miľonam ljudej.

Na boj krovaryj,
svjatoj i pravyj
Marš, marš vpered
rabočij narod.

Nam nenavistny tiranov korony
Celi naroda-stradaľca my čtim
Krov’ju narodnoj zalitye trony,
Krov’ju my našix vragov obagrim!
Smerť bezpošćadnaja vsem supostatam!
Vsem parazitam trudjašćixsja mass!
Mšćen’e i smerť vsem carjam-plutokratam!
Blizok pobedy toržestvennyj čas.

Na boj krovaryj,
svjatoj i pravyj
Marš, marš vpered
rabočij narod.

inviata da Riccardo Venturi - 11/10/2007 - 12:37




Lingua: Russo

1b2. Versione russa - Varianti
Russian version - Variants


Tutte le indicazioni sulle varianti sono riprese da National Anthems Online
All information on variants is reproduced from National Anthems Online
1b2a. Ritornello tipo "barricate" (più recente)
1b2a. "Barricades" refrain (recent)


На баррикады!
На баррикады!
Марш, марш вперед,
Рабочий народ!
На баррикады!
Буржуям нет пощады!
Марш, марш вперед,
Рабочий народ!

Na barrikady!
Na barrikady!
Marš, marš vpered
rabočij narod!
Na barrikady!
Na barrikady!
Marš, marš vpered
rabočij narod!


1b2a. Ritornello tipo "barricate" (variante)
1b2a. "Barricades" refrain (variant)


На баррикады!
Буржуям нет пощады!
Марш, марш вперед,
Рабочий народ!
На баррикады!
Буржуям нет пощады!
Марш, марш вперед,
Рабочий народ!

Na barrikady!
Buržujam net pošćady!
Marš, marš vpered
rabočij narod!
Na barrikady!
Buržujam net pošćady!
Marš, marš vpered
rabočij narod!

inviata da Riccardo Venturi - 13/10/2007 - 00:59




Lingua: Francese

1c. La versione francese cantata a partire dagli anni '20
1c. French version as sung around 1920


Riportata anche da Franco Senia sulla mailing list "Brigata Lolli". Si tratta della versione "classica" in lingua francese.
Also contributed by Franco Senia to the "Brigata Lolli" mailing list. It is the "classical" version in French.
LA VARSOVIENNE

Notre ennemi nous attaque en rafales,
Son joug cruel nous opprime odieusement.
Nous sommes entrés dans la lutte finale,
Qui sait encore quel sort nous attend ?
Mais nous prendrons en nos mains prolétaires,
Le drapeau rouge de tous les travailleurs,
Nous lutterons pour la cause ouvrière,
La liberté et le monde meilleur.

Frères en route, tous à la lutte!
Marche hardiment ouvrier, en avant!
Frères en route, tous à la lutte!
Marche hardiment ouvrier, en avant!

Le travailleur meurt toujours de famine,
Nous ne pouvons plus nous taire mes amis,
Ni retenir notre haine en sourdine,
Ni avoir peur d'échafauds ennemis.
Ceux qui sont morts en honneur, avec gloire,
En combattant pour le monde ouvrier,
Ne périrons pas dans notre mémoire,
Et ne seront nullement oubliés!

Frères en route, tous à la lutte!
Marche hardiment ouvrier, en avant!
Frères en route, tous à la lutte!
Marche hardiment ouvrier, en avant!

Nous haïssons les tyrans et les trônes,
Pour délivrer notre peuple martyr,
Nous détruirons leurs palais et couronnes,
N'en laisserons plus aucun souvenir.
Notre vengeance sera impitoyable
Aux parasites du travail humain,
Car tous leurs crimes sont impardonnables,
Et notre jour de revanche est prochain.

Frères en route, tous à la lutte!
Marche hardiment ouvrier, en avant!
Frères en route, tous à la lutte!
Marche hardiment ouvrier, en avant!

inviata da Riccardo Venturi - 11/10/2007 - 12:38




Lingua: Francese

1d. Altra versione francese (anni '30?)
1d. Alternative French version (around 1930?)


Testo ripreso da Chants Révolutionnaires. Gli autori sono Stefan Priacel e Pierre Migennes.
Lyrics are reproduced from Chants Révolutionnaires. Written by Stefan Priacel and Pierre Migennes.
LA VARSOVIENNE

En rangs serrés l’ennemi nous attaque
Autour de notre drapeau groupons-nous.
Que nous importe la mort menaçante
Pour notre cause soyons prêts à souffrir
Mais le genre humain courbé sous la honte
Ne doit avoir qu’un seul étendard,
Un seul mot d’ordre Travail et Justice,
Fraternité de tous les ouvriers.

O frères, aux armes, pour notre lutte,
Pour la victoire de tous les travailleurs.

Les profiteurs vautrés dans la richesse
Privent de pain l’ouvrier affamé.
Ceux qui sont morts pour nos grandes idées
N’ont pas en vain combattu et péri.
Contre les richards et les ploutocrates.
Contre les rois, contre les trônes pourris,
Nous lancerons la vengeance puissante
Et nous serons à tout jamais victorieux.

O frères, aux armes, pour notre lutte,
Pour la victoire de tous les travailleurs.

inviata da Riccardo Venturi - 11/10/2007 - 12:43




Lingua: Italiano

1e. Versione italiana (letterale) di Riccardo Venturi (4 agosto 2006)
1e. Italian translation (word-for-word) by Riccardo Venturi (August 4, 2006)


La versione rende a sufficienza anche quella russa.
Fits fairly well also the Russian version.
LA CANZONE DI VARSAVIA

Il nostro nemico ci attacca a raffiche,
Il suo crudele giogo ci opprime odiosamente.
Siamo entrati nella lotta finale,
Chi mai sa quale sorte ci attende?
Ma noi prenderemo nelle nostre mani proletarie
La bandiera rossa di tutti i lavoratori,
Lotteremo per la causa operaia,
Per la libertà e per il mondo migliore.

Fratelli, in marcia, tutti alla lotta!
Marcia con audacia, operaio, avanti!
Fratelli, in marcia, tutti alla lotta!
Marcia con audacia, operaio, avanti!

Il lavoratore muore sempre di carestia,
Non possiamo più tacere, amici miei,
Né mettere in sordina il nostro odio,
Né avere paura delle forche nemiche.
Chi è morto con onore e con gloria
Combattendo per il mondo operaio,
Non morirà nella nostra memoria
E non sarà affatto dimenticato!

Fratelli, in marcia, tutti alla lotta!
Marcia con audacia, operaio, avanti!
Fratelli, in marcia, tutti alla lotta!
Marcia con audacia, operaio, avanti!

Noi odiamo i tiranni e i troni,
Per liberare il nostro popolo martire
Distruggeremo i loro palazzi e le corone,
Non ne lasceremo più alcun ricordo.
La nostra vendetta sarà implacabile
Per i parassiti del lavoro umano,
Ché tutti i loro crimini sono imperdonabili,
E il giorno della nostra rivincita è vicino.

Fratelli, in marcia, tutti alla lotta!
Marcia con audacia, operaio, avanti!
Fratelli, in marcia, tutti alla lotta!
Marcia con audacia, operaio, avanti!

inviata da Riccardo Venturi - 11/10/2007 - 12:40




Lingua: Tedesco

1f. La Warschawjanka tedesca.
1f. The German Warschawjanka


Una sorta di "anello di congiunzione" con la comparsa delle Barrikaden.
Sort of "connection ring" where the barricades appear for the first time.
DIE WARSCHAWJANKA

Feindliche Stürme durchtoben die Lüfte,
drohende Wolken verdunkeln das Licht.
Mag uns auch Schmerz und Tod nun erwarten,
gegen die Feinde ruft auf uns die Pflicht.
Wir haben der Freiheit leuchtende Flamme
hoch über unseren Häuptern entfacht:
die Fahne des Sieges, der Völkerbefreiung,
die sicher uns führt in der letzten Schlacht

Auf, auf nun zum blutigen, heiligen Kampfe.
Bezwinge die Feinde, du Arbeitervolk.
Auf die Barrikaden, auf die Barrikaden,
erstürme die Welt, du Arbeitervolk!

Tod und Verderben allen Bedrückern,
leidendem Volke gilt unsere Tat,
kehrt gegen sie die mordenden Waffen,
daß sie ernten die eigene Saat!
Mit Arbeiterblut gedüngt ist die Erde,
gebt euer Blut für den letzten Krieg,
daß der Menschheit Erlösung werde!
Feierlich naht der heilige Sieg.

Auf, auf nun zum blutigen, heiligen Kampfe.
Bezwinge die Feinde, du Arbeitervolk.
Auf die Barrikaden, auf die Barrikaden,
erstürme die Welt, du Arbeitervolk!

Elend und Hunger verderben uns alle,
gegen die Feinde ruft mahnend die Not,
Freiheit und Glück für die Menschheit erstreiten!
Kämpfende Jugend erschreckt nicht der Tod.
Die Toten, der großen Idee gestorben,
werden Millionen heilig sein.
Auf denn, erhebt euch, Brüder, Genossen,
ergreift die Waffen und schließt die Reih'n!

Auf, auf nun zum blutigen, heiligen Kampfe.
Bezwinge die Feinde, du Arbeitervolk.
Auf die Barrikaden, auf die Barrikaden,
erstürme die Welt, du Arbeitervolk!

inviata da Riccardo Venturi - 11/10/2007 - 12:45




Lingua: Finlandese

1g. Versione finlandese di Santtu Piri [1908]
1g. Finnish version by Santtu Piri [1908]




The first Finnish Warszawianka version titled »Ankarat viimat« (Harsh Winds) and published in Työväen laulukirja from 1912 was written in 1908 by Santtu Piri, a Finnish tailor living in Russian St. Petersburg [Juha Rämö]

La prima versione finlandese della Warszawianka si intitola "Ankarat viimat" ("Venti impetuosi"). Fu scritta nel 1908 da Santtu Piri, un sarto finlandese che viveva a San Pietroburgo, e pubblicata nel 1912 nel Työväen laulukirja (Canzoniere dei lavoratori).
ANKARAT VIIMAT

Ankarat viimat ne yllämme soivat,
hirmua, kauhua haastavat ne.
Sortoa syöksevät synkeät voimat,
taistohon meitäkin vaativat ne.

Aatteemme kallis on puhdas ja pyhä,
eespäin sen puolesta riennämme yhä.
Kaikkien kansojen taistohon suureen
lippumme korkeelle nyt liehumaan.

Aatteemme kallis on puhdas ja pyhä,
eespäin sen puolesta riennämme yhä.
Taistohon, taistohon lippumme juureen
mars, eespäin mars, nyt kiiruhtakaa.

Nääntyvät nälkähän raatajaorjat.
Tuotako, veikkoset, sallisimme?
Joukkoomme liittyvät nuoretkin, sorjat.
Pyöveliä kurjaako pelkäisimme?

Kaatuu ken puolesta aattehen suuren,
sankarin maine sen säilyvi ain'.
Voittojen hymniä laulettaessa
kaikuvi huulilta miljoonain.

Aatteemme kallis on puhdas ja pyhä,
eespäin sen puolesta riennämme yhä.
Taistohon, taistohon lippumme juureen
mars, eespäin mars, nyt kiiruhtakaa.

Julmurijoukot ne vainoovat meitä,
kahleita kansan kun katkomme me.
Hyökkäämme taistohon vastahan heitä,
voitamme, suistamme sortajamme.

Orjanko onnehen tyydymme halpaan?
Ei, vaan me tartumme taistelukalpaan.
Kansoille saakoon jo onnensa hetki,
päättyköön sorrannan synkeä yö.

Aatteemme kallis on puhdas ja pyhä,
eespäin sen puolesta riennämme yhä.
Taistohon, taistohon lippumme juureen
mars, eespäin mars, nyt kiiruhtakaa.

inviata da Juha Rämö - 2/4/2015 - 23:56




Lingua: Finlandese

1g1. La versione finlandese del 1918
1g1. Finnish version of 1918


Ripresa da questo blog.
Lyrics are reproduced from this blog.

Tämän laulun historia on erikoinen. — Laulujen, laulemien ja viisujen historia tunnetaan huonosti. Sävelmä ja sanat ovat Puolasta ja tämä suomennos vuodelta 1918. Kuitenkin omien havaintojeni ja Pekka Gronowin toteaman mukaan vanhoille punakaartilaisille laulu oli outo. Luultavasti se nousi asemaansa vasta "Lapualaisoopperassa", ja siitäkin liikkuu juttua, jonka mukaan tekstiä oli tarkoitus ruveta säveltämään ennen kuin joku keksi, että on se sävelletty aikaisemmin, on!

Ymmärrettävistä syistä tämä kaikista hurjista marsseista kenties komein on nykyisin unohtunut aika pahoin. Tuiki tuntematon se ei ole ollut maailmallakaan, koska ranskalaisella vallankumouslaulujen levylläni se on yhdessä punalippujen ja partisaanilaulujen kanssa. En ole koskaan kuullut, että sillä olisi ollut Neuvostoliitossa asemaa tahi sijaa. Neuvostoaikana puolalaisuus ei tainnut olla suositus.




