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Alice's Restaurant Massacree

Arlo Guthrie


Lingua: Inglese

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[1966/67] Alice's Restaurant
Testo e Musica di Arlo Guthrie
Lyrics and Music by Arlo Guthrie

Arlo Guthrie presentò a Woodstock una chilometrica canzone-racconto presa in giro del servizio militare nel 1966 diventata poi un film da lui stesso interpretato. Lascio ad altri il compito di tradurla.... :-)
(Gio')


a1"Alice's Restaurant Massacree" (comunemente chiamata Alice's Restaurant) è la più famosa canzone di Arlo Guthrie. È una canzone che racconta una storia, basata su avvenimenti veramente accaduti, che dura 18 minuti e 20 secondi ed occupa infatti l'intera facciata A dell'album di debutto di Arlo Guthrie, del 1967, anch'esso intitolato Alice's Restaurant.

La canzone fu adattata nel 1969 in un film, anch'esso intitolato Alice's Restaurant, con lo stesso Guthrie nella parte di sé stesso e Patricia Quinn nella parte di Alice, mentre alla vera Alice era riservato un cameo.

La canzone è una pungente satira contro la leva obbligatoria durante la guerra del Vietnam e racconta un'avventura vera (ma un po' esagerata per aumentare l'effetto ironico) accaduta un Giorno del Ringraziamento. L'avventura iniziò appunto al ristorante di Alice, dove "puoi avere quello che ti pare (tranne Alice)". Alice era la proprietaria del ristorante Alice Brock, che viveva in una chiesa sconsacrata a Great Barrington, Massachussets. La canzone racconta di come Guthrie fu processato per aver illegalmente scaricato della spazzatura di Alice dopo aver scoperto che la discarica comunale era chiusa per il giorno del Ringraziamento, e di come a causa di questo crimine che risultava sulla fedina penale, fu successivamente rifiutato e dichiarato non abile per il servizio militare, quando fu richiamato nell'esercito.

a2I personaggi della storia, compreso Alice e l'agente Obie che lo arrestò, divennero famosi in seguito alla canzone. L'agente Obie fece la parte di sé stesso nel film, sembra perché preferiva fare lui stesso la parte dello stupido pittosto che vedere qualcun altro che faceva la parte dello stupido con il suo nome.

Alcune stazioni radio americane suonano Alice's Restaurant regolarmente per ogni giorno del Ringraziamento. Non è invece suonata spesso al di fuori delle occasioni speciali, per la sua durata poco radiofonica.

La prima registrazione di Alice's Restaurant faceva parte di un album pubblicato nel 1967 e raggiunse il #17 delle classifiche Billboard. Il film tratto da "Alice's Restaurant" fu pubblicato il 19 agosto 1969, pochi giorni dopo il festival di Woodstock a cui Guthrie aveva preso parte suonando la canzone.

"Alice's Restaurant" fu riveduta e aggiornata alcuni anni dopo in riferimento alla politica di Reagan, ma questa seconda versione non è stata pubblicata su nessun album. Esistono anche diverse parodie della canzone. Guthrie stesso scrisse anche un seguito raccontando che Richard Nixon possedeva una copia della canzone, e suggerendo per scherzo che questo spiegava i famosi 18 minuti e mezzo di silenzio nei nastri dello scandalo Watergate.

a3Nel 1991, Guthrie ha comprato la chiesa dove aveva abitato Alice Brock, che era stata resa famosa dalla canzone, e la trasformò nel Guthrie Center, un luogo di incontro intereligioso.
Wikipedia

*

Alice's Restaurant" is a song by Arlo Guthrie, his most famous work. It is a story song, based on a true story, that lasts 18 minutes and 20 seconds, occupying the entire A side of Guthrie's 1967 debut album, also titled Alice's Restaurant. It was adapted into a 1969 movie, also titled Alice's Restaurant, which featured Guthrie as himself and Patricia Quinn as Alice, with the real Alice making a cameo appearance.

The song, a bitingly satirical protest against the Vietnam War draft, recounts a true (but exaggerated somewhat for humorous effect) Thanksgiving adventure that began at Alice's Restaurant, where "you can get anything you want (excepting Alice)". Alice, in this case, was restaurant owner Alice Brock, who lived in a former church in Great Barrington, Massachusetts. The song describes how Guthrie was hauled into court for illegally dumping some of Alice's garbage after discovering that the dump was closed for Thanksgiving, and because of the resulting criminal record he was eventually rejected as unfit for military service when he was called up for the draft.

a4The characters in the story, including both Alice and "Officer Obie", who arrested him, became famous in their own right as a result of the song. (The original "Officer Obie" also played himself in the film version, reportedly on the basis that making himself look like a fool was preferable to having somebody else make him look like a fool.)

"Alice's Restaurant" is regularly played on some radio stations every Thanksgiving. It is not often played apart from special occasions, because of its length.

The first recording of "Alice's Restaurant" was part of an album released in 1967 and rose to #17 on the Billboard charts. The movie version of "Alice's Restaurant" was released on August 19, 1969, just a few days after Guthrie appeared at the Woodstock Festival.

