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Caserio passeggiava per la Francia

anonimo

Lingua: Italiano

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Sante Caserio uccisore di Sadi Carnot
(anonimo)
La ballata di Sante Caserio
(Pietro Gori)
Su fratelli pugnamo da forti
(anonimo)

electric chair
Pena di morte: omicidio del potere

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Registrazione di Roberto Leydi, 1963, informatore: Enrico Bazzoni.

Lione, 24 giugno 1894. Sante Caserio pugnala a morte il presidente Marie-François Sadi Carnot. Illustrazione dal Petit Journal del 2 luglio 1894.
Lione, 24 giugno 1894. Sante Caserio pugnala a morte il presidente Marie-François Sadi Carnot. Illustrazione dal Petit Journal del 2 luglio 1894.
L'esecuzione di Sante Caserio, dal Progrès Illustré. Lione, 16 agosto 1894.
L'esecuzione di Sante Caserio, dal Progrès Illustré. Lione, 16 agosto 1894.



Un altro famosissimo canto (anonimo) incentrato sul processo di Sante Caserio (da qui anche l'altro titolo con cui è noto: "Il processo di Sante Caserio". L'eco del fiero e celeberrimo verso: "Caserio fa il fornaio e non la spia" (parole realmente pronunciate da Caserio, in francese, durante il processo: Caserio est boulanger, pas espion!) si ritrova in uno dei più famosi canti partigiani italiani, E quei briganti neri.

Sante Caserio:

Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio [Il sedici di agosto]
La ballata di Sante Caserio
Partito da Milano senza un soldo
Su fratelli pugnamo da forti
Sante Caserio uccisore di Sadi Carnot
Sante Caserio [Antologia di canti popolari]

Caserio passeggiava per la Francia
incontrò la carrozza del Presidente
monta sulla carrozza col mazzolino rosso
«È questo il pugnale che ti darà la morte".

Il presidente interrogò Caserio:
«E dimmi Caserio chi sono i tuoi compagni».
«I miei compagni sono dell'anarchia
ed io faccio il fornaio e non la spia».

Il presidente interrogava Caserio:
«E dimmi Caserio chi credi d'esser davanti».
Caserio gli risponde con poca soggezione:
«Io so che sono davanti a un palandrone».

Quando Caserio vide la ghigliottina
con una mano lui si levò il cappello
saluta i compagni suoi e andò al macello.*

La madre di Caserio forte piangeva
vedendo il suo figlio alla tortura.
«Se sei una vera anarchica non devi aver paura
se anche il figlio tuo è alla tortura».

«Boia dammi da bere che tengo sete
e dammi della marsala del vermut buono
e dammi del vino rosso quello che io langue
e quando mi taglierai la testa boia darò più sangue».

Quando il boia viene da Torino
e chiede dove è andato l'assassino
Caserio gli risponde con voce lesta
«Mi salterà via la testa ma il pensiero resta».

inviata da Riccardo Venturi - 18/5/2007 - 23:01


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Lingua: Italiano

*Variante della quarta strofa:

Quando Caserio vide la ghigliottina
lui fece una risata, il poverino
con una mano lui si levò il cappello
dicendo «Cari compagni, vado al macello».

inviata da Riccardo Venturi - 18/5/2007 - 23:15


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Lingua: Italiano

Registrazione di Ernesto De Martino, 1951, Alfonsine (Ravenna):

Caserio passeggiava
ma per la Francia
incontra la carrozza
del presidente
e montava su la carrozza
co' un bel mazzolino rosso
ma questo sarà il pugnal di Caserio
che ti darà la morte.

Pugnale mio pugnale
che stai facendo?
Nel cuore di Carnot
tu sei sortito
pugnale mio pugnale
mi hai fatto una bella mossa
se mi hai messo un vagabondo presidente
dentro una fossa.

Ecco che arriva il boia
ma da Torino
risponde il presidente
«fatelo avanti»
«ecco la mia testa
ecco se la volete
guardate qui nel cervello
che il pensiero ci resta.

E abbasso Crispi
e abbasso quel vigliacco
e abbasso a chi lo fece
ma deputato.
E abbasso a Crispi
e abbasso a quel cafone
che alla banca di Roma
rubò trenta milioni».