"The lyrics of this Finnish version of Warszawianka are not by Pekka Gronow, a renowned ethnomusicologist and long-time head of the Record Archive of the Finnish Broadcasting Company YLE. What's known about these lyrics is that they were written in 1918 and first published in Työväen laulukirja (Workers' Songbook) from 1923, but their author is unknown. The first Finnish Warszawianka version titled »Ankarat viimat« (Harsh Winds) and published in Työväen laulukirja from 1912 was written in 1908 by Santtu Piri, a Finnish tailor living in Russian St. Petersburg. These lyrics as well as the 1918 text are based on the Russian version of the song by Gleb Krzhizhanovsky. A third Finnish version titled »Veljiksi kaikki« (Let's All Be Brothers) was written by Emil Elo." [Juha Rämö]
VARŠAVJANKA

Riistäjät ruoskaansa selkäämme soittaa,
vastassa valkoinen armeija on:
pakko on taistella, kuolla tai voittaa,
ratkaisu eessä on tuntematon,
mutta me nostamme purpppuravaatteen,
taistoon mi työläiset kutsua voi,
rohkeina puolesta veljeysaatteen
käymme ja kaikille laulumme soi.

Aatteemme ainoan, kalliin ja oikean
puolesta raatajat, eespäin mars!
Aatteemme ainoan, kalliin ja oikean
puolesta raatajat, eespäin mars!

Veljemme vankila tyrmiinsä sulkee
kostaja kultakin kalleimman vei.
Ilkkuen roistot ja ryövärit kulkee
sellaista kauemmin sallita ei!
Vääryyttä vastaan me taistelun teillä
kuljemme: kostoa kalpamme soi.
Vaikkakin yksilöt sortuisi siellä
muistonsa konsana kuolla ei voi!

Aatteemme ainoan kalliin ja oikean
puolesta raatajat, eespäin mars!
Aatteemme ainoan, kalliin ja oikean
puolesta raatajat, eespäin mars!

Valtikat, krunut me pirstoiksi lyömme
orjuuden kahlehet katkomme me.
Kauhea joskin on puhdistustyömme
ihmisten onnen on ehtona se.
Siksipä säälittä taistelun tielle
voitto on työväen — tiedämme sen.
Porvarit, keisarit — helvetti heille
olkoon nyt töistänsä armollinen!

Aatteemme ainoan kalliin ja oikean
puolesta raatajat, eespäin mars!
Aatteemme ainoan, kalliin ja oikean
puolesta raatajat, eespäin mars!

inviata da Riccardo Venturi - 11/10/2007 - 21:34




Lingua: Finlandese

1g2. La versione finlandese di Emil Elo
1g2. Finnish version by Emil Elo


VELJIKSI KAIKKI

Veljiksi kaikki ihmiset tulkaa,
arvohon samaan lapsoset maan.
Veljiksi kaikki, käskyä kuulkaa,
varmasti onneen viepi se vaan.
Veljiksi kaikki, käskyä kuulkaa,
varmasti onneen viepi se vaan.

Pois jo nyt herruus, kiiltävät kuoret,
huutakaa vaatien, tuhannet suut.
Arvohon samaan vanhat ja nuoret,
raatajat raskaan työn sekä muut.
Arvohon samaan vanhat ja nuoret,
raatajat raskaan työn sekä muut.

Pois jo nyt sorto, harvojen valta,
ihmiseks' ihmiset tunnustakaa.
Pilkatut, nouskaa painojen alta,
arvonsa vasta vaatien saa.
Pilkatut, nouskaa painojen alta,
arvonsa vasta vaatien saa.

Yhtehen arvoon kaikki kun saamme,
poistuvi riidat, kurjuuskin pois.
Luonnon jos aarteet sovussa jaamme,
kaikille hyvää kylliksi ois.
Luonnon jos aarteet sovussa jaamme,
kaikille hyvää kylliksi ois.

inviata da Juha Rämö - 2/4/2015 - 23:57




Lingua: Estone

1h. La versione estone di H. Pöögelmann
1h. Estonian version by H. Pöögelmann


Da Sasslantis 2000
Lyrics are reproduced from Sasslantis 2000
VARSHAVJANKA

Vaenlusetormid meist tuiskavad üle,
vihaselt rõhuvad tumedad jõud;
vaenlaset vastu viib võitlusesüle-
ees meil on tundmata saatusesõud.
Uhkelt ja võimsalt tõstame siiski
tööliste võitluselippu me käes,
astume rahvaste võitluseritta,
nõuame õigust ja vabadust väes.

Veriseks võitluseks kohus meid kutsub -
vapralt siis edasi, töölisteväed!

Nälgida seni jäänd tööliste osaks-
vennad, kas võime siis vaikida veel?
Võllas ja tapjate vihane kisa
võitlejaid vahvaid ei kohuta teel:
ükski ei kao, kes võitluseväljal
ohvriks on langenud aadete eest;
miljonid tänul neid kannavad meeles,
vaimustust saavad veel võitluseteest.

Veriseks võitluseks kohus meid kutsub -
vapralt siis edasi, töölisteväed!

Jälgid on meile türannide troonid,
püha meil orjade valu ja piin;
rahvaste verega määritud kroonid
vaenlaste veresse matame siin.
Armuta tasu rõhujad saagu,
kadugu kurnajad, suregu sund;
maha! kes toitvad end töörahva higist,-
ligi on võidukas pääsmisetund.

Veriseks võitluseks kohus meid kutsub -
vapralt siis edasi, töölisteväed!

inviata da Riccardo Venturi - 11/10/2007 - 21:40




Lingua: Giapponese

1j. Warushawano: La Warszawianka in giapponese
1j. Warushawano: the Japanese Warszawianka


Il testo, da quanto siamo riusciti a reperire da diverse pagine (tra le quali questa) è molto ridotto rispetto all'originale e ad altre versioni; in National Anthems Online si osserva la divisione in strofe.
The lyrics as desumed from various pages (i.e. this one) is reduced compared with the original and other versions; in National Anthems Online the division into verses is observed.

寸評 「インターナショナル」ほど有名ではありませんが、運動を体験した世代には忘れられない歌のようで、意外なところでぽろぽろと見つかったりします。最近では鹿砦社(ジャニーズ系暴露本で有名)の本にも少し出てきました。映画「怒りを歌え」にも使われていたはずで、私はこの映画の紹介フィルムで知りました。日本人的感覚にあった曲で、時代と時を得れば、「インターナショナル」以上に有名になったのではないでしょうか。 読者のキヌガワさんからの情報ではショスタコービッチの交響曲第十一番「1905年」の第四楽章に使われているとのことです。情報ありがとうございます。
ワルシャワの労働歌
 
暴虐の雲 光をおおい
敵の嵐は荒れくるう
ひるまず進め
われらが友よ
敵の鉄鎖をうちくだけ

自由の火柱輝かしく
頭上高く燃えたちぬ
今や最後の戦いに
勝利の旗はひらめかん

起て はらからよ
行け戦いに
聖なる血にまみれよ
砦の上にわれらが世界
築き固めよ勇ましく

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 00:48




Lingua: Giapponese (Romaji)

1j1. La versione giapponese romanizzata (romaji)
Romanized (Romaji) Japanese version


Riprodotta da National Anthems Online. In alcune registrazioni, la parola "吹きすさぶ(fukisusabu)" è sostituita da "荒れ狂う(arekuruu)".

Reproduced from National Anthems Online. In some recordings, the word "吹きすさぶ(fukisusabu)" is replaced by "荒れ狂う(arekuruu)".
WARUSHAWANO

Bougyaku no kumo hikari wo ooi
Teki no arashiha fukisusabu
Hirumazu susume warera no tomo yo
Teki no tessa wo uchikudake

Jiyuu no hibashira kagayakashiku
Zujou takaku moetachinu
Imaya saigo no tatakai ni
Shouri no hata ha hiramekan

Tate harakara yo yuke tatakai ni
Seinaru chi ni mamireyo
Toride no ue ni warera no sekai
Kizuki katameyo isamashiku

inviata da Riccardo Venturi - 13/10/2007 - 00:10




Lingua: Inglese

1k. La versione inglese di Leon Lishner
1k. English version by Leon Lishner


Il testo è ripreso da National Anthems Online
Lyrics are reproduced from National Anthems Online
VARSHAVIANKA

Whirlwinds of danger are raging around us;
O'erwhelming forces of darkness assail.
Still in the fight see advancing before us
Our flag of liberty that yet shall prevail.

Then, onward and onward! Freedom awaits you
O'er all the world, on the land and the sea.
On with the fight for the cause of humanity!
March, march together, and the world will be free.

Women and children in hunger are calling.
Shall we be silent to their sorrow and woe?
See in the fight our brothers are falling.
Up, then, united, and conquer the foe!

Off with the crown of the tyrants of favor;
Down in the dust with the prince and the peer.
Strike off your chains, all you brave sons of Poland!
Wake, all humanity, for vict'ry is near!

Then, forward and onward! Freedom awaits you
O'er all the world, on the land and the sea.
On with the fight for the cause of humanity!
March, march together, and the world shall be free.

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 23:26




Lingua: Ungherese

1l. La versione ungherese
1l. Hungarian version


Il testo è riprodotto da National Anthems Online
Lyrics are reproduced from National Anthems Online
VARSAVIANKA

Rontása tört ránk a dúló viharnak,
ordas had áradata kelt ellenünk.
Vesztünkre esküdtek ádáz hatalmak,
s tudtuk, egy életen át kell küzdenünk.

Álltunk a vészben, álltunk merészen,
lelkünkben tűzpirosan izzott a cél.
Munkások, álljunk a nagy harcra készen,
melyből az emberi nem új napja kél!

Kínzó igában legörnyedt a hátunk,
Mégis reméltük ama nagy diadalt.
Szenvedve távol jövendőbe láttunk,
s harsogva zengtük a szent csatadalt.

Vérünk nem omlott a harcban hiába.
Mártírjainknak neve nagy lesz és dicső.
Emlékük az fonja legszebb dalába,
Melyért elestek: a boldog jövő.

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 23:32




Lingua: Svedese

1m. La versione svedese così come cantata dal gruppo Knutna Nävar
1m. The Swedish version as sung by the band Knutna Nävar


Knutna Nävar.
Knutna Nävar.




Il testo è ripreso da National Anthems Online
Lyrics are reproduced from National Anthems Online
WARSAWJANKA

Ständigt blir större, blir hären som strider
uti den Kampen som kräver folk av stål.
Kampen för Klassen som utsugs och lider,
Kampen för framtidsstatens hägrande mål.

Vi följer i spåren stupade bröder,
hjältar som fallit för Frihetens sak.
Modigt och stolt i den Kampen vi blöder,
modigt och stolt vi slåss för Frihetens sak.

Nog har vi plågats, vårt tålamod brister,
nävarna knytes kring Upprorsfanans stång.
Slavmillionerna bojorna rister,
högt över hären manar Upprorets sång:

Till Kamp och till Seger, Fanan oss leder!
Flammande Röd som vårt eviga hat!
Borgarnas utsugarstat slår vi neder,
bygger kring jorden Proletärernas stat.

Till Kamp och till Seger, Fanan oss leder!
Flammande Röd som vårt eviga hat!
Borgarnas utsugarstat slår vi neder,
bygger kring jorden Proletärernas stat.

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 23:43





1n. Versione greca (parziale)
1n. (Partial) Greek version


Il testo è riprodotto da National Anthems Online
Lyrics are reproduced from National Anthems Online
ΆΝΕΜΟΙ, ΘΎΕΛΛΕΣ

Άνεμοι, θύελλες γύρω μας πνέουν
Τέκνα του σκότους εμάς κυνηγούν
Σ' ύστερες μάχες μπλεκόμαστε τώρα
Κι άγνωστες τύχες μας καρτερούν

Κι όμως ψηλά τη σημαία κρατώντας
Πάντα περήφανα, πάντα μπροστά
Πέφτοντας κάπου, μα πάντα νικώντας
Σώζουμε έθνη και δούλους λαούς
......