"Alice's Restaurant" was revised and updated some years later to protest Reagan era policies, but the second version has not been released on a commercial recording. There are many parodies of the song as well. Guthrie himself wrote a (relatively short) follow-up recounting how he learned that Richard Nixon had owned a copy of the song, and jokingly suggesting that this explained the famous 18½ minute gap in the Watergate tapes.

In 1991, Guthrie bought the church that had served as Alice Brock's former home, which had been made famous by the song, and converted it to the Guthrie Center, an interfaith meeting place that serves people of all religions.
Wikipedia



È difficile immaginare un film più bello di questa cronaca di vita hippy degli ultimi anni '60, acclamata dalla critica, che ha fatto conquistare al celebre registra la sua seconda nomination all'Oscar dopo "Gangster Story". Basata sulla canzone del famoso cantante della musica folk Arlo Guthrie, figlio del leggendario scrittore di ballate "Dust Bowl", Woody Guthrie, questo film tributo alla "lost generation" ha scene memorabili con altri artisti folk come Pete Seeger, che affianca Arlo in una canzone contro la guerra, una sorta di proposta e la voglia di cambiamento. Alla fine degli anni '60, un'atmosfera di cambiamento politico e sociale ispirò una nuova generazione a creare uno stile di vita che rompesse con i soliti schemi. Il viaggio del ventiduenne Arlo verte alla ricerca di un posto per sé e la sua musica, una visita al padre morente in ospedale, scorribande a New York e baldoria con gli amici Alice e Ray, che gestiscono un ristorantino a Stockbridge, nel Massachusetts. È l'incidente al ristorante di Alice il momento di svolta di Arlo che decide di vivere lontano dai soliti schemi, portandolo su una strada non facile ma necessaria per continuare ad essere libero e credere nelle sue idee.

Cast:
Arlo Guthrie, Pat Quinn, James Broderick, Michael McClanathan, M. Emmet Walsh

da questa pagina.

alr

ALICE'S RESTAURANT

(Usa, 1969), 111'

Regia: Arthur Penn
Sceneggiatura: Venable Herndon, Arthur Penn
Fotografia: Michael Nebbia

Interpreti:

Arlo Guthrie
Patricia Quinn
James Broderick
Pete Seeger
Lee Hays
Michael McClanathan
Geoff Outlaw
Tina Chen
Kathleen Dabney
William Obanhein


Il ristorante di Alice fa da sfondo alle vicende del giovane Arlo. Arlo, per intenderci, di cognome fa Guthrie e, di conseguenza, e’ figlio di Woody Guthrie, leggendario scrittore di ballate “Dust Bowl” e anch’esso cantante folk. Non puo’ essere altrimenti quindi, che questo film sia interamente ispirato alla lunghissima canzone di Arlo, intitolata “Alice’s restaurant massacre”. E la storia e quella di Arlo, un giovane che cerca un posto per se’ e un posto per la sua musica. Nel suo viaggio incontra Alice e Ray, che gestiscono un piccolo ristorante a Stockbridge, nel Massachussetts e che saranno fondamentali per la scelta della sua filosofia di vita. Scelta sicuramente non facile, che lo portera’ ad essere lontano dai soliti schemi senza sacrificare la sua liberta’ e le sue idee.
Questo film, come avrete capito, e’ sicuramente uno dei tributi alla “lost generation”. Aggiungerei uno dei molti tributi alla “lost generation”. Si, perché sono davvero molti i film che viaggiano su questa linea, anche se “Alice’s restaurant” e’ differente dagli altri. Innanzitutto il protagonista non e’ un attore, ma un giovane cantante che interpreta il ruolo di se’ stesso e non ha bisogno quindi di chiavi per interpretare il personaggio sullo schermo. I luoghi (diciamo l’ambiente, non il ristorante o la chiesa) sono proprio quelli originali che hanno ispirato la canzone di Arlo e sono anche quelli in cui lui era immerso tutti i giorni, quelli in cui lui viveva. Con questa scelta, si comincia ad intravedere un accenno al road-movie che trovera’ il suo apice con “Easy rider” solo qualche anno dopo. Ed e’ inevitabile il confronto con quest’ultima pellicola. Se “Easy rider” e’ infatti un film pregno di una visione pessimistica del fallimento della “lost generation” oramai sul viale del tramonto, in “Alice’s restaurant” si comincia ad intravedere quest’ombra del fallimento, ma come ho appena detto e’ solo un’ombra, che viene immediatamente cancellata dalle scelte coraggiose (e positiviste) di Arlo.
Dal punto di vista registico, come ho precedentemente detto per lo stile road-movie, in questo film gia’ si respira l’aria, cinematograficamente parlando, rivoluzionaria della narrazione che vedra’ il suo apice con “Easy rider”. C’e’ quindi una miscellanea di condizioni di ripresa tra il cinema tradizionale e il nuovo cinema che dopo qualche anno prendera’ il sopravvento. Memorabili e struggenti le parti dove Arlo va a trovare il padre in ospedale (non il padre vero, questo e’ solo un attore) e, in quella piccola stanza vuota di ogni speranza, insieme al cantante folk Pete Seeger, intona una canzone contro la guerra e la violenza, piena invece di ogni speranza possibile per l’umanita’.

da Pellicola Scaduta.