L'amante di Caserio
si chiamava Luisa Michele
ma l'era la prima anarchica
ma della Francia
«se sei una vera anarchica
non devi aver paura
anche se vedi il tuo fidanzato andare
alla tortura».

La madre di Caserio
forte piangeva
e a vedere il suo fidanzato
'ndare alla morte
ma lei la piangeva
ma la poverina
e a vedere il suo Santo Caserio andare
alla ghigliottina.

Se d'io avessi un quarto d'ora
ma d'io che fossi ammalato
ma stai pur sicuro vigliacco presidente
ti avrei 'mazzato.

Quando Caserio che vide
la ghigliottina
gli fece una risata
ma il poverino
con una mano
ma si levò il cappello
ma gridava «compagni miei
vado al macello».

Quando il presidente
ma interrogò Caserio
«dimmi Caserio chi era
tua compagnia»
«i miei compagni erano
ma tutti dell'anarchia.
Del resto facevo il fornaio
ma non la spia.

E boia dammi da ber
ch'io tengo sete
e dammi del cognac
damel buono
della Marsala
dammi del vino rosso
così vigliacco presidente ti darò
più sangue».

inviata da Riccardo Venturi - 18/5/2007 - 23:16


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Lingua: Italiano

"Cantavan l'Anarchia. Rivoluzione." Espresso Mese, luglio 1960.

Caserio passeggiava per la Francia
e incontra la carrozza del Presidente
con una man gli porge un mazzo di fiori
con l'altra gli piantò un pugnale nel petto.

Intanto arriva il boia da Torino
«dimmi Caserio chi sono i tuoi compagni»
Uno son io gli altri dell'anarchia
io facevo il fornaio e non la spia.

Pugnale o mio pugnale hai fatto una gran mossa
hai messo un presidente in una fossa.
Pugnali come te ce ne vorria una schiera
in testa all'Anarchia e alla bandiera.

L'amante di Caserio forte piangeva
che vedeva il suo uomo andare a morte.
«Se sei 'na vera anarchica non devi aver paura
anche se vedi il tuo uomo alla tortura.

Quando che muoio me non voglio croci
non voglio preti o frati con quella tonaca nera
ma due dell'Anarchia con la bandiera.

inviata da Riccardo Venturi - 18/5/2007 - 23:18


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Lingua: Italiano

Registrazione 1955, San Giovanni Valdarno (Arezzo).

Caserio passeggiava per la Francia
sale sulla carrozza del presidente.
Con una man gli dava un mazzolin di fiori
e con quell'altra gli dava il pugnal nel cuore.

Pugnale mio bel pugnale
hai fatto una gran mossa
hai messo un presidente
e un vagabondo dentro la fossa.
E di questi pugnali
me ne vorrebbe una schiera
in testa all'anarchia e alla bandiera.

Si alza il presidente tutto arrabbiato
Dicci Caserio chi eran i tuoi compagni?
Uno son io e gli altri dell'anarchia
ed io faccio il fornaio ma non la spia

Ecco che arriva il boia da Torino
dice Caserio: È arrivato l'assassino.
Se avessi un quarto d'ora
e che io fossi ammollato
stà pur certo che anche te avrei ammazzato.

La madre di Caserio forte piangeva
nel vedere il figlio andar alla morte.
Se sei una vera anarchica
non devi aver paura
anche se vedi il figlio tuo alla tortura.

Quando Caserio vide la ghigliottina
scoppiò in una grande risata
Poi a tutti levandosi il cappello
e disse: Amici miei vado al macello.

Boia, dammi da bere che tengo sete
dammi della marsala e del cognac
del vino buono dammi del vino rosso
quello che più io amo
quando mi taglierai la testa
ti darò ancor più sangue.

Prendete la mia testa se la volete
e fatela girar per tutta la Francia
e fatela girar quanto vi pare e piace
ma non direte che il pugnale di Caserio
non fu mortale.

Questa è la triste storia del povero Caserio
che per la Francia perse la propria vita
perse la propria vita per l'anarchia
contro gli sfruttatori e la borghesia.

inviata da Riccardo Venturi - 18/5/2007 - 23:18

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