Μίσος κι εκδίκηση σε κάθε κλέφτη
Σε κάθε τύραννο της εργατιάς
Θάνατος σ' όλους τους μπουρζουάδες
Ήρθε η ώρα της λευτεριάς

......
Στη μάχη, στην πάλη, στον τίμιο αγώνα
Κείνοι που πέσανε θα δοξαστούν
Και οι απόγονοι στις συγκεντρώσεις
Τα ονόματά τους θα διαλαλούν

inviata da Riccardo Venturi - 13/10/2007 - 00:18





1n1. La versione greca in trascrizione fonetica
Phonetic transcription of the Greek version


di Riccardo Venturi
by Riccardo Venturi
['anemji 'θi.eles 'jiro mas 'pneun
'tekna tu.'skotus e'mas kjini'γun
'sisteres 'maçes ble'komaste 'tora
'kj.aγnostes 'tiçes mas karte'run

'kj.omos psi'la ti.si'mea kra'tondas
'panda pe'rifana 'panda bro'sta
'peftondas 'kapu ma.'panda ni'kondas
'sozume 'eθnji kje.'δulus la'us

'misos kj.ek'δikjisi se.'kaθe 'klefti
se.'kaθe 'tirano tis.erγa'tjas
'θanatos 'solus tus.bur'zuaδes
'irθe i.'ora tis.lefte'rjas

sti.'maçi sti(m).'bali sto(n).'dimjo a'γona
'kjinji pu.'pesane θa.δoksa'stun
kje.i.apo'γonji stis siηgjen'drosis
ta.o'nomata tus θa.δjala'lun ]

13/10/2007 - 01:16




Lingua: Norvegese

1o. Versione norvegese (parziale; solo 2 strofe)
1o. Norwegian version (partial; only 2 verses)


Le uniche 2 strofe reperite da Dieter su National Anthems Online
The only 2 verses contributed by Dieter to National Anthems Online
FIENDENS STORMVINDER

Fiendens stormvinder mot oss kaster,
dunkelhets makter trykker oss ned,
frem dog til kampen vi modige haster,
er på vår ukjente skjebne beredt.

Arbeidersaken stiger med dagen
frem under frihetens blodrøde flagg.
Det er vårt håp i vår rastløse jagen
frem, frem til seier er kampropets klang.

[...]

inviata da Riccardo Venturi - 13/10/2007 - 00:24




Lingua: Esperanto

1p. La versione in esperanto di K. Gušev
1p. Esperanto version by K.Gušev


La versione è condotta sulla versione russa. Riprodotta da National Anthems Online, dove però è riportata nella "grafia alternativa" esperanto senza segni diacritici, che qui invece restauriamo.[RV]

This version is based upon the Russian version. We reproduce it from National Anthems Online, where, however, the Esperanto "alternative spelling" without diacritical marks is used. We restore here the standard spelling.[RV]
VARSOVIA KANTO

Nin kontraŭblovas la ventoj severaj,
Kovras la jugo nin per la obskur'.
Fortas koler' de l' tiranoj malveraj,
Dronas en densa nebul' la futur'.

Tamen eklevas ni en fiero
Flagon de la laborista afero,
La ruĝan flagon de morta batalo
Kontraŭ la jugo de la kapitalo.

Al lukto sanga,
Justa kaj sankta
Marŝu kun vol',
Labora popol'!

Niajn kompanojn mortigas malsato,
Kaj ĉu silentu ni antaŭ la krim'?
Kaj ĉu la junajn okulojn de l' frato
La eŝafodo plenigos je tim'?

En la batalo la bravaj luktantoj
Ne malaperos sen signo kaj spur',
Nomojn iliajn ripetos la kantoj
De la triumfa libera futur'.

Al lukto sanga,
Justa kaj sankta
Marŝu kun vol',
Labora popol'!

Ni malestimas la carajn orkronojn,
Ili nur ĉenojn alportas al ni …
Sango popola inundas la tronojn,
Sed – fluu sango de la tirani'.

Venĝo kondamnu pro la malbonfaroj
Ĉiujn premantojn de la patroland'!
Venĝo al la parazitoj kaj caroj,
Venku, labora glorul-batalant'!

Al lukto sanga,
Justa kaj sankta
Marŝu kun vol',
Labora popol'!

inviata da Riccardo Venturi - 13/10/2007 - 00:47




Lingua: Esperanto

1p1. La versione in esperanto di N. Nekrasov
1p1. Esperanto version by N.Nekrasov


Ripresa dalla relativa pagina dell'edizione Esperanto di Wikipedia. Appare come una perfetta versione dell'originale polacco.

Reproduced from the relevant page of the Esperanto Wikipedia. It appears as a perfect version of the Polish original.
LA VARSOVIA KANTO

Nian standardon ni levos kuraĝaj,
Kvankam minaca venteg' furiozas,
Kvankam nin premas nun fortoj sovaĝaj,
Kvankam neniu morgaŭon supozas.
Ĉar tio estas la kant' de l' libero,
Sankta standardo de la renaskiĝo,
Estas triumf' de l' laboro kaj vero,
Estas aŭror' de l' tutmonda fratiĝo.

Marŝu, Varŝavo,
Al lukto brava,
Sankta kaj prava,
Marŝu, Varŝavo!

Nun, kiam mortas pro granda malsato
Laboristaro, dronante en ŝlimo,
Estas hontego al degenerato,
Kiu la morteŝafodon ektimos!
La oferita pro nobla ideo
Restos senfrukta pereo nenia:
Kvankam al multaj minacas pereo,
La estonteco ja estas nur nia!

Marŝu, Varŝavo,
Al lukto brava,
Sankta kaj prava,
Marŝu, Varŝavo!

Hura!... De l'reĝoj forigu ni kronojn,
Ĉar la popolo la dornan surhavas;
Kaj ni detruu putrintajn jam tronojn,
Kiu en sango popola sin lavas.
Venĝon teruran pro la ekspluatoj
Al la suĉantoj de l' sango - laŭ deco!...
Venĝon teruran al la plutokratoj,
Venu rikolto de la estonteco!...

inviata da Riccardo Venturi - 14/1/2013 - 23:32




Lingua: Croato

1q. La versione croata (parziale)
1q. (Partial) Croatian version


VARŠAVJANKA

Neprijateljske oluje
bjesne ozračjem,
dok oblaci, što prijete,
zatamnjuju svjetlost.

Dužnost nas poziva
na neprijatelja,
iako možemo očekivati
samo bol i smrt.

Naš je slobode
blješteći plamen,
što se rasplamsava
visoko iznad naših glava:

Barjak pobjede,
oslobođenja naroda,
što nas sigurno vodi
u posljednji boj.

Naprijed, sad samo
naprijed u krvavi, sveti boj,
Svladaj neprijatelja,
ti radnički narode!

Na barikade,
na barikade,
osvoji svijet na juriš,
ti radnički narode!

inviata da Riccardo Venturi - 13/10/2007 - 02:34




Lingua: Danese

1r. La versione danese
1r. Danish version


Ripresa dall'edizione inglese di Wikipedia.
Reproduced from the English Wikipedia
[VARSJAVJANKA 1905]

Stormene glammer så vildt over lande,
natsorte skyer formørker solens lys.
Os kalder pligten mod fjenden at stande,
ej ænses smerte og dødskolde gys.
Thi vi ejer friheds lysende flamme,
højt vil vi hæve vort luende flag.
Her vi os fylker så kampglad en stamme,
for folkets frihed står vi rustet til slag.

Nu frem da til kampen, på barrikaden
sejren skal vindes af arbejdets mænd og kvinder.
Rødt smælder flagdugens flig over staden,
Ny tid nu skabes af arbejdets folk.

Død og fordærv over folkets tyranner.
Bødlernes skare skal høste blodig sæd.
Skælvende ser de vort flammende banner,
hører vort hævnråb, i dødsangsten ræd.
Arbejdets helte! Tit har I givet
jorden for andre jert dyreste blod.
Krigen, den sidste, for frihed, for livet
kan I vel vinde med sejrshåbets mod.

Nu frem da til kampen, på barrikaden
sejren skal vindes af arbejdets mænd og kvinder.
Rødt smælder flagdugens flig over staden,
Ny tid nu skabes af arbejdets folk.

Sulten og nøden har naget os alle,
tit man berøved' os det daglige brød.
Lidelsens samfund i grus nu skal falde,
arbejdets ungdom ræddes aldrig for død.
Ofte ideen livet har krævet,
tit er det ofret for massernes sag.
Slut tæt nu ved fronten! Se fanen er hævet.
Arbejderhæren står rede til slag.

Nu frem da til kampen, på barrikaden
sejren skal vindes af arbejdets mænd og kvinder.
Rødt smælder flagdugens flig over staden,
Ny tid nu skabes af arbejdets folk.

inviata da Riccardo Venturi - 14/1/2013 - 20:15




Lingua: Vietnamita

1s. La versione vietnamita
1s. Vietnamese version


Ripresa da vi.wikipedia
Reproduced from vi.wikipedia

"Warszawianka là một bài hát Ba Lan được viết trong khoảng thời gian 1879-1883. Tên của bài hát có thể dịch là "bài ca Vácsava" hay "cô gái Vácsava". Nó trùng tên với bài hát cùng tên được sáng tác nhằm cỗ võ cho cuộc Khởi nghĩa Tháng Mười Một tại Ba Lan năm 1831. Để phân biệt với bài hát năm 1831, người ta thường gọi bài ca "mới" này là "Bài ca Vácsava năm 1905", tự vì nó được sử dụng làm "thánh ca" của những người công nhân Ba Lan khi họ khởi nghĩa hưởng ứng cuộc cách mạng 1905 sau khi 30 công nhân bị bắn chết trong một cuộc biểu tình ủng hộ ngày Quốc tế Lao động tại Warszawa năm 1905.

Có tài liệu cho rằng Wacław Święcicki là người viết lời cho bài hát trong khoảng năm 1879, khi ông đang bị giam tại nhà ngục khét tiếng tại sảnh số 10 thuộc pháo đài Warszawa vì các hoạt động liên quan đến chủ nghĩa xã hội. Một ý kiến khác cho rằng bài hát được viết vào năm 1883 sau khi Święcicki vừa mới mãn hạn đi đày tại Sibir. Cho đến thập niên sau đó, bài hát đã trở thành một trong những nhạc phẩm nổi tiếng của nhũng người cách mạng Ba Lan.

Bài hát đã được dịch sang nhiều thứ tiếng, trong đó phiên bản tiếng Nga (Varshavianka) có sự thay đổi lời ca một chút và đó cũng la 2mo65t phiên bản nổi tiếng. Nó xuất hiện trong bộ phim Liên Xô Vikhri vrazhdebnye. Gleb Maksimilianovich Krzhizhanovskiy được cho là tác giả của bản dịch tiếng Nga, viết vào năm 1897 khi ông đang bị cầm tù.

Phiên bản tiếng Tây Ban Nha mang tên A las Barricadas, với lời mới được viết lại bởi Valeriano Orobón Fernández. Phiên bản tiếng Đức được sử dụng như một bài quân hành phổ biến của Quân đội Nhân dân Quốc gia (Nationale Volksarmee) Cộng hòa Dân chủ Đức. Trung đoàn Kỵ binh nhẹ nhảy dù số 1 của Pháp cũng sử dụng bài nhạc này với lời khác. Phiên bản tiếng Anh do Paul Robeson đặt lời, nhưng không nổi tiếng lắm. Đoạn phim mở đầu của phim The Jackal, "bài ca Vácsava" được thể hiện với cảnh phim của Cách mạng Tháng Mười."
BÀI CA VÁCSAVA

Anh em hãy giương cao ngọn cờ cách mạng
Dù cho giông tố bão bùng cứ gào thét
Dù cho bè lũ tội lỗi cứ đè nén
Dù cho viễn cảnh tương lai vẫn mù mờ
Ô, đây là ngọn cờ của cả nhân loại
Là lời kêu gọi thiêng thánh, là bài ca Phục sinh
Là khúc khải hoàn của cần lao và công lý
Là bình minh của tình bằng hữu khắp loài người !

Tiến lên, Vácsava !
Tới cuộc chiến đánh đổi bằng máu
Tới cuộc chiến đánh đổi bằng máu
Cuộc chiến thiêng thánh và chính nghĩa
Tiến lên, Vácsava !

Hôm nay những người cần lao đang chết đói
Vì sự nuông chiều tội ác thói xa hoa
Và sự nhục nhã trong giới trẻ chúng ta
Khiếp sợ trước việc bị giải ra pháp trường
Ô, chúng ta không bao giờ quên sự hi sinh
Của những con người bỏ mình vì nghĩa lớn
Vì bài ca chiến thắng của chúng ta
Sẽ vinh danh họ bởi hàng triệu triệu người !

Tiến lên, Vácsava !
Tới cuộc chiến đánh đổi bằng máu
Tới cuộc chiến đánh đổi bằng máu
Cuộc chiến thiêng thánh và chính nghĩa
Tiến lên, Vácsava !

U-ra ! Hãy xé nát vương miện bọn Sa hoàng
Trong khi loài người đang đội sự thống khổ
Hãy nhận chìm ngai vàng mục ruỗng trong máu
Cái ngai vàng nhuộm đỏ máu của người dân
A ! Sự báo thù giáng lên kẻ áp bức
Đang bòn rút sự sống của hàng triệu người
A ! Sự báo thù giáng lên bọn vua quan
Và chúng ta sẽ gặt hái vụ mùa của tương lai !

inviata da Riccardo Venturi - 24/9/2014 - 20:24


¡A LAS BARRICADAS!

barcetrs


Nota: Tutte le versioni contrassegnate con un *asterisco sono riprese da varie edizioni di Wikipedia.
Note. All versions marked with an *asterisk are reproduced from different editions of Wikipedia. [CCG/AWS Staff]

12/10/2007 - 01:14




Lingua: Spagnolo

2a. ¡A LAS BARRICADAS!
Testo spagnolo di Valeriano Orobón Fernández [1933]

2a. ¡A LAS BARRICADAS!
Spanish lyrics by Valeriano Orobón Fernández [1933]


Barcelona, 18 de julio 1936.
Barcelona, 18 de julio 1936.