Pur pura pignoleria vi segnalo che il titolo di questa canzone è "Alice's Restaurant Massacree"; "Alice's Restaurant" è il titolo dell'album. Così almeno è scritto sulla copertina del disco. Ciao
(Renato Stecca)
This song is called Alice's Restaurant, and it's about Alice, and the
restaurant, but Alice's Restaurant is not the name of the restaurant,
that's just the name of the song, and that's why I called the song Alice's
Restaurant.

You can get anything you want at Alice's Restaurant
You can get anything you want at Alice's Restaurant
Walk right in it's around the back
Just a half a mile from the railroad track
You can get anything you want at Alice's Restaurant

Now it all started two Thanksgivings ago, was on - two years ago on
Thanksgiving, when my friend and I went up to visit Alice at the
restaurant, but Alice doesn't live in the restaurant, she lives in the
church nearby the restaurant, in the bell-tower, with her husband Ray and
Fasha the dog. And livin' in the bell tower like that, they got a lot of
room downstairs where the pews used to be in. Havin' all that room,
seein' as how they took out all the pews, they decided that they didn't
have to take out their garbage for a long time.

We got up there, we found all the garbage in there, and we decided it'd be
a friendly gesture for us to take the garbage down to the city dump. So
we took the half a ton of garbage, put it in the back of a red VW
microbus, took shovels and rakes and implements of destruction and headed
on toward the city dump.

Well we got there and there was a big sign and a chain across across the
dump saying, "Closed on Thanksgiving." And we had never heard of a dump
closed on Thanksgiving before, and with tears in our eyes we drove off
into the sunset looking for another place to put the garbage.

We didn't find one. Until we came to a side road, and off the side of the
side road there was another fifteen foot cliff and at the bottom of the
cliff there was another pile of garbage. And we decided that one big pile
is better than two little piles, and rather than bring that one up we
decided to throw our's down.

That's what we did, and drove back to the church, had a thanksgiving
dinner that couldn't be beat, went to sleep and didn't get up until the
next morning, when we got a phone call from officer Obie. He said, "Kid,
we found your name on an envelope at the bottom of a half a ton of
garbage, and just wanted to know if you had any information about it." And
I said, "Yes, sir, Officer Obie, I cannot tell a lie, I put that envelope
under that garbage."

After speaking to Obie for about fourty-five minutes on the telephone we
finally arrived at the truth of the matter and said that we had to go down
and pick up the garbage, and also had to go down and speak to him at the
police officer's station. So we got in the red VW microbus with the
shovels and rakes and implements of destruction and headed on toward the
police officer's station.

Now friends, there was only one or two things that Obie coulda done at
the police station, and the first was he could have given us a medal for
being so brave and honest on the telephone, which wasn't very likely, and
we didn't expect it, and the other thing was he could have bawled us out
and told us never to be see driving garbage around the vicinity again,
which is what we expected, but when we got to the police officer's station
there was a third possibility that we hadn't even counted upon, and we was
both immediately arrested. Handcuffed. And I said "Obie, I don't think I
can pick up the garbage with these handcuffs on." He said, "Shut up, kid.
Get in the back of the patrol car."

And that's what we did, sat in the back of the patrol car and drove to the
quote Scene of the Crime unquote. I want tell you about the town of
Stockbridge, Massachusets, where this happened here, they got three stop
signs, two police officers, and one police car, but when we got to the
Scene of the Crime there was five police officers and three police cars,
being the biggest crime of the last fifty years, and everybody wanted to
get in the newspaper story about it. And they was using up all kinds of
cop equipment that they had hanging around the police officer's station.

They was taking plaster tire tracks, foot prints, dog smelling prints, and
they took twenty seven eight-by-ten colour glossy photographs with circles
and arrows and a paragraph on the back of each one explaining what each
one was to be used as evidence against us. Took pictures of the approach,
the getaway, the northwest corner the southwest corner and that's not to
mention the aerial photography.

After the ordeal, we went back to the jail. Obie said he was going to put
us in the cell. Said, "Kid, I'm going to put you in the cell, I want your
wallet and your belt." And I said, "Obie, I can understand you wanting my
wallet so I don't have any money to spend in the cell, but what do you
want my belt for?" And he said, "Kid, we don't want any hangings." I
said, "Obie, did you think I was going to hang myself for littering?"
Obie said he was making sure, and friends Obie was, cause he took out the
toilet seat so I couldn't hit myself over the head and drown, and he took
out the toilet paper so I couldn't bend the bars roll out the - roll the
toilet paper out the window, slide down the roll and have an escape. Obie
was making sure, and it was about four or five hours later that Alice
(remember Alice? It's a song about Alice), Alice came by and with a few
nasty words to Obie on the side, bailed us out of jail, and we went back
to the church, had a another thanksgiving dinner that couldn't be beat,
and didn't get up until the next morning, when we all had to go to court.