Si ricorda l'interpretazione de Les Anarchistes nell'album "La musica nelle strade!"

A las barricadas es el título con el que se conoce una de las más populares canciones relacionadas con el anarco-sindicalismo o el anarquismo (o también el comunismo libertario) durante la Guerra Civil y la Revolución Española de 1936. Actualmente es también el himno de la Confederación Nacional del Trabajo.

La Varchavianka, Warszawianka o Varsoviana fue compuesta, en 1883, por el poeta polaco Wacław Święcicki, cuando estaba encerrado en una prisión de Varsovia, en un momento en que el movimiento obrero polaco sostenía duras luchas reivindicativas y peleaba contra la ocupación rusa. La canción se basó en un tema popular polaco (otras versiones apuntan a La marcha de los zuavos o Les hussards de Bercheny). Se cantó, por vez primera, en la manifestación obrera del 2 de marzo de 1885 en Varsovia y se popularizó y versioneó en toda Europa por la solidaridad del movimiento obrero con Polonia.

Con el nombre Marcha triunfal y subtítulo ¡A las barricadas!, se publicó la partitura, en noviembre de 1933, en el suplemento de la revista Tierra y Libertad de Barcelona. Los arreglos musicales para coro mixto los hizo Ángel Miret y la adaptación de la letra al español Valeriano Orobón Fernández (nacido en La Cistérniga, Valladolid). Junto a la letra se señalaba que esta canción, de carácter sindicalista, la habían traído a España unos anarcosindicalistas alemanes y se había hecho popular, sobre todo entre los jóvenes, sustituyendo a la tradicional canción anarquista española Hijos del pueblo
.
Valeriano Orobón Fernández.
Valeriano Orobón Fernández.
Negras tormentas agitan los aires
nubes oscuras nos impiden ver.
Aunque nos espere el dolor y la muerte
contra el enemigo nos llama el deber.

El bien más preciado es la libertad
hay que defenderla con fe y valor.
Alza la bandera revolucionaria
que del triunfo sin cesar nos lleva en pos.

Alza la bandera revolucionaria
que del triunfo sin cesar nos lleva en pos.
En pie el pueblo obrero, a la batalla
hay que derrocar a la reacción.

¡A las barricadas! ¡A las barricadas!
por el triunfo de la Confederación.
¡A las barricadas! ¡A las barricadas!
por el triunfo de la Confederación.

inviata da Riccardo Venturi - 11/10/2007 - 12:48




Lingua: Catalano

2a1. A LES BARRICADES!*
Il testo parallelo catalano [1933]

2a1. A LES BARRICADES!*
Catalan parallele lyrics [1933]
Negres tempestes
agiten els aires,
núvols sinistres
ens ceguen l'esguard

Encar' que us esperi
la mort més cruenta,
contra l'adversari
havem de lluitar.

L'única riquesa
és la llibertat
i cal defensar-la
amb coratge i amb fe.

Alta la bandera
revolucionària
que sens repòs ens mena
al triomf del nostre anhel.

Dempeus tot el poble!
Tots a la lluita!
Esfondrem amb fúria
la reacció!

A les barricades!
A les barricades!
Per la victòria
de la confederació!

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 02:15




Lingua: Italiano

2b. Versione italiana (letterale) di Riccardo Venturi, eseguita il 4 agosto 2006.
2b. Italian translation (word-for-word) by Riccardo Venturi, August 4, 2006.


Lo spartito musicale di A las barricadas.
Lo spartito musicale di A las barricadas.
ALLE BARRICATE

Nere tormente agitano l’aria,
Nubi scure ci impediscono di vedere.
Sebbene ci attenda il dolore e la morte
Contro il nemico ci chiama il dovere.

Il bene più prezioso è la libertà,
Bisogna difenderla con fede e valore.
Alza la bandiera rivoluzionaria
Che ci segue senza sosta nel trionfo

Alza la bandiera rivoluzionaria
Che ci segue senza sosta nel trionfo,
In piedi, popolo operaio, alla battaglia
Bisogna abbattere la reazione.

Alle barricate! Alle barricate!
Per il trionfo della Confederazione.
Alle barricate! Alle barricate!
Per il trionfo della Confederazione.

11/10/2007 - 13:40





2b1. La versione ampliata italiana de La Casa del Vento
2b1. Italian enlarged version by La Casa del Vento


barrivento


Riprodotta dalla relativa pagina

Dal sito ufficiale del gruppo:

Liberamente tratto da una canzone anarchica della Spagna degli anni '30 dove vi fu una significativa esperienza libertaria grazie a strutture come la Confederación Nacional de Trabajo (CNT), che ci ha ispirato in una rilettura di questioni attuali, quali la globalizzazione del pianeta, ed il debito dei paesi del Terzo Mondo, in una storia dei nostri amici, che il 26 Settembre 2000 sono partiti per Praga per manifestare contro le politiche del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Una presa di posizione per far sentire la propria voce, il proprio dissenso e dire basta.
A LAS BARRICADAS

Nere tempeste agitano il cielo
Voci nel mondo chiedono uguaglianza
La libertà dal laccio soffocante
Genti che prostrano il capo a riverenza.

Laiche utopie ci animarono il pensiero
E fu così che partimmo per Praga
Troppi paesi hanno un debito intero
Lotta e rivolta contro questa piaga.

Ma tutto intorno c'è chi si ribella
In un incontro globale che contesta
Disoccupati studenti ed operai
L'ultimo anello di catena che protesta.

En pie pueblo obrero a la batalla
Hay que derrocar a la reacción
A las barricadas a las barricadas
Para el triunfo de la revolución.

Levanta la bandera revolucionaria
Que llevará al pueblo a la emancipación
A las barricadas a las barricadas
Para el triunfo de la revolución.

Libero è il mercato libero e sfrenato
Poca virtù molta la disperazione
Povero è il popolo povero e vessato
E allora liberi lavoro e immigrazione.

Ci sono uomini ormai già schiavizzati
Dal ruolo delle banche e dell'economia
Mentre si affonda dentro l'immondizia
Del capitale e della sua gerarchia.

Ma tutto intorno c'è chi dice basta
In un incontro globale che contesta
Disoccupati studenti ed operai
L'ultimo anello di catena che protesta.

En pie pueblo obrero a la batalla
Hay que derrocar a la reacción
A las barricadas a las barricadas
Para el triunfo de la revolución.

Levanta la bandera revolucionaria
Que llevará al pueblo a la emancipación
A las barricadas a las barricadas
Para el triunfo de la revolución.

"Estamos bebiendo nuestro sudor
Estamos comiendo nuestras uñas
Ma esto no puede continuar
Pueblo, hermanos
Parados no podemos estar
Luchemos contra las injusticias
Luchemos contra la globalización
Luchemos! Luchemos!"


En pie pueblo obrero a la batalla
Hay que derrocar a la reacción
A las barricadas a las barricadas
Para el triunfo de la revolución.

Levanta la bandera revolucionaria
Que llevará al pueblo a la emancipación
A las barricadas a las barricadas
Para el triunfo de la revolución.

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 02:53




Lingua: Inglese

2c. Versione inglese*
2c. English version*
TO THE BARRICADES

Black storms shake the sky
Black clouds blind us
Although death and pain await us
Against the enemy we must go

The most precious good
is freedom
And we have to defend it
With courage and faith

Raise the
revolutionary flag
Moving us forward
with unstoppable triumph

Working people march
onwards to the battle
We have to smash
the reactionaries

To the Barricades!
To the Barricades!
For the triumph
of the Confederation

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 01:46




Lingua: Inglese

2c1. Versione inglese alternativa
2c1. Alternative English Version


"Ecco un'altra traduzione in Inglese
Here is another English version
Merci!

Contribuita da Antoine Lafourcade.
Contributed by Antoine Lafourcade.
TO THE BARRICADES

Black storms rumbling through the skies
Dark clouds forbid us to see
Eventhough pain and death will await us
Duty calls for us to rise against the enemy

The most precious thing
is our liberty
And we must defend it
With courage and faith

Give rise to the flag of the revolution
which will lead the people to the emancipation
get up working people onwards into battle
We have to defeat the adverse reaction

To the Barricades! To the Barricades!
For the triumph of the Confederacy
To the Barricades! To the Barricades!
For the triumph of the Confederacy.

inviata da Antoine Lafourcade - 20/9/2014 - 10:00




Lingua: Francese

2d. Versione francese*
2d. French version*
TOUS AUX BARRICADES

Le ciel se couvre
d'énormes nuages
De sombres tempêtes
nous empêchent de bien voir

Même si la mort
nous attend dans l'arène
C'est contre l'ennemi
que nous appelle le devoir

Rien n'est plus fragile
que la liberté
Il faut la défendre
avec courage et fièreté

C'est sous la bannière
révolutionaire
Que le peuple avance
vers son émancipation

Tous aux barricades
tous aux barricades
Pour le triomphe
de la Confédération!

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 01:54




Lingua: Rumeno

2e. Versione rumena*
2e. Romanian version*


Il testo ripreso da questa pagina di eo.wikipedia contiene molti errori ortografici che sono stati corretti.
LA BARICADE

Fortuni negre
zbucimă cerul
Nori uraşi
ne-mpiedică să vedem

Chiar dacă ne-aşteaptă
durerea şi moartea
Împotriva duşmamului
ne cheamă datorici

Nimic ne e mai de preţ
decăt libertatea
Ea trebuie păzită
cu vitejie şi credinţă

Sub steagul
revoluţionar
Poporul se-ndreaptă
spre dezrobire

La baricade
La baricade
Pentru triumful
Confederaţiei!

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 02:03




Lingua: Finlandese

2f. Versione finlandese*
2f. Finnish version*
BARRIKADEIHIN

Taivas on myrskyjen
vallitsema
Suunnattomat pilvet
estävät näkömme

Vaikka meitä kärsimys
ja kuolema vaanivat
Vihollista vastaan
kutsuu velvollisuus.

Vapaus on
kaikkein arvokkain
Sitä on puolustettava
uskolla ja rohkeudella

Vallankumouksen
lipun alla
Kansa edistyy
vapautumiseensa.

Barrikadeihin
Barrikadeihin
Liiton voiton
Vuoksi.

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 02:06




Lingua: Esperanto

2g. Versione in esperanto*
2g. Esperanto version*
AL LA BARIKADOJ

Nigraj ŝtormegoj
skuegas aerojn
Kaj grandegaj nuboj
nin malhelpas vidi plu

Eĉ se nin atendas
doloro kaj morto
Kontraŭ malamiko
nin antaŭenpuŝas dev'.

Nenio pli prezas
al la Liberec'
Devas ni ĝin savi
kun fid' kaj kuraĝ'

Altigu la flagon
revolucieman
Sub kiu popolo
marŝas al elservutiĝ'

Altigu la flagon
revolucieman
Sub kiu popolo
marŝas al elservutiĝ'

Vekiĝu popolo,
a la batado!
Ni devas renversi
la reakcion!

Al la barikadoj!
Al la barikadoj
Por la triumfo
de la konfederaci'.

Al la barikadoj!
Al la barikadoj
Por la triumfo
de la konfederaci'.

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 02:09




Lingua: Tedesco

2h. La versione tedesca
2h. German version


Trasferimento da A las barricadas - Casa del Vento

La versione tedesca de "A las barricadas" ripresa dallo "Schwarz-rotes Liederbüchlein" dell'anarcosindacalismo tedesco. La traduzione è del sindacato di base anarchico per la scuola "eduCat" di Bonn. Riportiamo anche l'interessante introduzione in lingua tedesca:


Das Lied geht zurück auf die "Warschawjanka", die der Dichter Waclaw Swiecicki 1883 im Gefängnis nach der Melodie des "Marsch der Suaven" ("Die Husaren von Bercheny") geschrieben hatte. Die Hymne war seit der ArbeiterInnen-Demonstration vom 02. März 1885 in Warschau zum Symbol
des polnischen Freiheitskampfes gegen die russische Besatzung geworden.
Als 1932 der 24-jährige, arbeitslose Werkzeugmacher Alfred Schulte, Mitglied der Wuppertaler "Syndikalistisch-Anarchistischen Jugend Deutschlands" (SAJD), auf einer Spanienreise bei Valeriano Orobón Fernandez in Barcelona
zu Gast war, sang er in der Badewanne die “Warschawjanka". Orobón, der Medien- und Kulturbeauftragter der CNT-IAA war, stürmte ins Bad und bat Alfred Schulte aufgeregt um den Text, den er schon lange suchte. Gemeinsam mit seiner aus Deutschland stammenden Frau Hilde übersetzte er noch am
gleichen Tag den Text ins Spanische und übertrug ihn auf den Kampf der revolutionären ArbeiterInnen in Spanien. So wurde das blutige Kampflied in die anarchosyndikalistische Hymne verwandelt, die Melodie wurde dann von Miret Angel für einen gemischten Chor umgeschrieben. Im November 1933 wurde das Lied in der Zeitung "Tierra y Libertad" als "Triumpfmarsch" (mit dem Untertitel "Auf die Barrikaden!") abgedruckt. Die CNT-IAA erklärte es schließlich zu ihrer offiziellen Gewerkschaftshymne.

Quelle: Klan, Ulrich / Nelles, Dieter: "'Es lebt noch eine Flamme’.
Grafenau-Döffingen, Trotzdem-Verlag 1990, S. 256
AUF DIE BARRIKADEN

Finstere Stürme
durchtosen die Lüfte,
dunkele Wolken
versperren uns die Sicht.

Mögen auch Schmerzen
und Tod uns erwarten,
gegen uns’re Feinde,
da ruft uns die Pflicht.

Denn das höchste Gut,
das ist doch die Freiheit.
Kämpfen wir für sie nun
mit Mut und Kraft.

Hoch mit der Fahne,
der revolutionären,
denn sie führt die Menschheit
zur Emanzipation.

Hoch mit der Fahne,
der revolutionären,
denn sie führt die Menschheit
zur Emanzipation.

Arbeiter/innen,
auf nun zum Kampfe.
Gemeinsam stürzen wir dann
die Reaktion.

Auf die Barrikaden!
Auf die Barrikaden!
Für den Triumpf der
freien Konföderation.

Auf die Barrikaden!
Auf die Barrikaden!
Für den Triumpf der
freien Konföderation.

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 02:44




Lingua: Polacco

2j. Versione polacca
2j. Polish version


Gentilmente contribuita da Joseph Petro(w)ski, che ringraziamo di cuore
Kindly contributed by Mr Joseph Petro(w)ski, whom we thank heartily. [CCG/AWS Staff]

"Muzycznym na podstawie pierwodruku Warszawianka" (Joseph Petro[w]ski)
NA BARYKADY

Czarne burze wstrząsają nieboskłonem,
Ciemne chmury zasnuwają wzrok.
Chociaż grozi nam cierpienie i śmierć,
Przeciwko wrogowi wzywa obowiązek.

Największym dobrem
Jest wolność
Trzeba jej bronić wiernie i odważnie.
W górę rewolucyjny sztandar,
Prowadzący lud ku wyzwoleniu

Do boju robotnicy,
Trzeba powstrzymać reakcję.
Na barykady!
Na barykady!
Naprzód ku zwycięstwu Konfederacji

inviata da Joseph Petroski - 17/9/2014 - 11:36




Lingua: Sloveno

2k. Versione slovena
2k. Slovenian version


Il testo è riprodotto da National Anthems Online
Lyrics are reproduced from National Anthems Online
NA BARIKADE

Vihre sovražne pode se nad nami,
sonce zakriva nam temen oblak.
Vedno nas čakajo težki razgledi,
vendar kljub temu pojenja sovrag.

Prapor svobode, resnice nad nami
kaže nam pot in krepi nam korak.
Prapor resnice in osvoboditve,
ki nas pripelje po poti do zmag.

V borbo krvavo, sveto in pravo,
da priborimo svobodno si pot.
Na barikade, na barikade
v boj za svobodo ti delavski rod.

Slavno in zlato smo vojno končali,
osvobojen je zdaj delavski rod.
Mnogo smo žrtev za svobodo dali,
da je nas narod tej smrti otet.

Ce bi spet vihre sovražne grozile,
če kdo svobodo bi rad nam otel,
kakor nekoč bi orožje zgrabili,
pojdi zdaj z vetrom nas slavni napev.

V borbo krvavo, sveto in pravo,
da priborimo svobodno si pot.
Na barikade, na barikade
v boj za svobodo ti delavski rod.

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 23:58




Lingua: Portoghese

2l. Versione portoghese
2l. Portuguese version


Riprodotta dal Cancioneiro anarquista
Reproduced from Cancioneiro anarquista
ÀS BARRICADAS

Negras tormentas agitam os ares
nuvens escuras nos impedem ver.
Ainda que esperemos a dor e a morte
contra o inimigo nos chama o dever.

O bem mais precioso é a liberdade
há que defendê-la com fé e valor.
Alça a bandeira revolucionária
que levará o povo à emancipação.

Alça a bandeira revolucionária
que levará o povo à emancipação.

De pé trabalhadores para a batalha
há que derrotar a reação.
Às barricadas, às barricadas,
pelo triunfo e glória da Revolução!

Às barricadas, às barricadas,
pelo triunfo e glória da Revolução!

inviata da Riccardo Venturi - 13/10/2007 - 02:43




Lingua: Slovacco

2m. La versione slovacca*
2m. Slovak version*


Da/From sk.wikipedia
NA BARIKÁDY!

Čierne blesky križujú oblohu
Temné mračná nás oslepujú
Hoci nás čaká bolesť a smrť
Musíme zaútočiť na nepriateľa

Najdrahšie dobro
Je sloboda
A my si ju musíme chrániť
S odvahou a vierou

Vytýčená revolučná vlajka
Dopravuje ľudí k emancipácii
Pracujúci idú do bitky
Musíme zničiť reakciu

Na barikády!
Na barikády!
Za triumf
Konfederácie

inviata da Riccardo Venturi - 14/10/2007 - 00:27




Lingua: Ceco

2n. La versione ceca (Prima versione)
2n. Czech version (First version)


Da/from jajjun.com
NA BARIKÁDY

Temné bouře třesou nebem,
černé mraky nás zaslepují.
Ačkoliv nás čeká jen bolest a smrt,
proti nepříteli musíme jít.

Nejvzácnější poklad
je svoboda,
a tu musíme bránit
s vírou a kuráží.

Pozvedněte vlajku revoluce,
která nás vede kupředu vstříc vítězství.
Pracující postupují vpřed do bitvy,
kde zničíme reakcionáře.

Na barikády!
Na barikády!
Pro vítězství
Konfederace!

inviata da Riccardo Venturi - 14/10/2007 - 00:36




Lingua: Ceco

2n1. La versione ceca (Seconda versione)
2n1. Czech version (Alternative version)


Da/From questa pagina/this page. Hudba této písně je odvozena od bojové hymny z ruských revolucí 1905 a 1917. S tímto novým španělským textem byla poprvé zpívána v Barceloně dne 19. 7. 1936 jako píseň mobilizující pracující do boje proti povstání Francových fašistů. Stala se novou hymnou anarchistické revoluce. Konfederací je v textu míněna anarchosyndikalistická CNT.
Černé bouře
hrozí ve vzduchu,
temné mraky
zatemňují obzor,

A i když nás čeká
jen bolest a smrt,
naše povinnost
nás volá proti nepříteli.

Nejcenější
je svoboda,
bojujeme za ní
s vírou a se ctí.

Zavlají revo-
luční prapory,
které povedou
lid k osvobození.

Dělný lid
kráčí do bitvy,
je třeba pora-
zit reakci.

Na barikády!
Na barikády!
Nechť triumfuje
Konfederace.

inviata da Riccardo Venturi - 14/10/2007 - 00:44




Lingua: Ceco

2n2. La versione ceca (Terza versione)
2n2. Czech Version (Third version)


Gentilmente contribuita da Joseph Petrowski, che ringraziamo di cuore
Kindly contributed by Mr Joseph Petrowski, whom we thank heartily. [CCG/AWS Staff]
NA BARIKÁDY!

Černé blesky křižují oblohu
Temná mračna nás oslepují
Ač nás čeká bolest a smrt
Musíme zaútočit na nepřítele

Nejdražší dobro
Je svoboda
A my si ji musíme chránit
S odvahou a vírou

Vytyčená revoluční vlajka
Dopravuje lidi k emancipaci
Pracující jdou do bitvy
Musíme zničit reakci

Na barikády!
Na barikády!
Za triumf
Konfederace

inviata da Joseph Petrowski - 17/9/2014 - 11:51





2o. La versione greca*
2o. Greek version*


Στα οδοφράγματα (A Las Barricadas) ήταν ένα από τα πιο δημοφιλή τραγούδια των αναρχικών της Ισπανίας κατά την διάρκεια του Ισπανικού εμφυλίου πολέμου. To "A Las Barricadas" είναι βασισμένο στη μελωδία του Warszawianka 1831 roku. Οι στοίχοι γράφτηκαν το 1936 απο τον Valeriano Orobón Fernández.

«Η συνομοσπονδία» που αναφέρετε στο τέλος του τραγουδιού αυτού, ήταν η CNT (Confederación Nacional del Trabajo - «εθνική συνομοσπονδία της εργασίας»), που ήταν τότε το μεγαλύτερο εργατικό συνδικάτο και η κύρια οργάνωση των αναρχικών στην Ισπανία και μια σημαντική δύναμη που αντιτάχθηκε στο στρατιωτικό χτύπημα του Φρανθίσκο Φράνκο ενάντια στην ισπανική Δημοκρατία από το 1936-1939.
ΣΤΑ ΟΔΟΦΡΆΓΜΑΤΑ

Μαύρες καταιγίδες σείουν τον ουρανό
Σκοτεινά σύννεφα μας τυφλώνουν
Μολονότι μας περιμένει θάνατος και πόνος
Ενάντια στον εχθρό, μας καλεί το καθήκον

Το πολυτιμότερο αγαθό
Είναι η Ελευθερία
και πρέπει να την υπερασπίσουμε
με θάρρος και πίστη.

Σηκώνοντας τη σημαία της επανάστασης
Που οδηγεί τον λαό στην χειραφέτηση
Εργαζόμενε λαέ εμπρός στη μάχη
Πρέπει να ανατρέψουμε το πραξικόπημα

Στα οδοφράγματα!
Στα οδοφράγματα!
Για τον θρίαμβο
του συνδικάτου.

inviata da Riccardo Venturi - 13/5/2008 - 22:19




Lingua: Afrikaans

2p. La versione afrikaans*
2p. Afrikaans version*


A las Barricadas (Na die Versperrings) was een van die mees gewilde liedjies van die Anargiste tydens die Spaanse Rewolusie. Die woorde vir A las Barricadas was deur Valeriano Orobón Fernández in 1936 geskryf.

"Die Konfederasie" wat in die finale strofe van die lied na verwys word is die anargo-syndikaliste CNT (Confederación Nacional del Trabajo — Nasionale Konfederasie van Arbeiders). Die CNT was op daardie stadium die grootste vakbond in Spanje en 'n groot krag teen Francisco Franco se militêre staatsgreep teen die Spaanse Republiek van 1936-1939.
NA DIE VERSPERRINGS

Swart storms skud die lug
Donker wolke maak ons blind
Al wag pyn en dood vir ons
Roep plig vir ons teen die vyand

Die mees kosbare waarde
is vryheid
En ons moet dit verdedig
Met geloof en moed

Verhoog die revolusionêre vlag
Wat die mense na emansipasie toe dra
Verhoog die revolusionêre vlag
Wat die mense na emansipasie toe dra
Arbeiders optog af na die geveg
Ons moet die reaksie vernietig

Na die Versperrings! Na die Versperrings!
Vir die triomf van die Konfederasie
Na die Versperringss! Na die Versperrings!
Vir die triomf van die Konfederasie

inviata da Riccardo Venturi - 14/1/2013 - 23:55




Lingua: Basco

2q. La versione basca (euskara)*
2q. Basque (euskara) version*


A las barricadas (euskaraz barrikadetara) ereserki anarkosindikalista bat da. Espainiako Gerra Zibilean oso ospetsu bilakatu zen, eta CNT sindikatuaren ereserkia da. Jatorriz, Varchavianka', Warschawjanka edo Varsoviarraa deitzen zen, Wacław Święcicki poloniarrak preso zegoen garaian sortu zuen, une hartan poloniar langile mugimenduak bere errebindikazioen alde eta errusiar okupazioaren aurka borrokatzen ari baitzen. Abesti hau lehebiziko aldiz, 1885eko martxoaren 2an, Varsovia hirian jazotako langile manifestapen batean entzun zen. Denbora gutxira, mugimendu langilea eta Poloniaren aldeko elkartasunaren ondorioz, Europa osoan ezagun egin zen. 1933ko azaroan, Bartzelonako Tierra y Libertad egunkariko gehigarrian Marcha triunfal ("Garaipen martxa") izenburuz eta ¡A las barricadas! azpitituluaz argitaratu zen.
BARRIKADETARA

Ekaitz beltzek aireak astintzen dituzte,
laino ilunek ikustea galerazten digute,
nahiz eta mina eta heriotzak itxaroten izan,
etsairen aurka betebeharrak deitzen gaitu.

Ondarerik estimatuena askatasuna da.
fede eta ausardiaz defendatu behareko da.
Iraultza bandera altxatu,
garaipenaren atzetik etengabe eramaten baigaitu.