We walked in, sat down, Obie came in with the twenty seven eight-by-ten
colour glossy pictures with circles and arrows and a paragraph on the back
of each one, sat down. Man came in said, "All rise." We all stood up,
and Obie stood up with the twenty seven eight-by-ten colour glossy
pictures, and the judge walked in sat down with a seeing eye dog, and he
sat down, we sat down. Obie looked at the seeing eye dog, and then at the
twenty seven eight-by-ten colour glossy pictures with circles and arrows
and a paragraph on the back of each one, and looked at the seeing eye dog.
And then at twenty seven eight-by-ten colour glossy pictures with circles
and arrows and a paragraph on the back of each one and began to cry,
'cause Obie came to the realization that it was a typical case of American
blind justice, and there wasn't nothing he could do about it, and the
judge wasn't going to look at the twenty seven eight-by-ten colour glossy
pictures with the circles and arrows and a paragraph on the back of each
one explaining what each one was to be used as evidence against us. And
we was fined $50 and had to pick up the garbage in the snow, but thats not
what I came to tell you about.

Came to talk about the draft.

They got a building down New York City, it's called Whitehall Street,
where you walk in, you get injected, inspected, detected, infected,
neglected and selected. I went down to get my physical examination one
day, and I walked in, I sat down, got good and drunk the night before, so
I looked and felt my best when I went in that morning. `Cause I wanted to
look like the all-American kid from New York City, man I wanted, I wanted
to feel like the all-, I wanted to be the all American kid from New York,
and I walked in, sat down, I was hung down, brung down, hung up, and all
kinds o' mean nasty ugly things. And I waked in and sat down and they gave
me a piece of paper, said, "Kid, see the phsychiatrist, room 604."

And I went up there, I said, "Shrink, I want to kill. I mean, I wanna, I
wanna kill. Kill. I wanna, I wanna see, I wanna see blood and gore and
guts and veins in my teeth. Eat dead burnt bodies. I mean kill, Kill,
KILL, KILL." And I started jumpin up and down yelling, "KILL, KILL," and
he started jumpin up and down with me and we was both jumping up and down
yelling, "KILL, KILL." And the sargent came over, pinned a medal on me,
sent me down the hall, said, "You're our boy."

Didn't feel too good about it.

Proceeded on down the hall gettin more injections, inspections,
detections, neglections and all kinds of stuff that they was doin' to me
at the thing there, and I was there for two hours, three hours, four
hours, I was there for a long time going through all kinds of mean nasty
ugly things and I was just having a tough time there, and they was
inspecting, injecting every single part of me, and they was leaving no
part untouched. Proceeded through, and when I finally came to the see the
last man, I walked in, walked in sat down after a whole big thing there,
and I walked up and said, "What do you want?" He said, "Kid, we only got
one question. Have you ever been arrested?"

And I proceeded to tell him the story of the Alice's Restaurant Massacre,
with full orchestration and five part harmony and stuff like that and all
the phenome... - and he stopped me right there and said, "Kid, did you ever
go to court?"

And I proceeded to tell him the story of the twenty seven eight-by-ten
colour glossy pictures with the circles and arrows and the paragraph on
the back of each one, and he stopped me right there and said, "Kid, I want
you to go and sit down on that bench that says Group W .... NOW kid!!"

And I, I walked over to the, to the bench there, and there is, Group W's
where they put you if you may not be moral enough to join the army after
committing your special crime, and there was all kinds of mean nasty ugly
looking people on the bench there. Mother rapers. Father stabbers. Father
rapers! Father rapers sitting right there on the bench next to me! And
they was mean and nasty and ugly and horrible crime-type guys sitting on the
bench next to me. And the meanest, ugliest, nastiest one, the meanest
father raper of them all, was coming over to me and he was mean 'n' ugly
'n' nasty 'n' horrible and all kind of things and he sat down next to me
and said, "Kid, whad'ya get?" I said, "I didn't get nothing, I had to pay
$50 and pick up the garbage." He said, "What were you arrested for, kid?"
And I said, "Littering." And they all moved away from me on the bench
there, and the hairy eyeball and all kinds of mean nasty things, till I
said, "And creating a nuisance." And they all came back, shook my hand,
and we had a great time on the bench, talkin about crime, mother stabbing,
father raping, all kinds of groovy things that we was talking about on the
bench. And everything was fine, we was smoking cigarettes and all kinds of
things, until the Sargeant came over, had some paper in his hand, held it
up and said.

"Kids, this-piece-of-paper's-got-47-words-37-sentences-58-words-we-wanna-
know-details-of-the-crime-time-of-the-crime-and-any-other-kind-of-thing-
you-gotta-say-pertaining-to-and-about-the-crime-I-want-to-know-arresting-
officer's-name-and-any-other-kind-of-thing-you-gotta-say", and talked for
forty-five minutes and nobody understood a word that he said, but we had
fun filling out the forms and playing with the pencils on the bench there,
and I filled out the massacre with the four part harmony, and wrote it
down there, just like it was, and everything was fine and I put down the
pencil, and I turned over the piece of paper, and there, there on the
other side, in the middle of the other side, away from everything else on
the other side, in parentheses, capital letters, quotated, read the
following words:

("KID, HAVE YOU REHABILITATED YOURSELF?")