Iraultza bandera altxatu,
garaipenaren atzetik etengabe eramaten baigaitu.
Zutik herri langilea, borrokara!
Erreakzioa irauli beharra dago!

Barrikadetara! Barrikadetara
Konfederazioaren garaipenaren alde!
Barrikadetara! Barrikadetara
Konfederazioaren garaipenaren alde!

inviata da Riccardo Venturi - 15/1/2013 - 00:02




Lingua: Galiziano

2r. La versione galiziana (galega)*
2r. Galician version*


A las barricadas é o título dunha das máis populares cancións relacionadas co anarcosindicalismo ou o anarquismo (ou tamén o comunismo libertario) durante a Guerra Civil e a Revolución Española. Actualmente é tamén o himno da CNT e da CXT. A canción orixinal, a "Varchavianka", "Warszawianka" ou "Varsoviana", foi composta en 1883 polo poeta polaco Wacław Święcicki, cando estaba preso no cárcere de Varsovia, nun momento no que o movemento obreiro polaco sostiña duras loitas reivindicativas e pelexaba contra a ocupación rusa. A canción baseouse nun tema popular polaco (outras versións apuntan a “A marcha dos zuavos” ou “Les hussards de Bercheny”). Cantouse por primeira vez na manifestación obreira do 2 de marzo de 1885 en Varsovia, popularizándose e ocasionando versións da mesma en toda Europa pola solidariedade do movemento obreiro con Polonia. Chegou a España co nome de “Marcha triunfal” e co subtítulo “¡A las barricadas!”. Publicouse a súa partitura en novembro de 1933, no suplemento da revista Tierra y Libertad de Barcelona. Os arranxos musicais para coro mixto fíxoos Ángel Miret, e a adaptación da letra Valeriano Orobón Fernández. Xunto á letra sinalábase que esta canción, de carácter sindicalista, a trouxeran a España uns anarcosindicalistas alemáns, e que se fixera popular, sobre todo entre os máis novos, substituíndo á tradicional canción anarquista española “Hijos del pueblo”. Ten sido interpretada por artistas como Ades, Dandelion Junk Queens, Los Dólares, Pascal Comelade, Los Muertos de Cristo, Ana Belén, JoMo, Serge Utgé-Royo, ou Extremoduro. Dá nome ó portal web alasbarricadas.org, de carácter libertario.
ÁS BARRICADAS

Negras tormentas axitan os aires
nubes escuras impídennos ver
aínda que nos espere a dor e a morte
contra o inimigo chámanos o deber

O ben máis prezado é a liberdade
hai que defendela con fe e valor
alza a bandeira revolucionaria
que do triunfo sen cesar lévanos en pos

Alza a bandeira revolucionaria
que do triunfo sen cesar lévanos en pos
en pé pobo obreiro á batalla
hai que derrotar á reacción

Ás barricadas, ás barricadas
polo triunfo da Confederación
ás barricadas, ás barricadas
polo triunfo da Confederación

inviata da Riccardo Venturi - 15/1/2013 - 00:12




Lingua: Turco

2s. Haydi barikata: la versione turca dei Bandista
2s. Haydi barikata: Turkish version by Bandista




La versione turca preparata dal gruppo militante ska-dub e world fusion Bandista è del 2009 e apre l'album intitolato (in latino!) De te fabula narratur. I membri di Bandista, pur apparendo in pubblico, sono anonimi: una semplice questione di sopravvivenza e incolumità nella Turchia attuale. Certo è che, a differenza di tante versioni più vecchie, questa, recentissima, sulle barricate ci è finita subito: l'album, infatti, è stato registrato in Italia ed è stato distribuito gratuitamente in piazza Taksim nei mesi scorsi, durante le proteste per Gezi Park. L'ultimo album dei Bandista, Sınırsız-Ulussuz-Sürgünsüz (2010) è stato dedicato a Festus Okey, un immigrato nigeriano vittima della polizia turca. [RV]
HAYDI BARIKATA

Haydi barikata, haydi barikata,
Ekmek, adalet ve özgürlük için!
Haydi barikata, haydi barikata,
Ekmek, adalet ve özgürlük için!

Kara fırtınalar sarsıyor göğü,
Kara bulutlar kör eder gözleri,
Ölüm ve acı beklese de bizleri,
Onları yenmek için yürümeliyiz
Ve en değerli varlığımız özgürlük,
Cesaret ve inançla savunmalıyız,

Haydi barikata haydi barikata,
Ekmek, adalet ve özgürlük için,
Haydi barikata, haydi barikata,
Ekmek, adalet ve özgürlük için!

Kalplerimizde, kardeşlerimizle,
Tüm dünyada büyüyor direniş,
Haydi barikata haydi barikata,
Ekmek, adalet ve özgürlük için,
Haydi barikata, haydi barikata,
Ekmek, adalet ve özgürlük için!

Kalplerimizde, kardeşlerimizle,
Tüm dünyada büyüyor direniş,
Haydi barikata haydi barikata,
Ekmek, adalet ve özgürlük için,
Haydi barikata, haydi barikata,
Ekmek, adalet ve özgürlük için!

Haydi barikata haydi barikata,
Ekmek, adalet ve özgürlük için,
Haydi barikata, haydi barikata,
Ekmek, adalet ve özgürlük için!

inviata da Riccardo Venturi - 27/8/2013 - 01:10




Lingua: Ungherese

2t. Fel a barikádra (La versione ungherese)
2t. Fel a barikádra (Hungarian version


Da/from Holnapután Anarchista újság.

"Az egyike volt a legnépszerűbb spanyol anarcho szindikalista daloknak, a spanyol polgárháború idejéből. A Varszavianka (1905) dallamával azonos, dalszövegét Valeriano Orobón Fernández írta 1933-ban. A munkásszövetség, a CNT-t jelenti."
FEL A BARIKÁDRA

Ránk tört a vész fergeteg vad haragja
Rajtunk a pokol minden tüzes átka már
Végső csatának most kél fel a napja
Ki tudja mit hoz a sors milyen este vár.

Mi mégis büszke arccal nézünk előre
Visszük a proletárok vörös zászlaját
Vélünk a föld szenvedő rabszolga népe
Vélünk vív ki majd egy szabadabb jobb hazát

Előre utolsó halálos csatába
Munkások előre, most győzni kell
Fel a barikádra! Fel a barikádra!
A munkásszövetségé lesz a győzelem.

A burzsuj a munkást ma éhen halasztja,
Nem tűrjük mi ezt tovább, már nem alkuszunk,
Lássa fiunk, hogyan hal meg az apja,
Éljen bosszújában tovább haragunk.

Az eszme nevében meghalni öröklét,
Győzelmi énekké lesz nevünk.
A nép riadóra ha emeli öklét,
A nép boldog halálimája leszünk.

Előre utolsó halálos csatába
Munkások előre, most győzni kell
Fel a barikádra! Fel a barikádra!
A munkásszövetségé lesz a győzelem.

inviata da Riccardo Venturi - 16/1/2014 - 01:04




Lingua: Macedone

2u. La versione macedone
2u. Macedonian version


Gentilmente inviataci da Joseph Petrowski, che ringraziamo.
Kindly contributed by mr Joseph Petrowski, whom we thank heartily. [CCG/AWS Staff]
НА БАРИКАДИТЕ

Црни бури го тресат небото
Темни облаци нè заслепуваат
Иако смрт и болка не чека
должноста нè вика против непријателот

Најскапоценото благо
е слободата
И мора да ја браниме
Со храброст и верба

Дигни го револуционерното знаме
Кое ги носи луѓето кон еманципација
Дигни го револуционерното знаме
Кое ги носи луѓето кон еманципација

Работниот народ маршира кон битката
Мора да ја уништиме реакцијата
На барикадите! На барикадите!
За триумфот на конфедерацијата

На барикадите! На барикадите!
За триумфот на конфедерацијата.

NA BARIKADITE

Crni buri go tresat neboto
Temni oblaci nè zaslepuvaat
Iako smrt i bolka ne čeka
dolžnosta nè vika protiv neprijatelot

Najskapocenoto blago
e slobodata
I mora da ja branime
So xrabrost i verba

Digni go revolucionernoto zname
Koe gi nosi luģeto kon emancipacija
Digni go revolucionernoto zname
Koe gi nosi luģeto kon emancipacija

Rabotniot narod maršira kon bitkata
Mora da ja uništime reakcijata
Na barikadite! Na barikadite!
Za triumfot na konfederacijata

Na barikadite! Na barikadite!
Za triumfot na konfederacijata

inviata da Joseph Petrowski - 17/9/2014 - 11:58


ALTRE VERSIONI
OTHER VERSIONS

12/10/2007 - 01:47




Lingua: Polacco

3α. Na dzień 1 maja di “Zmogus” (1889)
3α. Na dzień 1 maja by “Zmogus” (1889)


Testo scritto da un membro del Proletariat, il primo partito operaio polacco basato sui principi del marxismo che si nascondeva dietro lo pseudonimo "Zmogus". Sulle note della "Warszawianka 1905 roku"; il testo da pl.wikipedia. Pubblicato nella raccolta di Kalicka Felicja e Olearczyk Edward, "Polskie pieśni rewolucyjne z lat 1918–1939" (Le canzoni rivoluzionarie polacche degli anni 1918–1939) a Varsavia, casa editrice Książka i Wiedza, 1950.

È diventata l'inno della Festa del lavoro (il titolo tradotto in italiano è "Per il giorno del Primo Maggio") nella giornata della fondazione della Seconda Internazionale, a Parigi il 14 luglio 1889 .
NA DZIEŃ 1 MAJA

Dziś twoje święto, ludu roboczy,
Dziś spracowane niech spoczną dłonie,
Niech w lepszą przyszłość wybiegną oczy
I żywym ogniem niech krew zapłonie.

Dzisiaj na obu świata półkulach
Motory maszyn niech sobie drzemią,
Niech pusto będzie w fabrycznych ulach
I tam w kopalniach - pod matką-ziemią.

Wiosna, jak piękne dziecię, się śmieje,
Falami blasków i zieloności
I w każdym sercu budzi nadzieję
Już niedalekiej lepszej przyszłości.

Tak, niedalekiej! - wystąp więc, ludu!
Niech solidarność moc twą podwaja!
Wyjdź, jakby jeden, ze świątyń trudu
I wypełń sobą Pierwszy dzień Maja!

Niech ludzkość widzi na własne oczy,
Niech świat od dzisiaj nie zapomina,
Że spracowany ten stan roboczy -
To jedna wielka, zgodna rodzina,

Która znękana swym losem czarnym
Budzi się, zbiera siły powoli,
Nie chcąc być zawsze kozłem ofiarnym,
Żyć w ciężkich pętach gorzkiej niedoli.

Jedna rodzina - choć z ludów wielu -
Co idzie w przyszłość pewna zwycięstwa,
Świadoma swoich sił, środków, celu -
Z mieczem przekonań i ogniem męstwa.

Niech dzień dzisiejszy będzie święcony,
Niechaj on lepszą przyszłość zagaja!
Żyjcie, robocze ludu miliony,
W dniu uroczystym Pierwszego Maja!

inviata da Krzysiek Wrona - 22/9/2014 - 03:14




Lingua: Italiano

3α1. Na dzień 1 maja - Versione italiana (letterale) di Krzysztof Wrona (24 settembre 2014)
3α1. Na dzień 1 maja - Italian translation by Krzysztof Wrona (September 24, 2014)
PER IL GIORNO DEL 1° MAGGIO

Oggi è la tua festa, popolo di lavoratori,
E che si riposino, oggi, le mani sciupate dal lavoro,
Che gli occhi possano correre nel futuro migliore,
E che il sangue di fuoco vivo si accenda.

Che i motori dei macchinari si facciano una pennichella
Oggi in entrambi gli emisferi del mondo,
E che rimangano vuote le arnie delle fabbriche,
E anche le gallerie delle miniere là – sotto la madre terra.

Ride la primavera, come una bella bambina,
Con le onde di luce e di verde,
E nasce la speranza in ogni cuore,
Per il prossimo futuro oramai migliore.

Sì, è vicino! – fatti avanti, popolo!
Che la solidarietà raddoppi il tuo vigore!
Esci – unito – dai templi della fatica,
E riempi di te il Primo giorno del Maggio!

Che l’umanità veda con occhi propri,
Che il mondo da oggi non debba scordare
Che, strapazzata così, la classe operaia
È una grande, concorde famiglia,

La quale travagliata dalla sua sorte nera
Si sveglia, pian piano raccoglie le forze,
Non volendo essere sempre un capro espiatorio,
E vivere nei ceppi pesanti dell’amara sventura.

Una famiglia unica – anche se i popoli sono tanti –
Che va avanti, verso il futuro, sicura della vittoria,
Cosciente delle sue forze, dei mezzi, dell’obiettivo –
Con la spada della convinzioni e il fuoco dell’ardimento.

Che il giorno di oggi venga festeggiato,
Che sia un’apertura e un inizio del miglior futuro!
Vivete – i popoli dei milioni di lavoratori,
Nel giorno solenne del Primo Maggio!

inviata da Krzysiek Wrona - 24/9/2014 - 00:30




Lingua: Polacco

3β. Łodzianka (1909)
3β. Łodzianka (1909)




Anonimo testo di un autore ignoto, sulle note della "Warszawianka 1905 roku". Il testo trovato qui; pubblicato per la prima volta nel 1950 nella racolta intitolata "Polskie Pieśni Rewolucyjne z lat 1918-1939" (Le canzoni rivoluzionarie polacche degli anni 1918–1939) a cura di Felicja Kalicka per i testi e Edward Olearczyk per le musiche.

La canzone racconta i fatti accaduti durante i moti rivoluzionari del 1905 nella città polacca di Łódź. Nel testo vengono nominati i cognomi dei grandi proprietari delle fabbriche tessili del posto, duramente contestati dagli operai polacchi, e del governatore russo Kaznakov. Allora Łódź si trovava sotto il governo del Regno del Congresso, uno stato vassallo sotto controllo dell'Impero russo esistito dal 1814 fino al 1915. Dopo lo sciopero degli operai tessili svoltosi nei giorni 22-24 giugno 1905, scoppiarono scontri con la polizia e l'esercito, durante i quali rimasero uccisi e feriti parecchi dei manifestanti. [KW]
ŁODZIANKA

Śmiało podnieśmy krwawe sztandary,
Jasną zielenią opaszmy skroń.
Otośmy pełni siły i wiary
Na bój śmiertelny chwycili broń.
O, bo to walka o wolność ludu,
Sztandar nasz krwawy — braci krew,
Droga przed nami z cierni i trudu.
Uczucia w piersi — zemsta i gniew.

Naprzód, o Łodzi, w krwawej powodzi
Poległych braci pomścić już czas,
Czas, by stanęli starzy i młodzi,
Walczyć za wolność czas, wielki czas!

Dziś, gdy nas gnębią różne Szajbiery,
Gdy majster każdy — szpicel i cham,
Gdy ufni w pomoc rządu Gajery
Pędzą łaknących pracy od bram,
Gdy z Kaznakowem Poznański w zgodzie,
Gdy razem chłoszczą: nędza i bat,
Gdy za idee w głodzie i chłodzie
Umiera ojciec, siostra i brat.

Naprzód, o Łodzi, w krwawej powodzi
Zerwijmy pęta z gnębionych mas.
Stańmy do walki, starzy i młodzi:
Czas pomścić braci poległych, czas!

Gdy setki naszych mężnych szermierzy
Poszło na Sybir do carskich turm,
Niech wstaną nowi dziś bohaterzy,
Rozdzwonią ciszę odgłosem surm.
Za szereg braci poległych w borze,
Za groby, które zbezcześcił wróg,
Zemstę przysiężmy — stańmy jak morze
I zmiećmy przemoc z dziejowych dróg!

Naprzód, o Łodzi, w krwawej powodzi
Poległych braci pomścijmy wraz,
Stańmy do walki, starzy i młodzi:
Bo przyszła chwila. Już nastał czas!

inviata da Krzysiek Wrona - 22/9/2014 - 02:46




Lingua: Italiano

3β1. Łodzianka - Versione italiana (letterale) di Krzysztof Wrona (24 settembre 2014)
3β1. Łodzianka - Italian translation by Krzysztof Wrona (September 24, 2014)


Si vedano le Note alla traduzione, anch'esse approntate da Krzysztof Wrona. [RV]
LA CANZONE DI ŁÓDŹ

Arditamente alziamo le bandiere color sangue,
Mettiamo il verde chiaro intorno alle tempie.
Ecco, essendo pieni di forza e di fede
Abbiamo impugnato le armi per una battaglia mortale.
Oh, perché è una lotta per la libertà del popolo,
Il nostro stendardo color sangue – è il sangue dei fratelli,
Davanti a noi una strada di spine e di fatiche.
I sentimenti nel petto – la vendetta e l’ira.

Avanti, oh Łódź, nell’inondazione sanguinosa,
È il tempo di vendicare i fratelli morti,
Il tempo che si fanno avanti sia vecchi che giovani,
Combattere per la libertà, è il tempo, è arrivato il tempo!

Oggi, quando ci opprimono diversi Scheibler, *1
Quando ogni caporeparto – è un spione e cafone,
Quando dei Geyer *2 fiduciosi nell’aiuto del governo
Stanno scacciando dai cancelli la gente affamata di lavoro,
Quando Kaznakov *3 e Poznański *4 fanno comunella,
Quando flagellano insieme: povertà e sferza,
Quando per le idee nella fame e nel freddo
Muoiono padre, sorella e fratello.

Avanti, oh Łódź, nell’inondazione sanguinosa,
Spezziamo le catene alle masse oppresse.
Affrontiamo la lotta, vecchi e giovani:
È il tempo di vendicare i fratelli caduti, è il tempo!

Quando centinaia di nostri valorosi lottatori
Hanno mandato in Siberia verso le galere degli zar,
Che si alzino gli eroi nuovi oggi,
Riempiono il silenzio con il suono delle zurne. *5
Per le fila dei fratelli caduti nella foresta,
Per le tombe profanate dal nemico,
La rivalsa giuriamo – alziamoci come il mare
E spazzeremo la violenza dalle strade della storia!

Avanti, oh Łódź, nell’inondazione sanguinosa,
Vendichiamoli insieme i fratelli caduti,
Affrontiamo la lotta, vecchi e giovani:
Perché è arrivato il momento, è ora già!
NOTE alla traduzione
di Krzysztof Wrona

[1] Karl Wilhelm Scheibler, tedesco, uno degli tre grandi industriali che, insieme con [2] Emil Geyer, polacco e [4] Izrael Poznański, ebreo, venivano chiamati all'epoca "i re del cotone". La triade dei proprietari più ricchi delle fabbriche tessili di Łódź. Questi tre personaggi hanno ispirato lo scrittore polacco Władysław Reymont, che nel suo romanzo "Ziemia obiecana" (La terra promessa), pubblicato per la prima volta a puntate sulle pagine del giornale "Kurier Codzienny" negli anni 1897-1898 e dato alle stampe in forma di libro nel 1899 a Varsavia, descriveva i tempi della spietata concorrenza la quale accompagnava lo sviluppo dell'industria tessile a Łódź. Più tardi, nel 1974, il regista polacco Andrzej Wajda, basandosi sul romanzo di Reymont, ha girato la pelicola intitolata "La terra della grande promessa" (il titolo polacco è omonimo con quello del libro), uno dei caposaldi del cinema polacco della seconda metà del Novecento.

[3] Nikolaj Kaznakov, il generale governatore russo di Łódź, chiamato dagli abitanti della città "Il macelaio". Łódź si trovava allora sotto il governo del Regno del Congresso, uno stato vassallo sotto controllo dell'Impero russo.

[5] La zurna è uno strumento musicale a fiato utilizzato presso i paesi arabi. È anche chiamata surnay, birbynė, lettish horn, surla, sornai, zournas e zurma. Questo strumento tra Seicento e Settecento fu usato per le segnalazioni su campi di battaglia ed entrò a far parte delle orchestre militari polacche a seguito delle guerre con Impero ottomano. Proveniente probabilmenta dall'India o dalla Persia era conosciuto in Europa già dal XII secolo. Nella letteratura polacca citato spesso come uno strumento il cui suono dà un segnale all'attacco, alla lotta.

inviata da Krzysiek Wrona - 24/9/2014 - 00:32




Lingua: Italiano

3a. L'inno di Potere Operaio
Su informazione di Francesco Senia. Cantato per la prima volta da Oreste Scalzone. La foto che segue è dedicata a Oreste.

3a. Hymn of Potere Operaio (Workers Power)
Following information by Francesco Senia. Originally sung by Oreste Scalzone, to whom the picture below is dedicated.


Parigi, Théâtre de l'Oeuvre, 26 giugno 2004.
Parigi, Théâtre de l'Oeuvre, 26 giugno 2004.


Nella foto: La chiusura della serata del 26 giugno 2004 dedicata "Alla difesa dei diritti dell'uomo e della repubblica". Una serata per la liberazione di Cesare Battisti. Da sinistra a destra, nell'ordine, cantano: Jacques Bravo, Fred Vargas, Irène Terrel, Oreste Scalzone, Georges Moustaki e Dominique Grange.

Scarica MP3 (Public Domain, da questo sito). La voce solista è di Oreste Scalzone.


La classe operaia, compagni, è all'attacco,
Stato e padroni non la possono fermare,
niente operai più curvi a lavorare
ma tutti uniti siamo pronti a lottare.
No al lavoro salariato,
unità di tutti gli operai
Il comunismo è il nostro programma,
con il Partito conquistiamo il potere.

Stato e padroni, fate attenzione,
nasce il Partito dell'insurrezione;
Potere operaio e rivoluzione,
bandiere rosse e comunismo sarà.

Nessuno o tutti, o tutto o niente,
è solo insieme che dobbiamo lottare,
o i fucili o le catene:
questa è la scelta che ci resta da fare.
Compagni, avanti per il Partito,
contro lo Stato lotta armata sarà;
con la conquista di tutto il potere
la dittatura operaia sarà.

Stato e padroni, fate attenzione,
nasce il Partito dell'insurrezione;
Potere operaio e rivoluzione,
bandiere rosse e comunismo sarà.

I proletari son pronti alla lotta,
pane e lavoro non vogliono più,
non c'è da perdere che le catene
e c'è un intero mondo da guadagnare.
Via dalle linee, prendiamo il fucile,
forza compagni, alla guerra civile!
Agnelli, Pirelli, Restivo, Colombo,
non più parole, ma piogge di piombo!

Stato e padroni, fate attenzione,
nasce il Partito dell'insurrezione;
Potere operaio e rivoluzione,
bandiere rosse e comunismo sarà.

inviata da Riccardo Venturi - 11/10/2007 - 13:41




Lingua: Svedese

3b. La "versione femminista" svedese delle lotte delle donne negli anni '70
3b. Swedish feminist version from women's struggle in the 60s


Il testo è riprodotto da National Anthems Online
Lyrics are reproduced from National Anthems Online
TILL BARRIKADERNA

Ständigt allt fler blir vi kvinnor som kämpar
kämpar mot krav och myter om hur vi ska va
kämpar mot förtrycken som råder i världen
kämpar mot kapital och patriarkat

Vi följer i spåren av kämpande systrar
kvinnor som slagits för frihetens sak
modigt och stolt i den kampen vi glöder
tågar tillsammans för att slåss för vår rätt

Vi följer i spåren av kämpande systrar
kvinnor som slagits för frihetens sak
modigt och stolt i den kampen vi glöder
tågar tillsammans för att slåss för vår rätt

Vi som har tigit nu höjs våra röster
enade nu vi stå i vårat systerskap
solidaritet är vårt starkaste vapen
solidariteten leder oss till segerns dag

Vi följer i spåren av kämpande systrar
kvinnor som slagits för frihetens sak
till barrikaderna under svarta fanor
tågar vi stolta mot vår revolution!

Vi följer i spåren av kämpande systrar
kvinnor som slagits för frihetens sak
till barrikaderna under svarta fanor
tågar vi stolta mot vår revolution!

inviata da Riccardo Venturi - 12/10/2007 - 23:51




Lingua: Portoghese

3c. Às arquibancadas! - L'inno degli Ultras del Ferroviário Atlético Clube de Fortaleza
3c. Às arquibancadas! - Hymn of Ferroviário Atlético Clube Fortaleza Ultras


ferroviario


nempaz
La tifoseria del Ferroviário Atlético Clube di Fortaleza, in Brasile, e in particolare il gruppo ultras Resistência Coral, usano come uno dei loro inni una "versione modificata" di ¡A las barricadas!, ovviamente cantata dagli spalti sulla stessa musica. La tifoseria del Ferroviário (detto popolarmente Ferrão), che è una delle principali squadre del campionato dello stato di Ceará, è da sempre nota per le sue simpatie di estrema sinistra, cosa facilmente comprensibile se si considerano le origini e la storia della squadra di calcio (fondata nel 1933 da alcuni operai delle ferrovie e protagonista della democratizzazione del calcio cearense). Simpatie che portano i suoi ultras a scrivere, nel loro sito (sezione "Textos" nel menù a sinistra), articoli sul Livorno e sul St. Pauli a anche un bellissimo Futebol e Anarquia. Squadra nata proletaria che gioca tuttora in uno stadio (l' Elzir Cabral) di soli 7000 posti, il Ferroviário ha vinto lo scudetto Cearense per nove volte.
Dalla sezione "Cantos" riproduciamo la versione modificata di ¡A las barricadas! utilizzata dai suoi ultras. [RV]
Bandeiras corais agitam nos ares
Nosso time em campo dá orgulho de ver
Ainda que nos espere a vitória ou a derrota
apoiar o Ferrão é o nosso dever

O bem mais precioso é o Ferroviário
temos que defendê-lo com fé e valor
Ergue a bandeira do Ferroviário
que o triunfo virá logo depois

Ergue a bandeira revolucionária
que o triunfo virá logo depois
De pé operários à batalha
temos que derrotar a reação

Às arquibancadas, às arquibancadas
pelo triunfo do nosso Ferrão
Às barricadas às barricadas
pelo triunfo da revolução!

inviata da Riccardo Venturi - 13/10/2007 - 03:29




Lingua: Spagnolo

3d. Versione anarchica - dall'Album: Los Anarquistas ~ 1904-1936
Marchas y canciones de lucha de los obreros anarquistas argentinos




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Testo reperito in questa pagina
Seis de septiembre de 1930
Uriburu toma el poder
y clausura locales y sindicatos anarquistas.
Centenares de libertarios
son encerrados en la cárcel de Ushuaia.