I went over to the sargent, said, "Sargeant, you got a lot a damn gall to
ask me if I've rehabilitated myself, I mean, I mean, I mean that just, I'm
sittin' here on the bench, I mean I'm sittin here on the Group W bench
'cause you want to know if I'm moral enough join the army, burn women,
kids, houses and villages after bein' a litterbug." He looked at me and
said, "Kid, we don't like your kind, and we're gonna send you fingerprints
off to Washington."

And friends, somewhere in Washington enshrined in some little folder, is a
study in black and white of my fingerprints. And the only reason I'm
singing you this song now is cause you may know somebody in a similar
situation, or you may be in a similar situation, and if your in a
situation like that there's only one thing you can do and that's walk into
the shrink wherever you are ,just walk in say "Shrink, You can get
anything you want, at Alice's restaurant.". And walk out. You know, if
one person, just one person does it they may think he's really sick and
they won't take him. And if two people, two people do it, in harmony,
they may think they're both faggots and they won't take either of them.
And three people do it, three, can you imagine, three people walking in
singin a bar of Alice's Restaurant and walking out. They may think it's an
organization. And can you, can you imagine fifty people a day,I said
fifty people a day walking in singin a bar of Alice's Restaurant and
walking out. And friends they may thinks it's a movement.

And that's what it is , the Alice's Restaurant Anti-Massacre Movement, and
all you got to do to join is sing it the next time it come's around on the
guitar.

With feeling. So we'll wait for it to come around on the guitar, here and
sing it when it does. Here it comes.

You can get anything you want, at Alice's Restaurant
You can get anything you want, at Alice's Restaurant
Walk right in it's around the back
Just a half a mile from the railroad track
You can get anything you want, at Alice's Restaurant

That was horrible. If you want to end war and stuff you got to sing loud.
I've been singing this song now for twenty five minutes. I could sing it
for another twenty five minutes. I'm not proud... or tired.

So we'll wait till it comes around again, and this time with four part
harmony and feeling.

We're just waitin' for it to come around is what we're doing.

All right now.

You can get anything you want, at Alice's Restaurant
Excepting Alice
You can get anything you want, at Alice's Restaurant
Walk right in it's around the back
Just a half a mile from the railroad track
You can get anything you want, at Alice's Restaurant

Da da da da da da da dum
At Alice's Restaurant

inviata da gio'



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
25 giugno 2005

(Probabilmente la prima versione di Alice's Restaurant in italiano mai eseguita).
IL RISTORANTE DI ALICE

Questa canzone si chiama Il Ristorante di Alice, è su Alice, e sul ristorante, ma “Alice’s Restaurant” non è il nome del ristorante, è solo il nome della canzone ed è per questo che ho chiamato la canzone Il Ristorante di Alice.

Puoi avere quel che ti pare al ristorante di Alice,
puoi avere quel che ti pare al ristorante di Alice,
vacci a piedi e entraci, è giusto là dietro,
appena un chilometro dalla ferrovia,
puoi avere quel che ti pare al ristorante di Alice

Ora, tutto è nato due feste del Ringraziamento fa, è stato due anni fa nel giorno del Ringraziamento, quando io ed il mio amico siamo andati a fare una visitina a Alice al ristorante, ma Alice non vive nel ristorante, vive nella chiesa vicina al ristorante, nel campanile, con suo marito Ray e il cane Fasha. E siccome vivono in quella maniera, nel campanile, hanno un sacco di spazio giù al piano di sotto dove prima ci stavano i banchi da chiesa. E siccome hanno tutto quello spazio e vedendo come hanno portato via tutti i banchi da chiesa, hanno deciso che non dovevano portare fuori la loro spazzatura per un bel po’ di tempo.

Siamo saliti là sopra, abbiamo trovato tutta la spazzatura che c’era dentro e abbiamo deciso che sarebbe stato un gesto da amici portare la spazzatura alla discarica cittadina. Così abbiamo preso una mezza tonnellata di spazzatura, l’abbiamo infilata dietro un furgone Volkswagen rosso, abbiamo preso pale, rastrelli e arnesi di distruzione e abbiamo fatto rotta verso la discarica comunale.

Beh, siamo arrivati là e c’era un grosso segnale e una catena tutta attorno alla discarica, che diceva “Chiuso il giorno del Ringraziamento”. Non avevamo mai sentito prima di una discarica chiusa il giorno del Ringraziamento, e con le lacrime agli occhi siamo andati via nel tramonto, cercando un altro posto dove buttare la spazzatura.

Non ne abbiamo trovato nessuno, finché non siamo arrivati in una stradina laterale, e sul lato della stradina laterale c’era un altro burrone di una decina di metri, e in fondo al burrone c’era un altro mucchio di spazzatura. Abbiamo deciso che un grosso mucchio è meglio di due piccoli mucchi, e piuttosto di portare su quell’altro abbiamo deciso di buttare giù il nostro.

Questo è quel che abbiamo fatto, siamo tornati alla chiesa, abbiamo fatto un pranzo di Ringraziamento assolutamente imbattibile, siamo andati a dormire e non ci siamo risvegliati che la mattina dopo, quando abbiamo ricevuto una telefonata dall’agente Obie. Ha detto, “Ragazzo, abbiamo trovato il tuo nome su una busta in fondo a mezza tonnellata di spazzatura, e volevamo giusto sapere se ne sai qualcosa.” Io gli ho risposto: “Sì, signor agente Obie, non posso mentire, ho messo io la busta sotto quella spazzatura.”

Dopo aver parlato con Obie per circa tre quarti d’ora al telefono, siamo finalmente arrivati al nocciolo della questione, e lui ha detto che dovevamo scendere laggiù e raccogliere la spazzatura, e che dovevamo anche andare a parlare con lui al commissariato. E così siamo montati sul furgone Volkswagen con le pale, i rastrelli e gli arnesi di distruzione e abbiamo fatto rotta verso il commissariato di polizia.

Ora, amici, c’erano solo due cose che Obie avrebbe potuto fare al commissariato, la prima era che avrebbe potuto darci una medaglia per essere stati tanto onesti e coraggiosi al telefono, cosa che non era molto probabile e che non ci aspettavamo, e l’altra era che avrebbe potuto sgridarci e dirci non farci più vedere a portare ancora in giro spazzatura per tutto il circondario, che era quel che ci aspettavamo; ma quando andammo al commissario c’era un’altra possibilità che non avevamo nemmeno preso in considerazione, e insomma fummo tutti e due arrestati. Ammanettati. E io dissi: “Obie, non penso di poter raccattare la spazzatura con queste manette addosso.” E lui: “Zitto, ragazzo. Siediti dietro sulla macchina di pattuglia.”

Ed è quel che facemmo, ci mettemmo a sedere dietro sulla macchina di pattuglia e ci recammo sulla (inizio citazione) Scena del delitto (fine citazione). Voglio raccontarvi della città di Stockbridge, Massachusetts, dove tutto questo accadde, avevano tre segnali di stop, due agenti e una macchina della polizia, ma quando ci recammo sulla Scena del Delitto c’erano cinque agenti e tre macchine della polizia, dato che si trattava del peggior crimine degli ultimi cinquant’anni, e tutti volevano andare sul giornale. E stavano pure usando ogni sorta di roba da sbirri che era stata non so quanto a ciondolare inutilizzata al commissariato.

Rilevavano le tracce di pneumatici col gesso, le impronte digitali, le tracce coi cani segugi, e presero pure ventisette fotografie a 8/10 colori su carta patinata con cerchetti e freccette, e una dicitura sul retro di ciascuna che spiegava come ognuna di esse avrebbe potuto essere utilizzata come prova contro di noi. Presero fotografie all’arrivo, alla partenza, del settore nord-ovest, del settore sud-ovest, per non parlare della fotografia aerea.

Dopo tutto quel patire, tornammo in prigione.Obie disse che che ci avrebbe messo in cella. Disse: “Ragazzo, ti metto in cella, dammi il portafoglio e la cintura.” E io dissi: “Obie, posso anche capire che tu voglia il mio portafoglio, così non avrò soldi da spendere in cella, ma per che cazzo la vuoi, la mia cintura?” E lui disse: “Ragazzo, non vogliamo che tu ti impicchi.” Io dissi: “Obie, pensi che io mi impicchi per sparpagliamento di spazzatura?” Obie disse che voleva essere sicuro, e, amici, lo voleva sul serio perché tirò via pure la ciambella del cesso in modo che io non potessi sbattermela in testa e affogarci, e portò via anche la carta igienica perché non potessi piegare le sbarre, srotolare fuori, insomma srotolare la carta igienica fuori dalla finestra, far scivolare fuori il rotolo e evadere. Obie voleva essere sicuro, e fu quattro o cinque ore più tardi che Alice (vi ricordate di Alice? E’ una canzone su Alice), insomma Alice arrivò e con qualche paroletta un po’ incazzata a Obie ci tirò fuori di galera su cauzione, e tornammo alla chiesa facendoci un altro pranzo di Ringraziamento assolutamente imbattibile, e non ci alzammo fino alla mattina dopo, quando dovevamo tutti quanti andare in tribunale.

Entrammo, ci mettemmo a sedere, Obie entrò con le ventisette fotografie a 8/10 colori su carta patinata con i cerchietti e le freccette, ognuna con una dicitura sul retro, e si mise a sedere. Un tizio entrò e disse: “Tutti in piedi.” Tutti ci alzammo in piedi, e Obie si alzò con le ventisette fotografie a 8/10 colori su carta patinata, e il giudice entrò, si mise a sedere con una guardia, si mise a sedere e noi ci mettemmo a sedere. Obie guardò il guardiano. Poi guardò le ventisette fotografie a 8/10 colori su carta patinata con cerchietti e freccette ognuna con una dicitura sul retro, e scoppiò a piangere perché Obie si rese conto che si trattava di un tipico caso di mala giustizia americana, e che non ci poteva fare nulla, e che il giudice non avrebbe guardato le ventisette fotografie a 8/10 colori su carta patinata con i cerchietti e le freccette, ognuna con una dicitura sul retro che spiegava che ciascuna avrebbe potuto essere utilizzata come prova contro di noi. Insomma ci fu appioppata una multa di 50 dollari, e dovemmo ritirare su la spazzatura sotto la neve, ma non è questo che ero venuto a raccontarvi.