Severino di Giovanni y Paulino Scarfó
son fusilados en la penitenciaría.
Años más tarde, el presidente Justo
aplicará con mano férrea
la ley de residencia.

El anarquismo en la Argentina
comienza a declinar,
y en 1936 los anarquistas del mundo entero
se darán cita en España,
para defender la República Española.

Allí, su grito de guerra será
¡A las barricadas!
y así se llamará su himno.

En Madrid, en Teruel,
en Barcelona y en el Ebro,
se desangran las columnas anarquistas
que luchan contra Franco.
Hasta que todo se acabe.

Allá,
en la guerra civil,
quedaron los mejores.

inviata da DonQuijote82 - 7/9/2012 - 09:37




Lingua: Russo

3e. Буги-вуги каждый день degli Zoopark (1984) e Буги-вуги dei Nol' (1990)
3e. Буги-вуги каждый день by Zoopark (1984) and Буги-вуги by Nol' (1990)




Testo di Michail (Mike) Naumenko/Михаи́л (Майк) Нау́менко, scritto agli inizi degli anni '80 e comparso nell'album del gruppo Zoopark/Зоопарк intitolato "Белая полоса" (1984). Il titolo originale "Буги-вуги каждый день" significa "Ogni giorno boogie-woogie".

I Nol' (= Zero).
I Nol' (= Zero).


Il testo è stato ripreso dal gruppo russo Ноль, e con il titolo abbreviato "Буги-вуги" (Boogie-woogie) viene cantato sulle note della "Warszawianka 1905 roku". La canzone è stata registrata durante un concerto del 1990 ed è presente nell'album "Школа жизни" ("Scuola di vita"). Il testo è stato trovato qui.

"Zero rubli".
БУГИ-ВУГИ КАЖДЫЙ ДЕНЬ

Субботний вечер, и вот опять
Я собираюсь пойти потанцевать.
Я надеваю штиблеты и галстук-шнурок.
Я запираю свою дверь на висячий замок.
На улице стоит ужасная жара.
Но я буду танцевать буги-вуги до утра.
Ведь я люблю буги-вуги,
я люблю буги-вуги,
Я люблю буги-вуги, я танцую буги-вуги каждый день.

Но тут что-то не так - сегодня я одинок!
И вот я совершаю телефонный звонок.
Я звоню тебе, я говорю тебе: - Привет!
Я не видел тебя сорок тысяч лет.
И если ты не знаешь, чем вечер занять,
То почему бы нам с тобой не пойти потанцевать?
Ведь ты же любишь буги-вуги,
ты любишь буги-вуги,
Ты любишь буги-вуги, ты танцуешь буги-вуги каждый день.

На дискотеке темно, мерцают огни.
Танцуем мы, и танцуют они.
И если ты устала, то присядь, но ненадолго:
В сиденьи на скамейке, право, нету толка.
Новую пластинку ставит диск-жокей.
Я приглашаю тебя потанцевать, эй-эй!
Ведь мы любим буги-вуги,
мы любим буги-вуги,
Мы любим буги-вуги, мы танцуем буги-вуги каждый день.
... буги-вуги каждый день...

inviata da Krzysiek Wrona - 27/9/2014 - 15:48


Mi attacco a questa canzone che presenta la versione dell'Inno di Potere Operaio eseguita da Oreste Scalzone. Dopo oltre 25 anni di esilio francese, i suoi presunti "reati" collegati al 7 aprile e al "teorema Calogero" sono stati prescritti (si veda la notizia riportata da ADN Kronos, che scegliamo, ancorché breve, perché evita di riportare i commenti di alcuni "esponenti politici" italiani). Oreste può quindi tornare in Italia quando vuole, sperando di averlo presto a cantare Addio a Lugano assieme a tutti noi, con la sua fisarmonica!

slz

Riccardo Venturi - 11/10/2007 - 13:43


SPECIAL THANKS – RINGRAZIAMENTO SPECIALE

To Dieter, member of and contributor to National Anthems Online, for having notified us we were mixing up Warszawianka 1831 roku and Warszawianka 1905 roku. This page could not exist without his notice. Danke schön, Dieter. [AWS Staff]

A Dieter, membro e contributore di National Anthems Online, per averci segnalato che stavamo mescolando la Warszawianka 1831 roku e la Warszawianka 1905 roku. Senza la sua segnalazione questa pagina non potrebbe esistere. Grazie, Dieter. [CCG Staff]

CCG/AWS Staff - 13/10/2007 - 00:36


A las barricadas - Marco Rovelli e Davide Giromini

Festival Sociale delle Culture Antifasciste di Bologna.

adriana - 3/7/2010 - 20:11


Ho trovato questo video che richiama musicalmente A Las Barricadas, non so però il significato

http://www.youtube.com/watch?v=1P2GAvKodqk

DonQuijote82 - 15/10/2011 - 14:41


Anche la pagina di Wikipedia polacca dedicata alla "Warszawianka 1905" constata che l'autore della musica originale è ignoto. Invece nel commento che si trova sotto questo video preso da YT la musica si attribuisce al compositore polacco Józef Pławiński (1853 o 1854-1880), che fu anche il compagno della sventura nella Cittadella di Varsavia di Wacław Święcicki. Nel commento e nella pagina wiki dedicata al compositore si dichiara che la melodia riprese le note da un altra canzone patriottica polacca precedente, "Marsz żuawów" di Włodzimierz Wolski che canta l'eroismo delle squadre da combattimento formate durante la Rivolta di Gennaio del 1863 sull'esempio dei reparti francesi in Algeria. Chi composè la musica per la "Marcia di zuavi" non sono riuscito a chiarire.
Comunque questa attribuzione sembra molto plausibile alla luce della biografia di Józef Pławiński, che morì durante il trasporto verso la Siberia essendo stato condannato ai lavori forzati dalle autorità russe.

Krzysztof Wrona - 27/8/2013 - 19:53


E un'altra "chicca", "Warszawianka 1905" dal cantante afroamericano Paul Robeson sia in inglese sia in polacco



Krzysztof Wrona - 27/8/2013 - 19:56


La Versione polacca di A las barricadas! e Na barykady: Due canzoni differenti. Ulteriori contributi alla storia della Warszawianka 1905 roku
di Krzysztof Wrona

Tutto sbagliato. Mi accorgo solo adesso.

1. Il testo polacco contribuito da Riccardo nel 2007 [come versione di A las barricadas, ndr] è in realtà il testo di un'altra canzone rivoluzionaria, scritta da Ignacy Rzońca (1879–1909) forse già nel 1899, ufficialmente nel 1904, pubblicata però solo nel 1905, come testo anonimo (per ovvi motivi). La canzone porta il titolo è "Na barykady" (Alle barricate) e viene cantata su una musica diversa, di cui l'autore rimane ignoto (oppure riprende la musica di qualche altra canzone, ma non riesco a capire quale fosse).



(Non è manco cantata dai polacchi in quel video(si noti accento), saranno i comunisti tedeschi a cantarla (sic!)

2. La seconda versione polacca (in realtà da oggi l'unica, dato lo scorporo dell'altra Na barykady, ndr), mandata gentilmente poco fa da Joseph Petro(w)ski, oltre il titolo, che per essere precisi, in maniera corretta si dovrebbe scrivere così: NA BARYKADY [è stato corretto, ndr), è la traduzione letterale e incompleta del testo originale spagnolo, cantato sulle note di "Warszawianka 1905 roku", trovata probabilmente qua:

3. Come ho scoperto in precedenza, l'autore della musica [dell'altra Na barykady, ndr] si può individuare nella persona del compositore polacco Józef Pławiński, che riprese le note della "Marsz żuawów" (Marcia degli zuavi), una canzone patriotica risalente ai tempi della Rivolta di Gennaio del 1863.



Come autore delle parole e della musica della "Marcia degli zuavi" viene nominato Włodzimierz Wolski, ma alcune fonti citano anche come il compositore della musica Stanisław Moniuszko, il più grande autore operistico polacco del Ottocento, di cui Wolski fu il librettista nel caso dell'opera "Halka".

4. Ho scoperto anche che esiste un'altra canzone rivoluzionaria polacca del 1909 che viene cantata sulla melodia della "Warszawianka 1905 roku", intitolata "Łodzianka", dalla città polacca di Łódź.



5. E non finisce qua, perché esiste un'altra canzone polacca sulle stesse note, un inno socialista per la festa del primo maggio di Zmogus del 1889, ahimé:

Ufffa, tutto qua.

Salud!

Krzysiek Wrona - 17/9/2014 - 16:44


Veramente il signore Joseph Petrowski ha sbagliato in riferimento a quello che ha detto della prima canzone in Polacco "NA BARYKADY" penso che lui ha confuso il titolo Polacco con il Ceco. Mi sembra che lui è di Macedonia. ;) Lui ha detto che anche la canzone è stata tradotta dal Polacco, ma veramente è una traduzione direttamente dallo Spagnolo.
(Antoine Lafourcade)

Il tutto è stato già corretto e riportato all'esatta dizione polacca. [CCG/AWS Staff]

20/9/2014 - 09:40


Alla fine, si arriva a sapere (grazie al nostro indefesso Krzysiek Wrona) che pure il titolo “Alle barricate” (o meglio, A las barricadas) è nato originariamente in Polonia, come la Warszawianka 1905 roku che è pure alla base della famosa canzone rivoluzionaria spagnola. In realtà, come messo in luce da KW, la Na barykady originaria polacca è un canto del tutto autonomo, scritto nel 1899 da Ignacy Rzońca (1879-1909) ma pubblicato ufficialmente nel 1904 e musicato dal compositore Józef Pławiński (che riprese le note della "Marsz żuawów" (Marcia degli zuavi), una canzone patriotica risalente ai tempi della Rivolta di Gennaio del 1863). Tale canto, fin dal 2007, era stato erroneamente inserito come “versione polacca” di A las barricadas! nel “paginone” collettivo sulla Warszawianka 1905 roku; è stato quindi opportunamente scorporato da quella pagina ed è andato a costituire una pagina autonoma. [RV]

Riccardo Venturi - 21/9/2014 - 17:48


Si può aggiungere nella terza sezione , come uno dei varianti della "Warszawianka".

Cosa che è stata rigorosamente fatta. Qui stai veramente facendo un lavoro eccelso, chapeau. [RV]

22/9/2014 - 02:48


A questo punto, Krzysiek caro, bisognerebbe che tu facessi un ulteriore sforzino e che traducessi in italiano sia il Na dzień 1. maja che la . Non ti preoccupare di come ti vengono, poi ci penso io a aggiustarle. Direi che questa pagina è la prima al mondo dove si riesce, grazie anche a te, a ricostruire la storia, veramente complessa, di questo canto; una traduzione urge. Saludz!

Riccardo Venturi - 22/9/2014 - 12:51


Direi che ora "ci sarebbimo", per dirla in italiano impeccabile. Tutte le attribuzioni della musica sono state rimesse al loro posto, con contemporanea modifica dell'introduzione in italiano e in inglese; a proposito dell'introduzione, che ne diresti, Krzysiek, di tradurla integralmente in polacco? Direi che questa è la pagina più grossa dedicata a un canto polacco, e magari la cosa non stonerebbe. Ma fai pure con comodo.

Sono stati corretti anche i titoli della Łodzianka e di Na dzień 1 maja (senza puntino!) e, a tale riguardo, avrei delle domande da porre a Krzysiek:

a) Chi sono gli Scheibler, Geyer, Kaznakov e Poznański nominati nella Łodzianka?
b) Che sono le "zurne"?

Sałódź!

Riccardo Venturi - 24/9/2014 - 17:34


Sopra il testo originale in polacco rimane però il titolo con l'errore nella scrittura:

3β. Łodźianka (1909)
3β. Łodźianka (1909)

C'è da togliere l'accento che accompagna la "z".
Vedi, Riccardo, a contatto con te, uno diventa pignolo. Sembra che sia contagioso : )
(Krzysiek Wrona)

Tutto è stato corretto ora. E sono ben lieto di trasmettere, anzi contagiare, la pignoleria: quando ci si occupa di testi, il testo è il Re e tu sei un suddito obbediente :-) [RV]

27/9/2014 - 02:13


Cover dei Vennaskond. Ignoro quanto il testo rispecchi quello originale.

leoskini - 19/8/2016 - 18:25


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