Ero venuto a parlare della visita di leva.

C’era un palazzo giù a New York, si chiama Whitehall Street, dove entri, dove qualcosa ti viene iniettato e poi vieni ispezionato rilevato infettato scartato e selezionato abile-arruolato. Ci andai un giorno per fare la mia visita attitudinale, ed entrai, mi misi a sedere, la sera prima mi ero divertito un mondo e mi ero inciuccato e così mi sentivo al meglio, ed avevo un aspetto al meglio, quando entrai là quella mattina. Perché volevo somigliare a un tipico ragazzo americano di New York, gente, accidenti se lo volevo, volevo sentirmi come un tipico –insomma volevo essere un tipico ragazzo americano di New York, e entrai, mi misi a sedere e fui rivoltato in tutti i modi e tutte le salse, e ogni tipo di cose brutte, meschine e orribili del genere. Entrai, mi misi a sedere, e mi dettero un pezzo di carta che diceva: “Ragazzo, vai dallo psichiatra, stanza 604.”

Andai su, e dissi: “Strizzacervelli, voglio uccidere. Cioè, insomma, voglio uccidere. Voglio vedere, voglio vedere sangue, sangue rappreso, visceri e vene da prendere a morsi. Voglio mangiare cadaveri carbonizzati. Voglio dire uccidere, Uccidere, UCCIDERE, UCCIDERE.” E cominciai a saltellare su e giù berciando “UCCIDERE! UCCIDERE!”, e lui cominciò a saltellare su e giù insieme a me berciando “UCCIDERE! UCCIDERE!”. Poi arrivò il sergente, mi appuntò una medaglia, mi rimandò giù nella hall e disse: “Sei quello che fa per noi, ragazzo.”

La cosa non mi fece sentire troppo bene.

Scesi giù nella hall beccandomi ancora più iniezioni ispezioni rilevazioni scartazioni e ogni sorta di cose che mi stavano facendo in quel posto di merda là, e ci restai due ore, tre ore, quattro ore, ci rimasi a lungo beccandomi ogni sorta di cose brutte stronze bastarde e insomma ci stavo proprio passando un brutto quarto d’ora là, e loro stavano ispezionando e iniezionando ogni mia parte, non lasciavano intatta neanche una parte. Scesi ancora, e quando alla fine arrivai a vedere l’ultima persona, entrai, entrai e mi misi a sedere dopo aver dovuto passare tutta quella roba, entrai e dissi: “Cosa vuoi?”. Lui disse, “Ragazzo, abbiamo solo una domanda da farti. Sei mai stato arrestato?”

E io provvidi a raccontargli la storia della Strage al Ristorante di Alice, con tutta l’orchestrazione e partitura armonica in cinque parti e cose del genere e tutto il fenome… -e lui mi stoppò là e mi disse: “Ragazzo, sei mai stato processato?”

E io provvidi a raccontargli la storia delle ventisette fotografie a 8/10 colori con i cerchietti e le freccette, ognuna con una dicitura sul retro, e lui mi stoppò là e mi disse: “Ragazzo, voglio che tu ti metta a sedere su quella panca che dice Gruppo W…ORA, ragazzo!!”

E insomma io andai a quella panca, a quella panca là, dove c’erano quelli del Gruppo W, dove ti mettono se non hai i requisiti morali necessari per entrare nell’esercito dopo aver commesso un certo crimine, e c’era ogni sorta di gente brutta stronza e bastarda su quella panca. Stupratori di mamme. Accoltellatori di papà. Stupratori di papà! Stupratori di papà che se ne stavano là a sedere su quella panca, accanto a me! Ed erano dei tipi brutti stronzi bastardi orribili e criminali, quelli che stavano là a sedere accanto a me. E il più brutto, più stronzo e più bastardo, lo stupratore di papà più merdoso di tutti, mi si stava avvicinando e era brutto stronzo bastardo orribile e ogni sorta di cose di quel genere, e era seduto accanto a me e diceva: “Ragazzo, cazzo hai fatto?” Io dissi: “Non ho fatto nulla, ho dovuto pagare 50 dollari e raccattare la spazzatura.” Lui disse: “Per cosa ti hanno arrestato, ragazzo?” E io dissi: “Per sparpagliamento di spazzatura:” E tutti allora si scostarono da me sulla panca, e mi fecero degli sguardi torvi e ogni sorta di cose brutte e stronze finché non dissi: “E ho creato un fastidio”. Allora tutti tornarono, mi strinsero le mani, e ci divertimmo un sacco sulla panca, parlando di crimini, di accoltellamenti della mamma, di stupro del papà, e sulla panca parlammo di ogni tipo di quelle cose alla moda. E tutto andava bene, fumavamo sigarette e ogni sorta di roba, finché non entrò il Sergente con dei fogli in mano, li tirò su e disse:

“Ragazzi, questo-pezzo-di-carta-ha-47-parole-37-frasi-58-parole-vogliamo-sapere-dettagli-sulla-tempistica-
del-crimine-e-ogni-altra-sorta-di-cose-che-potete-dire-attinenti-al-crimine-Voglio-sapere-
motivodellarresto-nomedellagente-e-ogni-altra-sorta-di-cose-che-potete-dire”, e parlò per tre quarti d’ora e nessuno capì una parola di quello che diceva, ma ci divertimmo a riempire i formulari e a giocherellare con le matite su quella panca, e io compilai tutta la Strage con partitura armonica in quattro parti, e ce la scrissi proprio com’era, e tutto era a posto e posai la matita, ripiegai il pezzo di carta e là dall’altro lato, nel mezzo dell’altro lato, completamente da una parte sull’altro lato, fra parentesi, in lettere maiuscole, lessi la seguente dicitura:

(“RAGAZZO, TI SEI RAVVEDUTO?”)

Andai dal Sergente e dissi: “Sergente, certo che ci hai davvero un bel fegato a chiedermi se mi sono ravveduto, dico io, dico io, insomma, sono qui a sedere sullapanca, voglio dire sto qui a sedere sulla panca del Gruppo W perché vuoi sapere se ho i requisiti morali necessari per entrare nell’esercito, bruciare donne, bambini, case e villaggi dopo che sono stato uno sparpagliaspazzatura.” Lui mi guardò e disse: “Ragazzo, non ci piacciono i tipi come e ora mandiamo le tue impronte digitali a Washington.”

Amici, da qualche parte a Washington, racchiusa in qualche fascicoletto, c’è un’analisi in bianco e nero delle mie impronte digitali. E il solo motivo per cui vi sto cantando questa canzone, adesso, è perché magari conoscete qualcuno che si trova in una situazione del genere, oppure perché siete in una situazione del genere, e se siete in una situazione del genere c’è solo una cosa che potete fare, entrare e dire: “Strizzacervelli, puoi avere quel che ti pare al Ristorante di Alice.” Poi uscire. Sapete, se uno, magari solo uno fa così, possono pensare che è davvero fuori di testa e non lo prendono. E se lo fanno due persone, magari solo due persone ma assieme, in armonia, possono pensare che sono due finocchi e non prenderanno nessuno dei due. E provate a immaginare se lo fanno tre persone, tre persone che entrano, cantano una riga del Ristorante di Alice e escono. Penseranno che si tratta di un’organizzazione. E ve le immaginate, ve le immaginate cinquanta persone al giorno, dicevo cinquanta persone al giorno che entrano, cantano una riga del Ristorante di Alice e scono? Amici, penseranno che sia un movimento.

Ed è quello che è, Il Movimento Antistrage “Ristorante di Alice”, e tutto quello che dovete fare per entrarvi è cantarlo la prossima volta accompagnandovi con la chitarra.

Con sentimento. Così aspetteremo che venga sulla chitarra, qui, e lo canteremo quando verrà. Eccolo.

Puoi avere quel che ti pare al Ristorante di Alice
Puoi avere quel che ti pare al Ristorante di Alice
vacci a piedi e entraci, è giusto là dietro,
appena un chilometro dalla ferrovia,
puoi avere quel che ti pare al ristorante di Alice

E’ stato orribile. Se vuoi farla finita con la guerra e cose del genere, devi cantare a alta voce.
Sono stato a cantare questa canzone per venticinque minuti. La potrei cantare per altri venticinque minuti. Non ne sono fiero…o stanco.

E così aspetteremo che venga fuori un’altra volta, e stavolta con partitura armonica in quattro parti e sentimento.

Stiamo giusto aspettando che venga fuori, è quello che facciamo.

Tutto OK ora.

Puoi avere quel che ti pare al Ristorante di Alice
tranne Alice
Puoi avere quel che ti pare al Ristorante di Alice
vacci a piedi e entraci, è giusto là dietro,
appena un chilometro dalla ferrovia,
puoi avere quel che ti pare al ristorante di Alice

Da da da da da da da dum
Al Ristorante di Alice.

25/6/2005 - 19:29


Un Buon Lavoro .. grazie!

Massimo - 26/8/2005 - 15:10


Dato che questa canzone sembra essere ambientata il giorno di Thanksgiving del 1967, stiamo festeggiando oggi (Thanksgiving 2007) i suoi quarant'anni!

Lorenzo Masetti - 22/11/2007 - 11:52


Alice's Restrurant is translated into Danish and sung by Per Juul, 1969. Triola TDL 219. In 1981 Juul made a new and much better recording of the song: Per Juul i live i Alice's Restaurent on EMI.

Holger Terp - 31/7/2010 - 14:00


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